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La ministra per le Disabilità Locatelli a Senigallia: “Serve un cambio culturale per tutelare dignità”

Si è parlato di diritti, organizzazione dei servizi, collaborazione tra soggetti coinvolti nell’incontro pubblico con la Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. L’iniziativa, organizzata nel pomeriggio di sabato scorso all’auditorium ‘San Rocco’ dalla Lega cittadina, ha vivacizzato la campagna elettorale senigalliese che in diverse occasioni ha visto approdare esponenti di rilievo delle istituzioni e della politica nazionale. Nell’occasione erano presenti, in un incontro a sostegno del candidato sindaco Massimo Olivetti, esponenti del Carroccio, candidati al consiglio comunale, alcuni rappresentanti del Terzo settore e di associazioni.

Le candide divise di alcuni appartenenti alla Federazione italiana cuochi l’hanno accolta all’ingresso dell’auditorium e la stessa Locatelli ha preso spunto da questo originale e apprezzato benvenuto per ribadire la necessità di connessioni, ad ampio raggio, così da garantire ad ogni persona una vita piena. Ha tracciato i contenuti più significativi del Progetto di Vita, fulcro della riforma in materia di disabilità licenziata con il decreto legislativo 62/2024, evidenziandone il cambiamento che vuole promuovere: «Il progetto di vita è uno strumento che richiede un salto di qualità, uscendo dall’assistenzialismo. La persona con disabilità resta al centro, con i suoi diritti, aspirazioni, talenti, capacità, tutti i soggetti coinvolti devono lavorare insieme e fare la loro parte».

“Serve l’impegno di tutti – ha detto  Locatelli – per lavorare insieme dal punto di vista istituzionale, del  Terzo Settore e con il coinvolgimento del privato, perché solo insieme possiamo essere forti e capillari per supportare i bisogni e le richieste di ogni persona che ha necessità”. Lo ribadisce con convinzione ed entusiasmo nel raccontare il percorso legislativo che la vede impegnata su più fronti: “la persona non può più essere considerata un caso dei servizi sociali o sanitario: è una sola e le istituzioni devono imparare a lavorare insieme per garantire risposte concrete, coordinate e personalizzate”. Si tratta sostanzialmente, ha ribadito più volte, di un cambiamento di tipo culturale.

Altro tassello significativo del suo impegno istituzionale è l’approvazione del disegno di legge in materia di riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari, i cosiddetti caregiver. Il provvedimento prevede un quadro giuridico per riconoscere il valore sociale ed economico di chi assiste, in ambito domestico e a titolo gratuito, congiunti con disabilità o non autosufficienti. “In passato – ha detto – non si è mai riusciti a ottenere una normativa, perché mancavano l’individuazione della platea dei soggetti o le risorse. Sono contenta ma – ha ammesso Locatelli – si potrebbe fare di più”.

Integrazione socio – sanitaria, snellimento della burocrazia, a volte asfissiante, cambio di paradigmi culturali, volontà e capacità delle istituzioni, ad ogni livello, di individuare e dedicare risorse economiche, umane e sociali: queste, secondo Locatelli, le scelte politiche irrinunciabili, di civiltà e giustizia, da confermare e implementare per garantire pari diritti di cittadinanza. Insieme, ha aggiunto, “ad un racconto diverso nei mass media delle professionalità impegnate in questo ambito (educatori, educatrici, operatori in senso lato) troppo spesso considerati lavori  ‘di serie B’, non adeguatamente pagati e spesso messi in risalto se legati a fatti di cronaca”.

Laura Mandolini

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