Spesa militare mondiale, è nuovo record storico

La spesa militare mondiale ha raggiunto nel 2025 un nuovo record storico: 2.887 miliardi di dollari complessivi, con un aumento del 2,9% in termini reali rispetto al 2024. È quanto emerge dai nuovi dati del Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) resi pubblici e rilanciati in Italia dalla Rete italiana Pace e Disarmo. Gli Stati Uniti (che da soli rappresentano il 33% dell’intera spesa militare mondiale con 954 miliardi di dollari) hanno registrato nel 2025 una riduzione pari al 7,5%
“Molti sostengono, in modo superficiale, che le guerre, le difficoltà nelle relazioni internazionali, l’insicurezza e la crescente conflittualità globale rendano inevitabile il riarmo. A nostro avviso, però, questo è un assunto sbagliato e semplicistico, che andrebbe invece letto in senso opposto”, commenta senza esitazioni Francesco Vignarca, coordinatore Campagne della Rete Italiana Pace Disarmo. “È proprio il ricorso continuo alle armi — intensificatosi negli ultimi due o tre anni, ma in crescita costante già dall’inizio del secolo — ad aver contribuito, direttamente e indirettamente, a rendere il mondo più attraversato dai conflitti”.
Il problema è che l’aumento delle spese militari viene presentato come un’opzione di pace. “Ma non è così”, incalza Vignarca ricordando che le Nazioni Unite, alla fine del 2025, hanno diffuso un documento di analisi che dimostra come anche solo una parte delle spese militari sarebbe sufficiente per raggiungere obiettivi cruciali e fondamentali, come la cancellazione della fame nel mondo e l’accesso universale all’acqua e alla sanità. “Da tempo – conclude Vignarca – chiediamo la convocazione di una nuova sessione speciale delle Nazioni Unite sul disarmo. Questo dimostra che non si tratta di un pacifismo idealistico o astratto: esistono proposte discusse, condivise e formulate a livello internazionale, che però non vengono realizzate perché i decisori politici privilegiano i propri interessi rispetto ad azioni capaci di migliorare realmente la vita delle persone”. “E purtroppo è proprio questo meccanismo che, alla fine, conduce alle guerre”.
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