Primarie, Marco Lion: «Il mio 35% pesa. Ora un programma contro le follie del centrodestra»
Non una sconfitta, ma un solido punto di partenza. Marco Lion, protagonista delle recenti primarie del centrosinistra senigalliese, esce dal confronto con Dario Romano con un bottino del 35% dei voti. Un risultato che va ben oltre la base dei partiti che lo avevano ufficialmente appoggiato (Vola Senigallia e Alleanza Verdi Sinistra). «Le mie proposte pesano per un terzo del futuro programma – ha dichiarato ai microfoni di Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) – e di questo si dovrà tenere conto».
Ascolta l’intervista, andata in onda nei giorni scorsi grazie al lettore multimediale.
Il punto più duro dell’intervento di Marco Lion riguarda la gestione delle opere pubbliche e della ricostruzione post-alluvione. L’ex parlamentare ha definito «progetto demenziale» e «follia» le soluzioni proposte per ponte Garibaldi e ponte Portone. «Olivetti non ha fatto il suo dovere di sindaco – accusa l’ex vicepresidente della Provincia dorica – ha subito supinamente decisioni arrivate da Ancona e Ascoli. I cittadini mi hanno votato perché vedono in me l’unica garanzia per evitare questi drammi urbanistici che rovineranno la vivibilità di Senigallia».
LEGGI L’INTERVISTA A DARIO ROMANO
L’asse del dibattito si sposta poi anche sulla giustizia sociale. Secondo il presidente locale di Italia Nostra, Senigallia è vittima di una bolla speculativa immobiliare che impedisce alle giovani coppie di trovare case in affitto a prezzi accessibili. Da qui l’esigenza di soluzioni sia per frenare la speculazione e dare quindi risposte sull’emergenza abitativa, sia sul lavoro di qualità: «Basta precariato stagionale legato solo al turismo; la città deve offrire opportunità economiche diversificate».
Conoscitore esperto del dissesto idrogeologico, Marco Lion ribadisce che alzare i ponti in città è inutile se non si interviene a monte con le vasche di espansione. «Servono 8 milioni di metri cubi di invaso per mettere in sicurezza il Misa. La prima vasca di Bettolelle è solo un piccolo passo, ma ne servono molte altre che erano già state individuate nel 2015. Non si può aspettare l’ultimo momento per progettare, la sicurezza della valle è strategica e non ha colore politico».
Anche sulla sanità Marco Lion accusa il sindaco Olivetti di aver fatto strumentalizzazione politica in passato. Sebbene la competenza sia regionale, il Comune deve avere un ruolo attivo: «Il Sindaco deve essere il cane da guardia del nostro nosocomio. Non bastano ospedali e case di comunità se poi mancano il personale e le risorse per farle funzionare».
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