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Gaza City brucia. La testimonianza di Gabriel Romanelli, parroco della comunità cattolica locale

Scritto da Laura Mandolini il . Pubblicato in , .
This picture taken from a position at Israel’s border with the Gaza Strip shows smoke billowing amid Israeli bombardment of the besieged Palestinian territory on September 16, 2025. Israel unleashed a massive new bombing campaign on Gaza City on September 16 after visiting US Secretary of State Marco Rubio backed the ally’s goal of eradicating the Palestinian Hamas movement and warned that only days may be left for a diplomatic solution. (Photo by Menahem KAHANA / AFP)

La situazione continua a essere molto grave in tutta la Striscia, particolarmente nella città di Gaza”. Lo racconta in un video destinato ai giornali diocesani padre Gabriel Romanelli, parroco della comunità cattolica locale, dopo he Israele ha lanciato stanotte un’operazione militare estesa su Gaza City, con raid aerei intensi, focalizzati sulle infrastrutture di Hamas, accompagnati da un avvertimento perché i residenti lascino la zona e si dirigano verso il sud della Striscia. “Ringraziando Dio stiamo bene”, rassicura all’inizio del messaggio, ma poi descrive un contesto di crescente dolore: “Ci sono operazioni militari molto forti nella zona ovest e nord-ovest della città. Si sentono tanti colpi, soprattutto di notte”. La parrocchia si trova nella zona est, dove la situazione sembra al momento meno critica, ma “in tutta la città si avverte tristezza, angoscia”. Molti quartieri sono stati evacuati, altri resistono: “La maggior parte della popolazione non vuole andarsene, perché hanno già vissuto l’esperienza dello sfollamento. All’inizio della guerra sono partiti in 700.000, ma si continua a bombardare ovunque: nord, sud, centro. Si distruggono case, tende, si perdono vite”. La comunità cristiana rimane compatta attorno alla parrocchia: “Siamo circa 450 persone. Cerchiamo di fare del bene, di servire molto semplicemente i nostri anziani, i bambini, le famiglie, gli ammalati”. Infine, padre Romanelli si rivolge a chi lo ascolta: “Vi ringraziamo per la vostra preoccupazione. Pregate ancora per la pace, affinché il Signore conceda a questa parte della Terra Santa – e a tutta la Terra Santa – un periodo senza guerra. Come inizio di un periodo di pace”.

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