Bolkestein, spiagge delle Marche a rischio? L’analisi di Confcommercio

Il tema delle concessioni demaniali marittime e dell’applicazione della direttiva europea Bolkestein continua a interessare il territorio marchigiano. E’ recente la decisione della giunta di Fano sull’avvio delle procedure di gara ad evidenza pubblica nella zona di Torrette. Riflettori accesi su una questione complessa, con scadenze normative precise ma finora sempre procrstinate. E a complicare il tutto c’è un quadro interpretativo ancora frammentato. Ne abbiamo parlato con Andrea Curtatoni, responsabile Commercio e Turismo di Confcommercio Marche. L’AUDIO dell’intervista andata in onda su Radio Duomo Senigallia nei giorni scorsi, è disponibile anche qui.
La delibera fanese stabilisce che a fine estate andranno a gara le concessioni per l’area di Torrette, attualmente libera. L’obiettivo è muoversi in tempo per arrivare al termine del 30 settembre 2027 con l’ingresso dei nuovi titolari di concessioni. L’iniziativa – che prevede anche l’adeguamento del piano particolarizzato delle spiagge al Piano di gestione integrata delle zone costiere – rimane secondo Andrea Curtatoni un caso isolato nella regione. Pochi, per il momento, sono gli amministratori e i dirigenti che vogliono agire in conformità con le normative e le tempistiche attuali. La maggior parte preferisce invece attendere un quadro applicativo più concreto e stabile.
Secondo l’esponente di Confcommercio, non sussiste un’urgenza immediata che giustifichi una corsa a questi bandi a evidenza pubblica. Da un lato la conclusione delle gare deve avvenire entro il 30 giugno 2027. Dall’altro Curtatoni sottolinea la mancanza di un “bando-tipo” nazionale. Un modello, strumento fondamentale per uniformare le regole. Lo scopo è infatti garantire equità a tutti gli operatori del settore.
A ciò si aggiungono i ritardi tecnici legati ai piani di difesa della costa, poiché l’adeguamento dei piani spiaggia comunali è subordinato alle modifiche del piano regionale previste entro la fine dell’anno.
Un nodo centrale della discussione resta quello della mappatura delle risorse balneari. Il censimento serve per verificare la sussistenza o meno della “scarsità della risorsa”. Questa è la condizione essenziale per l’applicazione della Bolkestein. L’operazione s’è sostanzialmente arenata dopo l’invio a Bruxelles di un dossier ritenuto non esaustivo.
Esiste inoltre un dibattito aperto sulle competenze in materia tra Stato e Regioni nella gestione delle norme sulla concorrenza, mentre ai Comuni rimarrebbe l’onere dell’applicazione delle direttive.

A complicare il quadro, c’è anche una vera e propria criticità strutturale: manca una profonda riforma del settore. Il sistema italiano si basa ancora sui regi decreti e regolamenti degli anni ’30, ’40 e ’50. Testi normativi ormai distanti dalle attuali dinamiche turistiche, economiche e logistiche delle imprese balneari.
L’obiettivo prioritario delle associazioni di categoria per quanto riguarda la diretta Bolkestein rimane la salvaguardia dell’economia locale. Un tessuto spesso composto da piccole imprese familiari che nel corso degli anni hanno effettuato investimenti sul litorale.
La sfida per i prossimi mesi sarà quella di trovare un equilibrio tra il rispetto delle scadenze europee del 2027 e la tutela del valore economico, sociale e occupazionale rappresentato dal sistema turistico-balneare marchigiano.
Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram

