Senigallia, Azione si schiera col centrodestra: Maurizio Perini spiega il sostegno a Olivetti
Le manovre politiche in vista delle prossime elezioni comunali a Senigallia entrano nel vivo. E c’è chi deve chiarire la propria posizione a elettori ed elettrici. Maurizio Perini, coordinatore locale di Azione, a Radio Duomo Senigallia (95.2FM) ha delineato il percorso verso il sindaco uscente Massimo Olivetti, preferendolo al centrosinistra di Dario Romano. Una scelta nata dopo il tentativo sfumato di costruire una “terza via” che potesse scardinare i due blocchi contrapposti. L’intervista, in onda nei giorni scorsi, è disponibile qui grazie al lettore multimediale.
Il tentativo di Azione di superare a livello locale il bipolarismo non è andato a buon fine. Per realizzare un terzo polo efficace sarebbe stata necessaria una disarticolazione delle coalizioni esistenti. A mancare è stato il coraggio. A fronte di questo stallo, il movimento ha scelto di dialogare con entrambi gli schieramenti. Con il centrosinistra il confronto si sarebbe arenato su percorsi già definiti e «fughe in avanti sui nomi». Con il centrodestra ha registrato una maggiore sintonia programmatica e metodologica e Olivetti ha assicurato una sinergia sui problemi reali della città.
Alluvione, ponte Garibaldi, vasche di espansione
Uno dei temi più importanti affrontati da Perini riguarda la gestione del post-alluvione e la realizzazione del nuovo ponte Garibaldi. Il coordinatore critica la politica che «guarda il dito invece della luna». Per Perini la priorità assoluta è la realizzazione dell’opera, superando le diatribe estetiche. Una soluzione pedonale potrebbe essere interessante, a patto che ne segua una rivoluzione della viabilità cittadina. Un esempio? L’inversione del senso di marcia su ponte degli Angeli e in via Pisacane per garantire l’accesso al centro.
La concretezza invocata da Azione passa anche per la sicurezza idrogeologica. Perini non esita a fare «autocritica su passati errori politici» riguardo alle vasche di espansione. Rilancia però con un’analisi seria sulla tenuta degli argini in muratura nel centro storico. Tra le ipotesi persino la possibilità di rialzarli per proteggere la città.
Urbanistica, eventi e turismo
L’amministrazione Olivetti è stata accusata di aver solo completato progetti ereditati. Perini è però pragmatico: «è un merito portare avanti i progetti, non una colpa». La sfida per il prossimo quinquennio sarà il recupero del patrimonio edilizio esistente, con un coinvolgimento diretto di associazioni e comitati cittadini. Sul fronte turistico, serve innovazione: non bastano i grandi eventi storici come il Summer Jamboree. «Servono politiche di vallata e regionali», per restare competitivi in un periodo di crisi economica e rincaro dei trasporti.
«Dico ‘no’ a una mia candidatura»
Nonostante il ruolo centrale nelle trattative, Maurizio Perini ha confermato che non sarà presente in lista. Una scelta precisa: «chi dirige un partito non dovrebbe cercare la visibilità diretta», a scapito degli altri candidati che ha contribuito a scegliere. Perini rimarrà dietro le quinte, portando il contributo di Azione in termini di idee e rappresentatività. Rispondendo alle critiche sul classico “salto della quaglia”, ha spiegato chiaramente: «l’amicizia personale con Maurizio Mangialardi, Dario Romano o Massimo Olivetti, non deve essere confusa con le scelte politiche fatte nell’interesse della comunità». E su possibili interressi personali è ancora più diretto: «non campo di politica». Anzi, «l’unico incarico mai ricoperto era a zero euro».
Due pronostici
Guardando al voto, Perini intravede una sfida aperta dove la qualità dei candidati e la coerenza dei programmi faranno la differenza. Nonostante la forza numerica del centrosinistra, «Olivetti è percepito come amministratore solido» e con una coalizione compatta. Sul campionato di calcio è più netto: «Se tutto va come credo, l’Inter potrebbe a maggio festeggiare».
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