Al cuore della democrazia: a Monte San Vito un incontro in vista della Settima sociale dei cattolici

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Il 3 giugno scorso, alle ore 21.00, presso la Sala della Comunità della parrocchia Koinè di Monte San Vito, il direttore della Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Senigallia, Giovanni Spinozzi, ha esposto in modo puntuale cosa avverrà a Trieste all’inizio del luglio prossimo: la 50 esima Settimana dei cattolici in Italia, che avrà per tema “Al cuore della democrazia”.

L’ iniziativa di questo incontro è nata da una cena sinodale (un momento di preghiera e riflessione con le persone che hanno seguito le tappe del cammino sinodale e con coloro che hanno frequentato le 10 Parole), nella quale sono stati programmati alcuni incontri pastorali, adottando il metodo della conversazione spirituale, che è il metodo di discernimento comunitario introdotto nel 2021 da Papa Francesco. Uno dei temi emersi in questi anni di cammino sinodale   è stato quello di creare un ponte tra  il Vangelo, la  comunità parrocchiale e le vicende della società e della storia, come i cambiamenti nel mondo del lavoro, la partecipazione civica di qualità,  l’educazione dei giovani all’impegno per il bene comune, l’ecologia integrale di cui parla Papa Francesco.

Giovanni Spinozzi, insieme alla Commissione diocesana di Pastorale sociale e del lavoro, ha potuto maturare significative esperienze in questa dimensione di Chiesa in uscita.

In particolare, in questa occasione,  ha illustrato i contenuti dell’interessante documento preparatorio, in vista dell’appuntamento della Settimana sociale dei cattolici a Trieste.

Alcuni dei punti trattati riguardano il concetto di partecipazione e di democrazia e d’immaginazione. La partecipazione, ad esempio, richiede percorsi complessi, non semplificati e risulta fondamentale perché senza di essa non esisterebbe la democrazia. E’ importante perché garantisce una migliore amministrazione ed un ambiente più vivibile.  Si denota però che quando c’è stanchezza tale partecipazione tende a ridursi se non addirittura a mancare. La stanchezza nasce o è legata alle diverse crisi che l’essere umano vive, come la crisi sociale, climatica, geopolitica e migratoria. L’assenza di partecipazione porta inesorabilmente all’ individualismo e al diffondersi del concetto di potere come sostantivo, cioè al potere inteso come distruzione della collettività e della libertà. Il concetto di potere che ha in sé la partecipazione, non parte dal sostantivo “potere” ma dal verbo “potere” recepito come poter fare, poter cambiare, poter abilitare gli altri, soprattutto i più poveri.

Stiamo affrontando un periodo di “senza”: senza cittadini, senza partecipanti alle celebrazioni, senza abitanti, senza lavoratori…. Allo stesso tempo, però vengono fuori anche energie positive, basti pensare alla grande partecipazione delle donne al mondo politico e sociale e alla maggiore attenzione per l’ ambiente e per  la sua tutela, soprattutto da parte dei giovani.

La partecipazione però non si improvvisa, va studiata bene. Si veda a tal proposito, ad esempio l’associazione  Labsus (https://www.labsus.org), che da anni studia come metter a fattor comune le competenze dei cittadini per il bene comune.

Le Scritture, in particolare, possono aiutarci a studiare e a vivere la partecipazione sociale, basti pensare alla parabola dei talenti, nella quale i tre servi sono invitati a sviluppare le risorse concesse loro dal padrone oppure agli Atti degli Apostoli che sono l’ “esempio” di una rete di partecipazione attiva.

Se si parla poi di democrazia, non possiamo non pensare che prima di tutto essa nasca dal desiderio di un sogno comune, cioè del potere del popolo per il popolo, dall’immaginare che tale sogno comune diventi reale e fattivo. Papa Francesco nella enciclica “Fratelli tutti” ci insegna che esiste un amore politico, un amore non teorico ma un  amore grande per la comunità che ci fa spendere al  massimo. Lo si può considerare come una forma grande di carità che è presente in tutti i nostri  cuori. Questo amore politico va comunque risvegliato e coltivato. E per farlo è necessario l’ascolto, elemento fondamentale per i cristiani,  molto presenti nel sociale.

Inoltre Giovanni Spinozzi ha anche fatto conoscere il percorso partecipativo “Il Parco che vogliamo” (IL PARCO CHE VOGLIAMO – 2a FASE – ASSEMBLEE CON I CITTADINI – 25 maggio e 15 giugno 2024 | Diocesi di Senigallia (diocesisenigallia.it) ), realizzato alla Cesanella e promosso proprio dalla Pastorale sociale. Terminata l’esposizione, ha invitato a porre delle domande. Interessanti sono stati i contributi sull’importanza del voto, sugli sviluppi delle precedenti settimane sociali,  su quale esempio Gesù indica a chi si impegna in politica.

Erano presenti persone da Senigallia, Montemarciano, Chiaravalle ed anche i diversi candidati appartenenti alle due liste elettorali comunali di Monte San Vito. Nella preghiera finale sono stati ricordati Enrico Medi, Aldo Moro ed il carissimo Padre Matteo Pettinari, testimoni  importanti e di grande spessore legati al territorio locale.

Silvia Piaggesi
(hanno collaborato Lorella Pigliapoco e Giandiego Carastro)

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