Sanità: Senigallia, Arcevia e Chiaravalle le sedi prescelte per l’ospedale di comunità
Da tempo si attendevano notizie circa la possibilità di avere un ospedale a Senigallia. Finalmente è arrivata la comunicazione ufficiale: la giunta regionale ha approvato l’atto per il riordino della rete sanitaria territoriale che prevede in totale 21 ospedali di comunità nelle Marche, con 511 posti letti a disposizione. Tra questi, figurano le strutture di Senigallia e Arcevia per quanto riguarda il distretto sanitario locale, ma anche Chiaravalle per il resto del territorio afferente alla diocesi senigalliese.
Nella AST di Ancona gli ospedali di comunità previsti sono 7 (Senigallia, Arcevia, Jesi, Sassoferrato, Chiaravalle, Loreto e Casteldidardo), con 133 posti letto; nella AST di Pesaro Urbino sono 5 (Mombaroccio, Cagli, Macerata Feltria, Urbania e Fossombrone), con 131 posti letto in totale; nella AST di Macerata sono 5 (Recanati, Treia, Corridonia, Tolentino e Matelica) con 170 posti letto; nella AST di Fermo sono 2 (Sant’Elpidio a Mare e Montegiorgio) con 40 posti letto. A seguito dell’apertura del nuovo ospedale per acuti di Campiglione di Fermo, è attualmente in corso la programmazione della riorganizzazione dell’Ospedale Murri. Infine, nell’AST di Ascoli Piceno, previste 2 strutture (San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno) con 37 posti letto.
Gli standard per gli ospedali di comunità stabiliscono la presenza di almeno una struttura per ogni distretto e una dotazione di 2 posti letto ogni 10.000 abitanti.
Secondo l’assessore alla sanità, Paolo Calcinaro (che fornisce una tempistica molto lunga per l’entrata in vigore del sistema così riordinato) «la costituzione degli ospedali di comunità rappresenta un sistema molto importante per migliorare la risposta sanitaria sul territorio. Questo modello organizzativo potrà ridurre significativamente il fenomeno dello stazionamento di utenti al pronto soccorso, grazie alla maggiore capacità di ricovero e presa in carico dei pazienti. Sarà un processo graduale, che inizierà a dare i suoi frutti non prima di un anno dalla costituzione di tutti i posti letto aggiuntivi, ma che già preannuncia significativi benefici per la nostra sanità».
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