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Tag: bambini

Laboratori per bambini nei locali del MA-Moderna Agorà recentemente inaugurato a Corinaldo

Diritti dell’infanzia, a Corinaldo una settimana di giochi, eventi, attività

Laboratori per bambini nei locali del MA-Moderna Agorà recentemente inaugurato a Corinaldo
Laboratori per bambini nei locali del MA-Moderna Agorà recentemente inaugurato a Corinaldo

In occasione della Giornata Mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, in cui viene ricordata anche la Convenzione ONU, che rivendica per i bambini e i ragazzi i diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici, Corinaldo celebra il diritto al gioco, come opportunità di socializzazione, momento ricreativo e strumento di crescita, sviluppo della creatività e potenziamento delle capacità intellettuali. 

Nella cornice del MA, il nuovo Palazzo della cultura di Corinaldo, sede del Centro Studi Internazionale Santa Maria Goretti e della Biblioteca Comunale recentemente inaugurati, verranno ospitate diverse iniziative che ci condurranno alla scoperta dei numerosi benefici del gioco per il benessere psico-fisico degli individui  e delle sue potenzialità come strumento educativo piacevole, immediato e alla portata di tutti.

Insieme all’Istituto Comprensivo corinaldese e all’Osservatorio permanente comunale per l’Infanzia e Adolescenza, il Comune di Corinaldo, per celebrare la ricorrenza, è pronto a dar vita, insieme alle bambine e ai bambini, a una settimana ricca di eventi e giochi, ed invita tutta la comunità, a partire dalle Scuole e dalle Associazioni cittadine a più stretto contatto con il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, a indossare al polso un filo giallo, colore dell’allegria, come segno di condivisione e partecipazione all’iniziativa.

GIOCARE PER CRESCERE
Venerdì 19 novembre alle ore 18.00 nel Centro Studi Santa Maria Goretti-Palazzo MA si terrà l’incontro “Giocare per crescere” con gli interventi di Simone Ceresoni, Dirigente dell’Istituto comprensivo di Corinaldo, che illustrerà “I diritti dei bambini e il piano dell’offerta formativa integrata nelle scuole corinaldesi” e di Cristina Bambini, del Gruppo di lavoro “Gaming in biblioteca” dell’Associazione Italiana Biblioteche, con la sua riflessione sul gioco: “Giocare è una cosa seria”, le dimensioni educative delle pratiche videoludiche”.

VIENI A GIOCARE CON NOI – International Games Week @Your Library
Sabato 27 novembre alle ore 16.30 nella biblioteca ragazzi Il Cilicchione, laboratorio di giochi per bambini da 3 a 6 anni, con il contributo delle scuole dell’infanzia “Andrea Veronica” e “Tiro a Segno” e in collaborazione con il CoriLab.
Domenica 28 novembre ore 16.30 nella biblioteca ragazzi Il Cilicchione, un pomeriggio alla scoperta di nuovi giochi per bambini e ragazzi da 6 a 12 anni in collaborazione con Emporio Pacenti di Senigallia.

GIOCANDO S’IMPARA-Fare didattica attraverso il gioco
Dal 19 al 28 novembre a Palazzo MA, mostra realizzata dalla scuola primaria “Santa Maria Goretti” in collaborazione con le scuole primarie “Padre Angelo Api” di Ostra Vetere e “Aldo Fiorini” di Castelleone di Suasa (I.C.Corinaldo). E inoltre la settimana della tombola degli animali per i bambini dell’asilo nido “Giacomo Marietta Cesarini Romaldi”

Info e prenotazioni: Biblioteca comunale 071 7976356.

Laboratori estivi al museo

Laboratori estivi per bambini al museo

Partono oggi, lunedì 14 giugno, i laboratori estivi per bambini al Museo Nori De’ Nobili di Trecastelli. Ce ne parla l’operatrice museale Simona Zava.

Il Museo Nori De’ Nobili di Trecastelli riapre le porte ai suoi piccoli visitatori e propone “Arte in Gioco – I lunedì al Museo”, laboratori estivi a cura di Laura Pettinelli, rivolti ai bambini della scuola primaria. I primi quattro incontri si terranno lunedì 14, 21 e 28 giugno e lunedì 5 luglio, e sarà la volta di “NORI/POP!!”. I laboratori si terranno dalle ore 18 alle ore 19,30 negli spazi del museo. I bambini saranno protagonisti di visite animate tra gioco, narrazioni, immaginazione e proposte di attività di rielaborazione pop delle opere della nostra pittrice, con materiali e tecniche artistiche differenti. La partecipazione ai laboratori è a ingresso gratuito ma su prenotazione obbligatoria e, per rispetto delle norme anti covid sulla sicurezza, sarà possibile l’adesione di sette bambini per ogni incontro.

Per informazioni e prenotazioni si può telefonare al numero 0717957851 oppure inviare una mail a info@museonoridenobili.it.

a cura di Barbara Fioravanti

AID sezione di Ancona

Leggere, scrivere, calcolare… in un altro modo

AID sezione di Ancona

Giuseppina Rubechini, socia collaboratrice e volontaria dell’Associazione Italiana Dislessia – Sezione di Ancona, espone le caratteristiche dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), molto diffusi tra bambini e ragazzi, e le attività che la sezione svolge al livello locale sul territorio provinciale. Un modo anche per far conoscere ai territori della nostra Diocesi questa realtà e coinvolgere e sensibilizzare enti, associazioni, genitori e ragazzi.

Che cosa si intende per disturbi specifici dell’apprendimento?
In Italia la dislessia è ancora poco conosciuta, anche se si stima che ci sia almeno un alunno con un DSA per classe.Leggere, scrivere e calcolare per noi sono atti così semplici e automatici che risulta difficile comprendere le difficoltà che riscontrano i bimbi o i ragazzi dislessici.
Spesso questi soggetti vengono erroneamente considerati svogliati e la loro intelligenza spiccata dà il via a valutazioni come”è intelligente ma non si applica”. Questi ragazzi non hanno problemi cognitivi legati alla comprensione e, al di là dello studio, sono intelligenti, vivaci, socievoli e creativi.
L’Associazione Italiana Dislessia, in collaborazione con le istituzioni e con i servizi che si occupano dello sviluppo e dell’educazione dei bambini, ha lo scopo di fare crescere la consapevolezza e la sensibilità verso questo disturbo.I soci AID sono i genitori e i familiari dei bambini dislessici, i dislessici adulti, medici, psicologi, logopedisti e insegnanti.I DSA sono disturbi del neurosviluppo che riguardano le capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente e si manifestano all’inizio della scolarizzazione. In base al tipo di difficoltà specifica che comportano, i DSA si dividono in: DISLESSIA: disturbo specifico della lettura; DISORTOGRAFIA: disturbo specifico della scrittura; DISGRAFIA:disturbo specifico della grafia; DISCALCULIA: disturbo specifico dell’abilità di numero e di calcolo che si manifesta con una difficoltà nel comprendere e operare con i numeri.

Quali sono le attività della sezione AID di Ancona sul territorio?
La sezione AID di Ancona promuove lo sportello di ascolto gratuito tramite video-chiamata su WhatsApp. Il servizio è stato organizzato dai volontari AID (genitori, insegnanti e professionisti del territorio). Allo sportello possono prenotarsi tutti, soci e non, ed è rivolto a genitori, insegnanti e ragazzi che vogliono avere informazioni generali sui DSA. Vi si accederà gratuitamente, prenotando un appuntamento via mail all’indirizzo ancona@aiditalia.org, oppure per telefonicamente al numero 340 33 69 637.Con l’aiuto della Regione Marche è stato finanziato ancheil progetto  “RIESCO”, la sezione AID di Ancona ha previsto la realizzazione dei laboratori per studenti con DSA e BES. Lo scopo dei laboratori è quello di rendere autonomo lo studente con DSA al fine di favorire il suo successo formativo conoscendo ed esercitandosi con strumenti compensativi.Ogni anno con il finanziamento della sede centrale dell’AID, tutte le sedi dell’associazione organizzano la Settimana Nazionale della Dislessia: la sezione AID di Ancona organizza incontri informativi e di testimonianza gratuiti e rivolti a docenti, genitori e ragazzi per parlare di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).Per informazioni maggiori sull’associazione visitare il sito Home Page | AID Associazione Italiana Dislessia (aiditalia.org) oppure la pagina Facebook Associazione Italiana Dislessia – Sezione di Ancona.

a cura di Barbara Fioravanti

Gli effetti psicologici della pandemia sui giovani

Ansia, disturbi depressivi e dell’alimentazione fin da piccoli. Il Covid-19 non lascia indenne nessuna fascia d’età e presenta il conto sul piano della salute mentale. Anche gli adolescenti, occupati nello “struscio” nelle vie del centro e marchiati come indifferenti alla pandemia, rischiano. E grosso. Secondo Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista della Società psicoanalitica italiana (Spi) e della International psychoanalytical association (Ipa), anche l’alternanza della didattica fra modalità in presenza e a distanza destabilizza e accelera la manifestazione di diverse problematiche causa di ansia. Dietro l’angolo c’è il pericolo della depressione, anche quando le restrizioni finiranno, e l’aumento del consumo di alcolici.

Ci sono differenze fra il primo e il secondo lockdown per quanto riguarda gli effetti riscontrati sui bambini?
I bambini hanno vissuto il primo lockdown come una vacanza. Non erano colpiti dal virus e non chiedevano nemmeno tanto di uscire perché stavano con i genitori. Durante la ripresa della scuola e il secondo lockdown, hanno subito conseguenze, specie i bambini al cambio di ciclo. Le insegnanti riportano che sono più agitati, angosciati e c’è un’insolita aggressività fra loro. Avvertono angoscia a casa e cominciano ad avvertire la paura di perdere i familiari. I genitori riferiscono disordini alimentari già nei più piccoli. Questo è un sintomo di ansia ma anche del cambiamento di abitudini. Inoltre si muovono poco. Tutte le ritualità e le occasioni di socialità sono fondamentali per loro.

E sugli adolescenti, che differenze si riscontrano fra i due periodi?
I ragazzi hanno aiutato gli insegnanti alle prese con le piattaforme digitali ma hanno vissuto come uno shock la comparsa del virus. Alla fine del primo lockdown si è registrata fra loro una grande agitazione e dopo preoccupazione nell’uscire. È durato poco, in estate si sono ripresi. Durante l’anno, hanno percepito il disordine nella organizzazione perché la scuola per adattarsi alle quarantene ha dovuto alternare la didattica in presenza a quella a distanza e così non hanno avuto la possibilità di organizzarsi o hanno subito repentini cambiamenti che hanno determinato instabilità emotiva. Ora tendono ad essere ansiosi, agitati o depressi. Non possono fare sport, andare a ballare, organizzare feste e gran parte delle occasioni di incontro è solo virtuale.

Diversi istituti, fra cui il Mondino di Pavia e il Bambino Gesù di Roma, rilevano un aumento di episodi di autolesionismo fra i ragazzi.
Al momento non è possibile dire se a livello nazionale gli episodi siano aumentati. Recentemente è uscito uno studio condotto durante la pandemia nel Regno Unito che rileva come lì gli atti di autolesionismo registrati dal servizio sanitario nazionale britannico siano calati del 40%. D’altro canto, però, le fondazioni e le associazioni, sempre nel Regno Unito, hanno rilevato un lieve aumento di casi. La spiegazione ipotizzata è che i giovani avessero paura di contagiarsi rivolgendosi alla sanità pubblica. Ma le analisi sono rimandate a fine pandemia. In Italia non abbiamo una messa in rete dei dati nazionali, sono stati però pubblicati due studi che si sono occupati della depressione nel nostro Paese. Il primo, condotto Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e dall’Istituto superiore di sanità (Iss) su più di 20mila persone, rileva un aumento dei livelli di ansia, depressione e sintomi da stress. L’altro, condotto dal Registro nazionale dei gemelli e dall’Iss durante la pandemia, ha rilevato su 2.700 gemelli adulti (età media 45 anni) e 848 famiglie con gemelli (età media 9 anni) disturbi depressivi nell’11% e sintomi da stress nel 14%. Quest’ultimo dato coincide con la media europea di disturbi depressivi indicata da uno studio dell’Oms del 2019. Dovranno uscire nuovi studi prossimamente ma è atteso un notevole aumento dei casi. La Società italiana di neuropsicofarmacologia prevede che, al termine della pandemia, ci saranno un 28% di disturbi post traumatici da stress e un 20% di disturbi ossessivo-ansiosi; inoltre, che il 10% delle persone che hanno avuto il Covid svilupperà una depressione importante. Partendo, quindi, da un 14% di casi di depressione, oggi, le previsioni sono di un raddoppio dei casi.

Anche i suicidi sono aumentati fra i giovani?
C’è stato un aumento dei suicidi ma è difficile ancora dire se ciò dipende dagli effetti della pandemia o da una difficoltà di rivolgersi agli specialisti e quindi ad accedere alle cure. Anche in questo caso bisogna aspettare ulteriori studi.

Come è possibile intervenire per affrontare questa situazione?
Durante il primo periodo della prima chiusura la Spi ed altre società di psicoanalisi si sono attivate per fare ascolto telefonico. Il servizio, coordinato dal ministero della Salute, è stato molto utile per tamponare le situazioni di disagio e potrebbe essere utile proseguirlo. Di positivo c’è da sottolineare anche che sono caduti molti tabù sulla malattia mentale. Nei momenti di crisi si scoprono anche delle cose buone. L’aver superato lo stigma sociale verso il disturbo mentale è una cosa positiva. Gli adolescenti hanno meno paura di chiedere aiuto anche perché fra di loro si confrontano e parlano della possibilità di rivolgersi allo psicoanalista. Oggi è strano per loro che chi sta male non chieda aiuto.

Tra i ragazzi c’è ansia di ammalarsi della variante inglese?
La paura ha cominciato a manifestarsi in maniera importante dopo il primo lockdown. C’era chi aveva paura di uscire di casa e chi invece negava esistesse il Covid. Adesso hanno molta pura di ammalarsi, hanno disturbi del sonno, fanno tamponi frequentemente, più di quanto non si dica, perché sono economicamente più accessibili. Sono preoccupati anche per se stessi non solo per i familiari.

Le risse fra giovani sono un effetto della pandemia?
No. Sono un fenomeno di devianza sociale in cui sono coinvolti degli adolescenti. La pandemia però ha cambiato il luogo in cui si danno appuntamento. Ora i giovani che partecipano alle risse escono dai loro quartieri per scontrarsi in centro dove possono essere notati. Vogliono così emergere, attirare l’attenzione mediatica oggi catturata dalla pandemia.

Anche i docenti stanno vivendo un periodo di disagio?
Certamente. Devono continuamente cambiare modalità didattica, sono stati sottoposti a un sovraccarico in termini di ore di lezione e incontri organizzativi. Hanno subito l’incertezza e hanno dovuto cambiare l’organizzazione familiare. Sono sottoposti a uno stress enorme e vivono nella paura costante di ammalarsi. Stanno vivendo un momento complicato ricevendo poca comprensione e riconoscimento. Spesso sono criticati se non sanno usare bene il computer ma va detto che non era mai stato richiesto loro. Stanno facendo un grande sforzo anche verso gli alunni che non possono seguire a distanza per formarli nonostante le difficoltà del momento. In generale nutro una grande stima della maggior parte dei docenti, i continui cambiamenti disorientano tutti, anche gli adulti.

Prevede un aumento delle dipendenze per colpa della pandemia?
L’unico dato finora certo è l’aumento dell’acquisto di alcolici. Secondo l’Osservatorio permanente su giovani e alcol c’è stato un aumento del 200%. Fin da adesso sono necessarie campagne di prevenzione, aprire centri di ascolto gratuiti e offrire la possibilità di elaborare il trauma della pandemia sia a livello individuale che collettivo.

a cura di Elisabetta Gramolini

Un’iniziativa vaccinale senza precedenti

Si sono svolte sabato 21 e domenica 22 novembre presso il Palazzetto dello Sport di Senigallia nell’ambito della campagna vaccinale contro l’influenza stagionale le sedute vaccinali riservate ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni.

L’iniziativa, che per caratteristiche e portata non registra precedenti nel nostro territorio con più di 1.300 bambini in meno di due giorni, è stata coordinata congiuntamente da Comune di Senigallia e Asur Marche ed ha visto la importante collaborazione di Dipartimento di Prevenzione, Pediatri di famiglia, 118, CRI e il Volontariato di Protezione Civile di Senigallia. Le sedute vaccinali hanno conseguito in pieno gli obiettivi prefissati attraverso un’organizzazione attenta ed efficiente che ha ottenuto la piena soddisfazione di genitori, medici, infermieri e volontari. Un gioco di squadra tra tutti i soggetti coinvolti che si è rivelata l’arma vincente come evidenziato anche da Clarita Costarelli, rappresentante dei Pediatri di Libera Scelta.

Perché è così importante in tempo di Covid-19 il vaccino antinfluenzale in particolare sui bambini?
L’infezione dal virus Covid 19 si presenta con una sintomatologia del tutto simile all’infezione da virus influenzale pertanto è molto difficile nel bambino fare diagnosi differenziale, la protezione vaccinale permette di escludere l’influenza tra le cause dei sintomi e consente una diagnosi piu probabile di Covid,inoltre i bambini della fascia di età 6 mesi 6 anni sono più a rischio di infezioni perché non hanno l’obbligo di indossare la mascherina protettiva e non possono mantenere le distanze di sicurezza. Da ultimo non sappiamo quali conseguenze protrebbero esserci se si sovrapponessero le due infezioni Covid e Influenza.

Quanto è stato difficile gestire una mole così elevata di vaccinazioni?
L’impegno è stato enorme perché la proposta di vaccinare i propri bambini è stata accolta dai genitori con entusiasmo pertanto la partecipazione è stata molto elevata , ciò però ha comportato una imponente organizzazione tra i Pediatri, i medici e operatori del Dipartimento di Prevenzione .
Il primo step è stata la comunicazione telefonica da parte dei Pediatri verso ogni genitore dei propri piccoli pazienti al fine di dare appuntamenti precisi tali da evitare assembramenti ,ricordo che si è trattato di più di mille bambini che sono stati vaccinati,il secondo step è stato rendere fluido e in sicurezza l’accesso al Palazzetto grazie ai volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa,il terzo step la vaccinazione effettuata dall’efficentissimo personale del Dipartimento di Prevenzione.
Certo non è stato semplice mettere in moto tutto questo e poterlo realizzare in meno di due giorni ma la collaborazione e la disponibilità di tutti gli operatori ha reso possibile ciò che sembrava impossibile

Quanto è stato determinante il supporto dei genitori?
I genitori sono stati fantastici, non solo per l’adesione, la puntualità ma anche per la collaborazione perché a ciascuno di essi i Pediatri hanno inviato per via telematica documenti da compilare in relazione alla vaccinazione e che hanno prontamente compilato e restituito accellerando così le procedure. Al termine la soddisfazione dei genitori è stata generalizzata cosa che ci ha supportato e invitato a continuare su questa strada.

I bambini e il diritto di essere ascoltati

La Giornata Mondiale dei diritti dei bambini si celebra il 20 novembre di ogni anno. La data scelta coincide con il giorno cui l’Assemblea generale ONU adottò la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, nel 1959, e la Convenzione sui diritti del fanciullo, nel 1989, un documento ancora attuale, da dover studiare e applicare in molte parti del mondo anche al di là del mondo occidentale. Ci sono tante cose da fare perché vengano rispettati totalmente i diritti dei bambini e degli adolescenti. L’associazione “Un Tetto” lavora nel territorio di Senigallia ormai da più di 25 anni e ogni anno propone una iniziativa in collaborazione con il Comune di Senigallia per riflettere su questa giornata che è molto importante e ha bisogno sempre di essere ricordata. Quest’anno per la situazione di pandemia non si è potuto organizzare iniziative in presenza né tantomeno che potessero coinvolgere i bambini nelle scuole, per cui èstata ideata una serata con un personaggio importante a livello nazionale, un esperto in educazione. Daniele Novara terrà una videoconferenza rivolta ad adulti, genitori, insegnanti, educatori e tutti quelle persone che si occupano di bambini e adolescenti. Daniele Novara focalizzerà il suo intervento sull’importanza del diritto all’ascolto che ha ogni bambino e ogni adolescente soprattutto alla luce di questo periodo così difficile che stiamo vivendo tutti quanti, adulti e in particolare i bambini e gli adolescenti che hanno attorno a loro persone che sono in difficoltà, che non hanno risposte certe, perché non ce ne sono, e che non sanno dare quella sicurezza di cui invece i bambini e gli adolescenti hanno bisogno da parte degli adulti che si prendono cura di loro.

Questo incontro on-line si realizzerà lunedì 23 novembre alle ore 21.00 sulla piattaforma Zoom per avere informazioni più dettagliate verrà pubblicato in questi giorni un volantino in cui ci sarà scritto il link per partecipare alla videoconferenza, ma si potranno prendere anche informazioni scrivendo una mail all’Associazione “Il Tetto” all’indirizzo info@associazioneuntetto.it

A.V.

Le ‘Bandiere verdi’ sventolano sulle Marche

Il logo delle bandiere per le spiagge a misura di bambini

Sono dodici le spiagge marchigiane insignite della Bandiera Verde 2020, una in più rispetto allo scorso anno. La regione si piazza al quarto posto nella classifica nazionale, con ben 12 bandiere, preceduta da Calabria (prima con 18 spiagge), Sicilia e Sardegna (seconde a pari merito con 16 vessilli) e Puglia (terza con 13 bandiere).

Il riconoscimento della Bandiera Verde, ideato dal pediatra Italo Farnetani, viene conferito alle spiagge a misura di bambino. Ogni anno infatti, i comuni italiani e spagnoli (quest’anno anche quelli romeni), vengono selezionati in base a un’indagine condotta tra un ampio numero di pediatri.

Acqua limpida e bassa vicino alla riva, attrezzature di salvataggio, giochi e sabbia per costruire castelli e torri, spazi adatto per cambiare il pannolino o allattare e la vicinanza a locali di ristorazione; sono queste le principali caratteristiche in base alle quali vengono selezionate, e premiate, le spiagge italiane.

La presentazione delle 144 Bandiere Verdi assegnate nel 2020 è avvenuta nei giorni scorsi ad Alba Adriatica dove, il 27 giugno, si terrà anche la cerimonia ufficiale di consegna dei vessilli.

New entry per le Marche la spiaggia di Cupra Marittima (Ascoli Piceno). Si confermano poi Numana Alta-Bassa Marcelli Nord (Ancona), Senigallia (Ancona) Sirolo (Ancona), Grottammare (Ascoli Piceno), San Benedetto del Tronto (Ascoli), Porto San Giorgio (Fermo), Civitanova Marche (Macerata), Porto Recanati (Macerata), Fano-Nord-Sassonia-Torrette/Marotta (Pesaro-Urbino), Gabicce Mare (Pesaro-Urbino) e Pesaro (Pesaro-Urbino).

Grande soddisfazione per l’assessore regionale al turismo Moreno Pieroni. «Credo sia un ulteriore bel messaggio per il nostro turismo perché al di là del riconoscimento che qualifica e arricchisce le Marche, che già vantano una grande quantità di Bandiere Blu e Arancioni, si dimostra l’attenzione per i più piccoli e per le loro famiglie. Una notizia che continua a far riconoscere le Marche come una regione attrattiva per i nuclei familiari e proprio su questo dobbiamo puntare, differenziandoci dalle altre offerte perché tutto va poi a beneficio degli operatori del settore. In termini di turismo, dal 24 agosto del 2016, ci siamo dovuti tutti, dalla costa all’entroterra, rimboccare le maniche; credo che oggi ci sia stata una grande ripresa grazie sia agli enti privati sia alla Regione. Su questa strada dobbiamo continuare a lavorare e investire».

FaVolare: l’abbraccio a misura di bambino

In festa nell’atrio della scuola ‘G. Pascoli’ di Senigallia

Conclusa sabato 25 gennaio scorso una settimana piena di emozioni alla Scuola primaria “G.Pascoli” di Senigallia. Tante sono state le novità e le sorprese a cominciare da domenica 19 gennaio con l’inizio dello storico, sempre nuovo Progetto FaVolare. Una proposta educativa significativa dell’Istituto che sottende come sua scelta peculiare la capacità di ascolto e di partecipazione dei bambini. Quest’anno il tema scelto ha riguardato il gesto sicuramente più amicale e più umano che interfaccia due (o più) persone: l’abbraccio. Questo gesto gentile e appassionato si declina in tanti modi diversificati, da quello siderale, a quello amicale, fraterno, genitoriale. Ci abbracciamo per trasmettere amore, complicità, sostegno, tenerezza per sentirci tutti più al sicuro, protetti e amati.

I bambini della classe 5a A e 5aB hanno drammatizzato il libro “Il muro” di G. Macrì con il quale hanno cercato di diffondere il messaggio importante che i muri separano gli uni dagli altri, invece il futuro ha bisogno dell’aiuto di tutti. Abbiamo giocato insieme con la “ruota dell’abbraccio” chiamando alcune coppie formate da un adulto e un bambino mimando il tipo di abbraccio che usciva dalla magica ruota. Una sciarpa lunga 40 metri ha abbracciato tutti i presenti insieme al Dirigente scolastico dell’I.C. ‘Senigallia Centro Fagnani’, prof.ssa Anna Scimone, che ha condiviso il suo significato di “abbraccio” dichiarando che “il migliore degli abbracci è quello chenonabbiamoancoradato. L’abbraccio che non c’è più, quello che ha rappresentato la parte migliore del nostro essere”. Il suo abbraccio lo ha voluto esprimere scegliendo la bellissima poesia di Gabriele Corsi, “Fammi essere ancora figlio”, un abbraccio in cui tutti ci siamo identificati pensando ad una persona cara lontana o che purtroppo non è più tra noi. Poi si è aperto il corridoio allestito di quadri e foto dei bambini abbracciati fra loro, il tutto guidato dalla poesia di Pablo Neruda “La magia dell’abbraccio”. Tante le stanze visitate dai bambini: “abbraccio tra parole e musica” con una piccola rappresentanza dei bambini del Coro di Natale, l’“abbraccio tra parole e immagini”, dove i bambini seduti comodamente sui ampi e comodi cuscini, hanno ascoltato alcune letture con la voce narrante delle maestre, l’ “abbraccio tra parole e voce” con un simpatico cantastorie, il sig. Clemente Michele che con la figlia Annarosa hanno cantato, suonato e raccontato storie divertenti. La stanza dell’ “abbraccio del libro” ha colpito e divertito i nostri bambini perché liberamente potevano leggere o guardare libri che scendevano dall’alto tenuti da nastri colorati. Anche gli adulti sono stati coinvolti e accolti in un’aula dove hanno potuto ascoltare il dott. Francesco Riccardi, psicoterapeuta e insegnante nella scuola primaria. Si sono trattati vari argomenti, come il linguaggio verbale e non verbale collegato all’abbraccio, l’importanza della scelta delle parole e di quanto incidano sul comportamento del bambino. ‘FaVolare’ ha fatto da cornice alla giornata dell’Open day che si è svolta giovedì 23 gennaio. I genitori hanno potuto visitare gli spazi e i luoghi della scuola, mentre i bambini erano impegnati nei bellissimi laboratori di inglese, laboratori di narrazione e laboratori d’arte, per riprendere l’immagine “Il giardino di Mirò” del manifesto di scuola aperta. Nell’ambito del Museo della scuola e dell’educazione, è stato aperto il ‘Laboratorio di teatro’ delle ombre di carta, dove i bambini attratti e incuriositi hanno ritagliato sagome di carta che animandole hanno preso vita. Il Dirigente scolastico è intervenuto per salutare i genitori dando tutte le informazioni sulla scuola e riprendendo il messaggio del manifesto dell’Open day “Ceci n’est pas une école. E’ un capolavoro!”, questa non è una scuola come il riferimento artistico al “tradimento delle immagini” di Magritte, significa pensare che la Fagnani non debba considerarsi come la scuola delle algide leggi scolastiche e della stantia didattica disumanizzante. La Scuola primaria ‘Pascoli’ è un capolavoro perché mette al centro i bambini, i loro sogni e i loro bisogni concreti.

Sabato 25 gennaio è stato l’ultimo appuntamento di FaVolare. Simone Ceresoni ha portato i saluti del Ds, prof.ssa Anna Scimone purtroppo impegnata fuori sede.Haespressograndesoddisfazione per il Progettoringraziando le insegnanti per il lavoro svolto e per la loro passione. Ha salutato i bambini, “con i loro occhi capaci di stupirsi ancora e di stupire ancora”, i genitori, che quando si presentano a scuola e lasciano i loro figli per le attività didattiche curricolari o extracurricolari, sanno di poter consegnare i loro piccoli in luoghi sicuri, luoghi di qualità, perché i figli sono il bene più prezioso che ha ognuno di noi. L’abbraccio, ha a ggiunto in chiusura, è vicinanza, contaminazionenelsensobuonodella parola, perché significa mettersi “nei panni di”, avere empatia. Ha lasciato poi la parola al prof. Mario Cavallari, Preside storico della città, che rappresentava l’Amministrazionecomunale. Si è soffermato soprattutto sul senso di città, comunità e comunità educante ponendo al centro le relazioni, relazioni fra docenti, fra famiglie, enti locali, tutte orientate alla educazione, alle nuove generazioni. Per questo secondo pomeriggio di FaVolare abbiamo “trasformato” una nuova aula “abbraccio tra parole e teatro” in collaborazione con la Libreria Kamillo; la bravissima Alessandra Chiappa ha coinvolto e incuriosito tutti i bambini con i suoi racconti tirando fuori dalla sua borsa magica oggetti della storia con un significato ben preciso, come il pupazzetto Kamillo che dava il via ai giochi e la sciarpa, uscita nel finale della storia, che rappresentava un abbraccio. Come ogni anno a ‘FaVolare’ viene presentato il concorso fotografico. Giudici di quest’anno sono stati Lorenzo Ceccarelli, giornalista di Senigallia Notizie e Laura Mandolini giornalista del settimanale Voce Misena. Dopo un’attenta osservazione di tutte le foto esposte, entrambi hanno votato la foto della piccola Bianca Cingolani. è l’abbraccio stretto e protettivo con la sua bisnonna, un gesto di libertà, di bellezza, del prendersi cura che fa belle e uniche le relazioni umane. Un gesto che si declina tra generazioni e diviene un ponte d’amore e di vita che passa e viene trasmesso dall’uno all’altro in una circolarità che racconta l’affetto che supera il tempo e lo spazio. Ringraziamo tutte le persone che hanno condiviso con noi questa settimana di festa e di incontri.

Eleonora Olivi

Il museo del giocattolo antico

Con l’apertura del Museo del Giocattolo Antico il tessuto culturale di Senigallia si arricchisce di una nuova struttura. La cerimonia si è svolta venerdì pomeriggio alla presenza del sindaco Maurizio Mangialardi e di altri esponenti della giunta e del consiglio comunale. Presenti anche la delegata del Fai della provincia di Ancona Manuela Francesca Panini e la delegata Fai di Senigallia Maria Rosa Castelli.

Il museo, che ha una storia più che ventennale, nasce dalla passione e dall’amore per i giocattoli antichi di Gabriele Schiavoni, in arte Ogiva, che nel 1998, fece una scommessa, aprire il primo museo del giocattolo in Ancona. Il museo fu ospitato in seguito anche a Sirolo e dopo alcune mostre itineranti, tra le quali una nella splendida sala liberty di Montecatini Terme e una a Lisbona, tornò ad Ancona. Ora l’apertura in pieno centro storico a Senigallia, nella nuova e prestigiosa sede di palazzo Monti Malvezzi, segna un nuovo inizio.

Al suo interno i visitatori troveranno una preziosa collezione di giocattoli antichi, dall’Ottocento fino all’immediato dopoguerra. Le 23 vetrine sono corredate da un percorso storico-artistico al fine di inserire i giocattoli nel contesto culturale che li ha prodotti. Non mancano poi alcune riproduzioni di antichi giocattoli e bambole dell’epoca romana, realizzati da Lorenzo e Anna Marconi dell’Orient Express di Senigallia. “Per noi – afferma il sindaco Maurizio Mangialardi – è un grande onore ospitare que- sto nuovo museo, un qualcosa di unico nel suo genere, che va a impreziosire la già ampia offerta culturale del nostro centro storico, sempre più capace di attrarre eccellenze di ogni genere. Siamo molto contenti anche perché la struttura rappresenta un’interessante proposta educativa rivolta ai più giovani e alle loro famiglie: le opere esposte, infatti, ci permettono di riscoprire la qualità e la raffinatezza artistica dei giocattoli artigianali, così lontane da tanti prodotti odierni. Proprio per questo motivo, sono certo che riusciremo a trovare un modo per valorizzare questa esperienza anche all’interno del nostro circuito museale”. A far da cornice al museo ci sono anche un piccolo teatro di 36 posti, disponibile per eventi culturali e un caffè letterario con libri artistici di pregio. Il tutto in un ambiente ricco di fascino, elegante e curato nei dettagli, ricco di suggestioni che solo le cose rare e antiche riescono a evocare.

Il Museo del giocattolo avrà anche il piacere di presentare la storia del giocattolo antico anche alle scuole, dove gli alunni saranno condotti da una guida, che utilizzando i toni più appropriati all’età dei bambini, li condurrà in un viaggio lungo i secoli alla scoperta dell’affascinante storia dei giocattoli antichi, quelli che fecero la gioia dei nonni dei loro nonni, una storia poco conosciuta anche dai più grandi.

Laura Mandolini