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Tag: Bettolelle

Le vasche di espansione a Bettolelle di Senigallia: a sinistra lo sfioratore, a destra la strozzatura artificiale, sullo sfondo la provinciale

Senigallia: ecco come funzionano le vasche di espansione

Nei giorni scorsi si è tenuta la conferenza stampa ufficiale per la consegna alla Regione Marche delle vasche di espansione sul fiume Misa, realizzate tra Brugnetto e Bettolelle. Un momento storico per Senigallia e vallata, ancora segnate dal ricordo dell’alluvione del 15 settembre 2022 e delle sue vittime. Ma come funziona concretamente questa opera idraulica? Lo abbiamo chiesto a dirigenti e tecnici che si sono occupati di questa “partita”, sottolineando che la sicurezza è la prima voce da considerare – diciamo una banalità ma è bene evidenziarlo – non solo per tutto il territorio, ma anche per chi vi ha operato. Il servizio audio, andato in onda nei giorni scorsi, è disponibile grazie al lettore multimediale.

Il principio alla base è semplice quanto efficace. Sul fiume è stato realizzato un restringimento artificiale dell’alveo, una “strozzatura”, che provoca un innalzamento del livello dell’acqua a monte. Quando la piena supera una determinata soglia, l’acqua tracima lateralmente attraverso uno sfioratore che in questo caso è posto sulla sponda sinistra e inizia a riempire le vasche. L’ingresso avviene tramite un canale di fondo che convoglia l’acqua nella parte più bassa dell’area, la quale si riempie progressivamente dal basso verso l’alto, senza scorrimento superficiale: in questo modo si evitano erosioni sui terreni agricoli interessati.

Lo svuotamento avviene anch’esso in automatico, attraverso uno scarico sempre aperto sul fondo che smaltisce lentamente l’acqua accumulata. A fine evento, una volta tornate le condizioni di sicurezza, gli operatori – autorizzati e formati per questo tipo di attività – possono aprire manualmente una saracinesca supplementare per accelerare lo svuotamento in circa sei ore, invece di attendere qualche giorno.

L’opera è in realtà composta da due vasche distinte, e non più una come previsto inizialmente. La principale, più grande e adiacente al Misa, e una seconda più piccola, realizzata a nord verso la provinciale corinaldese. La suddivisione si è resa necessaria per rendere il fosso Vallato indipendente dal funzionamento del sistema: due sifoni sotterranei permettono all’acqua di transitare da monte a valle senza interferire con il fosso stesso. Questa soluzione ha consentito di eliminare quasi tutte le saracinesche originariamente previste nel progetto, semplificando drasticamente la gestione e azzerando la necessità di interventi manuali durante gli eventi di piena — quando mandare operatori sul campo sarebbe pericoloso.

La capacità attuale delle vasche supera il milione di metri cubi. L’obiettivo, come ha spiegato il dirigente regionale Stefano Stefoni, è trattenere tutto il volume d’acqua eccedente rispetto alla portata massima che il tratto cittadino del Misa è in grado di smaltire senza esondare. “Tutto quello che non riesce a passare nel centro abitato va trattenuto a monte”, ha sintetizzato Stefoni, precisando però che questa vasca, pur essendo la più grande, dovrà essere affiancata da altre opere analoghe – in particolare si stanno progettando quelle a Pancaldo di Ostra Vetere (per proteggere Pianello di Ostra) e a Ponte Lucerta tra Corinaldo e Trecastelli (a difesa di Passo Ripe di Trecastelli) – per garantire una protezione estesa alla vallata. Un’opera attesa da decenni, la cui genesi risale addirittura agli anni Ottanta, e che oggi rappresenta il primo concreto baluardo contro il rischio idrogeologico per Senigallia e la valle del Misa.

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Due ordigni bellici rinvenuti vicino il ponte di Bettolelle a Senigallia

Due mine rinvenute vicino il ponte di Bettolelle durante i lavori per l’escavo del fiume Misa

Due ordigni bellici rinvenuti vicino il ponte di Bettolelle a Senigallia

Sono due le mine ritrovate nel fiume Misa a Senigallia, nel pomeriggio di ieri, 17 ottobre. Due ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale che sono rimasti nascosti nel letto del fiume e che sono stati rinvenuti all’altezza del ponte di Bettolelle. Il ritrovamento è avvenuto durante le operazioni di pulizia e di escavo dell’alveo fluviale disposte a seguito dell’alluvione del settembre 2022.

Non si conosce ancora l’origine dei due ordigni, né se siano rimaste per tutti questi anni in quell’area non distante dalel vasche di espansione in fase (ancora) di realizzazione, oppure se vi siano state portate dalla piena del fiume in occasione dell’alluvione di un anno fa.

Lavori per il ripristino della portata idraulica che sono stati immediatamente sospesi in prossimità del ponte: dopo il rinvenimento è stata disposta la chiusura al traffico per consentire le operazioni di messa in sicurezza dell’area, delimitata dagli artificieri dei Carabinieri, che hanno precluso l’accesso al cantiere e provveduto ad informare la Prefettura. Gli artificieri provvederanno poi a rimuovere i due ordigni e farli brillare altrove.

Non ci sono problemi per la popolazione, ha assicurato il sindaco di Senigallia Massimo Olivetti.

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A Bettolelle i lavori per la realizzazione di una delle vasche di espansione per difendere Senigallia dal rischio alluvione

Iniziati i lavori per le vasche di espansione

Avviati a Bettolelle i lavori per la realizzazione delle vasche di espansione
Avviati a Bettolelle i lavori per la realizzazione delle vasche di espansione

Dopo decenni di dibattiti serrati, riflessioni e polemiche, dopo alcuni progetti e varie alluvioni (solo per ricordare le ultime: 1976, 1991, 1994, 2011 e 2014), sono iniziati i lavori per la realizzazione delle vasche di espansione. Quella del 7 febbraio 2022 è una data storica per l’intera comunità di Senigallia: le ruspe sono arrivate alle Bettolelle. Non per le solite riparazioni degli argini legate al maltempo bensì per un intervento di prevenzione, al fine di evitare nuove esondazioni. Il cantiere è operativo nell’area vicino al ponte sul fiume (direzione valle) per la prima vasca di compensazione idraulica. In sostanza si rende un terreno agricolo adatto a raccogliere, in caso di necessità, l’acqua del fiume Misa per alleggerire la pressione sul tratto fluviale urbano e mitigare gli effetti di una piena.

Il terreno è quello sul lato sinistro del fiume, verso l’abitato di Brugnetto, che verrà protetto da argini rialzati ma che per la conformazione non sarà interessato da esondazioni dato che è comunque rialzato rispetto alla frazione di Bettolelle. Il funzionamento è semplice: artificialmente si restringe il letto del Misa…

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