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Riforma statuto Marche: via libera all’unanimità su parità di genere e linguaggio inclusivo

Scritto da Carlo Leone il . Pubblicato in , .
La prima commissione ‘affari istituzionali’ della Regione Marche ha licenziato tre proposte di legge che puntano a innovare lo statuto regionale tra inclusività e parità di genere

Importante passo avanti per l’assetto istituzionale della Regione Marche. La commissione ‘affari istituzionali’ ha licenziato tre proposte di legge che puntano a innovare lo statuto regionale, toccando temi che spaziano dall’efficienza amministrativa alla sensibilità culturale. I provvedimenti, oggi pronti per il vaglio dell’aula consiliare, seguono binari differenti ma convergono verso un aggiornamento complessivo delle regole del gioco regionali.

Le tre novità in arrivo

Il pacchetto di riforme si articola su tre pilastri. Il primo è l’ampliamento della giunta: su iniziativa della giunta stessa, come già annunciato subito dopo l’elezione di Acquaroli al secondo mandato, è stato approvato l’adeguamento dello statuto alla legge statale 122/2025. La novità principale riguarda l’aumento di due unità nel numero degli assessori, operazione che avverrà a invarianza finanziaria (senza costi aggiuntivi per le casse pubbliche). Su questo punto l’opposizione ha scelto la via dell’astensione.

Disco verde anche sull’equilibrio di genere. E’ stata approvata, stavolta, all’unanimità la proposta (prima firmataria Marta Ruggeri, M5s) per garantire una rappresentanza più equilibrata tra uomini e donne negli organi di vertice e della giunta.

Anche nel caso del linguaggio inclusivo il voto è stato unanime per la legge che promuove l’uso di termini consapevoli nella denominazione degli incarichi politici e amministrativi, un segnale di adeguamento ai moderni standard comunicativi.

Le reazioni politiche

La presidente della commissione, Jessica Marcozzi (FI), ha espresso profonda soddisfazione, sottolineando la «capacità di creare sintesi su tematiche molto diverse tra loro». Un plauso arriva anche da Marta Ruggeri (M5s, prima firmataria degli ultimi due atti), che parla di un vero e proprio «cambiamento culturale» per l’ente regionale.

Il percorso legislativo

La strada per l’entrata in vigore, tuttavia, è ancora lunga a causa della natura statutaria delle riforme. Le leggi approderanno oggi, martedì 13 gennaio, in consiglio. Trattandosi di modifiche allo statuto, servirà una doppia deliberazione a maggioranza assoluta, con un intervallo non inferiore a due mesi tra le due votazioni.

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