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Patti di collaborazione e beni comuni: a Senigallia cittadinanza attiva al parco della Cesanella

Un'area del parco della Cesanella (foto: 2022)

Un'area del parco della Cesanella (foto: 2022)

Un modello di partecipazione diretta che trasforma i beni pubblici in beni comuni, restituendo centralità alla comunità. A Senigallia il percorso dei patti di collaborazione vive una fase di forte impulso. Quello sul parco della Cesanella sta arrivando a una fase più istituzionale, grazie alla Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi. Non da sola ma in sinergia con gli enti locali, le scuole e il mondo associativo. Il prossimo appuntamento è per il 4 ottobre. Ne abbiamo parlato con il responsabile della pastorale Giovanni Spinozzi. L’intervista è andata in onda su Radio Duomo Senigallia (95.2FM) mercoledì 30 settembre e giovedì 1° ottobre. Per chi se la fosse persa, è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale.

Il luogo

L’iniziativa nasce per l’esigenza di riqualificare il parco della Cesanella. L’area verde è la più estesa della città con i suoi 16 ettari e le centinaia di alberi. Sono stati messi a dimora come compensazione ambientale per la terza corsia dell’A14 e per la complanare, circondati da lotti edificabili. Ma presentava criticità legate all’accessibilità, alla sicurezza notturna e alla salute della vegetazione. Un’indagine condotta da agronomi volontari e poi dall’Università di Camerino ha evidenziato infatti che circa un terzo delle piante non aveva attecchito a causa dell’inidoneità delle specie rispetto al terreno.

Un po’ di storia

Ma prima dei patti di collaborazione, nel 2021 è nato il progetto “Il parco che vogliamo”. Ha visto la partecipazione di circa mille studenti e decine di cittadini. I più giovani hanno condiviso idee e plastici sul parco desiderato (vd dossier https://bit.ly/IlParcochevogliamo2022). I residenti e i portatori d’interesse locali hanno espresso necessità più concrete: arredi urbani, fontanelle, attrezzature sportive e uno spazio dedicato a piccoli eventi culturali. Ne è nato un documento, pieno di proposte, che è stato consegnato al Comune. Grazie poi a un bando di Fondazione Cariverona, con il supporto dell’ufficio progettazione della Caritas e dell’associazione Next, si sono ottenuti fondi. Questi hanno permesso di inaugurare, lo scorso 13 settembre, l’anfiteatro verde e di piantumare oltre 130 nuove essenze individuate dal dipartimento di botanica dell’università di Camerino.

I patti di collaborazione

Tutto ciò ha aperto la strada all’adozione del metodo partecipativo. Nel febbraio del 2026 l’amministrazione comunale ha approvato il regolamento sui patti di collaborazione, lo strumento giuridico nato dagli studi di diritto pubblico del professor Gregorio Arena che consente ai privati cittadini e alle associazioni di prendersi cura direttamente dei beni pubblici. A differenza degli affidamenti esclusivi a singoli enti, il patto di collaborazione garantisce una gestione aperta, democratica e basata sul volontariato. Il Comune copre le spese di assicurazione e dei materiali di consumo.

Giovanni Spinozzi
Giovanni Spinozzi

Attività, obiettivi, prossimi appuntamenti

L’obiettivo dei patti di collaborazione, in particolare di quello che riguarda specificamente il parco della Cesanella, è definire una gestione condivisa dell’anfiteatro verde per eventi e attività, garantire la manutenzione ordinaria e l’irrigazione delle nuove piantumazioni e realizzare interventi di decoro urbano come la verniciatura delle panchine e la cura dei cestini lungo i percorsi del parco. Queste azioni si inseriscono nel solco del masterplan approvato dal Comune nel novembre del 2025, che prevede futuri interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e il miglioramento complessivo della fruizione dell’area verde anche attraverso nuovi investimenti in chiave sportiva.

Per avviare formalmente l’iter, la cittadinanza, le associazioni e i soggetti del terzo settore sono stati convocati per domenica 4 ottobre alle ore 17.00 presso l’oratorio della parrocchia della Cesanella. L’incontro servirà a redigere la bozza di richiesta del patto da presentare all’amministrazione comunale. Ma, al di là dell’impatto pratico sul quartiere, l’iniziativa intende offrire una risposta concreta al calo della partecipazione civica, promuovendo i valori del dialogo, della responsabilità condivisa e della tutela dell’ambiente.

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