Mondo: l’unica regola è che non ci sono più regole.
Scendono di nuovo in campo le tifoserie: bravo Trump, pessimo Trump! Ormai ogni valutazione più approfondita ed informata è travolta dall’appartenenza politica, qualunque sia l’oggetto in discussione. Vale la pena, allora, fermarsi un attimo per ascoltare chi ne sa di più, chi ha esperienza diplomatica di lungo corso e che va al di là degli schieramenti ‘a prescindere’. “Si tratta di un colpo ferale assestato a ciò che rimane del diritto internazionale e di un mondo regolato da norme e non dall’arbitrio, puro e semplice, derivato dalla forza bruta”. È una lettura “assolutamente negativa” quella che Pasquale Ferrara, ambasciatore di lunga esperienza e a capo per quattro anni della Direzione generale per gli affari politici e di sicurezza del Ministero degli Affari Esteri, dà all’attacco Usa al Venezuela. “A questo punto – spiega in questa intervista in esclusiva per il Sir – sarà molto difficile tornare indietro. Trump ha implicitamente autorizzato non solo le altre superpotenze, ma anche le potenze regionali, a decidere unilateralmente di perseguire i propri fini egemonici senza dar conto a nessuno”.
Viene spontaneo chiedere dove siano gli organismi internazionali a protezione del diritto. Ferrara risponde “
ciò che impedisce agli organismi internazionali di essere rilevanti è semplicemente e drammaticamente la circostanza che siamo di fronte a una sorta di pactum sceleris tra le grandi potenze per liberarsi da ogni vincolo e controllo internazionale, in un’ottica spartitoria del mondo secondo sfere di influenza”. Trump. Putin. Xi. Venezuela. Ucraina. Taiwan. Siamo di fronte a deliri di onnipotenza…? “Sono casi molto diversi tra loro, ma con una matrice comune. Il messaggio è – come in certi film di Hollywood – che c’è una sola regola: non ci sono più regole. Si tratta di una vera e propria prevaricazione e di un atto di superbia politica. La storia ci insegna che a queste azioni presto fanno riscontro delle reazioni di resistenza e di controffensiva politica. Anche per questo motivo operazioni come quella condotta contro il Venezuela, al di là delle giustificazioni più o meno pretestuose, sono altamente irresponsabili e rischiano di provocare danni immensamente più gravi dei pochi vantaggi che asseriscono di acquisire.
E la debolezza europea: “La flebile e balbettante reazione europea dinanzi all’aggressione armata contro il Venezuela si configura, a mio avviso, come un caso di alto tradimento dei valori fondanti della Ue. Concedere anche solo un millimetro di terreno a chi fa carta straccia dello Statuto delle Nazioni Unite è fonte di ulteriore discredito internazionale e di perdita secca di credibilità da parte della Ue, la cui principale preoccupazione, in questa fase storica, sembra essere quella di non contrariare le tendenze imperiali che ormai si manifestano in modo palese dall’altra parte dell’Atlantico. Una strategia nettamente perdente che, se non corretta, finirà per ridurre l’Unione Europea a un insignificante agglomerato economico senza alcun peso politico”.
a cura di M. Chiara Biagioni
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