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L’arena cinematografica ‘Gabbiano’ e la lunga, calda estate piena di sorprese

Più di una chiusura di fine estate. L’invito a prendere parte al tradizionale appuntamento ‘2+2+2’ dell’arena cinematografica estiva ‘Gabbiano’ di Senigallia, dove i tre ‘2’ indicano il giorno di settembre che segna il termine dell’attività all’aperto, il prezzo del biglietto e due gustosi pezzi di pizza offerti al pubblico, si trasforma ogni anno di più in un corale abbraccio di spettatrici e spettatori alla sala della comunità, versione bella stagione.

Accanto alla programmazione quotidiana, gli undici appuntamenti in arena con registe, attori, sceneggiatori, produttori, attrici, montatori; gli ‘extra time’, film a sorpresa all’alba, sempre più partecipati; il vivace e fresco contributo della ‘Giuria giovani’, particolarmente coinvolta quest’anno nel muovere i primi passi tra interviste, recensioni, consegna schede… tutto ha vivacizzato lo spazio del cinema sotto le stelle, in un cartellone di grande spessore e richiamo.

Il cinema ‘Gabbiano’ continua ad essere un punto di riferimento culturale e sociale. Per la città e non solo. Lo dicono le presenze, senz’altro. Ma soprattutto l’affezione di tante persone ad una proposta capace di modulare titoli e creatività imprenditoriale, mantenendo fede alla sua lunga storia. La sala cinematografica può essere vissuta in tanti modi, ognuno di questi ha diritto di cittadinanza e la scelta del ‘Gabbiano’, esigente e ricca di professionalità collaudata, ha a che fare con un profilo desideroso di coniugare qualità e popolarità per continuare a nutrire uno sguardo meravigliato ed ‘educato’ alla bellezza.
In una caldissima sera di settembre, l’arena gremita dice tanto.E’ il grazie reciproco per queste settimane entusiasmanti, l’incoraggiamento a continuare a scommettere sul cinema che fa comunità; si prosegue, a testa bassa, nell’ambizione di portare, anche in una piccola città, i migliori volti che fanno del cinema italiano più di una sequenza di immagini: si tratta di vedere un po’ di noi stessi, su quel grande schermo, per dirci che i titoli di coda, qualunque sia la storia, sono in realtà l’inizio di nuovi racconti condivisi.

Laura Mandolini

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