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Tag: ambiente

Polveri sottili e inquinamento, appello di Legambiente Marche: «Servono azioni incisive»

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Il traffico nella zona di ponte Portone a Senigallia

PM10, PM2.5, NO2. E ancora: TPL, ZTL, LEZ e ZEZ. No, non siamo impazziti: anzi, magari conoscete già qualche acronimo e sarebbe una cosa buona ma se così non fosse, non preoccupatevi perché ci pensa Legambiente a tradurli per noi. I primi tre acronimi sono infatti le sigle utilizzate da tempo per definire le sostanze dannose e, di conseguenza, la qualità dell’aria che respiriamo; gli altri sono invece gli strumenti per migliorarla, e che troviamo anche nel nuovo report di Legambiente dal suggestivo titolo “Mal’Aria di città 2024“, redatto nell’ambito della Clean Cities Campaign. 

Ma conosciamo meglio queste sigle. Stando alle definizioni usate dal Ministero dell’ambiente e da quello della salute, il termine PM10 identifica le particelle di diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 10 µm. Rimangono per lunghi tempi nell’atmosfera, possono essere trasportate anche a grande distanza dal punto di emissione, hanno una natura chimica particolarmente complessa e variabile, ma soprattutto sono in grado di penetrare nell’apparato respiratorio umano e quindi avere effetti negativi sulla salute. PM2.5 indica particelle ancora più piccole e, pertanto, con capacità ancora maggiore di penetrare nel nostro organismo. Causando danni sul lungo periodo. Il biossido di azoto (NO2) è invece un gas tossico, con forte potere irritante. Una delle principali fonti di emissione è il traffico veicolare ma possiamo citare anche gli impianti di riscaldamento civili e industriali, e i processi industriali.

Bene dal report di Legambiente emerge con chiarezza che in Italia e anche nelle Marche ci sono e ci saranno parecchie difficoltà a ridurre le concentrazioni di tali sostanze nell’aria; di conseguenza sarà difficile adeguarsi agli obiettivi sulle emissioni prefissati dall’Unione europea per il 2030 o ai valori limite suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Insomma la salute delle persone – da perseguirsi attraverso politiche di riduzione dell’inquinamento da smog – non sembra ancora essere al primo posto tra le priorità della politica globale, nazionale, regionale e locale. Eppure dovrebbe.

Secondo l’associazione del cigno verde, nonostante una riduzione dei livelli di inquinanti atmosferici nel 2023, le città faticano ad accelerare il passo verso un miglioramento sostanziale della qualità dell’aria. Nelle Marche va un pochino meglio perché le normative sembrano essere rispettate con i loro limiti sugli inquinanti ma di fatto siamo lontanissimi dai valori per il 2030 e nessun comune capoluogo di provincia della regione Marche raggiungerebbe oggi i nuovi obiettivi previsti dalla Commissione europea.

«Le fonti di inquinamento sono ormai ben note, così come conosciamo molte delle azioni che potrebbero ridurne le concentrazioni – dichiara Marco Ciarulli, presidente di Legambiente Marche – ma continuiamo a registrare ritardi non più giustificabili nel promuovere soluzioni trasversali».

Tra le azioni proposte da Legambiente per uscire dalla morsa dell’inquinamento, ovviamente tenendo conto delle diverse realtà territoriali, ci sono:

  • il potenziamento del TPL, il trasporto pubblico locale, a cui dovrebbero seguire anche incentivi all’uso di treni, tram, metropolitane e autobus. Anche istituire ZTL (zone a traffico limitato), LEZ (Low emission zone, zone a basse emissioni) e ZEZ (Zero emission Zone, zone senza emissioni) va in questa direzione, così come lo sviluppo di reti ciclo-pedonali, sfruttando anche la mobilità elettrica.
  • Riscaldarsi bene e meglio. Bisogna vietare progressivamente le caldaie e generatori di calore a biomassa nei territori più inquinati; negli altri invece supportare l’installazione di tecnologie a emissioni “quasi zero”, con sistemi di filtrazione integrati o esterni, o soluzioni ibride. 
  • ridurre le emissioni agricole che possono superare quelle industriali o urbane. Come? Con lo spandimento e rapido interramento dei liquami, con la promozione di investimenti agricoli verso pratiche che riducano le emissioni ammoniacali, con la copertura delle vasche di liquami e la creazione di sistemi di trattamento, soprattutto per la produzione di biometano.
  • Infine aumentare il numero di centraline di monitoraggio sull’inquinamento e sulle emissioni, in modo da garantire una copertura di tutte le aree, anche con sistemi a basso costo per una verifica costante e puntuale, quanto mai necessaria, su cui poi calibrare le politiche ambientali.

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Volontariato civico: i bambini delle primarie ripuliscono il parco Allende a Chiaravalle

Volontariato civico: i bambini delle primarie ripuliscono il parco Allende a Chiaravalle aderendo alla campagna "Puliamo il mondo" di Legambiente

I giovanissimi alunni e alunne della scuola primaria degli Istituti Comprensivi “Rita Levi-Montalcini” e “Maria Montessori” sono stati protagonisti di una mattinata di volontariato civico a Chiaravalle. Lo scopo dell’iniziativa, che aderiva a “Puliamo il Mondo”, la storica campagna promossa da Legambiente per contrastare l’abbandono dei rifiuti e favorire comportamenti ecosostenibili, era quello di coinvolgere i più piccoli nel prendersi cura dell’ambiente che li circonda.

L’evento si è svolto lunedì 6 novembre, al parco “Salvador Allende” di via Verdi a Chiaravalle. I bambini e le bambine si sono armati di guanti, pinze, sacchetti e pettorine e hanno ripulito l’area verde, scortati dalle loro insegnanti, dagli operatori di Legambiente Marche, dagli assessori del Comune di Chiaravalle Andrea Alcalini (ambiente e gestione dei rifiuti), Eleonora Chiappa (protezione civile) e Francesco Favi (pubblica istruzione), nonché da alcuni volontari del gruppo Ri-puliamo la nostra città. 

Proprio gli assessori hanno commentato positivamente l’iniziativa: «Nulla è più importante, infatti, del relazionarci armonicamente con il mondo che ci circonda, la nostra casa comune. Una priorità che condividiamo con le scuole del territorio, nella consapevolezza del forte valore etico ed educativo che hanno iniziative ecologiche» anche perché permettono di rivolgere il proprio sguardo e impegno al futuro.

Al termine dell’iniziativa (rientrante sia nel calendario ecologico comunale “No Impact Days – Chiaravalle a impatto zero”, sia nella programmazione istituzionale “eccentriCittà”, sia nel piano formativo territoriale condiviso dall’amministrazione comunale e dalle scuole locali) è stato rilasciato alle due classi 5ªD e 5ªA un attestato di partecipazione per ricordare e replicare le buone pratiche acquisite durante l’attività.

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Laudate Deum: il papa per ridestare coscienze e politiche ambientali, siamo troppo negazionisti!

Ci stiamo avvicinando al Cop 28 di Dubai di dicembre e Laudate Deum esce in un momento particolarmente significativo per il rilancio del dibattito sul pianeta. L’Enciclica Laudato Si uscì nel maggio del 2015 poco prima della 21ma conferenza delle Nazioni Unite (Cop 21. Le Cop riuniscono i paesi del mondo con lo scopo di dibattere sui cambiamenti climatici in atto e trovare un accordo globale da raggiungere congiuntamente). Dopo otto anni, il Papa, rileva che “con il passare del tempo non abbiamo reagito abbastanza, poiché il mondo che ci accoglie si sta sgretolando e forse si sta avvicinando a un punto di rottura”. E questo è peggiore del negazionismo, perchè tutti, cittadini e governi, nonostante abbiano preso consapevolezza del pericolo che l’umanità sta correndo per evitare tutto questo,non s’impegnano abbastanza nel dare risposte efficienti ed efficaci ai problemi che generano i cambiamenti climatici. “Dobbiamo superare la logica dell’apparire sensibili al problema e allo stesso tempo non avere il coraggio di effettuare cambiamenti sostanziali”. Che cosa aspettarci dal COP 28? Se abbiamo fiducia nella capacità dell’essere umano di trascendere i suoi piccoli interessi e di pensare in grande, non possiamo rinunciare a sognare che la COP28 porti a una decisa accelerazione della transizione energetica che includa azioni efficienti, vincolanti e facilmente monitorabili in modo permanente.

Altro tema importante è la riconfigurazione del ‘multilateralismo’. Il Papa non pensa ad un’autorità mondiale o personale da cui far dipendere le sorti del pianeta e né solo ad organizzazioni mondiali efficaci e dotate di autorità, per assicurare il bene comune mondiale, ma ad un multilateralismo “dal basso”. Tante aggregazioni e organizzazioni della società civile, talvolta, si sostituiscono alla Comunità internazionale, che mostra la sua debolezza o carenza di attenzione verso i diritti umani. E’ l’affermazione del ‘principio di sussidiarietà’nel rapporto tra glocale e locale, perchè “se i cittadini non controllano il potere politico – nazionale, regionale e municipale – neppure è possibile un contrasto dei danni ambientali”. Tuttavia, questo non si deve intendere come lo scavalco della politica o della diplomazia che continuano ad esercitare il loro ruolo nelle comunità nazionali ed internazionali nell’adozione di misure di contrasto. “Il mondo sta diventando così multipolare e allo stesso tempo così complesso che è necessario un quadro diverso per una cooperazione efficace. Non basta pensare agli equilibri di potere, ma anche alla necessità di rispondere alle nuove sfide e di reagire con meccanismi globali a quelle ambientali, sanitarie, culturali e sociali, soprattutto per consolidare il rispetto dei diritti umani più elementari, dei diritti sociali e della cura della casa comune”.

Infine, sul‘paradigma tecnocratico’, che è alla base dell’attuale processo del degrado ambientale, il Papa ci ritorna su con maggiore forza dopo averlo già affrontato nella Laudato Si: “La vita umana è incomprensibile e insostenibile senza le altre creature. Noi tutti esseri dell’universo siamo uniti da legami invisibili e formiamo una sorta di famiglia universale”; e il Papa conclude con un invito a ciascuno ad accompagnare questo percorso di riconciliazione con il mondo che ci ospita e ad impreziosirlo con il proprio contributo: “L’uomo oggi è nudo ed esposto di fronte al suo stesso potere che continua a crescere, senza avere gli strumenti per controllarlo. Può disporre di meccanismi superficiali, ma possiamo affermare che gli mancano un’etica adeguatamente solida, una cultura e una spiritualità che realmente gli diano un limite e lo contengano entro un lucido dominio di sé. Non è strano che un potere così grande in simili mani sia capace di distruggere la vita. “…già gli sforzi delle famiglie per inquinare meno, ridurre gli sprechi, consumare in modo oculato, stanno creando una nuova cultura; e se ciò non produce immediatamente un effetto molto rilevante da un punto di vista quantitativo, contribuisce a realizzare grandi processi di trasformazione che operano dal profondo della società”.

Alberto Di Capua

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Surriscaldamento globale, inquinamento, eventi meteo estremi: cronaca di un disastro annunciato

Una persona prova a camminare in mezzo ad acqua e fango durante l'alluvione che ha colpito Senigallia
Una persona cammina in mezzo ad acqua e fango durante l’alluvione che nel 2022 ha colpito Senigallia

In una recente intervista, il professor Pierpaolo Falco, docente in oceanografia e fisica dell’atmosfera all’Università politecnica delle Marche, ha dichiarato che «il cambiamento climatico è dovuto all’attività antropica, ovvero all’immissione di gas serra nell’atmosfera». Ovviamente non è l’unico fattore in quanto incidono anche lo scioglimento dei ghiacciai che liberano grandi quantità di gas che vanno ad aumentare la quantità di elementi nelll’atmosfera trattenendo così molti dei raggi solari che surriscaldano il globo; oppure gli allevamenti intensivi e l’agricoltura intensiva da cui vengono prodotte metano e anidride carbonica. Uno scenario grave, già noto da tempo al mondo scientifico, con cui le persone comuni, non gli addetti ai lavori dunque, hanno purtroppo ancora poca dimestichezza. Sulle conseguenze (come gli eventi estremi e le allvioni) invece ne abbiamo eccome.

Tutto questo sta avvenendo da anni e in tutto il mondo, su larghissima scala quindi. Alcuni indicatori ce lo rivelano continua il professore: tra questi ci sono la temperatura media della terra che si sta innalzando sempre di più, così come quella dei mari; il livello degli oceani, cresciuto negli ultimi dieci anni di un centimetro (e si stima di poter arrivare anche fino a 30-50-70 centimetri se si sciogliessero ancora i ghiacciai entro il 2100, con conseguenze disastrose per molte città costiere); la frequenza e intensità degli eventi cosiddetti estremi e appunto la concentrazione di gas serra nell’atmosfera.

Da qui arriva la necessità di cambiare rotta, un’esigenza ormai impellente che non è un “credo” solo di qualche fanatico ambientalista, ma un dato riconosciuto dal mondo scientifico. Realtà che deve però fare i conti con il perdurare di considerazioni politiche, economiche, industriali, sociali e anche personalistiche le quali mettono in discussione i modelli “catastrofisti” degli scienziati. Che pure non hanno dubbi: l’uomo è la principale causa del surriscaldamento globale. E se i fattori che lo causano non vengono limitati il prima possibile, gli scenari saranno ancora peggiori. Secondo Pierpaolo Falco, è possibile ipotizzare un ulteriore aumento della temperatura globale di circa 3-6 gradi entro il 2100.

Ma se l’uomo è la causa del problema, può esserne anche la soluzione. E qui, nonostante il peso maggiore l’abbiano i politici e le grandi lobbies, entriamo in gioco tutti. Innanzitutto si devono ridurre le emissioni di gas serra nell’atmosfera, il che significa usare meno l’auto, scegliere mezzi sostenibili di mobilità ma anche modelli ecocompatibili nell’agricoltura e negli allevamenti, quindi non certo quelli intensivi. Ridurre le fonti di inquinamento e limitare la produzione di certe materie, per esempio quelle plastiche: il rischio non è solo quello delle enormi isole galleggianti di rifiuti plastici (le famose sette Garbage Patch) che girano per mari e oceani grandi persino quanto il Canada o la Cina, ma quello di dover spendere altrettante risorse (economiche e non solo) per poter recuperare e smaltire correttamente i materali. Solo per fare un altro esempio, il mondo si sta buttando a capofitto nella lotta intestina per la produzione di batterie (per telefoni e altri dispositivi informatici, auto elettriche, elettrodomestici computerizzati (domotica) di cui già oggi c’è un grosso problema di accumulo e smaltimento residui inquinanti.

Insoma, le soluzioni sono indicate nei vari protocolli di Kyoto, Copenaghen e Parigi: «realizzare uno sviluppo economico sostenibile e adottare stili di vita più compatibili con le esigenze del Pianeta». Il che andrà a mitigare anche la frequenza, l’intensità e quindi i danni degli eventi meteorologici sempre più devastanti e impressionanti con cui siamo costretti ogni giorno a fare i conti in qualche angolo del mondo.

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Nulla di fatto con il sindaco su alberi e grafiosi: ambientalisti di Senigallia si rivolgono all’assessore regionale

Alberi secchi e pericolosi a Senigallia

Alcuni ambientalisti senigalliesi, rappresentanti anche di un gruppo di agronomi locali, dopo aver sollecitato dal novembre 2021 tramite incontri, interpellanze e lettere il sindaco di Senigallia Massimo Olivetti senza ottenere risultati, hanno deciso di rivolgersi direttamente all’assessore regionale all’ambiente Stefano Aguzzi. La questione è quella degli alberi secchi a causa della grafiosi, una malattia endemica aggravata dalla siccità degli ultimi anni, che li rende secchi e particolarmente a rischio di crolli. Con tutte le conseguenze per l’incolumità delle persone e per possibili danneggiamenti ai beni privati. 

La problematica è molto sentita da un’ampia fetta di cittadinanza, anche perché di fatto va a decimare il patrimonio arboreo senigalliese, già messo a dura prova da interventi di riqualificazione che mettono al centro parcheggi, case e strade a scapito del verde urbano. Migliaia gli alberi colpiti da questa malattia. Solo nel tratto di strada del Cavallo, in zona Saline, ce ne sarebbero una novantina, stando a quanto riferiscono i due promotori dell’iniziativa, Gianluigi Mazzufferi e Giuseppe Omenetti.

Il nocciolo della questione è spiegato dai due senigalliesi: quando va bene, dopo una riqualificazione, vengono piantumati nuovi alberi ma in numero minore rispetto a prima, e comunque essenze giovani che impiegheranno decine di anni per produrre gli stessi effetti ambientali.

Sono noti gli effetti calmieranti rispetto al grande tema del cambiamento climatico (ormai si parla non più di cambiamento ma di crisi climatica già in atto): gli alberi creano quell’ombreggiatura necessaria per contenere il riscaldamento estivo (si pensi a viale Anita Garibaldi dove i grandi pini verranno eliminati per far posto a giovani alberature), producono ossigeno e quindi purificano l’aria, oltre a contenere il terreno dalle piogge nelle zone a rischi idrogeologico. Eliminarli o lasciare che cadano uno dietro l’altro è quindi un danno enorme su cui è stata sollecitata l’amministrazione comunale senza ottenere risposte. 

Ora il tema è all’attenzione dell’assessore regionale Aguzzi, attraverso una lettera del 4 agosto a cui è stato dato riscontro: ai primi di settembre ci sarà il dialogo con gli ambientalisti senigalliesi per capire quali strategie applicare su tutto il territorio regionale interessato dalla problematica della grafiosi. E come sburocratizzare la questione delle segnalazioni ambientali: grazie alle nuove tecnologie e applicazioni si potrebbe pensare a un’indicazione con riferimenti geografici precisi degli alberi malati, così da velocizzarne l’individuazione e, se possibile, un intervento curativo.

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Alberi secchi e pericolosi a Senigallia

Cura del verde, altro scontro a Senigallia tra maggioranza e opposizione

Un tavolo circondato da erba alta al Filetto di Senigallia
Un tavolo circondato da erba alta al Filetto di Senigallia

SENIGALLIA – Le tematiche ambientali tornano a essere terreno di scontro tra minoranza e maggioranza. A sollevare l’argomento è il capogruppo del Pd Dario Romano che lamenta incuria delle aree verdi ma al contempo l’aumento dei costi dedicati al settore. Pronta però la replica dell’assessora all’ambiente Elena Campagnolo che passa pure al contrattacco.

«Dopo 2 anni e mezzo di mandato si può redigere un bilancio – interviene Dario Romano. Prendendo come termini di paragone gli anni 2019-2020 e il 2022-2023, infatti, possiamo vedere come la spesa per la gestione del verde sia letteralmente esplosa, come da roboanti annunci passati dell’assessora Campagnolo. Si è passati dai 437.000 euro del 2019, ai 338.000 del 2020 (anno del Covid) per poi arrivare ai 621.000 del 2022 e 855.000 (!) del bilancio previsionale 2023. In questa cifra sono compresi l’acquisto dei beni per il servizio verde pubblico, le manutenzioni ordinarie, i servizi per verde e arredo urbano, l’acquisto del materiale vegetale, la gestione delle aree verdi e il censimento/monitoraggio delle alberature. A questa esplosione di spesa, però, non si percepisce un corrispondente miglioramento del servizio, anzi. Sembra che ci sia molta più sciatteria e noncuranza, come si può facilmente vedere con i propri occhi in ogni angolo della città. Quindi, ad un aumento di spesa, si vede con grande chiarezza che il servizio è drasticamente peggiorato.

L’assessora all’ambiente Elena Campagnolo replica: «Di solito non rispondo alle provocazioni gratuite, preferisco lasciare che siano i fatti a parlare. Quest’anno abbiamo realizzato delle nuove aree giochi a Marzocca, in collaborazione con l’ufficio sport e pari opportunità; a Cesano abbiamo creato un’area verde attrezzata ex novo; abbiamo sistemato altri parchi cittadini con delle migliorie e, tutt’ora, stiamo allestendo altre aree attrezzate in tutta la città, frazioni comprese, pronte per l’estate. A disposizione dei turisti anche una green map interattiva già funzionante con cui possono verificare dove sono i giochi più adatti ai loro bambini. Stiamo inoltre sistemando il lungomare e le strade cittadine. Vorrei ricordare a questi soloni che la biodiversità e la transizione ecologica passa proprio dal taglio effettuato non quando lo vuole la politica, ma quando lo esige la natura. Colgo quindi l’occasione per annunciare fin d’ora nel nostro comune che ci saranno delle aree riservate, contrassegnate con segnaletica, destinate proprio alla biodiversità che verranno lasciate riposare, senza stressarle ulteriormente con svariati tagli. In merito all’aumento di bilancio sottolineo che, finalmente, questo ha consentito la manutenzione di alcune strade secondarie lasciate al degrado dalla precedente amministrazione da più di 25 anni e che altre verranno sistemate ad ottobre con la ripiantumazione».

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Un gioco per bambini circondato da erba alta al Filetto di Senigallia
Un gioco per bambini circondato da erba alta al Filetto di Senigallia

“Spiaggia Pulita”, volontari in azione sul lungomare di Montemarciano

I volontari di "Spiaggia pulita" sono intervenuti sul lungomare di Montemarciano
I volontari di “Spiaggia pulita” sono intervenuti sul lungomare di Montemarciano

Tornano in azione i volontari del gruppo Spiaggia Pulita di Montemarciano. Anche in questi primi giorni di marzo, con il bel tempo che ha iniziato a dare un assaggio primaverile, i cittadini si sono rimboccati le maniche per ripulire l’arenile di Marina.

La mattinata di raccolta rifiuti si è svolta mercoledì 8, in zona lungomare, all’altezza dei locali “Bananas” e “Cabana” dove i volontari hanno raccolto chili e chili di detriti e rifiuti in plastica.

«Abbiamo iniziato in tre – ha commentato Rita Cristalli, una delle promotrici del gruppo che si riunisce ogni 15 giorni, da quattro anni – e ora siamo in 50 e speriamo di essere sempre di più. È molto importante rispettare la natura, per un mondo migliore».

E migliore è certamente l’aspetto del litorale senza bottigliette, bicchieri, cassette, tappi, reti e altri rimasugli che sono finiti sulla spiaggia con le ben note mareggiate che coinvolgono la zona del litorale erodendolo.

Oltre agli effetti letali su flora e fauna marittima, oltre ai danni al settore della pesca, ciò che finisce in mare e poi in spiaggia crea anche problemi agli enti locali per i costi di pulizia e bonifica ma anche al settore turistico, con un danno d’immagine per aree non più attrattive.

«Ben venga quindi chiunque voglia dare una mano».

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Alluvione, difesa del territorio, gestione dell’ambiente: tre incontri a Senigallia

Sono almeno tre gli incontri sulle tematiche ambientali che si terranno in questi giorni a Senigallia. Incontri in cui non si parlerà solo dell’alluvione che ha messo in ginocchio un intero territorio vallivo ma anche della gestione delle sue risorse – certamente il fiume su tutti ma non solo – e della loro valorizzazione.

Mercoledì 30 novembre, alle ore 19:30 presso la sede di via Nazario Sauro 18, prenderà il via un’iniziativa promossa dall’organizzazione di volontariato “Brigate Volontarie per l’Emergenza Marche” e dall’associazione “Factory Zero Zero”, in collaborazione con “Reseda Onlus” e “Riforestiamo Marche”. Sarà la presentazione del nuovo progetto “Riforestiamo Senigallia”, un’occasione molto utile per riflettere sui continui cambiamenti climatici che stanno riguardando la nostra contemporaneità. Sarà anche di fatto la prima “puntata” di un corso sulla cura del territorio e del patrimonio ecologico attraverso la spiegazione di varie pratiche di riforestazione. In totale le lezioni saranno 8, una volta alla settimana. L’iscrizione è totalmente gratuita. «L’obiettivo è – spiegano gli organizzatori – chiaramente quello di creare un progetto di comunità partecipato, così da sensibilizzare e formare chiunque fosse interessato». Per iscriversi basterà presentarsi in sede, oppure mandare un messaggio ai seguenti numeri: 353 418 3476 / 334 326 8591. 

Duplice iniziativa per giovedì 1° dicembre: a partire dalle ore 16, all’auditorium san Rocco in piazza Garibaldi, si terrà una conferenza nell’ambito della Settimana della terra (decima edizione) sui pericoli geologici nella media e bassa valle del fiume Misa e la pianificazione territoriale. Tra gli ospiti e relatori anche il sindaco di Senigallia, Massimo Olivetti, l’assessore regionale alla difesa del suolo e alla pianificazione urbanistica e territoriale, Stefano Aguzzi, e l’assessore all’ambiente del Comune di Serra de’ Conti, Pieramelio Baldelli. La prima parte si concentrerà sui pericoli che riguardano il territorio senigalliese, dall’alluvione alla siccità passando per i piani di adattamento delle città rivierasche ai cambiamenti climatici fino alla riduzione del rischio idrogeologico nella vallata Misa Nevola, alla sismicità dell’area e dei centri storici per toccare anche la sequenza di terremoti che ancora oggi stanno causando preoccupazione tra le persone.
La seconda parte si concentrerà invece sulle risorse naturali e sulla loro valorizzazione attraverso due proposte: il parco fluviale e l’oasi di san Gaudenzio.

Sempre di ambiente ma dal punto di vista amministrativo e gestionale parlerà il primo di una serie di incontri promossi dall’amministrazione comunale, in particolare dall’assessorato all’ambiente. Tra i temi, spiega la referente di settore per la giunta Elena Campagnolo, la gestione degli alberi nelle città, il progetto dune per quanto riguarda la spiaggia e la tutela del litorale, il ciclo dei rifiuti, l’uso e la corretta gestione dell’acqua e delle risorse idriche per non soccombere di fronte a situazioni di siccità sempre più frequenti, api e apicoltura. L’iniziativa si terrà come accennato sempre giovedì 1° dicembre, ma alle ore 18, alla rotonda a mare di Senigallia (ingresso libero): interverranno Alberto Minelli (ricercatore nel campo della progettazione del verde all’università di Bologna – dipartimento di scienze e tecnologie agro alimentari) e Valeria Vignoli dell’ufficio verde del Comune di Senigallia per parlare della gestione delle alberature tra scienza, ricerca e sostenibilità.

Senigallia, la strategia è quella della Bandiera Blu

L'incontro a Roma per l'assegnazione della bandiera blu 2023
L’incontro a Roma per l’assegnazione della bandiera blu 2023

Senigallia punta ancora sulla bandiera blu come strategia promozionale turistica. Lo hanno dichiarato il sindaco Massimo Olivetti e l’assessora all’ambiente Elena Campagnolo durante la partecipazione a Roma, mercoledì 26 ottobre, al primo incontro per l’assegnazione nel 2023 del vessillo europeo simbolo della qualità ambientale e dei servizi offerti al turista.

La Fondazione per l’educazione ambientale (Foundation for Environmental Education, Fee) ha infatti presentato il nuovo questionario per la valutazione dei lidi e dei porti che si potranno fregiare l’anno prossimo della bandiera blu 2023. Si tratta di un’organizzazione internazionale non governativa e non-profit con sede in Danimarca, nata nel 1981, che collabora con ben 77 paesi di tutto il mondo per la diffusione di buone pratiche ambientali.

L’incontro si è tenuto presso la Regione Lazio, dove si è specificato ancora una volta che il vessillo europeo non qualifica solo le spiagge più belle e i migliori approdi turistici, ma anche i più serviti, accessibili e sostenibili. Nella regione sono 17 le bandiere blu 2022 e solo 6 gli approdi turistici premiati. Sulla spiaggia di velluto, sia per ponente che levante, sventola dal 1996 (ma venne istituito nel 1987 anno europeo dell’ambiente) con un’assegnazione che si è ripetuta per 26 annualità consecutivamente. Da nove anni viene premiato anche il porto della Rovere tra i migliori approdi turistici delle Marche.

«Un successo – dice il sindaco Massimo Olivetti – dato dalla qualità degli arenili, delle acque antistanti la spiaggia di velluto, oltre che dei servizi offerti e delle infrastrutture presenti a favore del turismo. Siamo già al lavoro per potenziare la crescita del comparto balneare e portuale, necessario per lo sviluppo della città e per permettere una ripartenza dopo l’emergenza alluvione».

«Siamo soddisfatti dei riconoscimenti passati – continua l’assessora Elena Campagnolo – che ha premiato Senigallia anche per le politiche ambientali e l’attenzione alla raccolta differenziata. Siamo anche convinti di dover continuare su questa rotta, migliorando i servizi e potenziando le aree verdi della città».

Cinque denunce per l’imbrattamento del palazzo regionale

Ancona, l'imbrattamento della sede della Regione Marche durante una manifestazione sul clima il 23 settembre 2022
Ancona, l’imbrattamento della sede della Regione Marche durante una manifestazione sul clima il 23 settembre 2022

Per l’imbrattamento del palazzo della Regione Marche, a seguito dell’ultima alluvione, la Digos di Ancona ha denunciato cinque persone. Si tratta di giovani attivisti che hanno partecipato alla manifestazione di protesta del 23 settembre scorso, indetta dal movimento “Fridays for future” in occasione dello sciopero  globale per il clima.

Inizialmente radunatisi in via Gentile da Fabriano, alcuni manifestanti hanno deviato dal percorso programmato con le autorità per rendersi protagonisti dell’imbrattamento e del lancio di fango sulla scalinata e su una parete dell’edificio palazzo Raffaello, sede della giunta regionale, come segno di protesta per le politiche ambientali del governo Acquaroli.

Oltre a gettare fango…

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Si accende il consiglio comunale di Senigallia dopo l’alluvione

L'intervento del sindaco Olivetti in consiglio comunale a Senigallia
L’intervento del sindaco Olivetti in consiglio comunale a Senigallia

Il sistema di allerta non funziona, va rivisto in ottica di vallata. E poi il fiume, anzi, i fiumi da mettere in sicurezza. Infine i rimborsi, gli aiuti, l’organizzazione dei lavori. Intervento a 360° quello del sindaco di Senigallia, Massimo Olivetti, durante il Consiglio comunale di giovedì 29 settembre scorso. «Qui si è avuta una massa d’acqua come mai prima, il che pone seri rischi che la popolazione o le attività economiche vadano via. Si è lavorato per giorni senza sosta ed è ora di dire basta a queste situazioni che ormai abbiamo visto nel 1955, nel ‘76, nel 2014 e oggi, nel 2022».

Ripercorrendo un po’ le fasi iniziali del disastro che ha sconvolto le vallate Misa e Nevola, il primo cittadino ha spiegato come il sistema di allertamento «non abbia funzionato» e come la situazione «non sia stata immediatamente compresa, né a livello regionale, né nazionale» nonostante i numerosi tavoli tecnici svolti dopo l’alluvione. Incontri a cui è seguita la richiesta di un sistema di allertamento unitario per tutta la vallata: «Devo sapere quello che succede ad Arcevia o Barbara, perché l’acqua all’insù non è mai andata».

Altro tema caldo è la serie di criticità che il fiume presenta; è vero che la foce è più stretta rispetto alla larghezza del letto fluviale prima del centro abitato, ma è anche vero che la situazione è così immutata da decenni; così come sono state costruite case e interi quartieri in zone esondabili. Secondo Olivetti è sempre più evidente…

Continua a leggere nell’edizione digitale del 6 ottobre, cliccando qui. Sostieni l’editoria locale, abbonati a La Voce Misena.

Il grido degli alluvionati: «Chiediamo giustizia»

I lavori post alluvione da parte dei vigili del fuoco
I lavori post alluvione da parte dei vigili del fuoco

Mentre scrivo queste poche riflessioni, sono passati diversi giorni da quella drammatica notte del 16 settembre 2022, che ha cambiato per sempre la vita della mia famiglia, e di molte famiglie senigalliesi e delle valli Misa e Nevola. Un tragico evento alluvionale, che ha voluto per sé un gravissimo tributo di sangue, dodici morti ed un disperso. Tra loro il piccolo Mattia. Quella notte uno tzunami si è abbattuto sulle nostre vite, stravolgendone completamente abitudini e ritmi. A quel momento sono seguiti giorni di lavoro pressoché ininterrotto, di figli mandati a vivere e dormire dai parenti, di acqua e fango da spalare, di getti di idropulitrici, di un incubo ricorrente. L’incubo di rivedere la propria casa inondata da acqua e fango, che sfondano le porte, inghiottono i ricordi, e travolgono in maniera indelebile l’intimità di una famiglia.

Un evento alluvionale certamente estremo, ma che appare strettamente correlato agli evidenti cambiamenti climatici in atto, di cui la classe politica e dirigenziale del nostro Paese fatica a prendere atto, adottando di conseguenza le necessarie e radicali misure sociali, economiche e ambientali. Un evento figlio anche di una responsabilità collettiva, e forse di ben precise responsabilità personali che ci auguriamo la magistratura sappia accertare e perseguire con la massima rapidità. Da alluvionati chiediamo giustizia. Troppo tempo è passato senza…

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