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Tag: Diocesi di Senigallia

CAV Senigallia: 65 mamme, 15 bambini

Siamo nella nuova sede ed ora possiamo dire, dopo mesi di adattamento, che abbiamo ripreso il nostro ritmo e il nostro cammino. Nel 2025 abbiamo assistito circa 65 mamme, alcune venute nel nostro Centro con un bimbo appena nato, altre incinte. In tutto sono nati 15 bambini. Abbiamo sempre accolto con un sorriso le future mamme offrendo loro un pacco – corredino preparato con cura e amore da una nostra volontaria. Nel pacco si trova tutto ciò che occorre in ospedale alla nascita del bambino: body, tutine, accappatoio, pannolini, copertina e lenzuola. A tutto offriamo aiuti di varia natura, come pannolini ed omogeneizzati. In alcuni casi, anche aiuti economici per l’acquisto di latte. Nell’anno appena trascorso è terminato un “Progetto Gemma”,  una specie di adozione a distanza nazionale per le mamme che hanno difficoltà ad accettare una gravidanza imprevista e non desiderata o per motivi familiari o economici.

Attualmente le nostre mamme sono in maggioranza straniere, provenienti dall’Africa centrale. Ai volontari e alle volontarie non interessa la religione, l’etnia, il colore della pelle: lo scopo del Centro è quello di salvare una vita e di accoglierla nei migliori dei modi. Il Centro è aperto il lunedì pomeriggio, dalle 16.00 alle 18.15 e il giovedì mattina dalle 9.30 alle 12.00.

Donata Marchetti
volontaria Cav Senigallia

Questo il Messaggio dei vescovi italiani per la Giornata per la vita 2026
https://www.chiesacattolica.it/il-messaggio-per-la-48a-giornata-nazionale-per-la-vita

Monsignor Giovanni Cesare Pagazzi. Foto: Vaticannews.va

La speranza continua, oltre il Giubileo: incontro a Senigallia con l’arcivescovo Cesare Pagazzi

Si è concluso da poche settimane il tempo straordinario del Giubileo che Papa Francesco ha voluto caratterizzare con il tema della Speranza. La Diocesi di Senigallia vuole continuare il percorso attorno al tema con una riflessione sulla speranza intesa come dono e virtù quanto mai necessaria a ogni persona e dell’umanità nel suo insieme.

A guidare questa riflessione mercoledì 28 gennaio alle ore 21:00 nella Chiesa di Santa Maria Assunta dei Cancelli, a Senigallia, sarà l’Arcivescovo Cesare Pagazzi, teologo, archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa. L’appuntamento, promosso dalla Diocesi di Senigallia e aperto a tutti, sarà un’occasione non solo per poter ascoltare le parole di un teologo di rilievo nel panorama ecclesiastico, ma anche una “vecchia” conoscenza di Senigallia. Nei primi anni duemila fu lui a occuparsi della formazione degli operatori Caritas e degli obiettori di coscienza e per molti senigalliesi sarà un modo per tornare alle origini del proprio percorso di vita.

Domenica 1° febbraio, inoltre, sempre alla Chiesa dei Cancelli si terranno alle 18:00 le celebrazioni per la festa della Madonna della Speranza. Si inizia con la benedizione delle candele e con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Franco Manenti e concelebrata dal vescovo emerito Giuseppe Orlandoni per poi passare alle 19:00 allo spettacolo musicale dei DiVivaLuce.
Il giorno seguente messe alla Chiesa dei Cancelli alle ore 8 celebrata dal vescovo Manenti; alle ore 10 dal vescovo emerito di Jesi Gerardo Rocconi e alle 18 dal vescovo emerito di Senigallia Giuseppe Orlandoni.

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Settimana per l’ecumenismo, veglia a Marzocca

Nella Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani (18 – 25 gennaio 2026) si terrà venerdì 23 gennaio p.v., alle ore 21.00, la veglia ecumenica di preghiera, nella chiesa parrocchiale di Marzocca di Senigallia. Quest’anno i testi della veglia sono stati preparati dalla Chiesa Apostolica Armena, offrendo un adattamento della “Celebrazione all’alba”, una delle ore di preghiera quotidiane del rito armeno. La veglia sarà condivisa con diversi rappresentanti delle confessioni cristiane presenti nel territorio, invitati dal vescovo di Senigallia Franco Manenti: la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, la Chiesa Ortodossa Rumena, la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno. Pur non potendo essere presente, si unirà spiritualmente alla nostra preghiera p. Matteo Kutelia della Chiesa ortodossa georgiana.

“Come da bella consuetudine – scrive la commissione diocesana per l’ecumenismo – le aggregazioni, associazioni e movimenti che nel tempo sono state contattate per offrire il proprio contributo alla veglia, animando la preghiera con la loro partecipazione e la preparazione di alcune intenzioni. La celebrazione sarà seguita da un rinfresco e momento di fraternità organizzato dalla Parrocchia di Marzocca”.

L’Unitalsi di Senigallia e la festa dell’adesione

“Ho sentito un calore nel cuore, un abbraccio, quasi un senso diappartenenza…”. È don Andrea Verde che pronuncia queste parole, il desiderato e gradito ospite che ha testimoniato il suo vissuto, la sua vocazione e l’attuale attività di cappellano all’ospedale Sant’Andrea di Roma, alla giornata dell’Adesione all’Unitalsi che la Sottosezione di Sen igallia ha organizzato lo scorso 30 novembre allRotonda a Mare di Senigallia.

da sin.: Andrea Baldoni (assistente dioceano Unitalsi); Andrea Verde (cappellano ospedale ‘Sant’Andrea’, Roma); Franco Manenti (vescovo di Senigallia); Armanda Magini (presidente Unitalsi Senigallia)

Le parole di don Andrea hanno toccato profondamente i partecipanti: il calore nel cuore e il senso di appartenenza sono ciò che ha sperimentatoa Lourdes, in un viaggio apparentemente casuale, dove ha potuto sentire laGrazia di una chiamata e la presenza, autentica, di Maria, la Madre che ama e che chiama, contro ogni aspettativa e pianificazione. È stata una giornata emozionante, fraterna, amicale.

A dare risalto all’incontro la presenza del vescovo Franco che ha portato i saluti ed ha partecipatoall’evento. La giornata è stata molto partecipata: tanti amici hanno pian piano riempito la sala, in un clima di ascolto e di commozione di fronte atestimonianze di vita e di storie di sofferenza e rinascita, di speranza oltre il dolore. A fare gli onori di casa la Presidente Armanda Magini che ha voluto e ottenuto, “…con l’intercessione di chi ci vuole bene e ci custodisce dall’Alto “, dice, la presenza degli interlocutori e di tutti coloro che hanno aderito all’invito per questa preziosa giornata, per l’associazione e, in particolar modo, per tutti coloro che ne fanno parte e che hanno avuto la gioia e la possibilità di vivere, attraverso pellegrinaggi ed attività annuali, le tappe dell’associazione Unitlsi, sempre occasione di condivisione, di fraterna compassione e di speranza.
“Patire con, farsi carico…”. Ecco il messaggio di don Andrea che ci esorta alla compassione, nient’altro che accompagnamento nel dolore, nella sofferenza, relazione e affetto nei confronti di chi vive una condizione di fragilità.

Un bel momento associativo che ha visto inoltre la presenza di don Andrea Baldoni, Assistente diocesano Unitalsi, il sindaco di Sengallia, Massimo Olivetti che ha conferito alla nostra sottosezione, in occasione della festa degli 80 anni di vita del nostro sodalizio, un attestatodi gratitudine per l’impegno e il servizio reso. Il grazie più bello a quante e quanti tutti che anche in questa occasione hanno reso più bella la partecipazione. La famiglia unitalsiana vi aspetta per i prossimi eventi.

Ilaria Sara Panza

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Pax Christi sbarca a Senigallia per promuovere la pace «disarmata e disarmante»

Sulla scia del pressante appello alla nonviolenza lanciato dal papa Leone XIV, si è recentemente costituito anche nella Diocesi di Senigallia un gruppo locale del movimento internazionale Pax Christi. L’iniziativa nasce da un gruppo di persone già attive nell’iniziativa di preghiera mensile “Lo Spirito di Assisi”, e si pone l’obiettivo di promuovere il vangelo della pace e della nonviolenza, in linea con l’eredità di papa Francesco. Leone XIV, infatti, ha più volte invitato le comunità a «costruire ponti, con il dialogo e l’incontro» e a educare le coscienze per non rassegnarsi alla logica della guerra.

Il gruppo di Senigallia, che fa parte del coordinamento dell’Italia centrale di Pax Christi e ha come responsabile don Paolo Gasperini, intende rispondere a un invito che il papa definisce urgente, denunciando come la violenza si abbatta con una «veemenza diabolica mai vista prima». Le attività del neonato gruppo spazieranno dall’educazione alla pace nelle scuole e nelle parrocchie, all’impegno per la nonviolenza, a campagne su disarmo, giustizia sociale e tutela del creato.

Il primo appuntamento pubblico si è tenuto a fine settembre, con l’incontro “In piedi, costruttori di pace” che ha visto la partecipazione dell’ex-vicepresidente di Pax Christi, Gianni Novello, in ricordo di don Tonino Bello. Il gruppo Pax Christi Senigallia invita la comunità ecclesiale e civile a un ampio coinvolgimento per far crescere la consapevolezza che una pace «disarmata e disarmante» sia possibile. Nei prossimi mesi verranno comunicate altre iniziative.

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L’invito per la ‘Giornata dell’Adesione’ dell’Unitalsi, alla Rotonda a mare

L’Unitalsi ha deciso di celebrare la sua Giornata dell’adesione insieme a alla cittadinanza, in un luogo simbolo per la città: la Rotonda a Mare. L’appuntamento è per domenica 30 novembre 2025, dalle ore 15.30, con i saluti del vescovo Franco e l’intervento di don Andrea Verde, cappellano dell’ospedale ‘Sant’Andrea’ di Roma. A seguire le testimonianze di alcuni volontari, l’adesione ed il buffet. “Sarà un’occasione, aperta a quante e quanti vogliono – dice la presidente della Sottosezione Unitalsi di Senigallia, Armanda Magini – per far conoscere l’associazione, il suo servizio di carità, i suoi pellegrinaggi – cuore pulsante di questa esperienza – i suoi progetti (Protezione Civile, Case Famiglia, Volontariato nei luoghi di povertà, ecc.) e le tante attività e giornate di incontro e di festa nelle quali sperimentare la bellezza della fraternità.

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Senigallia, persone riunite al tavolo durante il percorso laboratoriale di politica dal basso "La città che vogliamo", proposto dalla Pastorale sociale, dalla Caritas e dalla Diocesi

Senigallia, verso le elezioni 2026: dai bisogni alle proposte concrete con “La città che vogliamo”

Un laboratorio di politica dal basso, lontano dalle logiche di schieramento e focalizzato esclusivamente sui contenuti e soprattutto verso il bene comune. Prosegue il cammino de “La città che vogliamo”, l’iniziativa promossa dalla Pastorale sociale del lavoro, dalla Diocesi di Senigallia e dalla Caritas in vista delle elezioni amministrative che si dovrebbero tenere nella primavera 2026. A fare il punto della situazione, durante la trasmissione “20 minuti da Leone” su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), è stato Giacomo Antonelli, membro della cabina di regia del progetto. L’intervista, in onda lunedì 17 e martedì 18 alle ore 13:10 e alle ore 20, sarà in replica domenica 23 alle ore 16:50 ma è disponibile anche qui in questo articolo, grazie al lettore multimediale.

Il metodo

Il percorso, che ricalca un metodo già testato con successo nel 2020, è entrato nel vivo. L’obiettivo è chiaro: non lanciare un candidato sindaco, ma elaborare un documento programmatico – un vademecum – da sottoporre ai futuri candidati per portarli a conoscenza dei temi avvertiti come prioritari dalla cittadinanza. Dopo la mappa delle idee, lo scorso 6 novembre i cittadini si sono riuniti in tavoli di lavoro tematici per estrarre, dalle idee iniziali, i bisogni reali del territorio. Cinque le macro-aree individuate: città inclusiva, città sostenibile, partecipazione responsabile, giovani e festival culturali.

I temi emersi

Dai tavoli di lavoro sono emersi segnali precisi. Solo per fare qualche esempio, per quanto riguarda i giovani, è forte la richiesta di spazi fisici di aggregazione e figure educative di riferimento. Sul fronte della cultura, i cittadini chiedono un cambio di passo: meno eventi effimeri e più spazio a percorsi strutturati su pace e non violenza. Infine, per la partecipazione responsabile è emersa la necessità di creare strumenti concreti per il monitoraggio del programma elettorale e che colmino la distanza tra amministrazione e cittadini.

Il prossimo appuntamento

Il percorso ora entra nella sua fase più operativa. Il prossimo incontro, aperto a tutta la cittadinanza (anche a chi non ha partecipato ai precedenti), si terrà giovedì 20 novembre alle ore 20:30 presso il centro pastorale diocesano (ex seminario vescovile) in via Cellini 13. Il titolo della serata, «Le idee prendono corpo», riassume l’obiettivo: con l’aiuto di esperti e tecnici, i bisogni individuati verranno tradotti in proposte amministrative fattibili. «L’approccio deve essere sempre propositivo, mai lamentoso», conclude Antonelli. «Vogliamo partecipare attivamente allo sviluppo del bene comune della città in cui viviamo».

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Continua a Senigallia il percorso "La città che vogliamo" 2025 con i tavoli di lavoro su specifiche macro-aree e temi

Senigallia, dopo la mappa delle idee nuovo incontro per “La città che vogliamo”

Dare voce ai cittadini, raccogliere esigenze, sogni e idee per trasformarle in proposte concrete. È questo l’ambizioso obiettivo de “La città che vogliamo“, il percorso laboratoriale di politica dal basso promosso dalla Pastorale sociale e del lavoro, dalla Diocesi di Senigallia e dalla Caritas in vista delle prossime elezioni amministrative che si dovrebbero tenere nella primavera 2026. Un’iniziativa che vuole rimettere al centro il bene comune attraverso un impegno diretto, come spiegato da Lucia Campolucci, componente della cabina di regia del progetto, ai microfoni di Radio Duomo Senigallia. L’intervista, in onda mercoledì 5 e giovedì 6 novembre alle ore 13:10 e alle 20, sarà in replica anche domenica 9 alle 17 circa ed è disponibile anche in questo articolo come podcast. Buon ascolto.

«L’obiettivo non è quello di sostituirci alle amministrazioni, ma di renderci disponibili per ragionare insieme su quelle che sono le reali esigenze dei cittadini, dando voce a chi la città la vive tutti i giorni», ha sottolineato Campolucci. Di fronte all’insinuazione che la Diocesi voglia candidare qualcuno mascherando quindi il percorso, la risposta è netta: «Il bene comune riguarda tutti. I cittadini hanno il diritto e anche il dovere di mettersi in gioco ed esprimere la propria idea, che non significa stilare un programma politico».

La partecipazione e la mappa delle idee

Il percorso “La città che vogliamo” è entrato nella sua fase operativa lo scorso 26 ottobre presso l’ex seminario vescovile con la “mappa delle idee“. In quella sede, i partecipanti hanno esposto una proposta, una riflessione o un’esigenza. Le idee sono state poi raggruppate in aree tematiche e sottoposte al voto. «Ogni cittadino aveva a disposizione dieci post-it, ognuno corrispondente a un voto, da distribuire liberamente», ha spiegato Campolucci. «Questo ci ha permesso di capire quali fossero le aree di maggiore interesse».

Le 5 aree tematiche emerse

Dal voto sono emerse cinque macro-aree che fotografano le priorità sentite dai cittadini di Senigallia:

  1. Città inclusiva: un tema molto sentito che include la valorizzazione dei borghi e delle frazioni, il delicato tema del diritto alla casa, la gestione degli spazi pubblici e, soprattutto, l’attenzione ai più fragili e alle categorie svantaggiate, con la richiesta di servizi essenziali gratuiti o convenzionati.
  2. Città sostenibile: riguarda la sostenibilità ambientale, il verde urbano e la mobilità sostenibile ed efficiente. Grande attenzione anche alla sicurezza del territorio, con un chiaro riferimento agli eventi alluvionali passati e alla necessità di «ripensare la città in modo organico» e non a compartimenti stagni.
  3. Partecipazione responsabile: il cuore stesso del progetto. I cittadini chiedono strumenti concreti per partecipare, come una sorta di «scuola di democrazia» e, in particolare, l’adozione da parte del Comune di un «regolamento per l’amministrazione condivisa attraverso i “patti di collaborazione”, già attivi in altre città italiane».
  4. Giovani: un capitolo definito «enorme». Le richieste principali riguardano la creazione di spazi di aggregazione (oltre a quelli già esistenti, per lo più diocesani), un forte investimento sull’istruzione, sia formale che informale, e il supporto alle famiglie.
  5. Festival culturali: sulle orme della “Scuola di Pace Buccelletti” di Senigallia, è emerso il desiderio di valorizzare il patrimonio e le relazioni sul tema, promuovendo il dialogo e la conoscenza di tutte le culture presenti in città.

I prossimi passi: dalle idee ai bisogni

Il percorso non si ferma alla mappatura. Ora iniziano i tavoli tematici, aperti a tutta la cittadinanza, anche a chi non ha partecipato al primo incontro. I prossimi appuntamenti sono fissati per giovedì 6 novembre e giovedì 20 novembre, sempre alle ore 20:30 presso l’ex seminario vescovile (via Cellini 13). Nel primo incontro (6 novembre), i cittadini, divisi in tavoli di lavoro, partiranno dalle idee emerse per identificare i bisogni che ne stanno alla base. «Faremo un passo indietro» ha spiegato Lucia Campolucci «per chiederci: ‘da dove nasce quest’idea? Cosa mi spinge a proporla?’». I più votati diventeranno la base di partenza per l’incontro del 20 novembre, dove i cittadini saranno chiamati a elaborare nuove idee e proposte concrete per rispondere a quelle specifiche esigenze. L’iscrizione avverrà direttamente sul luogo e l’invito è esteso a chiunque voglia «mettersi in gioco per la città».

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Continua a Senigallia il percorso "La città che vogliamo" 2025
Continua a Senigallia il percorso “La città che vogliamo”
Incontro a Senigallia sul percorso "La città che vogliamo", con la mappa delle idee

La città che vogliamo. Ecco i temi più votati nell’incontro ‘La mappa delle idee’. Si prosegue!

“La città che vogliamo”, il laboratorio di democrazia partecipativa, ha compiuto un nuovo e significativo passo nel suo percorso. Domenica 26 ottobre scorsa, presso il Centro pastorale diocesano (ex Seminario), si è svolto l’incontro intitolato “La Mappa delle idee” in cui la cittadinanza è stata protagonista di un pomeriggio dedicato al confronto e alla costruzione condivisa di proposte per la città.

Nella prima parte, le cittadine e i cittadini intervenuti, hanno potuto esprimere le proprie idee per Senigallia. Ogni partecipante aveva a disposizione uno spazio per presentare le proprie proposte su una o più tematiche cittadine di fronte all’assemblea. Le idee emerse venivano annotate su fogli, affissi a una bacheca, registrate al computer e proiettate, in modo da valorizzare al massimo il contributo di ciascuno, riconoscendone il valore e l’importanza. Contestualmente proposte simili potevano essere raggruppate in macro-aree tematiche.

Nella seconda parte del pomeriggio l’assemblea tramite votazione ha individuato le cinque aree di maggior interesse, avendone prima definito collegialmente i titoli. Ogni partecipante infatti disponeva di dieci voti da assegnare liberamente alle idee ritenute più significative. Dalle votazioni sono emerse le cinque macro-aree che saranno approfondite nei prossimi appuntamenti. Ecco un riassunto dei temi più votati:

  • Città inclusiva: diritto alla casa, valorizzazione dei borghi, spazi pubblici rispondenti alle esigenze dei cittadini, servizi essenziali gratuiti o convenzionati, attenzione a chi è in difficoltà;
  • Città sostenibile: verde urbano, qualità della vita, mobilità efficiente e sostenibile, sicurezza del territorio;
  • Partecipazione responsabile: amministrazione condivisa,  promozione istituzionale della democrazia e della compartecipazione, cura e impegno attivo dei cittadini per la città;
  • Giovani: valorizzazione e scoperta delle nuove generazioni, creazione di spazi dedicati, supporto alle famiglie, istruzione formale e informale;
  • Festival culturali: valorizzazione e conoscenza delle culture, promozione di spazi per promuovere valori positivi, città come laboratorio permanente di sviluppo del pensiero.

Il prossimo appuntamento riguarderà proprio i “Tavoli di lavoro”, in programma giovedì 6 e giovedì 20 novembre 2025, alle ore 20.30, sempre presso il Centro pastorale diocesano (ex Seminario Vescovile, via Cellini 13 – Senigallia). In queste occasioni ciascuno potrà sviluppare e appprofondire le tematiche che più interessano grazie all’aiuto di facilitatori ed esperti che guideranno i gruppi attraverso un’esperienza di dialogo e confronto. Ci auguriamo che dal lavoro dei tavoli escano idee e bisogni concreti per la città.

Rinnoviamo infine l’invito a tutte le cittadine e i cittadini di Senigallia a partecipare attivamente ai prossimi incontri e a coinvolgere amici, vicini, conoscenti e colleghi. Più persone parteciperanno, più forte sarà il contributo collettivo alla costruzione della città che vogliamo.

Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro – Senigallia

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pannelli fotovoltaici, energia solare, green economy, sostenibilità

Comunità energetiche rinnovabili, a che punto è il progetto della Diocesi di Senigallia?

Le comunità energetiche rinnovabili (CER) sono sempre più diffuse nei comuni del territorio diocesano. L’esempio di Serra de’ Conti, di cui abbiamo spiegato stato dell’arte e finalità in un recente articolo, e che trovate nella prima parte del file audio allegato, racconta di un territorio in fermento nella direzione della sostenibilità ambientale e dell’efficientamento energetico. Ma un altro attore si muove in questa direttrice: la Diocesi di Senigallia. Parliamo di CER con il professor Roberto Fazioli: il docente di economia della sostenibilità e della transizione energetica presso l’Università degli Studi di Ferrara, esperto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica MASE, ci ha dato alcune spiegazioni di tipo tecnico per comprendere meglio cosa siano le comunità energetiche rinnovabili. Con l’ingegner Giovanni Ciriachi, presidente della fondazione diocesana “Fratello Sole” che ha già avviato alcuni investimenti nell’ambito locale, avremo altri dettagli sul progetto e sulle finalità sociali e solidali. L’audio, in onda nei giorni scorsi, è disponibile in questo articolo grazie al lettore multimediale.

Cosa sono le CER?

Cer è l’acronimo di comunità energetiche rinnovabili, organismi diciamo a metà strada tra il settore economico e quello ambientale: aggregano produttori e consumatori di energia rinnovabile con l’obiettivo di ottimizzare i consumi, limitare l’impatto ambientale e, non da ultimo, perseguire un fine sociale, come il contrasto alla povertà energetica e il sostegno a progetti di giustizia sociale.

I vantaggi

Roberto Fazioli ha chiarito i meccanismi e i vantaggi delle CER. L’idea di fondo è «minimizzare il prelievo di energia da fuori» attraverso l’autoconsumo. «Più una comunità è virtuosa nel consumare l’energia prodotta localmente, maggiore sarà l’incentivo statale». I benefici sono ambientali, con la riduzione delle perdite di rete e l’incentivo all’installazione di rinnovabili; ma anche di tipo economico e sociale: l’incentivo può essere usato per «attività di contrasto alla povertà energetica, valorizzazione del territorio, politiche di sensibilizzazione sull’ambiente». Chi aderisce riceve un incentivo, pur rimanendo libero negli approvvigionamenti, con un maggiore vantaggio per chi consuma e produce (prosumer). Anche la piccola impresa può partecipare, sia come produttore che come consumatore, beneficiando di incentivi (anche da PNRR e Repower EU) e creando un filone di attività costante nel tempo.

La fondazione Fratello Sole

Giovanni Ciriachi
Giovanni Ciriachi

La fondazione Fratello Sole, costituita dalla Diocesi di Senigallia, è l’ente giuridico già operativo che gestirà le diverse configurazioni di CER nel territorio diocesano. L’ingegnere Giovanni Ciriachi, presidente dell’ente, ha illustrato lo stato di avanzamento: la prima configurazione sotto la cabina primaria di Marina e Marzocca, con impianti che producono da luglio 2025, è stata registrata al GSE ad agosto ’25 e attende la validazione ufficiale. A breve sarà attivata anche la configurazione di Senigallia, che include l’impianto della parrocchia di Cristo Redentore e l’impianto più grande dell’azienda agricola della fondazione Opera Pia. A seguire sarà attivata la configurazione di Chiaravalle.

Il fine sociale e solidale

Il modello di Fratello Sole ha una forte impronta sociale: possono aderire soci produttori (con impianti sotto 1 Megawatt e allacciati dopo luglio 2024) e consumatori. Per i consumatori domestici (sotto i 20 kW), l’adesione è gratuita, ma non è previsto un vantaggio economico diretto in bolletta; il ricavato generato dal loro consumo, come ha spiegato Ciriachi, verrà destinato a un fine sociale comunitario scelto dai membri della comunità, in linea con l’ispirazione diocesana. In particolare, il 50% dell’incentivo statale è destinato ai produttori senza i quali la comunità non esisterebbe, mentre il restante 50% andrà a progetti comunitari, gestiti in collaborazione con la Caritas.

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Abusi nella chiesa cattolica: arriva a Senigallia il coordinatore della diocesi di Bolzano

“Dobbiamo prendere sul serio quello che è emerso. Ascoltare. Mi assumo la responsabilità personale e istituzionale. Serve un profondo cambiamento culturale». Si esprimeva così il vescovo Ivo Muser, in un’intervista rilasciata alla giornalista Fabiana Martini, dopo la presentazione dell’indagine indipendente sugli “Abusi sessuali su minori e su adulti vulnerabili nell’ambito della Diocesi di Bolzano-Bressanone dal ’64 al 2023”, a opera dello studio legale Westpfahl Spilker Wastl di Monaco, in collaborazione e con il sostegno dello studio legale associato Kofler Baumgarten & Partner di Brunico. Quella di Bolzano è la prima e al momento l’unica diocesi italiana ad aver promosso un’indagine indipendente con l’obiettivo prioritario di soddisfare il legittimo interesse delle persone offese di conoscere la verità.

La stessa diocesi altoatesina è stata tra le prime in Italia ad aver istituito, da oltre un decennio, un servizio di prevenzione agli abusi nella Chiesa cattolica, di ascolto e tutela delle le vittime, coordinato da don Gottfried Ugolini. E proprio Ugolini sarà ospite a Senigallia martedì 14 ottobre 2025, alle ore 21, presso il teatro “Portone”. L’incontro, aperto alla cittadinanza, ha per titolo: “Custodire e tutelare, l’attenzione ai
minori e alle persone vulnerabili nella comunità”. Alla luce del Vangelo e dei recenti documenti della Chiesa in merito alla ferita degli abusi, che sanguina e che lacera la stessa Chiesa, è urgente avviare una rivoluzione educativa per intraprendere la via della prevenzione in ogni ambito della vita pastorale, così come in tutta la società. Qualsiasi forma di abuso di chi svolge un servizio nella Chiesa in nome di Dio, è un abuso di estrema gravità con conseguenze pericolose e devastanti: prendere coscienza di tale gravità e assumersi le proprie responsabilità nella comunità cristiana è il primo passo per una sana prevenzione. “Non si tratta di diffondere un clima di sospetto e di paura – scrivono i promotori dell’incontro – bensì di corresponsabilità e di protezione. Gli abusi estremi non sono funghi nati in una notte, sono la conseguenza di abusi meno evidenti ed eclatanti, pur sempre gravi e pericolosi: riconoscerli al primo insorgere è compito di tutta la comunità, generare nuovi stili educativi liberi e umili è l’obiettivo del nostro cammino diocesano, in cui si inserisce l’intervento di don Gottfried Ugolini”.

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Da Senigallia al Giubileo dei catechisti, con tappa a Greccio per due giorni speciali

La diocesi di Senigallia ha partecipato al Giubileo dei catechisti che si è tenuto a Roma nell’ultimo week end di Settembre. La formula scelta dall’Ufficio Catechistico è stata quella di proporre due giorni insieme a Greccio sabato 27 ed a Roma per la Messa del Papa domenica 28. La scelta di Greccio non è stata ovviamente casuale: l’opportunità di parlare di Iniziazione cristiana nei luoghi dove Francesco ha dato forma alla sua fede è stata uno dei motivi per partire un giorno prima alla volta di Roma, un altro è stato poter incontrare tutte quelle catechiste (purtroppo la maggior parte sono donne) e catechisti che spesso l’ufficio non riesce a contattare personalmente, parlare con loro, confrontarsi, scambiare informazioni e prospettare possibilità.

La giornata di sabato 27 è stata caratterizzata dall’intervento di don Riccardo Lenci che ha parlato agli intervenuti di quanto sia importante nutrirsi – per tutti i Cristiani ma soprattutto per chi Cristo vuole farlo conoscere agli altri – della Parola di Dio.  Don Riccardo ha ricordato che “Catechesi” deriva dal verbo greco antico katēcheō (κατηχέω), che significa “istruire a viva voce” o “far risuonare una parola”, è dunque fondamentale per un catechista leggere, rileggere, riflettere e “ruminare” sulla Parola quotidiana magari nell’antica forma della Lectio Divina . Non poteva mancare la visita al Santuario di Greccio, guidati da un frate francescano che ci ha riportato alla notte di Natale 1223 (sono 800 anni quest’anno) ed ha ricreato teologicamente il sentimento  dell’amore infinito che il Santo nutriva per il suo Signore.

Domenica mattina il Santo Padre ha tenuto un’omelia bellissima (qui si può trovare il testo completo https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2025/09/28/0680/01211.html) nella quale, ancora una volta ci ha ricordato che “i catechisti in-segnano, cioè lasciano un segno interiore” chi educa alla fede , non dà un ammaestramento, ma pone nel cuore la parola di vita.  Il consiglio di Sant’Agostino su come essere un buon catechista che il Papa ha ricordato ci ha dato una indicazione che porteremo sempre nel cuore “Esponi ogni cosa in modo che chi ti ascolta ascoltando creda, credendo speri e sperando ami». Dopo la Santa Messa il passaggio della Porta Santa ha dato spessore giubilare al pellegrinaggio.

Da questa esperienza i catechisti sono tornati stanchi ma con la gioia nel cuore, carichi della misericordia di Dio e desiderosi di fare al meglio delle loro possibilità, ripetendo l’Eccomi che hanno pronunciato i catechisti istituiti dal Papa durante la celebrazione eucaristica. I membri dell’ufficio catechistico sono tornati pieni di idee e di intenzioni, consapevoli che strada verso l’istituzione del ministero nella nostra Diocesi passa attraverso tanto impegno e tanta formazione.

Sabrina Damen

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E’ morto don Vittorio Mencucci. Fede e cultura, l’impegno per una Chiesa in dialogo con il mondo

SENIGALLIA – Martedì 30 settembre 2025, alle ore 17.30, presso la propria abitazione in via dei Gerani, a Senigallia è deceduto don Vittorio Mencucci. Nato a Ripe nel 1935, è stato ordinato sacerdote nella Cattedrale di Senigallia il 18 marzo 1961 da mons. Umberto Ravetta. Iniziò il suo servizio pastorale come cappellano nella parrocchia del Portone di Senigallia. Nel 1963 si reca a Milano per gli studi universitari e dopo aver conseguito la licenza in teologia, consegue la laurea in Filosofia. Dal 1969 è docente di filosofia nel Liceo Classico statale “Giovanni Berchet” a Milano, dopo essere stato insegnante di religione presso l’ Istituto tecnico “Cattaneo” nella stessa città. Torna a Senigallia nel 1974 e riceve la cattedra di Filosofia al Liceo scientifico ‘Enrico Medi’. Diversi, nel tempo, i suoi servizi pastorali: nella cappellania di san Domenico, a Corinaldo, a Sant’Angelo di Senigallia, dal 2005 parroco della parrocchia di San Giovanni Battista a Scapezzano.

Non ha mai smesso di porsi domande, don Vittorio. I suoi studi e la docenza hanno nutrito tante riflessioni, spesso scomode, sul rapporto tra fede e cultura, il senso profondo dell’essere chiesa in un mondo in continuo cambiamento. Protagonista di tante pagine della vita culturale cittadina, è stato tra i fondatori dell’Università per Anziani, del gruppo Amici della filosofia, della Scuola di Pace “V. Buccelletti”. Ha scritto diversi libri, tra i quali ricordiamo: “Donna sacerdote? Ma con quale Chiesa?”, “Perché cambiare. Recuperare l’uguaglianza tra i battezzati nella comunità delle origini”. E ancora,  “Ripensare la fede nella fedeltà a Cristo e al proprio tempo. Critica al ritardo culturale delle omelie”, insieme a don Luigi Gianantoni; “Ma intanto il mondo cambia, eppur si muove”, “Ma liberaci dal sacro… Vivere il Vangelo nella modernità”.

La Chiesa di Senigallia esprime il suo profondo cordoglio, nella preghiera di affidamento al Padre buono e nel ringraziamento per quanto don Vittorio ha donato nei suoi molteplici ambiti di impegno. Quante e quanti hanno visto in don Vittorio un punto di riferimento per interrogare i tanti volti della spiritualità e per trovare la bellezza della Parola, sapranno custodire la sua sana inquietudine che ha fatto del Vangelo guida costante e riferimento di profonda libertà.

Il funerale sarà giovedì 2 ottobre, alle ore 16.00, presso la chiesa del Portone. La salma sarà visibile da questo pomeriggio dalle 16.30 presso la casa funeraria di Borgo Bicchia.

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Il percorso espositivo “Et incarnatus est” alla pinacoteca diocesana di Senigallia contiene al suo interno la mostra "Immagini di maternità"

Et incarnatus est, un autunno di visite guidate gratuite

Autunno tempo propizio per godersi l’arte e la storia di Senigallia e del suo ampio territorio dall’Adriatico all’Appennino, dal Cesano all’Esino con una visita ad ingresso gratuito alla Pinacoteca di Senigallia, nella centralissima piazza Garibaldi, aperta nei fine settimana.

Esperienza che si arricchisce ancora di più ogni domenica alle ore 17 grazie alla possibilità di ammirare con visita guidata gratuita “Et incarnatus est – Un itinerario per riscoprire il dono della vita” il grande evento espositivo giubilare della Diocesi senigalliese.

Il ricco percorso è incentrato sul tema della maternità, soggetto che le curatrici Elide Oro e Lorenza Zampa hanno scelto di indagare e raccontare attraverso tre fasi cruciali, dandone una lettura su due piani paralleli e riportando alla luce opere pittoriche e scultoree uniche, convogliate in Pinacoteca dall’interno territorio diocesano.
Per la prima volta, questo ampio ed eterogeneo patrimonio storico – artistico viene riunito ed esposto al pubblico in maniera inedita nelle grandi sale espositive di piazza Garibaldi, al Palazzo vescovile di Senigallia.

Ogni domenica, dunque alle ore 17, la visita guidata gratuita all’esposizione accompagnata da giovani esperti di storia dell’arte, e almeno una volta al mese proprio da una delle curatrici: come accaduto domenica 28 settembre con la dott.ssa Elide Oro e come accadrà nelle prossime occasioni. Ricordiamo che non occorre prenotazione, che la visita è in lingua italiana, fruibile sino a disponibilità dei posti.

La Pinacoteca di Senigallia è aperta sabato, domenica e festivi, in orario 9-12 / 16-19, con ingresso gratuito, sino al 6 gennaio 2026.

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Giornata per la cura del Creato, a Cesano tra preghiera ecunimenica e Communità energetiche

“Semi di Pace e di Speranza”: è il tema della Giornata di preghiera per la cura del creato di Settembre 2025; come ogni anno la diocesi ha organizzato una giornata di preghiera e riflessione quest’anno a Cesano di Senigallia domenica 5 Ottobre 2025, dalle ore 16.45 alle ore 19.00 nel giardino dei campi sportivi. Pensare al Creato anche attraverso un momento di preghiera interconfessionale aiutati dal vescovo Franco Manenti, da Rachid Ouqqass del Centro Culturale Alnour per la comunità islamica, da Remo Morpurgo per la  comunità ebraica di Ancona e da p. Luca Santoro per la Sacra arcidiocesi ortodossa.

Dopo la preghiera ci sarà una breve passeggiata raggiungendo la vicina Azienda agricola “Mastai Ferretti” per visitare il nuovo parco fotovoltaico di circa 700 kw di potenza istallata, sistemati sui tetti dei capannoni della stessa azienda e alla presenza del vescovo verrà inaugurata la Fondazione di Partecipazione Fratello Sole, la Comunità Energetica Rinnovabile (CER) nata dalla Diocesi di Senigallia con l’obiettivo di realizzare varie Configurazioni di Comunità energetiche Rinnovabili (CACER) del territorio diocesano. Per ora sono attive due CACER relative a due cabine primarie differenti, quella di Marina di Montemarciano e quella di Senigallia, in questa occasione i tecnici della fondazione Fratello Sole avranno occasione di illustrare ai presenti le modalità di adesione alle CER.

Al termine dell’incontro è previsto un momento di convivialità con aperitivo organizzato dalla parrocchia del Cesano

Le parole di papa Leone per la XX Giornata Mondiale di preghiera per la cura del Creato vi preparano a questo appuntamento: “Come dice il profeta Isaia, lo Spirito di Dio è in grado di trasformare il deserto, arido e riarso, in un giardino, luogo di riposo e serenità: «In noi sarà infuso uno spirito dall’alto; allora il deserto diventerà un giardino e il giardino sarà considerato una selva. Nel deserto prenderà dimora il diritto e la giustizia regnerà nel giardino. Praticare la giustizia darà pace, onorare la giustizia darà tranquillità e sicurezza per sempre. Il mio popolo abiterà in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi sicuri» (Is 32,15-18).

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