Inaugurata a Serra de’ Conti ‘Casa Perticaroli’, dove abitano abilità diverse e tanta umanità

A Serra de’ Conti, dentro ‘Casa Perticaroli’, luogo dedicato a persone con disabilità, abitano diverse storie. Qui si incrociano tante vite. Il sorriso, unico e prezioso, di Franco – deceduto nel 2019 e a cui la casa è dedicata – accoglie nell’originale targa posta all’entrata chi, per motivi diversi, varcherà la soglia di un luogo che fa più bella la comunità serrana e non solo.
Trova ospitalità la vita di chi abiterà in queste ariose ed accoglienti stanze, ancora più abilitato a mettere in gioco, ogni giorno, il proprio desiderio di autonomia e relazioni. I giorni di quanti, a dispetto di chi ci vorrebbe tutti performanti e ‘meritevoli’ di stare al mondo, donano volontariamente tanto del loro tempo per condividerne uno ritmato diversamente, in esperienze e progetti dove la dignità di ogni persona è custodita e rilanciata.
Avranno la porta aperta, in questa armoniosa dimora, imprenditori, filantropi, vicini di casa, professionisti dai mestieri più diversi, che in diverse occasioni si sono già lasciati coinvolgere in un progetto capace di stimolare idee, donare speranza e farci sentire più famiglia umana.
Numerose le istituzioni presenti, sabato 4 luglio mattina, per il taglio del nastro, espressione di tanti livelli di governo. Il messaggio, letto dal presentatore Sandro Apolloni, della ministra per la disabilità, Alessandra Locatelli, i saluti dell’assessore regionale delle Marche alla sanità e ai servizi sociali Paolo Calcinaro, quelli del presidente della Provincia di Ancona, Daniele Carnevali; il sindaco di Serra de’ Conti, Silvano Simonetti. In platea, gli assessori regionali Giacomo Bugaro e Tiziano Consoli, i consiglieri regionali Corrado Canafoglia e Maurizio Mangialardi, alcuni esponenti della giunta municipale di Senigallia, il vescovo diocesano Franco Manenti. La politica era presente, segno di attenzione e sensibilità, ma al contempo stimolo ulteriore affinché ciò che spetta di diritto a cittadini e cittadine non sia delegato quasi soltanto alla società civile, molto spesso più capace ed agile nell’intercettare le esigenze dei più fragili per dar loro risposte concrete. E poi le voci di chi, a diverso titolo (imprese, esercito, istituti bancari, associazioni filantropiche) ha messo più di una risorsa affinché la casa, nel tempo record di appena 10 mesi, diventasse realtà.

Antonello Verdini, imprenditore locale, ha regalato il terreno sul quale sorge la struttura e non ha dubbi: «Donare ha un valore inestimabile» e grazie alla sua generosità qualcuno ha dato seguito ad un sogno così bello. Sonia Sdogati, presidente dell’associazione ‘Il giardino dei bucaneve’, a cui è affidata la gestione della casa, c’ha creduto da sempre, è lei il cuore convinto e ostinato dell’intero progetto. Proprio quest’anno, Lorena, Patrizia, Melissa, Sandro e Stefania, vista la scadenza del relativo contratto di affitto, avrebbero dovuto lasciare l’appartamento in cui hanno sperimentato tanta autonomia. Sonia, insieme a dei folli visionari come lei, tutt’altro che sprovveduti, hanno visto in questa ‘minaccia’ l’opportunità di osare altro. Questa loro intraprendenza è stata accolta, il progetto di vita insieme non solo non sarebbe finito, ma avrebbe trovato un nuovo slancio, nuove prospettive. Giuseppina Campolucci, responsabile dell’Ufficio politiche sociali dell’Ambito territoriale 8, ripercorre nell’occasione questa bella storia che nasce da lontano: «Siamo stati i primi, nella Regione Marche, a credere nei percorsi di autonomia possibile delle persone con disabilità; questo territorio ha dimostrato di avere una marcia in più, perché capace di far lavorare insieme tanti soggetti e diverse sigle, espressione di una comunità che ha scelto di camminare per non lasciare indietro nessuno».

Martina è la figlia di Franco. Sua sorella Claudia (assente in questa occasione per motivi di salute) e la loro madre Maria Luisa, hanno da sempre condiviso la straordinaria dedizione del loro congiunto per le esigenze delle persone più fragili. A lei è toccato dare voce alle mille emozioni di una famiglia in cui lo spirito di Franco vive più che mai e che da oggi ha la sua residenza anche in queste stanze: «Oggi inauguriamo non solo una casa – ha detto – ma un segno vivo e tangibile di come è fatto il Bene comune. Il bene ricevuto è stato ridonato…». Poco più in là, dietro il palco, il sorriso di Andrea Puerini, molto più di un imprenditore edile dalle mani d’oro, infaticabile ed esperto lavoratore al servizio fin da subito di questa impresa, a suggellare un traguardo che ci fa tutti più umani.
Laura Mandolini
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