“Più di una gara”: 11 storie di sport marchigiano nel nuovo libro di Andrea Pongetti

Lo sport non è solo cronaca di risultati, tabellini e agonismo. È soprattutto un aggregatore sociale, un veicolo identitario in cui riconoscersi sia come singoli sia come comunità. E’ storia locale che a volte valica i confini per stagliarsi in un orizzonte nazionale o internazionale. Nasce da qui “Più di una gara: 11 indimenticabili storie di sport marchigiano“. Il nuovo libro di Andrea Pongetti, storico e giornalista, è stato presentato recentemente ai microfoni di Radio Duomo Senigallia (95.2 FM). L’intervista è disponibile qui grazie al lettore multimediale.
Edito da 1797 Edizioni, il volume raccoglie momenti di storia sportiva regionale. Sono 11, non a caso: il richiamo simbolico a una squadra di calcio, anche se il libro spazia tra varie discipline. Storie che hanno reso grande una «piccola regione, le Marche, spesso dimenticate» dalle grandi cronache nazionali.
Senigallia protagonista tra tennis e tennistavolo
La spiaggia di velluto ha un ruolo di pirmo piano nel testo di Andrea Pongetti. La prima immagine della copertina curata da Sara Cerretani riguarda il tennistavolo. Il movimento pongistico senigalliese visse un momento di splendore nel 1977. F capace di portare in città il primo storico scudetto con una squadra composta interamente da atleti del territorio. Ma Senigallia è stata anche al centro del grande tennis mondiale. Nel 1971, sui campi del Ponterosso – oggi in abbandono – un giovane Adriano Panatta conquistò il suo primo torneo da professionista. Campi in terra rossa su cui hanno giocato anche Pietrangeli, Nastase, Tiriac, solo per citare alcuni grandi campioni.
Le Marche sportive
Il libro allarga l’orizzonte a tutte le Marche. Si parla del basket a Pesaro, con lo scudetto della Scavolini nel 1988 e la tavolata chilometrica sul lungomare. Si parla della Pallavolo a Falconara, che giocò in serie A per decenni. Il progetto permise di integrare settore giovanile e prima squadra. Il risultato? Quello di dare vita a un fenomeno identitario tra società e comunità. Una realtà di provincia, come Ascoli, divenne a metà anni ’80 protagonista del calcio, vincendo persino una coppa internazionale.
E ancora, ci sono i motori con la figura di Luigi Fagioli. Il pilota osimano vinse un Gran Premio di Formula 1 negli anni ’50. E tra l’altro detiene ancora oggi il record di pilota più “anziano” a vincere una gara, a 50 anni suonati. E ancora, le imprese della «più grande atleta paralimpica al mondo», Assunta Legnante, o della vittoria al campionato del mondo di pugilato da parte di Patrizio Sumbu Kalambay, atleta congolese naturalizzato italiano nel 1984 che vive da allora nelle Marche.
Sport e società
Non manca, parlando dei templi dello sport marchigiano, il ricordo della tragedia dello stadio intitolato ai fratelli Aldo e Dino Ballarin a San Benedetto del Tronto nel 1981, che fu al centro delle cronache nazionali per lungo tempo. Più ironico e leggero, ma pur sempre simbolico del rilievo del calcio marchigiano di allora, il capitolo che Pongetti dedica alla cultura pop. In particolare il cinema degli anni ’80 (da L’allenatore nel pallone a Mezzo destro mezzo sinistro – Due calciatori senza pallone) ha celebrato il calcio “ruspante” delle provinciali marchigiane, girando scene proprio negli stadi della regione.
Tra rigore storico e curiosità giornalistica
Pongetti, unendo la sua formazione da storico alla curiosità del cronista, punta a «togliere la polvere» da vicende che rischiano di essere dimenticate. «Si può fare storia di una regione anche studiandone le eccellenze o le vicende sportive. La storia non è fatta solo dai grandi eventi, ma anche da tante piccole vicende locali», spiega l’autore ai nostri microfoni.
Il libro verrà presentato ufficialmente a Senigallia il 23 aprile alle ore 18 presso la libreria Sapere Ubik, primo di una serie di appuntamenti che toccheranno anche Ancona, San Costanzo e San Benedetto del Tronto. Un’occasione per capire e riscoprire che, per le Marche, lo sport è sempre stato molto “più di una gara”.
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