Arcevia, il borgo di Nidastore vince la sfida del Fai tra rilancio sociale ed economico

C’è un’Italia che non si arrende allo spopolamento, un’Italia fatta di borghi arroccati e comunità resilienti che trovano nel proprio patrimonio storico la forza per guardare al futuro. È il caso di Nidastore, il più settentrionale dei nove castelli di Arcevia, che oggi celebra un traguardo straordinario: il suo progetto è stato selezionato dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo nell’ambito della XII edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”.
Il borgo marchigiano, che ha raccolto ben 11.153 voti (posizionandosi al 35° posto nazionale), riceverà un contributo economico di 40 mila euro per i primi interventi di recupero e riuso dell’edificio ottocentesco posto all’ingresso del borgo. Un atto fondamentale per ridare vita ad alcuni spazi storici e in disuso, trasformandoli in un motore di sviluppo per l’intera Valle del Misa e del Nevola.
Il cuore dell’intervento riguarda la ristrutturazione di tre ambienti in un edificio situato proprio all’ingresso del castello. Non si tratta di un semplice restauro estetico, ma di una vera e propria operazione sociale. Il progetto, curato dall’antica Istituzione Uomini di Nidastore (attiva fin dal XV secolo), prevede la creazione di uno spazio di aggregazione, un Infopoint turistico e un temporary shop. Si tratterà di un luogo dove gli abitanti potranno ritrovarsi, contrastando l’isolamento tipico delle aree interne, ma che servirà anche come punto di partenza strategico per escursioni naturalistiche e culturali nel territorio e infine come vetrina dedicata a produttori e artigiani locali per incentivare l’economia di prossimità.
L’intervento di Arcevia non è isolato, ma fa parte di una visione più ampia che il FAI porta avanti con determinazione: valorizzare l’Italia più fragile, quella delle aree interne e dei piccoli centri montani. Quest’anno il fondo ha stanziato ben 700.000 euro (la cifra più alta di sempre), destinati a venti progetti che incarnano l’identità e la memoria collettiva del Paese.
ASCOLTA L’INTERVISTA A GABRIO GOFFI – UOMINI DI NIDASTORE (AUDIO)
La partecipazione “dal basso” è la vera chiave di volta: per Nidastore, come per gli altri siti selezionati, il voto dei cittadini ha trasformato un desiderio di tutela in un’infrastruttura concreta. Il progetto dimostra che anche una frazione lontana dai grandi flussi turistici può diventare un polo d’attrazione se sostenuta da una visione culturale solida.
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