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Tag: Cultura

L'immagine del concorso fotografico "Doppio Click", tratta dal sito cpiaancona.it

La fotografia che genera relazioni: l’iniziativa del centro d’istruzione per adulti di Senigallia – INTERVISTA AUDIO

L'immagine del concorso fotografico "Doppio Click", tratta dal sito cpiaancona.it
L’immagine del concorso fotografico “Doppio Click”, tratta dal sito cpiaancona.it

Forse non tutti la conoscono ma c’è anche nel nostro territorio una scuola pubblica statale che si rivolge agli adulti per fornire loro nuovi orizzonti d’istruzione e formazione. E’ il CPIA, il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti che ha sedi ad Ancona, Jesi, Fabriano e, chiaramente, Senigallia. Vi parliamo di questa realtà perché, oltre ai corsi tradizionali che si tengono presso l’istituto d’istruzione Panzini, ha avviato alcuni progetti e iniziative, tra cui un concorso fotografico a finalità sociali. Di tutto ciò ci parla Alessia Allegrezza, insegnante e referente del progetto “Doppio Click”. L’intervista è in onda oggi, mercoledì 22 maggio, alle ore 13:10 e alle 20; domani, giovedì 23 con gli stessi orari e infine domenica 26 a partire dalle 17 circa. Dove? Su Radio Duomo Senigallia / In Blu (95.2 FM). Ma con il lettore multimediale è a vostra disposizione in ogni momento. Sotto trovate la versione testuale.

Partiamo spiegando cos’è Cpia, da quando è nato e a chi si rivolge.
E’ una vera e propria scuola che nasce nel 2015, dopo i ctp; vi si iscrivono persone dopo l’obbligo scolastico, soprattutto studenti stranieri che provengono da tutto il mondo, ma sono di tutte le età: il mio alunno più grande ha 80 anni. Ci sono studenti già laureati che vogliono apprendere la lingua italiana, altri che desiderano raggiungere il diploma di terza media e infine altri ancora che hanno necessità di un’alfabetizzazione di base, che serva loro per poter parlare nella quotidianità e ottenere anche il permesso di soggiorno.

A fianco ai corsi organizzate anche iniziative per così dire “collaterali”: ce ne puoi parlare?
Siamo una scuola pubblica statale, che ha un dirigente, Lidia Prosperi, e che sta sotto l’ufficio scolastico regionale; come le altre, presenta progetti basati sulle esigenze degli studenti. Hanno come scopo l’inserimento degli studenti nel territori in cui vivono e l’apertura del territorio stesso agli studenti. Forse il Cpia è poco conosciuto, o perlomeno i suoi servizi. Favoriamo un interscambio proprio grazie a molte iniziative che possono far esercitare i nostri studenti.

Facci qualche esempio
Abbiamo fatto uscite nel territorio per conoscerlo, abbiamo incontrato i rappresentanti dell’Arma dei carabinieri, fatto educazione stradale con la Croce Rossa, visite al consultorio familiare e al centro per l’impiego. Inoltre anche un concorso fotografico.

Com’è nata l’idea di un concorso?
Ci è stato detto dagli studenti stessi che al di fuori della scuola difficilmente praticano l’esercizio di parlare in italiano. Spesso sono qui con la loro famiglia o con gruppi dello stesso paese, altre volte interviene la difficoltà di approcciarsi agli altri senza sapere bene la lingua. Inoltre anche noi italiani siamo un po’ chiusi verso gli stranieri.

E com’è strutturato il concorso fotografico? 
Si chiama “Doppio Click – una foto che accorcia le distanze” e mette insieme un italiano e uno straniero perché insieme possano scattare fotografie e dialogare, e magari stringere anche amicizia. Se non altro porta all’incontro tra culture diverse.

Cosa ne è venuto fuori?
Sono state prodotte 43 fotografie, 43 opere fatte da due fotografie nella modalità del dittico, cioè due foto che parlano di uno stesso tema – quello dell’amicizia tra i popoli – ma veicolato con visioni diverse. Ogni opera offre infatti punti di vista differenti e qui sta il dialogo tra le coppie di autori ma anche con l’esterno.

E dove sarà possibile vederle?
Dopo il giudizio di sette esperti del territorio e non solo, le fotografie saranno esposte sabato 25 e domenica 26 maggio presso la sala dell’associazione Bellanca in centro storico a Senigallia. In occasione dell’inaugurazione della mostra si svolgerà la cerimonia di premiazione. Se in futuro avremo una sede, attualmente siamo ospiti al Panzini, potremo esporre in modo permanente i nostri lavori.

Che progetti avete per il futuro?
Vanno un po’ in base agli studenti che si iscrivono. Sicuramente faremo altre iniziative a livello sportivo e per la conoscenza dei vari servizi territoriali. Ma poi c’è un progetto per portare i ragazzi all’opera. Di certo proveremo a fargli conoscere il territorio italiano e la cultura, cosa che viene richiesta spesso.

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Marisa Pucci e la biblioteca sociale Cesanella

Come nasce una biblioteca sociale: “l’avventura” a favore della comunità della Cesanella – INTERVISTA AUDIO

Marisa Pucci e la biblioteca sociale Cesanella
Marisa Pucci e la biblioteca sociale Cesanella

Forse non tutti la conoscono perché non è molto grande ed è nata di recente, nel 2017, ma il suo obiettivo è nobile: offrire opportunità gratuite di lettura a tutti. Parliamo della Biblioteca Sociale della Cesanella, aperta nei locali della parrocchia San Giuseppe Lavoratore, in via Guercino, progetto cheha preso il via grazie a due bibliotecarie per passione, come si definivano Marisa Pucci e Antonietta Rebonati.

Dopo la scomparsa di quest’ultima nel marzo 2023, il progetto però non è naufragato come spesso accade ma viene portato avanti caparbiamente dalla signora Pucci. E potevamo non intervistare chi si dedica agli altri in modo gratuito e appassionato? Così è nata questa intervista per una nuova puntata di “Venti minuti da Leone” (in onda l’1 e il 2 maggio alle ore 13:10 e alle ore 20 sulla frequenza di Radio Duomo Senigallia, 95.2 FM, con replica domenica 5 maggio dalle ore 16:50) ma che vi proponiamo anche in versione testuale su Vocemisena.it.

Com’è nato il progetto di una biblioteca sociale alla Cesanella e quando?
Nasce a seguito dello scioglimento di un caffè letterario serale, con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione sul mondo editoriale. Abbiamo in due dato vita a questo piccolo spazio nel 2017, pensavamo di non riuscire a riempirlo. E invece abbiamo superato quota 7 mila libri. Sono divisi in 27 generi, compresa una categoria Nobel, ma abbiamo anche dei doppi suddivisi nelle sezioni geografia, storia, religione, arte e così via, che per ora rimangono qui più da consultazione; sarebbe anche possibile portarli via su offerta libera, così ci potremo comprare altri libri.

Da dove arriva la sua passione per i libri?
Facevo supplenze come maestra alle elementari, poi ho fatto anche altri lavori, ma ho sempre letto e acquistato libri e il piacere di leggere mi è sempre rimasto. Ora questa nuova sfida che in realtà va avanti ormai da 7 anni.

Chi fornisce i volumi alla biblioteca?
Sono tutte donazioni dalle librerie “domestiche”, chi cambia casa, chi si trasferisce, qualche eredità delle persone: l’invito è sempre quello a donarli e a non buttarli mai, possono sempre servire alla comunità.

Ed è frequentata?
Ci sono dei giorni che c’è la fila, altri in cui si vedono facce nuove e altri ancora in cui se ne vedono poche. Per questo cerchiamo più che libri i lettori. Ma oggi, si vede continuamente, molti preferiscono giocare con il cellulare. Chi viene qui rimane contento, ma ovviamente vorremmo fare di più, compresa l’informatizzazione di tutto.

Chi viene qui?
Sono soprattutto persone anziane, nonni a prendere i libri per i nipoti, o persone lavoratrici che leggono in macchina mentre attendono in figli.

Cosa bisogna fare per poter usufruire di questi libri?
Basta venire qui alla bilioteca sociale della Cesanella, di fianco la chiesa del quartiere, lasciarmi nome, cognome e numero di telefono e poi scegliere ciò che vuole. Il servizio è gratuito.

Che richieste le fanno?
Bisognerebbe allargare un po’ i servizi, i giorni di apertura, pensavamo anche a un doposcuola ma ci vogliono persone, attrezzature e spazi.

Quali iniziative portate avanti oltre al prestito dei libri?
Per il momento facciamo anche delle serate d’autore, solitamente il venerdì, così da presentare i libri di autori locali e non solo. L’ultima è stata a metà aprile, prima ancora a gennaio, la prossima probabilmente a giugno. Poi forniamo anche libri a qualche albergo o stabilimento balneare che ne faccia richiesta, ogni anno li cambiamo in modo che la clientela trovi libri diversi.

Quindi un bilancio positivo…
Si, servirebbe anche una mano per poter tenere aperto in altri giorni o orari. Al momento la Biblioteca Sociale Cesanella è aperta ogni mercoledì dalle 15 alle 17. Speriamo anche di poter fare dei lavori in questi locali per renderli più confortevoli e aprirli di più. Nel frattempo mi dedico anche ai consigli di lettura che si possono trovare sula pagina Facebook dedicata “Caffè Letterario – Biblioteca sociale Cesanella“.

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Leonardo Badioli

Cultura, storia, ecologismi: intervista allo scrittore senigalliese Leonardo Badioli

Leonardo Badioli
Leonardo Badioli

Venti minuti da Leone parla oggi di cultura, precisamente di editoria locale. Il focus è con Leonardo Badioli, ex insegnante di Senigallia ma soprattutto autore di vari libri che spaziano su tanti argomenti. A lui abbiamo chiesto di parlacene, scoprendo due fili conduttori, due legami con l’ambiente inteso come luogo fisico da preservare e come contesto socioculturale da cui attingere. Con questa intervista diamo il via a una serie di sguardi e intromissioni nel mondo della cultura libraria per scoprire autori del posto e autori che parlano di questi luoghi, magari con nuove storie o con nuovi sguardi su episodi del passato.

Qualche informazione su di te
Sono nato sotto le bombe, poi ho vissuto il ‘68, ho visto tanti cambiamenti e tanti ritorni indietro. E ne ho scritto. Innanzitutto grazie alla mia esperienza di insegnante ho compreso grazie ai bambini come scrivere e farmi comprendere.

Com’è nata la tua passione per la scrittura?
Mi ripeto sempre che ho dato dignità culturale al genere letterario del volantino. Mi occupavo in quegli anni turbolenti di realizzare volantini che avessero i congiuntivi a posto e che fossero scritti bene. Poi annotavo tutti su dei quaderni e riguardando quegli appunti sono nati i primi scritti, più che altro li usavo per sciogliere la lingua o la penna, come si dice. Se le riguardo ora, a distanza di 30 anni, vedo molte differenze. E molta immaturità.

Il primo libro è sugli esperimenti di Galvani sui pesci torpedine nell’Adriatico, poi arriva “Kakavishtayam – un libro occidentale dei morti”, in seguito racconti l’episodio dell’assalto alla rocca roveresca di Senigallia con “la congiura Fornaciari” e tanti altri, come la strage del Valentino ne “il dito del diavolo”. Cambi spesso argomento, ma c’è un minimo comune denominatore?
Ce n’è uno involontario, cioè l’evoluzione del mio stile nel passare del tempo e dei libri, e poi uno che potremmo dire ecologista, ma inteso come capacità di coordinare fatti locali e internazionali nell’ottica del pianeta. Racconto per esempio nel primo libro “Raja torpedo” anche del numero di pesci che oggi non si trovano quasi più nell’Adriatico, mentre nell’ultimo, “Il mare di sopra”, cerco di capire e far comprendere alcuni dei cambiamenti che sempre il mare, in questo caso un iperoggetto, subisce e dimostra, persino con le conchiglie. E poi c’è questo rapporto tra localismo e globalismo, che oggi si potrebbe riassumere con il termine “glocal” ma che io non avevo inizialmente considerato.

C’è un libro a cui sei particolarmente legato?
Ho vissuto con mia sorella il periodo in cui era malata di Alzheimer e ho potuto raccontare qualcosa che poi è divenuto un romanzo. Ma in realtà è uno scambio tra i suoi quadri e i miei scritti, una sorta di binario senza gerarchia tra testo e figura: due racconti paralleli che si spiegano reciprocamente e che mi hanno coinvolto molto a livello emotivo.

L’intervista completa andrà in onda lunedì 22 e martedì 23 aprile alle ore 13:10 e alle ore 20, poi in replica domenica 28 a partire dalle ore 16:50. Ovviamente su Radio Duomo Senigallia / In Blu (95.2 FM).
Buon ascolto.

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Rezza e Mastrella in scena con lo spettacolo Hybris. Foto di Annalisa Gonnella

Aprile denso di eventi a Senigallia

Rezza e Mastrella in scena con lo spettacolo Hybris. Foto di Annalisa Gonnella
Rezza e Mastrella in scena con lo spettacolo Hybris. Foto di Annalisa Gonnella

Ancora due settimane prima dell’avvio della stagione turistico balneare ma Senigallia presenta già un programma di eventi per questa restante parte di primavera di tutto rispetto. Perlopiù si tratta di eventi culturali, musicali, di mercatini e vetrine per prodotti enogastronomici. Ma vediamo nel dettaglio.

Si inizia sabato 13 aprile con il weekend sinfonico “La musica attorno”, che vede protagonista l’orchestra sinfonica Rossini, con direttore Daniele Rossi. Nell’evento di sabato sarà affiancata dai cantanti vincitori del concorso “Voci da Senigallia” per una serata a suon di Sting e dei Police (ore 21, teatro La Fenice); domenica 14 (ore 17) invece si esplorerà il mondo rossiniano e di Beethoven con la direzione di Daniele Agiman. In entrambe le giornate sarà possibile anche visitare gli stand del mercatino artigianale lungo i Portici Ercolani “Artigianato sotto i portici”.

Giovedì 18 al teatro La Fenice (ore 21) il sipario si alzerà sullo spettacolo “Hýbris” di Flavia Mastrella e Antonio Rezza (IN FOTO). E’ la parola con cui gli antichi greci descrivevano la tracotanza che porta l’uomo a ritenersi così potente da potersi ribellare al volere divino, ma nello spettacolo diventa quella supponenza di chi si barrica dentro casa lasciando fuori l’umanità, dimenticando ciò che è fuori dalle pareti domestiche, compresa l’accoglienza dell’altro, del diverso da noi. Informazioni: biglietteria del Teatro La Fenice (071/7930842 e 335/1776042) e AMAT 071/2072439 amatmarche.net. Biglietti anche su vivaticket.com e nelle biglietterie del circuito AMAT/Vivaticket.

Da venerdì 19, poi spazio al food festival Puglia vs Roma 2024 che vedrà le cucine tipiche di quelle zone sfidarsi a suon di ricette nel piazzale Rosi di Senigallia (area portuale, dalle 18 alle 24). L’iniziativa durerà fino a domenica 21 aprile ma con inizio già dalle ore 11 di mattina. Domenica al foro annonario verranno aperti gli stand del mercatino di prodotti tipici locali e artigianato artistico “Le meraviglie del foro”, mentre al teatro La Fenice (ore 17:30) risuoneranno le musiche de La Traviata di Giuseppe Verdi in un’opera in tre atti di Francesco Maria Piave, sotto la direzione di Massimo Sabbatini e la regia di Roberto Ripesi. Parteciperà il Coro filarmonico Rossini con maestro Federico Raffaelli e la formazione “I cameristi del Montefeltro). Info: www.vivaticket.com.

La settimana poi da mercoledì 24 aprile in poi è tutto un susseguirsi di eventi: la rassegna teatrale “In scena senza scena” che presenta per il gran finale proprio il 24 alle 21:15 lo spettacolo in prima nazionale assoluta “Ceneri sull’Arno”, di Alessio Messersì: una lettura teatrale su Girolamo Savonarola nella sala Piccola Fenice; Venerdì 26 al teatro La Fenice saliranno sul palco i Panpers con “Body scemi”, ore 21. Info: www.vivaticket.com.

Domenica 28 torna per l’XI edizione la mostra mercato “Primo sole” che ogni anno dà il via alla bella stagione sul lungomare Mameli, nel tratto compreso tra la darsena Bixio e il sottopasso di via Zanella; mostra mercato anche in centro storico ma di antiquariato, collezionismo e modernariato con “Antiquariato alla vecchia filanda” che si tiene sotto i portici Ercolani dalle ore 10 alle 18. Infine la stessa sera, alle 21, sarà di scena il primo “big” tra i cantautori che calcheranno il palco de La Fenice: Amedeo Minghi, live con il tour nei teatri “Anima sbiadita”. Info: www.vivaticket.com.

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Un viaggio nella storia per scoprire chi abitava Mondolfo e Marotta

Gli abitanti di Mondolfo nell’Italia che cambia” è questo il titolo del volume che sarà presentato nel complesso monumentale di Sant’Agostino sabato prossimo 10 febbraio 2024 a Mondolfo. Uscito nella prestigiosa collana dei Quaderni del Consiglio della Regione Marche il libro, scritto da Sergio Anniballi col patrocinio del Comune, si inserisce nel lavoro di ricerca condotto dall’Archeoclub d’Italia sulla storia del Comune rivierasco.

Il percorso storico che segna l’evoluzione del Comune di Mondolfo, dall’Antico Regime sino alla società appena di ieri, diventa il leitmotiv per fornire una ricchissima mole di dati, soprattutto in relazione agli abitanti di Mondolfo e Marotta, del loro lavoro, del loro stato civile e tanto, tanto altro ancora. Ricerca certosina e puntuale quella che il socio Archeoclub Sergio Anniballi – autore di vari saggi – ha potuto realizzare, ricca di commenti e ulteriori informazioni fondamentali per comprendere situazioni e dinamiche nella storia di medio e lungo periodo. Una fonte inesauribile per la ricerca, una lettura per chi vuol comprendere ieri ed incamminarsi sul domani.

Ad intervenire, alle ore 16.30, saranno il Presidente del Consiglio Regionale delle Marche Dino Latini e con lui il Sindaco di Mondolfo Nicola Barbieri, il Consigliere con delega alla cultura Even Mattioli e l’Autore del quaderno. L’evento è a partecipazione libera.

Per informazioni: www.castellodimondolfo.it .

A.B.

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Museo archeologico statale di Arcevia: i reperti dagli scavi a Monte Croce Guardia

Fruizione migliorata, esperienze immersive e risparmio energetico: il 2024 al museo archeologico statale di Arcevia

Museo archeologico statale di Arcevia: i reperti dagli scavi a Monte Croce Guardia
Museo archeologico statale di Arcevia: i reperti dagli scavi a Monte Croce Guardia

Oltre alle novità per la rocca roveresca di Senigallia, il 2024 sarà un anno di cambiamenti anche per il museo archeologico statale di Arcevia. Il polo culturale, uno dei due musei del Ministero della cultura situati nella valle del Misa, ha già iniziato nel 2023 un cammino di restyling dell’allestimento e delle collezioni. Ma il processo di rinnovamento non si è fermato.

Il percorso continuerà infatti con l’aggiornamento dell’esposizione dedicata al sito di Montefortino di Arcevia e con l’implementazione della fruizione accessibile, grazie alle forniture legate ai fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Nel corso del 2023 con l’inaugurazione del nuovo percorso più lineare e pensato in termini di piena accessibilità, il Museo ha ampliato gli strumenti funzionali alla visita, esponendo in ogni vetrina la copia tattile di un reperto in essa contenuto. 

Sul piano dell’aggiornamento scientifico, il percorso espositivo si è arricchito anche dei nuovi dati relativi al sito di Monte Croce Guardia, concesso in scavo all’Università di Roma “Sapienza”, che sarà interessato a breve dall’ulteriore acquisizione di materiali da scavo, volti a descrivere la complessità e l’evoluzione dell’insediamento protostorico. 

Altri importanti lavori riguarderanno interventi dedicati alla prevenzione incendi che, oltre a un ulteriore adeguamento alle attuali normative, includerà azioni di domotica che permetteranno un risparmio energetico grazie all’attivazione intelligente dell’illuminazione museale. 

Queste fasi di rinnovamento e restyling del museo arceviese fanno parte di uno dei progetti della Direzione regionale musei Marche, istituto a cui il museo e la rocca di Senigallia appartengono: il progetto è relativo all’adeguamento del polo culturale a una fruizione sempre più accessibile dei musei, non solo per i visitatori con difficoltà motorie, ma anche cognitive, sensoriali o linguistiche. Ciò significa adattare l’esposizione per esempio ai più piccoli, per poter fruire con gli occhi di un bambino il museo e la storia che racchiude. O inserire nel percorso museale degli accorgimenti rivolti al pubblico con disabilità, come copie tattili di reperti, mappe sociali o informazioni in Braille o video guide LIS, che avverrà nel corso del 2024.

I riflessi saranno però per tutti, perché anche anche i normodotati potranno usufruire di un approccio conoscitivo migliorato ma anche di una sperimentazione sensoriale che conduca il visitatore ad una esperienza immersiva tale da rendere il percorso museale più piacevole e più soddisfacente. 

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La Rocca Roveresca di Senigallia

Nel 2024 si amplia l’offerta culturale e di servizi della rocca roveresca di Senigallia

La Rocca Roveresca di Senigallia

Grazie all’Europa, grazie al Pnrr, anche per la rocca roveresca di Senigallia si apre l’opportunità di ampliare l’offerta di iniziative e attivare servizi per un target sempre più ampio di visitatori. Il monumento in piazza del Duca fa parte, assieme al museo archeologico statale di Arcevia, dei musei del Ministero della cultura ubicati nella valle del Misa. Il 2024 sarà un anno di svolta per uno dei simboli della cittadina marchigiana.

La rocca roveresca di Senigallia, già da alcuni anni dedicata all’esposizione di arte contemporanea, vede i fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza finalizzati alla climatizzazione degli ambienti espositivi, con conseguente controllo delle condizioni microclimatiche. Un’operazione che consentirà di ospitare anche mostre di rilievo internazionale. Nel 2024 appena iniziato si completeranno anche gli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche già in parte realizzati, che si andranno ad integrare con le azioni per il conseguimento del certificato di prevenzione incendi, a tutela della sicurezza del monumento e delle persone.

Ulteriori opere già realizzate nel biennio 2022-2023 hanno reso la rocca più confortevole alla visita, in particolare: opere illuminotecniche, ritinteggiatura complessiva del percorso museale e sistemi di oscuramento per un miglior comfort negli ambienti e per la salvaguardia delle opere in mostra che saranno così protette dall’esposizione diretta ai raggi solari. Ai fini della conservazione delle opere appartenenti alla collezione della Rocca, sono state compiute azioni quali la messa in sicurezza dell’intonaco dipinto recante la scritta storica Santa Barbara ora Pro Nobis – dove un tempo si trovava la cappellina dedicata alla santa protettrice dei bombardieri – e opere manutentive di base sugli elementi lapidei conservati nel deposito presso il piano seminterrato. 

E per quanto riguarda l’offerta culturale e didattica? Numerose sono le iniziative proposte alla rocca roveresca: oltre l’attività didattica rivolta a gruppi scolastici, famiglie e utenti con disabilità, nel corso degli anni si sono svolte numerose mostre, eventi, concerti e conferenze. In particolare, nell’ultimo biennio, si segnalano le mostre effettuate in collaborazione con l’Istituto centrale del catalogo e della documentazione (Iccd) – Ministero della cultura: Being There – Oltre il giardino di Claudia Losi (Progetto Italian Council, promosso dalla direzione generale creatività contemporanea – Ministero della Cultura) e la Biennale di fotografia, in collaborazione con il Comune di Senigallia. Per il 2024 è già in corso di elaborazione una nuova mostra con Iccd, oltre a varie attività in collaborazione con il Comune di Senigallia e a un convegno sull’evoluzione storica della rocca roveresca.

Per poter fruire degli eventi della rocca roveresca è possibile l’acquisto del biglietto annuale (intero 12 €, ridotto 18-25 anni 5 €; info: roccasenigallia.it/abbonamento) con possibilità di prelazione sugli eventi che verranno ospitati durante l’anno.

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Lo spettacolo "Goccia dopo Goccia", una produzione di Teatro Giovani Teatro Pirata

Cinque spettacoli (e con la storia di Carlo Urbani) nella nuova stagione del teatro Misa di Arcevia

Lo spettacolo "Goccia dopo Goccia", una produzione di Teatro Giovani Teatro Pirata
Lo spettacolo “Goccia dopo Goccia”, una produzione di Teatro Giovani Teatro Pirata

Nuova drammaturgia e progetti originali con alcuni tra i più interessanti interpreti della scena contemporanea. È la proposta della stagione di prosa 2024 del teatro Misa di Arcevia promossa dal Comune di Arcevia con la direzione artistica del Teatro Giovani Teatro Pirata, in collaborazione con AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali e A.N.P.I. Sezione Arcevia, e con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Marche, e CMS Consorzio Marche Spettacolo. Cinque gli appuntamenti in cartellone, da gennaio a maggio 2024, per offrire al pubblico uno spazio di incontro, di riflessione, di crescita e condivisione.

A inaugurare la stagione in abbonamento, domenica 21 gennaio ore 17, è “Every Brilliant Thing”, un’opera teatrale dello scrittore britannico Duncan Macmillan scritta nel 2013 assieme a Jonny Donahoe, qui nella traduzione di Michele Panella e con la regia a quattro mani di Fabrizio Arcuri e Filippo Nigro, anche attore protagonista dello spettacolo, per la coproduzione di CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e Sardegna Teatro. Filippo Nigro, uno dei più interessanti attori del cinema e del teatro italiano, porta in scena un racconto brillante di “liste di cose per cui vale la pena vivere”, nel tentativo di fornire alla madre un inventario di possibilità per cui valga la pena vivere. La lista che ne esce – e che il protagonista condivide con chi lo ascolta, con tono confidenziale, coinvolgente, intimo – è imprevedibile, emozionante e personalissima, fatta di episodi e aneddoti: piccole manie, incontri, emozioni e attimi indimenticabili, durante il quale mette sempre più a fuoco il rapporto con il padre, con il suo primo amore, il fallimento del suo matrimonio, la ricerca di aiuto nei momenti di difficoltà. Con la complicità di alcuni spettatori – chiamati a dare un piccolo contributo per far sì che i ricordi del passato prendano vita – e attraverso una scrittura dal ritmo sempre serrato e divertente, “Every Brilliant Thing” riesce a toccare con sensibilità e con una non superficiale leggerezza un tema delicato e complesso come la depressione.

Sabato 17 febbraio ore 21 va in scena “Goccia dopo Goccia” che racconta la storia di Carlo Urbani e la condizione fragilissima del nostro pianeta. Il testo è di Francesco Niccolini, la regia di Simone Guerro, in scena Sandro Fabiani; la produzione Teatro Giovani Teatro Pirata è in collaborazione con Aicu Associazione Italiana Carlo Urbani e con il patrocinio di MSF Medici Senza Frontiere, sostiene la Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana. Lo spettacolo (FOTO in alto) è un racconto appassionante, un volo intorno al pianeta Terra, in cui si percorrono alcuni dei mali incombenti e di cui ogni giorno vediamo e spesso ignoriamo gli effetti, per “atterrare” sulla vicenda del medico di Castelplanio in servizio all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che morì a Bangkok il 20 marzo 2003, nello sforzo di contenere la diffusione del virus della Sars. Medico dei poveri, dei dimenticati dalle multinazionali farmaceutiche e dal ricco Occidente, quello di Carlo Urbani è un insegnamento che ci consegna la consapevolezza che ora più che mai le nostre piccole azioni possono fare la differenza, come piccole gocce d’acqua, goccia dopo goccia.

Sabato 2 marzo ore 21 va in scena “La stanza di Agnese”, di e con Sara Bevilacqua. La produzione Meridiani Perduti Teatro è dedicata al giudice Paolo Borsellino. Dopo il successo di Stoc ddò, l’attrice brindisina torna sul palco un’altra produzione dedicata al tema delle donne nell’ambito della lotta alla criminalità organizzata. Al centro del racconto è la storia di Agnese Piraino leto, vedova di Borsellino, una delle donne che più ha vissuto sulla propria pelle la tragedia delle stragi di mafia italiane. Siamo nel 2010 e Agnese, segnata dalla malattia, ripercorre i ricordi di una vita a partire da una telefonata dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga: “Via D’Amelio è stata da colpo di stato”. Poche parole che inevitabilmente fanno riemergere i ricordi di una vita. Una narrazione che parte dal loro primo incontro, fino a narrare i momenti più bui; i rapporti con la scorta; le difficoltà con i figli. Ma anche il lato giocoso di Paolo, sempre pronto allo scherzo. Il lavoro nel pool antimafia accanto a Giovanni Falcone fino al tradimento da parte di chi avrebbe dovuto combattere al suo fianco.

Domenica 17 marzo ore 17, Saverio La Ruina, uno dei più premiati e attivi esponenti del teatro contemporaneo, è il protagonista dello spettacolo “Via del popolo”, una produzione Scena Verticale nominata per i Premi Ubu 2023. La storia che La Ruina compone sulla scena con maestria e rigore è un viaggio dagli anni ‘60 ai nostri, per raccontare un luogo, una socialità, un’Italia ormai scomparse. “Via del popolo” è un tratto di strada di Castrovillari, il paese d’origine dell’attore, drammaturgo e regista calabrese, che un tempo brulicava di attività: due bar, tre negozi di generi alimentari, un fabbro, un falegname, un ristorante, un cinema… Due uomini percorrono Via del Popolo, un uomo del presente e un uomo del passato. Il primo impiega 2 minuti per percorrere 200 metri, il secondo 30 minuti. È la piccola città italiana a essere cambiata, è la società globalizzata. Ai negozi sono subentrati i centri commerciali e la fine della vendita al dettaglio ha portato via posti di lavoro, distruggendo un modello sociale ancora basato sulle relazioni personali.

Chiude la stagione uno spettacolo fuori abbonamento in collaborazione con A.N.P.I. sezione di Arcevia, nel ricordo dell’Eccidio di Monte Sant’Angelo, la strage nazifascista del maggio 1944 nella quale vennero uccisi 63 tra civili e partigiani italiani. “Tu non sai le colline” va in scena domenica 5 maggio ore 21, regia di Enrico Messina, con Simone Guerro e Fabio Spadoni, per una nuova produzione del Teatro Giovani Teatro Pirata e del Comune di Arcevia. Partendo dal titolo della poesia che Cesare Pavese dedicò ai partigiani nel 1945, lo spettacolo parla di Resistenza, tra memoria e presente. Resistere è un’azione, non una semplice parola e camminando per le vie di Arcevia si nota che nonostante i borghi si spopolino, i giovani migrino verso città più grandi e con maggiori possibilità, qui c’è una vita che continua e si ridisegna. Come si intreccia la vita tra la storia e il presente di questa cittadina? Enrico Messina e Simone Guerro abiteranno il paese per diversi giorni intervistando abitanti e passanti, raccogliendo storie tra passato presente e futuro per restituirle in uno spettacolo teatrale dove la comunità potrà rivedersi, raccontata con occhi diversi.

Dall’11 al 21 dicembre, sono in vendita i nuovi abbonamenti per la stagione: quattro spettacoli sono in abbonamento ed il quinto è in omaggio per chi si abbona. Le prenotazioni e le vendite sono presso il Centro Culturale San Francesco di Arcevia (tel. 0731.984561) e Teatro Giovani Teatro Pirata (0731.56590). Il costo degli abbonamenti per platea e palchi centrali 50 euro intero e 40 euro ridotto, palchi laterali 40 euro intero e 30 ridotto. I biglietti sono in vendita dal 22 dicembre: spettacoli in abbonamento da 12 a 15 euro (ridotto da 10 a 12 euro), spettacolo 5 maggio fuori abbonamento posto unico 5 euro.

Informazioni e biglietti: Teatro Giovani Teatro Pirata / Tel. 0731 56590 – Cell. 334 1684688 lun-ven 9-17- biglietteria@atgtp.it – www.atgtp.it AMAT/ Biglietterie del circuito – www.amatmarche.net Vendita on-line www.vivaticket.it. Biglietteria Teatro Misa Cell. 334 1684688 un’ora prima dell’inizio dello spettacolo

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Violenze, aggressioni, reati: oltre 400 misure di prevenzione in provincia

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Più di un provvedimento al giorno per violenze e maltrattamenti nella sola provincia di Ancona. È il bilancio della Polizia anticrimine dorica che ha messo insieme i dati delle misure per prevenire condotte violente, maltrattanti, persecutorie, criminose o comunque pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica ad Ancona e nella provincia.

E il dato è preoccupante: sono oltre 400 i provvedimenti firmati dal questore Capocasa in meno di 12 mesi di attività dell’Ufficio Misure di Prevenzione. Entrando nello specifico sono stati disposti 142 fogli di via obbligatorio (fvo), 136 avvisi orali, 53 divieti di accesso alle aree urbane (dacur), 32 divieto di accedere alle manifestazioni sportive (daspo), 26 ammonimenti per stalking e/o violenza domestica e 14 sorveglianze speciali.

Numeri che rendono bene l’idea di quanto la violenza sia ancora lontana dall’essere debellata, senza un intenso lavoro culturale che per forza si dovrà “spalmare” sul medio e lungo periodo. Sì perché il problema è certamente urgente e contingente – i funerali di giulia Cecchettin di oggi 5 dicembre sono l’ultimo simbolo di una violenza dilagante – ma le risposte non potranno arrivare immediatamente: sarà un processo lungo, lunghissimo, perché ci sono valori che impiegheranno tempo per essere interiorizzati da quanti sono cresciuti in altri periodi storici, con altri riferimenti culturali.

Nel frattempo serve l’azione di contrasto dei fenomeni illeciti che minano la sicurezza pubblica e la tranquillità della comunità e della provincia anconetana: i provvedimenti hanno il fine specifico di prevenire la commissione di reati. Vanno a colpire soggetti che, per il tenore di vita e per i precedenti di polizia, appare verosimile possano continuare a delinquere o comunque mettere in pericolo il vivere ordinato e sereno.

Se si sommano gli avvisi orali – molti dei quali riferiti a violenze di genere e maltrattamenti – agli ammonimenti per stalking si comprende ancora meglio come le aggressioni in ambito domestico siano ben diffuse, a cui poi fanno seguito reati contro il patrimonio, lo spaccio di stupefacenti, i comportamenti violenti in ambito sportivo. Alla base c’è la considerazione che si abbia a che fare con una dilagante tendenza a essere insofferenti alle regole sociali ed alla legge. Motivo in più non solo per iniziative di contrasto ai reati, ma anche per parlare a tutti di una “cultura della legalità” basata sul rispetto dell’essere umano e, in particolare, delle vittime vulnerabili. Arrivare “prima” è l’obiettivo che tutti ci dobbiamo porre se vogliamo uscire da una spirale di intolleranza e violenza che da tempo ci doveva preoccupare.

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Senigallia ha o non ha le carte in regola per divenire capitale della cultura?

Nessun dossier è stato presentato per proseguire nel sogno di far divenire Senigallia Capitale italiana della cultura 2026. Dopo l’annuncio dei consiglieri di minoranza Dario Romano e Stefania Pagani, arriva anche la risposta del vicesindaco e assessore alla cultura Riccardo Pizzi oltre all’affondo dell’ex sindaco Maurizio Mangialardi.

Senigallia non è tra le città che hanno perfezionato la documentazione per la candidatura, eppure l’iter era iniziato (in sordina) proprio per volontà dell’amministrazione comunale, senza alcuno stimolo dall’esterno. Perché allora non proseguire nel percorso di candidatura? Come unica città delle Marche, avrebbe avuto anche un certo peso, nonostante proprio nel 2024 sia Pesaro a guidare il belpaese per quanto riguarda la cultura.

E mentre dal centrosinistra piovono critiche per questo passo prima in avanti e poi indietro che sembra dare l’idea di una giunta quantomeno in confusione, dalla giunta replica alle accuse il vicesindaco Pizzi. All’origine di questa mossa del gambero ci sarebbero la motivazione che difficilmente due città limitrofe seguono come capitale della cultura a poco tempo di distanza l’una dall’altra e poi la questione di un pacchetto di eventi e iniziative che faccia da sfondo a un progetto ad hoc. Secondo l’assessore questo pacchetto è ancora da costruire, motivo per cui difficilmente Senigallia avrebbe potuto per il momento sognare in grande.

Di certo c’è che quando Senigallia si è proposta come capitale 2026, si sapeva già che Pesaro era la città della cultura nominata per il 2024. Inoltre gli eventi non mancano, i personaggi celebri nemmeno, il background culturale è dinamico, la città può fregiarsi di palazzi e piazze di pregio. Insomma c’erano gli ingredienti per un piatto da chef.

Proprio su questi aspetti insiste il capogruppo Pd in regione Mangialardi, ex sindaco di Senigallia: «Si capisce chiaramente che siamo di fronte all’ennesimo pasticcio amministrativo, inevitabile frutto di quel mix di incompetenza e mancanza di visione che caratterizza l’attuale Amministrazione comunale, capace solo di fare annunci senza mai concretizzare proposte utili alla città e lasciandola così sprofondare nella mediocrità. La verità è che dopo aver presentato la candidatura, nessuno della giunta comunale ha lavorato alla costruzione del dossier che sarebbe dovuto essere trasmesso al Ministero. E’ mancata la capacità di progettazione, ma soprattutto non c’è stato il fondamentale coinvolgimento del tessuto vivo della città e delle comunità vicine, dalle organizzazioni culturali alle associazioni di categoria fino ai Comuni delle vallate. Purtroppo il risultato non poteva essere che questo. Probabilmente, visto che di meglio non sono riusciti a fare, la giunta comunale, anziché rammaricarsi della nomina di Pesaro, avrebbe fatto bene a cogliere l’invito a fare rete avanzato dal sindaco Ricci, così da arricchire il valore di quella designazione e beneficiare a sua volta degli effetti».

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Nella pinacoteca diocesana di Senigallia la mostra "Omaggio a Perugino"

Continuano anche a settembre a Senigallia le visite guidate alla mostra “Omaggio a Perugino”

Nella pinacoteca diocesana di Senigallia la mostra "Omaggio a Perugino"

Continuano anche a settembre a Senigallia le visite guidate alla mostra “Omaggio a Perugino”, ma si trasferiscono alla domenica pomeriggio. Dal 3 settembre e sino al 5 novembre alla pinacoteca diocesana prosegue l’iniziativa “Un maestro del Rinascimento: Perugino nelle meraviglie della Pinacoteca” in cui, accanto ai tesori di storia e arte della galleria, sarà possibile ammirare con particolare attenzione le opere che compongono l’Omaggio a Perugino che la città di Senigallia, con la Regione Marche, tributa ad uno dei massimi esponenti del Rinascimento italiano correndo il quinto centenario dalla morte.

La partecipazione alle visite guidate, con inizio alle ore 17 di ogni domenica, è gratuita, non occorre prenotazione, e darà occasione per vivere un itinerario nell’arte legato a quel Misericordiae Vultus che caratterizza l’esposizione di Senigallia, con preziose opere provenienti da importanti prestiti come dalla
Galleria Nazionale delle Marche al Palazzo Ducale di Urbino.

Prosegue pertanto il successo riscosso durante il periodo estivo per questo evento espositivo che omaggia uno dei grandi maestri rinascimentali italiani: Perugino oltre ad esser stato l’iniziatore di una nuova maniera di dipingere incise profondamente sul gusto artistico dell’epoca.

L’evento gode del patrocinio del Pontificio Dicastero per la cultura e l’educazione, della Regione Marche e del Comune di Senigallia. Ad ingresso gratuito, “Omaggio a Perugino” sarà aperta dal 1 settembre al 5 novembre 2023 dal giovedì alla domenica e festivi, con orario 9-12/16-19.

Info: Pinacoteca Diocesana di Senigallia 071.7920709 – omaggioaperugino@diocesisenigallia.it

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Villa Torlonia a Senigallia, agosto 2023

Senigallia: dopo la petizione anche una proposta per salvare la storica Villa Torlonia

Villa Torlonia a Senigallia,  agosto 2023
Villa Torlonia a Senigallia, agosto 2023

Non c’è solo una petizione on line a testimoniare l’attaccamento della città a villa Torlonia; ora arriva anche una proposta di revisione del progetto di riqualificazione che potrebbe mettere d’accordo sia la proprietà alle prese con l’idea di demolire e ricostruire, sia la comunità senigalliese che vorrebbe salvare almeno il nucleo storico dell’edificazione e con essa la memoria di ciò che fu.

Ma andiamo per ordine. Lo scorso febbraio si è venuti a sapere del disegno urbanistico su villa Bonaparte Torlonia: l’antica residenza senigalliese situata in via Raffaello Sanzio (FOTO in alto allo stato attuale, Ndr), risalente al primo ventennio dell’Ottocento, dovrebbe essere abbattuta per volontà di una società immobiliare romana proprietaria dell’edificio che vi vorrebbe costruire un complesso residenziale. A tal proposito sono state ottenute dalla Soprintendenza dei beni culturali e ambientali e dall’amministrazione comunale le autorizzazioni a procedere. La levata di scudi di un gruppo di cittadini ha per il momento permesso una pausa di riflessione se non altro per informare di ciò che la villa ha significato per la città.

Durante l’ultimo periodo prima dell’abbandono è stata la sede di un convento, quello delle Suore della Carità, ultime custodi; precedentemente fu proprietà della famiglia di Leopoldo Torlonia (sindaco di Roma nonché sindaco onorario di Senigallia e Pesaro, il cui fratello era il consuocero del re di Spagna). Ma più indietro nel tempo, l’edificio fu legato alla famiglia di Luciano Bonaparte, come ricordano Riccardo Marletta e Elena Bonazza, due studenti di Senigallia che hanno approfondito l’argomento: «Luciano e la moglie Alexandrine de Bleschamp ebbero un rapporto privilegiato con Senigallia. Quest’ultima vi abitò fino alla fine dei suoi giorni, nel 1855, dopo essere divenuta la zia del nuovo imperatore di Francia, Napoleone III. Luciano Bonaparte, fratello dell’imperatore Napoleone, fu attivo già durante i moti rivoluzionari francesi del 1789, al seguito di Robespierre, entrò a far parte del Consiglio dei Cinquecento e, dopo il colpo di stato nel 1799, facilitò l’impresa politica del fratello. In seguito, dopo la sua esperienza di ambasciatore in Spagna, Luciano Bonaparte ruppe temporaneamente i contatti con Napoleone stesso, in quanto non aveva rispettato gli ideali repubblicani che stavano alla base della sua ascesa al potere. Il minore dei fratelli Bonaparte morirà nel 1840 nel feudo di Canino, nel viterbese, dopo aver vissuto una vita all’insegna dell’impegno politico e degli interessi nel campo dell’archeologia e della scienza».

Dunque un passato rilevante per un’abitazione che ora è al centro di un progetto di profonda trasformazione: la società immobiliare prevede la sua demolizione e la realizzazione al suo posto di un complesso residenziale che un gruppo di cittadini vorrebbe evitare, non tanto per una possibile speculazione edilizia, quanto per salvaguardare quella memoria storica che legò Senigallia alla Francia dei Napoleone. Da qui la petizione sulla piattaforma Change.org indirizzata al sindaco di Senigallia Massimo Olivetti, al vicesindaco Riccardo Pizzi e a tutte le associazioni culturali della città.

Al fianco dei due studenti si sono poi schierate altre personalità cittadine come Ettore Baldetti, Gabriela Osti Solazzi, Leonardo Badioli, Franco Porcelli e Nino Bucci che hanno portato avanti un altro aspetto. Nell’ottica di salvaguardare la residenza napoleonide senigalliese di Villa Torlonia, «vero luogo della memoria europea», i firmatari della petizione hanno avanzato una “proposta di revisione progettuale, la quale, «senza far perdere alla proprietà privata alcuna disponibilità abitativa, fa guadagnare alla società immobiliare dei volumi edilizi e alla collettività un nuovo centro di attrazione storico-turistica». La nuova proposta, inviata al sindaco di Senigallia, mira a salvare dalla distruzione quella porzione centrale di Villa Torlonia, riferibile nella sua componente strutturale originaria al possesso di Luciano Bonaparte corredata dalle artigianali palificazioni per la legatura dei cavalli, da un tavolino marmoreo adornato con scacchiere e da un’antica fontana, presenti nel retrostante cortile alberato.

Secondo Leonardo Badioli, Ettore Baldetti, Nino Bucci, Riccardo Marletta, Gabriela Osti Solazzi e Franco Porcelli è possibile attuare il salvataggio della porzione della villa «a costi pressoché azzerati, fruendo di eventuali contributi pubblici, senza precludere alcuna disponibilità abitativa alla società immobiliare proprietaria». Questa perderebbe alcuni parcheggi ma avrebbe a disposizione «nuovi volumi edilizi da gestire in proprio o mettere eventualmente a disposizione della collettività anche tramite una convenzione per uno spazio museale: potrebbe ospitare, oltre ad ambienti didattico-rievocativi sui napoleonidi nel senigalliese durante i moti risorgimentali e il pontificato di Pio IX, anche un museo civico» in cui far convogliare «preziosi cimeli locali altrimenti per lo più destinati a fuoriuscire da Senigallia, per essere accolti in altri musei o nel mercato antiquariale». I proponenti auspicano un contatto veloce con la proprietà prima che venga iniziato l’iter demolitorio.

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Villa Torlonia a Senigallia, agosto 2023
Villa Torlonia a Senigallia, agosto 2023

Le tanti declinazioni dell’arte. Il premio Enriquez anima Sirolo e le Marche – L’intervista

Si svolgerà, a Sirolo, il 30 agosto 2023, la XIX edizione del Premio Franco Enriquez che, quest’anno verrà assegnato alla carriera a Filippo Timi, regista e attore, e a Elena Mannini, costumista e scenografa, al regista Giancarlo Nicoletti per la riscrittura e la messinscena “I due Papi” e a Giorgio Colangeli, miglior attore, dello stesso spettacolo, ad Agnese Fallongo, autrice e interprete di “I Mezzalira” con il Teatro degli Incamminati, a Michele Placido miglior attore per lo spettacolo “La bottega del Caffè” di C. Goldoni, a Claudio Casadio miglior attoreIN de “ L’ Oreste” della compagnia Accademia Perduta Romagna Teatro e a Corrado D’Elia per “L’Iliade”  (riscrittura) del poema omerico.

Allo scrittore di teatro e straordinario attore Vittorio Franceschi, il premio per la drammaturgia per la novità assoluta: “Il Domatore”, produzione del Teatro Due di Parma e del Centro teatrale bresciano. A Valter Malosti per la direzione artistica di ETR Emilia-Romagna Teatro Fondazione, a Mariano Rigillo per la direzione artistica del teatro CIAK di Roma. E in memoria e nel centenario della nascita di don Lorenzo Milani alla Fondazione don Lorenzo Milani di Firenze.  Infine, un riconoscimento all’opera encomiabile e duratura dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma. Invece, nella sezione fotografia e cinema troviamo al fotografo e regista Lorenzo Cicconi Massi.

Abbiamo raggiunto il presidente del Centro studi Franco Enriquez, Paolo Larici, al quale abbiamo chiesto di raccontarci come sono andati gli appuntamenti del ricco cartellone che si chiude a fine mese: «Gli appuntamenti hanno avuto un buon successo di pubblico e di attenzione, sono stati fino ad ora appuntamenti molto impegnativi dal punto di vista del contenuto, abbiamo privilegiato la poesia che in questa edizione del Premio è il suo centro nevralgico, ricordo il motto: “Per una poesia del teatro e un teatro della poesia”. Oggi non ci può più essere teatro senza l’essenza della parola orale e scritta, una drammaturgia che riscopra la poesia come legante universale per una rinascita del momento teatrale e la conferma della sua arte necessariale motivazioni che hanno portato alla premiazione dell’attore Corrado D’Elia».

L’attore, appena citato, sarà premiato nella serata del 30 agosto prossimo ed è sempre Larici a spiegare il perché: «Corrado D’Elia è un giovane attore, autore e regista che sta perseguendo ciò che dicevo prima, un linguaggio nuovo, che coinvolge il pubblico e che riscopre testi antichi e moderni donando loro una nuova veste. Ricordo che Corrado attraverso le sue scuole di teatro ha incontrato molti giovani e ha colto la loro richiesta di teatro e ne ha fatto tesoro, cercando di trovare un linguaggio è un modo nuovo di approcciare al teatro».

Come questa edizione arricchisce il mondo culturale marchigiano?
«Non siamo così presuntuosi da ritenerci in grado di influire sulle scelte culturali di una popolazione, noi proviamo a mettere del sale e delle spezie sulle pietanze per dare loro una veste migliore a volte nuova, ma bisogna venire a teatro, non si può parlare di teatro senza viverlo, per questo invito tutti a partecipare a queste due ultime date quella del 28 con “Il donatore” di Franceschi e quella del 29 agosto con il fisarmonicista Luciano Biondini».

a cura di Laura Mandolini

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Il logo del festival della letteratura noir e del giallo civile "Ventimilarighesottoimari in giallo"

Noir e giallo civile, a Senigallia si apre la dodicesima edizione di “ventimilarighesottoimari in giallo”

Il logo del festival della letteratura noir e del giallo civile "Ventimilarighesottoimari in giallo"

Si apre oggi, lunedì 21 agosto, per concludersi venerdì 25, la dodicesima edizione di ventimilarighesottoimari in giallo, il festival del noir e del giallo civile organizzato dal Comune di Senigallia in collaborazione con la Fondazione Rosellini per la Letteratura Popolare. Cinque giorni di incontri, presentazioni, mostre per esplorare tutti i possibili contenuti del noir: dalla storia al giallo civile con la presenza di alcuni tra gli autori più amati dal pubblico come Giancarlo De Cataldo e Maurizio De Giovanni.

Riflettori puntati sui misteri del mostro di Firenze con Silvia Cassioli ed il suo il capro e sul cold case di Via Poma raccontato da Raffaella Fanelli nel suo libro: Chi ha ucciso Simonetta Cesaroni? Spazio anche alla letteratura con il critico letterario Massimo Raffaeli e la sua lectio dedicata a sipario ducale di Paolo Volponi e con il romanzo di Silvia Ballestra La Sibilla Vita di Joyce Lussu. Anche Joyce Lussu si è cimentata infatti con il giallo scrivendo negli anni 80 anarchici e siluri, un’originale avventura di Sherlock Holmes inviato segreto del governo inglese nelle Marche. La Fondazione Rosellini curerà due incontri con Luca Crovi e Massimo Carloni sui primi dieci anni del giallo italiano. Gran finale il 25 agosto nello splendido scenario della Rotonda a Mare quando Maurizio De Giovanni sarà voce narrante di passione, uno spettacolo dedicato alla musica napoletana con musiche dal vivo di Marco Zurzolo Duo e Marianita Canfora per vivere le emozioni e le atmosfere dei racconti del grande scrittore partenopeo. 

Il programma della giornata di apertura il 21 agosto prevede due appuntamenti, uno pomeridiano e l’altro serale entrambi nell’angolo giallo, i giardini della scuola Pascoli. Alle 18,30 lo scrittore e storico del giallo Luca Crovi racconterà due delle figure di maggior spicco dei primi dieci anni del giallo italiano: Augusto De Angelis ed Ezio d’Errico. A seguire è prevista l’inaugurazione presso la Galleria Expo Ex della mostra curata dalla Fondazione Rosellini e dedicata all’illustratore Carlo Jacono dal titolo: le astronavi del giallo: il giallo italiano dalle origini al futuro. L’appuntamento serale (ore 21,30) avrà come protagonista uno degli autori più attesi del festival: Giancarlo De Cataldo. Lo scrittore, sceneggiatore, autore teatrale e conduttore televisivo presenterà il suo ultimo romanzo: Colpo di ritorno. Un caso per Manrico Spinori.
Nella seconda giornata di martedì 22 alle 18,30 nei giardini Scuola Pascoli, protagonista sarà il libro di Mario Di Vito Colpirne uno. Ritratto di famiglia con Brigate Rosse che verrà presentato a Senigallia sul rapimento ed il feroce assassinio di Roberto Peci da parte delle Brigate Rosse.

Tutti gli incontri sono ad ingresso gratuito. Info www.ventimilarighesottoimari.it.

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centro storico, Senigallia, ponte Perilli, ferrovia

Capitale italiana della cultura 2026, anche Senigallia tra le 26 città aspiranti al ruolo (e al contributo)

centro storico, Senigallia, ponte Perilli, ferrovia
Il centro storico di Senigallia

La sorpresa è di quelle che non ti aspetti: Senigallia prova a candidarsi a capitale italiana della cultura 2026. Il 4 luglio, martedì scorso, scadeva il termine per la presentazione di una manifestazione d’interesse a procedere con la sfida di divenire per un anno il punto di riferimento della cultura italiana, tramite attività e progetti e, soprattutto, contributi statali molto rilevanti (un milione di euro). Tra le 26 città e unioni di comuni che si sono presentate, c’era la spiaggia di velluto.

L’elenco è stato reso noto dal Ministero della cultura, che ha precisato come di fatto questa sia solo una fase preliminare, a cui seguirà la presentazione dei progetti veri e propri. Questi verranno esaminati da una “commissione di esperti indipendenti di chiara fama nel settore della cultura, delle arti, della valorizzazione territoriale e turistica”. Tempi ravvicinati perché il termine per presentare un dossier sul progetto di candidatura è previsto per il 27 settembre prossimo, a cui poi seguirà una prima scrematura per arrivare a 10 finaliste entro la fine dell’anno. Il 29 marzo 2024 l’ultimo episodio con la proclamazione della Capitale italiana della cultura 2026.

Senigallia è l’unica città delle Marche e tra le 26 aspiranti al titolo sono rappresentate ben 14 regioni italiane, con un’ampia distribuzione geografica da nord a sud della nazione. La prima capitale italiana della cultura fu Mantova nel 2016, poi Pistoia (2017), Palermo (2018), Parma (2020, titolo prorogato anche nel 2021 per l’emergenza Covid) e Procida (2022). Attualmente Bergamo e Brescia sono insieme la Capitale italiana della cultura in carica per il 2023, nel 2024 lo sarà Pesaro, come ormai noto, e nel 2025 Agrigento.

«Senigallia ha le carte in regola per candidarsi e divenire la capitale Italiana della Cultura – ha dichiarato il sindaco Massimo Olivetti all’Ansa – grazie alle sue bellezze storiche, artistiche e architettoniche oltre al tessuto associazionistico che dimostra una vivacità culturale di assoluto valore».

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