Lavori alla foce del Cesano: i dubbi tra impatto ambientale e continua antropizzazione

Sono stati avviati i lavori per la realizzazione di un nuovo parco naturale alla foce del fiume Cesano, zona nord di Senigallia. Ciò, come prevedibile, ha riacceso il dibattito sui delicati equilibri tra la valorizzazione turistica e la tutela degli ecosistemi costieri. Ne abbiamo parlato venerdì 5 e sabato 6 giugno su Radio Duomo Senigallia (95.2fm). Qui sotto l’AUDIO per chi volesse riascoltare l’intervento di Marco Giardini, ex presidente dell’associazione “Amici della foce del fiume Cesano”.
Il progetto prevede la nascita di una sorta di parco, arricchito da una pista ciclabile, da una nuova struttura commerciale adibita a punto ristoro e da un parcheggio. La previsione sta sollevando diverse perplessità tra i residenti e le realtà ambientaliste del territorio. Al centro delle preoccupazioni vi sono l’impatto dei lavori sull’ambiente storicamente incontaminato, la modifica della viabilità ciclabile locale e il posizionamento dei parcheggi a ridosso delle abitazioni del Cesano. Contro tale scelta progettuale è già stato promosso un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche per ottenerne una variante.
Sulla gestione dell’intervento è intervenuto Marco Giardini. L’ex presidente dell’associazione “Amici della foce del fiume Cesano” ha espresso il rammarico del sodalizio. Innanzitutto, per il mancato coinvolgimento della realtà locale nelle fasi decisionali. In secondo luogo, per le modalità con cui si sta procedendo alla trasformazione dei luoghi. Secondo l’esponente ambientalista, l’antropizzazione del sito, unita all’eradicazione quasi totale della flora spontanea originaria, era uno scenario assolutamente da evitare.
Giardini ha ricordato il valore scientifico dell’area. Venti anni fa, uno studio dell’Università di Camerino che ne celebrava la rarità in quanto foce non antropizzata e conservata allo stato naturale. Un patrimonio floristico finora utilizzato anche per scopi didattici con le scolaresche locali.

Accanto alle problematiche ambientali, l’associazione solleva una questione culturale legata alla perdita della memoria storica del quartiere. L’apertura del cantiere ha infatti comportato la totale demolizione di una vecchia casa rurale locale. Il rudere per decenni è stato un riferimento per l’economia e la sussistenza delle famiglie meno abbienti della frazione Cesano.
Gli amici della foce del fiume Cesano non contestano la natura privata dei terreni né tantomeno la prevista piantumazione di specie arboree. Piuttosto, Giardini evidenzia come un confronto preventivo con i botanici, gli esperti e la cittadinanza avrebbe potuto evitare danni a un ecosistema unico. Non solo, avrebbe garantito uno sviluppo della costa più rispettoso delle sue peculiarità storiche e naturali.
Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram

