Chiesa e fede: i passi da compiere verso una comunità che sia più “casa” e meno “azienda”

La necessità di rinnovare la trasmissione della fede, il confronto quotidiano con le realtà parrocchiali, l’impegno (e le fatiche) di chi opera sul campo, l’esperienza con giovani e meno giovani, l’apertura al sacro. Sono questi i cardini attorno a cui ruota il libro di don Emanuele Piazzai, viceparroco dell’unità pastorale “Nazareth” (che comprende Ostra, Casine e Pianello) della diocesi di Senigallia, intitolato “I suoi passi tracceranno il cammino per una trasmissione della fede rinnovata“.
Intervistato da Laura Mandolini, direttrice di Radio Duomo Senigallia e La Voce Misena, l’autore ha raccontato come il volume, pubblicato dalla casa editrice LDC, sia il frutto di un percorso di formazione che lo ha visto impegnato per mesi con circa trecento operatori pastorali della diocesi di Ancona. Da lì è nata l’idea di una raccolta, sistemazione organica e pubblicazione di quei contenuti. L’intervista, di cui qui pubblichiamo solo un estratto testuale, è in onda lunedì 15 e martedì 16 giugno, alle ore 13:10 e alle ore 20, oltre a una replica domenica 21 alle ore 16:50, sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2 fm). Qui sotto trovate l’AUDIO dell’intervista.
Al centro del libro si colloca la convinzione, legata anche agli studi di teologia pastorale, che la Chiesa non debba inventare chissà quali strategie, ma semplicemente assecondare l’azione che lo Spirito Santo sta già compiendo nella storia. Il titolo del libro racchiude proprio questo invito: la pastorale autentica nasce da uno sguardo capace di scorgere dove il Signore sta camminando, permettendo alle comunità cristiane di rimettere i propri piedi nelle sue impronte. Ogni capitolo del testo propone un passo concreto per favorire questa conversione, offrendo un cambio di prospettiva. Un invito a superare lo scetticismo e a guardare con gli occhi della speranza, un po’ come papa Giovanni XXIII all’apertura del Concilio Vaticano II (celebre la frase: “Siamo appena all’aurora“).
Il volume affronta direttamente il nodo cruciale del perché molta della catechesi tradizionale non riesca più a generare una fede viva, individuando il problema non nel singolo percorso formativo, ma nell’identità stessa delle comunità cristiane. Don Piazzai suggerisce che il primo grande cambiamento debba essere il passaggio da una “comunità-azienda”, focalizzata su burocrazia, numeri e conti, a una “comunità-casa“. In questa dimensione domestica non servono riunioni continue o programmazioni rigide, ma diventa centrale la vita condivisa e un’accoglienza ospitale, capace di rispondere alla forte domanda di spiritualità che emerge nella società contemporanea.
Questa sete interiore trova un riscontro immediato nelle recenti ricerche sociologiche sui giovani, i quali si mostrano aperti alla figura di Gesù ma spesso distanti dai cristiani, percepiti come giudicanti o ipocriti. Di fronte a questo divario, l’autore sottolinea nel libro l’importanza della credibilità e della testimonianza vera. Le nuove generazioni cercano punti di riferimento che abbiano il coraggio di rischiare tutto per il Vangelo. Il testo evidenzia come il cristianesimo, la fede, debba diffondersi come un “profumo”, lasciando agire la grazia divina attraverso la costruzione di relazioni umane genuine, piuttosto che mediante sforzi organizzativi fini a se stessi.
Il volume, che vanta la prefazione del vescovo di Gubbio e Città di Castello Luciano Paolucci Bedini, si propone come uno strumento di discernimento concreto non solo per i catechisti, ma per i consigli pastorali e per tutti coloro che hanno a cuore il futuro della Chiesa. L’obiettivo dell’autore è consentire alle comunità di superare l’immobilismo e di compiere il primo passo nel seguire le orme del Signore. In attesa della presentazione ufficiale dell’opera, prevista per la fine di luglio, il libro è già disponibile presso la libreria Mastai di Senigallia.
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