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La Pasqua che libera la fede

Scritto da Laura Mandolini il . Pubblicato in , .

Durante un pranzo di Pasqua alla Casa Bianca, la pastora Paula White ha rivolto parole sorprendenti al presidente degli Stati Uniti, affermando che sarebbe stato «tradito, arrestato e falsamente accusato», tracciando un parallelo con la figura di Gesù Cristo. White ha aggiunto che «come Lui è risorto, anche tu sei risorto», sostenendo che, attraverso la vittoria di Cristo, Trump sarà «vittorioso in tutto ciò che farà» e verrà usato da Dio per «sconfiggere il male».
Questa è la conferma più eclatante del potere che sempre più spesso occupa, strumentalizza e violenta la religione. A diverse latitudini, comprese le nostre, la usa come clava identitaria che esclude, emargina e nutre conflitti a tanti livelli, passando sopra alla coerenza di scelte e comportamenti evangelici per davvero. Non è una deriva ideologica soltanto dei cristiani, basta dare un’occhiata alle teocrazie islamiste o alle esasperazioni nazionaliste induiste e colpisce come, nel tempo del secolarismo e dell’indifferenza religiosa diffusa, le fedi hanno spesso i connotati più integralisti, pericolosi e settari. La storia è piena di gente che si è intestata la compagnia di Dio per giustificare ogni sorta di nefandezze e anche la Chiesa, quando ha messo se stessa sopra il messaggio che doveva annunciare, ha fatto danni.
Nel mondo che continua ad essere travagliato da tanta violenza ed ingiustizie, risuonano forti e necessarie le parole del papa nella sua omelia della Messa crismale del giovedì santo: “L’occupazione imperialistica del mondo è allora interrotta dall’interno, la violenza che fino a oggi si fa legge è smascherata. Il Messia povero, prigioniero, rifiutato, precipita nel buio della morte, ma così porta alla luce una creazione nuova”. Dio, liberaci dalla religione violenta, dall’occupazione imperialistica del sacro per farci scegliere sempre di più parole e gesti di pace che parlano di Te. Buona Pasqua!