La scomparsa di Claudio Crivellini, uomo delle istituzioni e del dialogo

Claudio Crivellini aveva stile. Capitava, da giovani cronisti, di seguire dal vivo – ascoltare da ‘remoto’ non era nemmeno immaginabile e la parola remoto era anzitutto un tempo verbale dell’indicativo – le sedute del Consiglio comunale di Senigallia ed ogni volta questo elegante consigliere comunale di Alleanza nazionale colpiva l’uditorio per l’autorevolezza ed il tenore dei suoi interventi.
Dai banchi dell’opposizione, dal 1990 al 2005, non ha mai fatto mancare i suoi contributi approfonditi e competenti, capaci di dare voce ad altri sguardi e sensibilità politiche. In un tempo in cui, pur nella diversità di schieramenti, la prassi ed il linguaggio politico avevano una grammatica comune, improntata anzitutto dal rispetto reciproco e dalla profonda convinzione di voler agire per il bene della città.
Il presidente del Consiglio comunale, Massimo Bello, nell’esprimere il cordoglio cittadino scrive: “Con la scomparsa di Claudio Crivellini, Senigallia perde una figura che ha contribuito in modo significativo alla vita istituzionale e amministrativa della comunità, distinguendosi per impegno, competenza e dedizione al servizio pubblico”. Da ricordare il suo ruolo nell’ambito della Commissione incaricata della redazione dello Statuto comunale, a seguito della riforma dell’ordinamento degli enti locali del 1990, alla quale Crivellini partecipò con senso delle istituzioni e contribuendo alla definizione di uno degli strumenti fondamentali per il funzionamento e l’autonomia dell’ente comunale.
La ‘piccola’ storia di questa città merita di essere conosciuta e ricordata. Specialmente quando parla di un modo di servirla fatto così.
Laura Mandolini
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