Naufragi dimenticati

“Dobbiamo notare che si è registrato l’ennesimo naufragio nel Mediterraneo: non possiamo rassegnarci alla logica della morte in cui la speranza prende forma della disperazione con le conseguenze tragiche che ben conosciamo e alle quali non potremo mai abituarci”. A dirlo è stato il card. Matteo Zuppi appena sapunto del nuovo naufragio avvenuto nei giorni scorsi a largo della Tunisia, malgrado l’ONG Alarm Phone avesse già segnalato il tragitto dell’imbarcazione. “Questo nuovo naufragio – ci dice suor Lina Guzzo, missionaria scalabriniana, da anni impegnata nell’accoglienza ai migranti – interroga anzitutto il mondo delle istituzioni richiamando i politici alle loro responsabilità. Inoltre, credo che l’assenza di vie legali e sicure di accesso unita ad una progressiva crescita delle difficoltà nelle operazioni di soccorso e a una gestione dei confini improntata al controllo se non al respingimento contribuiscono a esasperare una situazione che spesso finisce col sacrificio di vite umane. Persone provenienti da Paesi diversi si sono ritrovate in mare senza ricevere una risposta adeguata di accoglienza e soccorso. Molte di morti potevano essere evitate. Penso però sia ancora possibile intervenire, rafforzando i salvataggi in mare e costruendo alternative concrete ai viaggi della disperazione”.



