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L’anno dedicato a San Francesco, anche qui

800 anni fa moriva san Francesco d’Assisi. Il suo passaggio al Cielo, il Transito, si colloca al culmine del lungo cammino giubilare francescano che, dal 2023 al 2026, ha ripercorso gli ultimi anni della sua vita: dall’approvazione della Regola e il Natale di Greccio (2023), al dono delle Stimmate (2024), fino alla composizione del Cantico delle Creature (2025).

Anche la diocesi di Senigallia, in collaborazione con diverse realtà della grande famiglia francescana, si sta muovendo per allestire un ricco calendario di proposte spirituali, culturali ed aggregative. Sabato 21 febbraio 2026, nelle celebrazioni dei conventi si darà avvio al Giubileo francescano nella nostra diocesi: alle ore 18,30 la S. Messa ad Ostra Vetere, nel convento dei frati Minori; alle 17.00, la S. Messa a Corinaldo nel convento dei frati Cappuccini; alle ore 18.30 la S. Messa in quello che fu il convento dei frati Minori, a Santa Maria Apparve, oggi abitato da suore francescane. Ad Assisi, inoltre, il prossimo 22 febbraio inizierà il mese di esposizione delle reliquie del santo.

La diocesi di Senigallia ha inoltre individuato otto chiese giubilari francescane: Corinaldo, la chiesa dei Cappuccini e chiesa parrocchiale dedicata a San Francesco; Ostra, la chiesa di Santa Maria Apparve e la chiesa di San Francesco; Ostra Vetere, chiesa del convento di San Pasquale; Arcevia, chiesa di San Francesco e chiesa di San Giovanni Battista. A Senigallia, la chiesa giubilare è quella di S. Maria delle Grazie.

L’ultima strofa del Cantico, «Laudato si’, mi Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullo homo vivente pò skappare», è l’autentica chiave di lettura di questo Centenario. La testimonianza di Francesco morente, che canta circondato dai suoi fratelli, è un lascito di riconciliazione e una profezia di fraternità: solo un cuore libero e umile può accogliere la morte come amica. E da qui, in diocesi, si darà particolare risalto a Francesco fino alla fine uomo di pace, promotore di unità e dialogo, anche tra religioni diverse.

Un centenario, questo, che coinvolge anche le istituzioni civili, ad ogni livello e che mobilità comunità, associazioni, enti, parrocchie in una serie di proposte e di iniziative varie ed articolate. Ogni anniversario, di qualunque tipologia si tratti, corre il rischio della retorica, dell’uso improprio della data prescelta. In questo ottocentenario, però, occorre vigilare ancora di più. Perché l’eccezionalità e la radicalità evangelica di Francesco d’Assisi non fa sconti, chiede rispetto, coerenza ed il coraggio di andare al cuore del suo messaggio, che altro non è che Vangelo vissuto. Nella sua adesione totale alla proposta di Gesù Cristo, Francesco ha la capacità di stanare ogni incoerenza, incoraggia a dare il meglio di noi stessi, si fa profeta di altri modi di vivere la relazione con se stessi, gli altri ed il Creato. Si staglia quale splendida testimonianza che chiede umiltà, sequela e fede vissuta e celebrarne la sua nascita al Cielo incoraggia e nutre ogni desiderio più bello di armonia e pace.

(nella fotografia, Giotto, ‘Il transito di San Francesco d’Assisi’)

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