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Sanità, Senigallia. Ore senza barella per un malato oncologico: esplode la polemica

Scritto da Carlo Leone il . Pubblicato in , .
L'ospedale civile di Senigallia "Principe di Piemonte"
L’ospedale civile di Senigallia “Principe di Piemonte”

Un paziente oncologico costretto ad attendere otto ore su una sedia metallica, e poi a terra su una coperta, per la mancanza di barelle disponibili al pronto soccorso. Il caso di Franco, affetto da un tumore al colon che gli impedisce la posizione seduta prolungata, ha scosso profondamente la comunità di Senigallia e non solo, innescando una durissima reazione trasversale contro la gestione della sanità pubblica a livello locale e regionale.

Le reazioni del Movimento 5 Stelle

Il primo a sollevare il caso è stato Paolo Battisti (M5S Senigallia), che ha definito la vicenda: «Un’odissea che neanche nell’ospedale di un paese in guerra un assistito dovrebbe subire». Secondo l’esponente pentastellato, la colpa non è degli operatori ma di uno Stato che riduce gli investimenti: «Tutti possiamo essere Franco, è ora di rendercene conto».
Sulla stessa linea la capogruppo regionale M5S Marta Ruggeri, che ha annunciato un’interrogazione: «Le immagini che arrivano dal Pronto Soccorso sono la prova documentale del collasso del sistema sanitario marchigiano sotto la gestione della destra». Per Ruggeri è inaccettabile che un codice arancione attenda undici ore: «Non accettiamo la scusa del “picco influenzale”: la carenza di organico e la mancanza di strumentazioni sono problemi strutturali».

Il Partito Democratico: “Affronto alla dignità”

Dure anche le parole del consigliere regionale PD Maurizio Mangialardi, che esprime solidarietà al paziente per una situazione «lesiva per la salute a livello psicofisico e vero e proprio affronto alla dignità umana». Mangialardi difende però il personale del “Principe del Piemonte”, vittima di un «malfunzionamento sistemico» e di turni massacranti.
Il candidato sindaco Dario Romano mette in guardia dalle indagini interne: «L’apertura di un’indagine è un atto dovuto, ma non serve cercare un capro espiatorio tra il personale, già stremato e sotto organico, quando il problema è chiaramente strutturale e politico».

Forza Italia attacca la direzione sanitaria

Anche dal centrodestra arrivano critiche pesanti. Roberto Paradisi (Forza Italia) punta il dito contro la carenza di dotazioni: «Da mesi e mesi vengono richiesti acquisti di attrezzature, tra cui le barelle per il Pronto Soccorso. Richieste rimaste inevase». Paradisi contesta duramente l’operato degli organi direttivi dell’Ast di Ancona, accusandoli di voler scaricare le colpe sui lavoratori disponendo ispezioni quando un caso esplode: «Gli unici responsabili devono essere individuati all’interno della Direzione aziendale». E infine auspica un cambio di direzione politica dopo che per anni le amministrazioni regionali hanno palesato uno «sbilanciamento» a favore di Jesi o Fabriano.

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