Senigallia, il gruppo di preghiera di padre Pio compie 75 anni

Sarà anche una frase qualunquista, ma il mondo attraversa tempi burrascosi, segnati da conflitti e fragilità sociali. Eppure, in questo contesto, c’è chi alla guerra risponde con la pace e la carità, con la forza della preghiera: ed è una comunità che a Senigallia è attiva da ben tre quarti di secolo. Il gruppo di preghiera di padre Pio infatti festeggia quest’anno l’importante traguardo dei 75 anni di vita. Durante la trasmissione “20 minuti da Leone” su Radio Duomo Senigallia, abbiamo ospitato padre Stelvio Sagrati (coordinatore diocesano) e Mauro Angelucci (animatore del gruppo di Senigallia) i quali hanno tracciato un bilancio di questa esperienza spirituale, sottolineando come il messaggio del santo di Pietrelcina sia più attuale che mai. L’intervista, andata in onda nei giorni scorsi, è disponibile assieme a questo articolo grazie al lettore multimediale.
Il gruppo di Senigallia vanta una continuità fuori dal comune: fu fondato ufficialmente il 20 marzo 1951. «Tutto partì dall’iniziativa di figure storiche come don Angelo Mencucci, padre Geremia, Elena Conti e Leonilde Martelli», ha ricordato Mauro Angelucci. Un ruolo chiave lo ebbe anche l’imprenditore Corrado Conti, che portò personalmente a San Giovanni Rotondo il desiderio di un gruppo di devoti senigalliesi, ricevendo il beneplacito della Casa sollievo della sofferenza. Da allora, il gruppo ha attraversato i decenni cambiando diverse sedi – dalla chiesa della Maddalena al duomo, dove oggi si riunisce stabilmente nella sagrestia grande a causa dei danni legati al terremoto del novembre 2022 alla cattedrale.
«Perché pregare oggi?» è la domanda che abbiamo rivolto a padre Stelvio Sagrati. E senza titubanze: «La preghiera è l’unica via in una situazione di violenza, guerre e fragilità familiare. Padre Pio voleva comunità di preghiera che fossero anche focolai di carità autentica».
Nonostante la secolarizzazione della Chiesa, si avverte un certo interesse, anche tra i giovani. Sagrati ha citato testimonianze di guarigioni spirituali e cambiamenti radicali di vita, sottolineando come la figura di padre Pio, insieme a quella di santa Maria Goretti, venerata non solo a Corinaldo, resti un baluardo e un richiamo alla «tenerezza di Dio».
Per celebrare il 75esimo anniversario del gruppo di preghiera senigalliese, sono previsti due momenti centrali: il 27 marzo si terrà la celebrazione nella chiesa dei Cancelli; alle ore 17 si terrà l’adorazione eucaristica guidata dal coordinatore regionale padre Marzio Calletti. Seguirà, alle ore 18, la messa presieduta dal vescovo Franco Manenti. Slegato dall’anniversario e ormai appuntamento annuale tradizionale è invece il pellegrinaggio del 17 e 18 aprile nei luoghi simbolo del santo, toccando Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo e Pietrelcina. Le iscrizioni sono aperte fino a fine marzo. Per informazioni è possibile contattare il numero 331 927 5829 (Oronzo Sguera).
L’anniversario cade però non in un anno qualunque: ricorre infatti l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi. Padre Stelvio ha ricordato la profonda simbiosi tra le due figure, unite dal segno delle stimmate. «In diocesi abbiamo diversi luoghi giubilari francescani, come il convento di Corinaldo o San Pasquale a Ostra Vetere, dove riscoprire questa spiritualità». Ma il messaggio con cui si è chiusa l’intervista è un invito a vivere la quaresima non solo come rito, ma come rinuncia al superfluo per aiutare chi è nel bisogno. Un messaggio universale, che parla a credenti e non, mettendo al centro la fratellanza e la speranza. Di cui c’è davvero bisogno.
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