Aprite ancora quel cancello!

Tornano prepotenti le sentenze senza appello: chiudetelo quel cancello. Toglietelo dal calendario quel 27 gennaio, Giorno della Memoria. Basta con l’inutile retorica nel tempo in cui, dicono, “le vittime sono diventati i nuovi carnefici”. Serrate l’entrata di Auschwitz-Birkenau, archiviate quella storia, riponetela negli archivi degli orrori. Adesso ce ne sono altri di cui occuparsi.
C’è chi si ostina, invece, a spalancare di nuovo quel cancello. Ad entrare in quella fetida storia. C’era già tutto lì dentro, c’è ancora da farci i conti. Guardiamola in faccia, raccontiamola anche stavolta. Il più grande cimitero del mondo senza morti non è in competizione con altre disumanità, non pretende predilezione a scapito di altri stermini.
Da lì i sommersi di allora hanno sguardi di pietà e umana compassione per quelli di oggi, ovunque si trovino. Chiedono di non essere rimossi e dimenticati, non per loro stessi, per loro da tempo è ormai troppo tardi. Lo chiedono per i martoriati dei nostri giorni, invocano impegni ed azioni di Bene. Il loro folle sacrificio innocente può forse ancora servire a qualcosa.
Laura Mandolini
Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram.



