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Quegli appunti di Paolo VI sul Giubileo che fanno tanto pensare anche oggi.

Scritto da Laura Mandolini il . Pubblicato in , .

Fanno pensare, tanto, gli appunti scritti nel lontanissimo 1975 dall’allora papa Paolo VI  e di recente pubblicati in un libro scritto da p. Sapienza, di cui parla in questi giorni un articolo del quotidiano ‘Avvenire’. Montini, sostanzialmente, si chiede se il Giubileo non fosse “una pratica in disuso” ed indica in tre parole chiave “Risveglio, confronto, riforma” il percorso di conversione pastorale (avrebbe detto Papa Francesco) per la chiesa universale.

Siamo in pieno Giubileo, la Chiesa italiana è alle prese con il suo Sinodo, non senza inciampi e riprese. Eppure il rischio della rassegnazione nel constatare la progressiva desertificazione delle parrocchie, di quanto tempo fa era dato per scontato, è più evidente che mai. Paolo VI, come del resto i papi venuti in seguito, ha avuto coraggio nel leggere con trasparenza ed onestà le fatiche, le sfide e le risorse spirituali della Chiesa, ad ogni livello. Contro la tentazione di chiusure dal sapore fondamentalista, falsamente rassicuranti e all’opposto la scorciatoia di conformismi mondani che allontanano dalla spiritualità più profonda. C’è da farsi ispirare da questa sincerità, ritagliarsi del tempo per rifletterci, pregarci su, confrontarsi seriamente con il senso dell’essere insieme, prima di riprendere un nuovo anno pastorale troppo spesso scandito da pratiche trascinate per inerzia, seppure con impegno e generosa disponibilità.

Torniamo a questi sorprendenti appunti. Scarni, senza tanti fronzoli, vanno al dunque. Scritti mezzo secolo fa, eppure più eloquenti che mai, sono segnali stradali per immaginare e vivere comunità cristiane significative, evangeliche. Scriveva Paolo VI: “Per l’Anno Santo – ai Pellegrini 1 – Risveglio della coscienza – interiore – il senso della vita. 2 – Risveglio esteriore – il senso delle cose – della storia (…) – collegamento spirituale con la Chiesa. 3- Confronto fra fede e mondo – Il mondo evolve e tenta assorbire, inghiottire, relativizzare – il conformismo personale e la fermezza della fede. 4 – Rinnovamento nell’adesione ai principi fecondi – Riscoperta del regno di Dio – energia e speranza. 5 – Ritornare in “grazia”. Conversione, penitenza e perdono sacramentale. 6 – La vocazione e la responsabilità sociale e comunitaria – scoperta dei “fratelli”.
In filigrana viene spontaneo sovrapporre questo scritto alle parole dell’enciclica ‘Evangelii gaudium’, non a caso una sorta di aggiornamento per il nuovo millennio del Concilio Vaticano II, chiuso proprio dallo stesso Paolo VI. Tanto letta, quanto quasi dimenticata, l’enciclica programmatica del pontificato bergogliano conteneva e traduceva in linguaggio e sensibilità contemporanei gli urgenti e non più rinviabili punti di domanda che Montini elencava cinquant’anni fa.

Laura Mandolini

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