Papa Francesco ci lascia un’eredità viva, che interpella ciascuno e la Chiesa tutta. Con la sua vita ha testimoniato che il vangelo non si annuncia da lontano, ma si vive stando accanto, ogni giorno, agli uomini e alle donne, senza riserve e senza calcoli. Fino alla fine, il suo cammino è stato un’offerta di sé: dagli abbracci ai bambini in piazza fino ai gesti di misericordia nelle carceri, ha scelto di restare tra la gente, come pastore con “l’odore delle pecore”, fedele alla concretezza dell’amore evangelico.
Francesco ha ricordato che la vera forza della Chiesa non è nel potere, ma nell’umiltà; non nell’affermazione di sé, ma nella capacità di servire. Ha incarnato un’autorità che non impone, ma orienta; che non chiude, ma apre all’incontro e alla speranza. In un’epoca segnata da solitudini e divisioni, ha indicato con semplicità una via nuova e antica: tenere insieme la preghiera e la cura, l’amore per Dio e quello per ogni essere umano, a partire dagli ultimi.
Nel suo magistero, la Pace è apparsa come il nome nuovo della missione della Chiesa, una Pace che non si riduce a una semplice tregua, ma che chiede dialogo, ascolto e pazienza. Essa nasce dal legame tra fede e azione, dalla capacità di tradurre l’amore ricevuto in gesti concreti di riconciliazione e fraternità. Di fronte ai conflitti che attraversano il mondo, papa Francesco ha avuto il coraggio di definire la guerra una pazzia, denunciando con lucidità l’ipocrisia di chi predica la Pace mentre alimenta la produzione e il commercio delle armi. Con la stessa fermezza, nel suo ultimo messaggio “urbi et orbi” di Pasqua 2025, ha scritto: “nessuna Pace è possibile senza un vero disarmo”. La sua voce, solitaria ma decisa, ha ricordato che la Pace non è un’utopia, ma un compito urgente, affidato a ciascuno di noi. E, nel suo testamento, ha scritto di aver offerto “la sofferenza che si è fatta presente nell’ultima parte della mia vita al Signore per la Pace nel mondo e la fratellanza tra i popoli”, un atto che testimonia la sua personale dedizione a questa missione di Pace.
Oggi la Chiesa di Senigallia è chiamata a sentirsi erede di questa missione: annunciare e testimoniare il vangelo della nonviolenza. A custodire e a tradurre nella vita concreta delle comunità il messaggio di Pace e di nonviolenza che papa Francesco ci ha consegnato. A promuovere con coraggio la Pace come via, antica e sempre nuova, per diffondere il vangelo nel nostro tempo. In questo orizzonte si inserisce la nascita a Senigallia di un gruppo di Pax Christi, movimento ecclesiale che promuove l’impegno della Chiesa per la Pace, la giustizia e la riconciliazione tra i popoli. Accogliere l’eredità di Francesco significa scegliere di non restare spettatori della storia, ma di esserne protagonisti, aprendo strade di fraternità e di speranza, nel solco tracciato dal vangelo.
Che aria si respira a Roma in questi giorni di assemblea sinodale? Quella di un confronto acceso e sincero, messo in moto dalla Chiesa italiana che si è riunita per interrogarsi sul proprio futuro, per capire come affrontare le sfide di un mondo in continua trasformazione e per riscoprire la propria missione. Come nostro solito, abbiamo voluto approfondire la questione con don Paolo Gasperini e Daniela Giuliani, rappresentanti della Diocesi di Senigallia insieme al vescovo Franco Manenti. L’intervista è in onda mercoledì 2 e giovedì 3 aprile alle ore 13:10 e alle ore 20, oltre che in replica alle 16:50 di domenica 6. L’audio è disponibile anche qui insieme a un breve testo.
C’è un desiderio palpabile di rinnovamento, di un approccio più concreto ai problemi, di una Chiesa che sappia parlare il linguaggio del nostro tempo. Le “proposizioni” presentate dal comitato centrale, però, non sembrano aver colto appieno questo desiderio. Sono state giudicate troppo generiche, troppo legate al passato, incapaci di indicare una strada chiara per il futuro.
Eppure, la speranza non è spenta. Anzi, il dibattito vivace, le critiche costruttive, la partecipazione sentita di donne e uomini di Chiesa, tutto questo testimonia una grande vitalità. C’è la consapevolezza che il cambiamento è possibile, che la Chiesa italiana può e deve trovare nuove strade per annunciare il Vangelo.
Il tema della sinodalità, del camminare insieme, è centrale. Si avverte la necessità di una Chiesa più inclusiva, capace di ascoltare tutte le voci, di valorizzare il contributo di ciascuno. Emerge con forza il ruolo delle donne, la loro autorevolezza, il loro desiderio di partecipare pienamente alla vita della Chiesa.
L’assemblea si concluderà con la consapevolezza che il cammino è ancora lungo, che le sfide sono tante, ma anche con la certezza che la Chiesa italiana ha le risorse per affrontarle. C’è la volontà di non lasciare cadere nel vuoto le istanze emerse, di trasformarle in azioni concrete, di costruire una Chiesa più autentica, più vicina alla gente, più capace di testimoniare la speranza del Vangelo.
Le comunità energetiche rinnovabili o CER racchiudono una sfida sempre più attuale, quella del reperimento sostenibile delle fonti energetiche e che è sempre più diffuso nel panorama nazionale e cittadino. Cosa sono, come si sviluppano, chi coinvolgono e quali benefici apportano alle comunità sono al centro di un incontro promosso dalla “Fondazione Fratello Sole” e “BCC Ostra e Morro d’Alba” presso il teatro del Portone di Senigallia che si terrà venerdì 28 marzo 2025, alle ore 19.
Da qualche mese infatti, grazie ad un’iniziativa che vede insieme Diocesi di Senigallia, Caritas diocesana e Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti è nata la “Fondazione Fratello Sole” per promuovere nel nostro territorio le Comunità Energetiche Rinnovabili, soggetti giuridici il cui unico obiettivo è la promozione dell’autoconsumo diffuso, ovvero la condivisione attraverso la rete di distribuzione già esistente dell’energia elettrica che viene prodotta all’interno della Comunità tramite impianti a fonte rinnovabile, con benefici economici, sociali e soprattutto ambientali per l’area in cui opera.
Nell’incontro verrà inizialmente presentata la “Fondazione Fratello sole” approfondendo di seguito il funzionamento di una CER spiegando anche le modalità di adesione e le iniziative in cantiere; in particolare l’avvio di una configurazione nel territorio della città di Senigallia che partirà dall’Unità Pastorale del Buon Pastore, afferente alle parrocchie del Portone, Ciarnin e Cristo Redentore per poi allargarsi a tutto il territorio cittadino. A conclusione dell’incontro la BCC Ostra e Morro d’Alba presenterà le proprie proposte di collaborazione ai futuri membri della CER ed offrirà il buffet.
La partecipazione è gratuita e aperta a tutta la cittadinanza.
INCONTRO CON SUOR VERONICA DONATELLO “Le persone con disabilità: risorsa e sfida per il bene comune’. La Diocesi di Senigallia ospita Suor Veronica Donatello, responsabile del servizio per la Pastorale delle persone con disabilità della Chiesa italiana. E si lascia accompagnare dalla sua esperienza e competenza per chiederle di aiutarci a coltivare nelle nostre comunità una cultura che guardi alla disabilità in modo libero da pregiudizi e paure, e di aiutarci a crescere nella capacità di includere e valorizzare le persone con disabilità. L’appuntamento per tutti al Teatro Portone, mercoledì 19 febbraio 2025, alle ore 21.00. Ingresso libero.
INCONTRO CON GIOVANNI BACHELET “Scienza, politica e fede: quali connessioni?”. La Diocesi di Senigallia è impegnata nel tener viva la memoria della grande figura di Enrico Medi, scienziato e politico credente. In questo senso, venerdì 21 febbraio 2025, alle ore 21.00, interverrà presso il teatro Portone di Senigallia il prof. Giovanni Bachelet per un dialogo sulle connessioni possibili tra scienza, politica e fede. Come Enrico Medi, Giovanni Bachelet è stato deputato della Repubblica Italiana e docente di fisica all’Università. E’ ricordato da molti per il messaggio di perdono che lesse al funerale del padre Vittorio, giurista e politico italiano, assassinato nel 1980 dalle Brigate Rosse.
INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE DEL CONSULTORIO E CENTRO DI AIUTO ALLA VITA Sabato 22 febbraio 2025 verrà inaugurata la nuova sede dell’UCIPEM, che si trasferisce in via Gorizia 11 a Senigallia. Il consultorio familiare UCIPEM è un centro di consulenza gratuito, a cui è possibile rivolgersi per un primo ascolto e supporto, offerto da personale preparato e competente, per temi legati alla persona, alla coppia e alla famiglia. È un utile strumento da consigliare a tutte le persone, coppie, famiglie in difficoltà. Nella stessa sede si trasferisce anche il Centro di Aiuto alla Vita di Senigallia.
Nella bolla “Spes non confundit” con cui Papa Francesco ha indetto il Giubileo dell’Anno 2025 sul tema ‘Pellegrini di speranza’, viene stabilito “che domenica 29 dicembre 2024, in tutte le cattedrali e concattedrali, i Vescovi diocesani celebrino la santa Eucaristia come solenne apertura dell’Anno giubilare”.
La diocesi di Senigallia si radunerà Domenica 29 dicembre 2024, presso il sagrato della Cattedrale, in Piazza Garibaldi, alle ore 18.00. Seguirà un breve cammino fino alla Chiesa di Santa Maria Assunta dei Cancelli, dove avrà luogo la S. Messa presieduta del vescovo Franco Manenti e nella città di Senigallia domenica 29 dicembre sono sospese le messe del pomeriggio.
Il vescovo Franco ha inoltre stabilito che accanto alla Chiesa dei Cancelli, siano Chiese Giubilari il Santuario di Santa Maria Goretti a Corinaldo, il Santuario della Madonna della Rosa ad Ostra e il Santuario di San Pasquale ad Ostra Vetere.
La Messa di apertura dell’anno Giubilare sarà trasmessa in diretta su Radio Duomo (95.200) e sui canali social radioduomo/vocemisena (facebook e youtube).
La diocesi di Senigallia insieme al suo vescovo segue e partecipa con vivo interesse e con la preghiera a tutti gli eventi sia drammatici sia di speranza che coinvolgono il nostro territorio; in particolare durante e subito dopo la alluvione del 2022 con il coordinamento dei volontari, con l’aiuto diretto alle famiglie, con la organizzazione di incontri di pubblico interesse sulla ricostruzione, sulla mitigazione del rischio e sul coinvolgimento della popolazione.
Ci sentiamo chiamati, come tante altre realtà, ad esprimere il nostro pensiero relativamente alla ricostruzione dei tanti ponti distrutti dalla alluvione e in particolare alla ipotesi di ricostruzione del nuovo ponte Garibaldi. Ogni ponte evoca l’immagine di un collegamento tra popoli, di una possibilità data a tutti e di incontrarsi, di un superamento di un ostacolo naturale tra due sponde opposte. Anche il nuovo ponte Garibaldi può diventare questo, perché tutti i senigalliesi cercano sicurezza, unione, bellezza e può diventare per la nostra città occasione di crescita comune. Purtroppo sembra non sia così e per questo auspichiamo che si trovino le strade opportune.
Crediamo che nel trovare la soluzione più adeguata al nuovo ponte Garibaldi sia necessaria maggiore partecipazione e per questo possano essere coinvolti, oltre gli organi preposti, quanti più cittadini, professionisti, università associazioni e negozianti del centro,al fine di unire in una sintesi virtuosa sicurezza, bellezza, funzionalità e rispetto del contesto storico-artistico del centro città, anche al fine di evitare in futuro le criticità che si sono verificate nella ricostruzione del ponte 2 Giugno, oggi ponte degli angeli.Chiediamo inoltre che almeno se ne parli in modo approfondito in Consiglio Comunale.
Per questo pensiamo che sia importante conoscere i dettagli del nuovo ponte dal punto di vista architettico, ingegneristico, urbanistico e le conseguenze che ci saranno per la viabilità e auspichiamo che se ne parli in modo approfondito almeno in Consiglio Comunale. Ci appelliamo alla pace e al buon sensoper uscire dalla logica di chi vince e chi perde lo scontro, certi che abbiamo tutte le risorse per armonizzare sicurezza, bellezza, funzionalità e coesione sociale.
Diocesi di Senigallia Ufficio per la pastorale sociale, del Lavoro e salvaguardia del creato
Il comune di Senigallia si fa promotore attivo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (le cd CER). Lo fa aprendo uno sportello per tutti i cittadini e tutte le imprese che potrebbero essere interessate ad aderirvi ma anche con una serie di incontri sul territorio proprio per fare comprendere i vantaggi della produzione e dell’autoconsumo di energia elettrica sul fronte ambientale, sociale ed economico. Questo è l’argomento di questa puntata di “Venti minuti da Leone”, la cui seconda parte sarà dedicata invece ai passi in avanti fatti dalla diocesi di Senigallia che pure ha lanciato una fondazione, la “Fratello Sole” con cui poter avviare alcune comunità energetiche su tutto il territorio diocesano. Le interviste di questo servizio realizzato per Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) saranno in onda mercoledì 4 e giovedì 5 dicembre, alle ore 13:10 e alle ore 20, oltre a una replica domenica 8 a partire dalle 16:50 (la seconda di tre interviste audio di fila). L’audio integrale è comunque disponibile in questo articolo assieme a un estratto testuale con i momenti salienti.
All’assessora all’ambiente Elena Campagnolo chiediamo quale sarà il ruolo del comune nella promozione delle comunità energetiche rinnovabili. Noi saremo sicuramente i promotori di questa nuova iniziativa per quanto riguarda il comune di Senigallia. Ci proporremo sia all’interno delle varie comunità energetiche che sorgeranno nel nostro comune, ovviamente come proprietari di POD, sia per dare un ordine, per regolamentarle all’interno del territorio nostro comunale. Promotore ma anche garante, ovviamente sarà molto più semplice anche per i nostri cittadini potersi in qualche modo fidare del comune stesso di provenienza piuttosto che magari di vari promotori che si aggirano nel territorio e che sicuramente fanno il loro lavoro nel modo più corretto possibile, però il comune è sempre una fonte penso affidabile.
Quale vantaggio per le casse comunali? Da un punto di vista ambientale è chiaro che c’è un vantaggio ovviamente di sostenibilità che ci rende orgogliosi anche di questo progetto, poi per quanto riguarda il comune sicuramente il fatto che ci siano delle comunità che si formano, ci aiutano ad andare in autoproduzione energetica come già ci succede per alcuni edifici comunali, come possono essere le scuole, e arrivare ad un autoconsumo e quindi a un consumo zero, ovviamente, di energia fa sì che ci sia anche un risparmio da un punto di vista proprio economico anche per le casse del comune.
Che iniziative per facilitare questa comunità energetica? Già da gennaio avremo degli incontri ovviamente sia con la popolazione e avremo un incontro lancio dove avremo la presenza anche dell’assessore regionale Antonini e di qualche rappresentante del GSE che ci aiuterà a comprendere meglio questa tematica così importante. Dopodiché noi nel frattempo stiamo già parlando con diversi produttori che in qualche modo ci dovrebbero aiutare a fare degli investimenti per far sì che magari ci possano essere delle prime comunità energetiche.
Ma che cos’è una comunità energetica rinnovabile? Quali sono i suoi criteri per potervi aderire? Quali sono soprattutto i suoi vantaggi che poi si possono riversare sui cittadini e sulle imprese? Abbiamo fatto queste domande al professor Roberto Fazioli che è docente di economia della sostenibilità ed economia della transizione energetica presso l’Università degli Studi di Ferrara ma è anche esperto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, MASE, nonché referente per i progetti del PNRR e del Repower Eu. Il Comune di Senigallia ha avviato questo portale di supporto al territorio e ai cittadini e alle imprese per prendere in esame la possibilità di costituire comunità energetiche rinnovabili che possono portare beneficio al territorio e a tutti gli utenti e produttori di energia evidentemente con un’iniziativa che parte dall’assunto di dare l’esempio quindi il Comune di Senigallia costituirà presto una prima piccola comunità energetica alla quale potranno aderire tutti in modo non discriminato e in modo positivo per tutti, per l’ambiente e per i cittadini, oltre che per le imprese.
Come funziona una comunità energetica? Posso entrare se produco o anche solo se consumo energia? Dentro una comunità energetica possono afferire chi consume energia, chi produce energia in quel territorio e chi fa entrambe le cose che si chiama prosumer cioè chi la produce e la consuma. L’idea di fondo è quella di minimizzare il prelievo di energia da fuori quindi quanto più si è autonomi nella produzione e il consumo di energia e tanto più importante sarà l’incentivo che per 20 anni ricadrà sulla comunità energetica, che potrà utilizzare in parte questo incentivo per attività di contrasto alla povertà energetica, valorizzazione del territorio, politiche di sensibilizzazione sull’ambiente efficientemente energetico ovvero tutte quelle azioni concrete di messa a terra delle politiche di sostenibilità perché altrimenti sono solo parole spese al vento.
Quali sono le modalità operative per entrare a far parte di questa iniziativa lanciata dal comune? L’abbiamo chiesto all’ingegnera Dora De Mutiis che è la responsabile di posizione organizzativa dell’area 10 del comune di Senigallia, quell’area che si occupa di manutenzioni, lavori pubblici e mobilità. Come funziona lo sportello, che cosa potrà essere richiesto e quali sono le procedure da attivare? Lo sportello è stato collocato sul sito istituzionale dell’ente, è un punto di accesso dove si trovano tante informazioni e poi diciamo che da lì il cittadino può decidere se compilare appunto un modulo con i propri consumi in modo tale che poi all’interno del gruppo che ci sta lavorando verranno analizzati questi consumi e la tipologia diciamo di richiesta che il cittadino fa rispetto all’interesse della CER e verranno poi restituiti insomma dei dati anche al cittadino, questo ci serve anche per capire quanto interesse c’è e che tipo di CER possiamo arrivare a diciamo a sviluppare partendo da una prima cellula di CER e poi saranno previsti anche dei contatti email con appunto l’help desk, il gruppo di lavoro e anche la possibilità di prenotare degli appuntamenti in call per esempio dedicati ma questo avverrà dopo i primi eventi di lancio sul territorio cioè vorremmo farlo quando già i cittadini saranno protagonisti di un evento di spiegazione di quello che effettivamente è la CER come insomma abbiamo sostanzialmente fatto oggi quindi è un’attività di disseminazione a cui seguirà poi proprio la possibilità proprio di interloquire con lo sportello quindi con appunto il professor Fazioli e i suoi collaboratori.
Questo sportello è già ora visibile dal sito comunale? Lo è già da adesso, c’è una pagina istituzionale e quindi c’è la possibilità di compilare un modulo di raccolta dati, verrà aperto una mail dedicata per poter poi appunto interloquire con lo sportello.
Da sinistra l’ing. Dora De Mutiis, l’assessora Elena Campagnolo e il prof. Roberto Fazioli
Un altro soggetto si sta intanto muovendo sul territorio ed è la diocesi di Senigallia, anch’essa impegnata a promuovere le comunità energetiche rinnovabili. Come lo sta facendo? Lo chiediamo a Giovanni Spinozzi, direttore della pastorale diocesana sociale e del lavoro e per la salvaguardia del creato che ci spiega cos’è il progetto Fratello Sole. La Diocesi ha iniziato con un gruppo di lavoro a chiedersi come poter mettere installare e fare una comunità energetica su ogni parrocchia, è stato incaricato l’ingegnere Giovanni Ciriachi, un giovane ingegnere che fa parte della nostra Diocesi e abbiamo studiato dove poter fare chiedendo a tutti i parroci la prima comunità energetica. E’ stata individuata la parrocchia di Marina e di Marzocca e Montignano, i sacerdoti e i gruppi ci hanno dato la disponibilità e in particolare abbiamo installato 47 kilowatt di potenza nel tetto dell’oratorio di Marina e quindi sarebbe il nucleo della prima comunità. Per fare una comunità energetica, occorre una veste giuridica, un ente non profit che poi riceve gli incentivi dallo Stato e poi li utilizza per il sociale o lo distribuisce ai poveri;, la Diocesi ha pensato di fare una fondazione che si chiama Fratello Sole, ha messo giù la quota per riuscire a fare questa fondazione e da adesso in poi tutti i parroci che volessero fare una comunità energetica possono iscriversi a questa fondazione, non devono creare nessun organismo giuridico, questo è molto importante.
C’è il contenitore in cui tutti poi possono appoggiarsi, ma nello specifico come funziona esattamente una CER? Concretamente se io ho un pannello solare e a mezzogiorno a Ferragosto, faccio un esempio, mi avanza l’energia; ogni kilowattora che è condiviso, quindi prodotto da un soggetto ma nella stessa ora in cui viene fatto, ma utilizzato da un altro, quindi non in autoconsumo, riceve un incentivo dai 10 e 14 centesimi al kilowattora. Tutti questi incentivi il GSE li eroga e tu li metti in una cassa comune di un ente non profit per definizione. Poi possono essere usati banalmente per ridistribuirlo a tutti i membri oppure per fare un’opera sociale. La Chiesa Cattolica, come linee guida della CEI, ha chiesto che il 50% di ciò che viene messo in comune sia dato ai poveri, alle necessità sociali del territorio e quindi nel nostro caso noi le chiamiamo comunità energetiche rinnovabili e solidali. Non è una prerogativa confessionale, cioè chi viene può essere non credente, sa che noi fino al 50% non lo ridistribuiamo, il resto sì. Ovviamente l’opera può essere sia per le povertà energetiche ma può essere anche un’opera sociale, può essere anche rimette a posto un campo da calcio per i ragazzi del quartiere dove è fatta la comunità, cioè basta che sia un’opera sociale.
Abbiamo il contenitore, questa fondazione Fratello Sole, e sono stati installati i primi pannelli, dunque c’è un primo nucleo di energia che viene prodotta e che può essere redistribuita. Ora che succede? In questo momento abbiamo costituito la fondazione dal notaio e abbiamo inviato i dati al GSE, quindi tecnicamente noi dobbiamo aspettare che l’ente statale riconosca che lo statuto va bene e che la prima comunità si può fare. Quindi noi abbiamo l’ente giuridico, abbiamo i pannelli, manca il sì dello Stato. Appena arriva il sì, chiamiamo le famiglie e chi vuole, iniziamo a fare proprio la comunità energetica. Possono partecipare anche persone giuridiche e anche le famiglie, quindi anche un negozio, un macellaio, un barbiere o una piccola azienda, anche un condominio con la prerogativa che però ogni iscritto è un uomo un voto, quindi non è che siccome tu ti iscrivi e c’hai il negozio da mille metri quadrati allora comandi di più di un altro. Lo stile è molto da cooperativa, diciamo ogni iscritto conta uno come voto.
Ha destato grande tristezza nella diocesi di Senigallia la morte, avvenuta nella notte di martedì 26 novembre, di don Charles Kazadi, prete congolese da anni incardinato nella diocesi di Senigallia e attualmente vice parroco dell’Unità pastorale ‘La barca di Pietro’ (parrocchie del Duomo, Porto, Grazie e Roncitelli. Il decesso è stato causato da una complicazione seguita ad una polmonite che non ha dato scampo al sacerdote, molto conosciuto in diocesi.
Era nato a Wikong (Republica Democratica del Congo) il 16 giugno 1962, quintogenito di fu Michel Kabongo e di fu Muamba Tshihemba e fu Ket Rosalie di fu Mutomb. Dopo aver frequentato tre anni di filosofia presso il Seminario Maggiore di Kabue e nel contempo frequenta la Facoltà di Teologia Cattolica a Kinshasa, frequenta un anno di teologia presso il Seminario Maggiore Teologico di Malolè Kananga. Frequenta poi il Pontificio Seminario Regionale Pio XI in Fano (PU) dal 1986 al 1989, essendo Rettore Mons. Delio Lucarelli. Nel contempo svolge l’attività pastorale presso la parrocchia di Santa Croce in Macerata essendo parroco Don Quinto Farabollini e viceparroci Don Egidio Tittarelli e Don Mauro. Ordinato diacono a Macerata il 14 ottobre 1989 da Mons. Francesco Tarcisio Carboni, vescovo di Macerata. Ordinato presbitero a Wikong (Repubblica Democratica del Congo) il 1 luglio 1990 dal Mons. Godefroid Mukeng Kalond vescovo di Luiza.
Vicario parrocchiale della Parrocchia di San Pietro Apostolo (Duomo) in Senigallia dal 2007 al 2009. Vicario parrocchiale di Santa Giustina in Mondolfo dal 2009 al 2017. Vicario parrocchiale di Ponterio in Trecastelli dal 2012 al 2017. Collaboratore parrocchiale della Parrocchia di san Pietro Apostolo in Monte San Vito e della Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria in Borghetto di Monte San Vito dal settembre 2017 a novembre 2018. Collaboratore parrocchiale della Parrocchia di Santa Maria in Castagnola di Chiaravalle dal marzo 2017 a novembre 2018. Vicario parrocchiale di Santa Maria del Ponte al Porto in Senigallia dal dicembre 2018. Vicario parrocchiale delle parrocchie di San Pietro Apostolo – Cattedrale, Santa Maria delle Grazie in Senigallia e San Giovanni Battista in Roncitelli di Senigallia dal 1 ottobre 2022. Incardinato ufficialmente a tutti gli effetti nella Diocesi di Senigallia il 19 marzo 2022 nel periodo precedente vi ha svolto servizio come presbitero della Diocesi di Lwiza in Congo nel quadro della cooperazione tra le Chiese. Ha promosso un progetto per lo studio dei bambini e l’attività lavorativa dei giovani in Congo con la collaborazione di famiglie e comunità della diocesi quali ad esempio parrocchia di Belvedere Ostrense, parrocchia della Cattedrale di Senigallia, parrocchia di Pianello di Ostra, parrocchia di Piticchio, parrocchia di Marina di Montemarciano, parrocchia di Mondolfo e comunità di Stacciola.
Il decesso è avvenuto presso l’ospedale salesiano di Lubumbaschi, dove saranno celebrate le esequie e dove sarà sepolto. Lunedì 2 dicembre 2024, alle ore 18.00, il vescovo Franco Manenti presiederà la celebrazione eucaristica di suffragio presso la Chiesa dei Cancelli a Senigallia.
Si celebra Domenica 17 novembre 2024 la VIII Giornata Mondiale dei Poveri. Papa Francesco ha scelto per la VIII Giornata Mondiale dei Poveri un motto particolarmente significativo per quest’anno dedicato alla preghiera, in prossimità dell’inizio del Giubileo Ordinario 2025: «La preghiera del povero sale fino a Dio» (cfr. Sir 21,5). Questa espressione, che proviene dall’antico autore sacro Ben Sira, diventa immediata e facilmente comprensibile. Il Papa ribadisce che i poveri hanno un posto privilegiato nel cuore di Dio, che è attento e vicino a ognuno di loro. Dio ascolta la preghiera dei poveri e, davanti alla sofferenza, diventa “impaziente” fino a quando non ha reso loro giustizia. Infatti, attesta ancora il libro del Siracide, «il giudizio di Dio sarà a favore del povero» (cfr. 21,5). Nel suo Messaggio, Papa Francesco invita ciascuno a imparare a pregare per i poveri e a pregare insieme a loro, con umiltà e fiducia. La Giornata Mondiale dei Poveri è un’opportunità per prendere coscienza della presenza dei poveri nelle nostre città e comunità e per comprendere le loro necessità. Come sempre, il Papa fa cenno anche ai «nuovi poveri», che sorgono dalla violenza delle guerre, dalla «cattiva politica fatta con le armi» (n. 4), che provoca tante vittime innocenti. Qui approfondimenti e iniziative: https://www.diocesisenigallia.it/viii-giornata-mondiale-dei-poveri-domenica-17-novembre-2024/
Il 18 novembre 2024 ricorre la IV Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi. Ritessere fiducia è il tema scelto per il 2024. «Al cuore di ogni relazione umana, personale o comunitaria, vi è un atto di fiducia. Affidarsi è anche il movimento che anima la fede di ogni uomo e donna credente» scrive la presidentessa del Servizio Nazionale tutela minori e adulti vulnerabili, Chiara Griffini. «In ogni forma di abuso sappiamo esserci invece un tradimento e una rottura nella fiducia, che investe non solo vittima e abusante, ma tutto il contesto in cui ciò accade». Nella diocesi di Senigallia esiste il Servizio diocesano per la tutela dei minori e in questo sito si possono trovare approfondimenti, riflessioni e tracce per la preghiera: https://www.diocesisenigallia.it/iv-giornata-nazionale-di-preghiera-per-le-vittime-e-i-sopravvissuti-agli-abusi-ritessere-fiducia-18-novembre-2024/
Un figlio, un fratello, un amico: in questi termini mi sembra di poter sintetizzare chi è stato per me il carissimo padre Matteo.
Un figlio spirituale. Durante il mio mandato l’ho conosciuto quando era ancora studente alle superiori ed ho avuto modo di accompagnarlo nella nascita e nello sviluppo della sua vocazione. Sin da adolescente coltivava il sogno di una vita bella, luminosa; una vita di donazione di sé al Signore e agli altri. Dopo aver frequentato il nostro Seminario diocesano, l’ho presentato al Seminario regionale perché fosse ammesso tra i candidati al sacerdozio. Mentre stava completando gli studi filosofici e teologici mi manifestò sempre più chiaramente e insistentemente il desiderio di dedicare tutta la sua vita alle missioni, entrando a far parte dell’Istituto dei Missionari della Consolata. Questa scelta avrebbe comportato un grosso sacrificio per la diocesi che sarebbe stata privata di una presenza su cui si faceva molto affidamento. Ma un padre non può opporsi ai sogni di un figlio, né, soprattutto ostacolare i disegni di Dio. Quando, attraverso il necessario discernimento, mi resi conto che questa era la volontà di Dio, diedi il mio consenso alla chiamata missionaria di Matteo; gli dissi comunque che attraverso l’Istituto missionario sarebbe andato in missione a nome di tutta la diocesi di Senigallia che lo ha generato alla fede e accompagnato nel cammino verso il sacerdozio. Successivamente ho avuto la gioia di presiedere la celebrazione in cui ha fatto la sua professione religiosa nell’Istituto della Consolata; infine e soprattutto ho sperimentato la mia paternità quando, nella Cattedrale di Senigallia, attraverso l’imposizione delle mie mani e la preghiera consacratoria, l’ho ordinato sacerdote: era l’11 settembre 2010, lo stesso giorno e mese in cui, 45 anni prima, anche il sottoscritto riceveva la grazia del sacerdozio.
Un fratello sacerdote. Con l’ordinazione sacerdotale si entra a far parte del presbiterio come fratelli che condividono la vocazione e la missione evangelizzatrice della Chiesa; fratelli che si vogliono bene, si aiutano e collaborano per servire il Signore e il popolo che Egli ama. Matteo sentiva profondamente la bellezza della fraternità sacerdotale e anch’io ne ho gioito. Da qui la nostra collaborazione per far crescere nella Chiesa senigalliese la dimensione missionaria e sostenere allo stesso tempo la nascente comunità cristiana di Dianra in Costa d’Avorio. Si spiegano in questa prospettiva i diversi progetti, le iniziative, le opere, le visite, gli scambi che anche sotto la guida del vescovo Franco si sono realizzati nel tempo, come ad esempio la costruzione della bella chiesa di Dianra Village e il soggiorno prolungato di alcuni volontari o giovani impegnati nel cammino vocazionale.
Un amico. Pur nella diversità dei ruoli e delle responsabilità è possibile instaurare rapporti di sincera amicizia, basati sulla reciproca stima e benevolenza. Tra amici ci si confida gioie e fatiche, ci si aiuta reciprocamente: è quanto abbiamo cercato di sperimentare nel nostro rapporto il sottoscritto e Matteo. La nostra amicizia non voleva essere esclusiva o di tipo intimistico, ma inclusiva, aperta all’Altro e agli altri: si parlava della bellezza della fede, dell’appartenenza alla Chiesa, dell’impegno missionario come pure delle concrete necessità della missione, delle ferite e dei limiti della comunità ecclesiale.
Papa Francesco ha definito padre Matteo “un instancabile missionario che ha lasciato una grande testimonianza di generoso servizio”. Effettivamente la sua è stata una vita spesa totalmente per gli altri, soprattutto per gli ultimi della Costa d’Avorio. Il segreto della sua vita? E’ stato un vero innamorato di Cristo, da cui ha attinto il fuoco della missione che non è altro se non il fuoco dell’amore.
Rendo grazie al Signore per averlo donato alla sua famiglia, alla Chiesa, a quanti attraverso di lui sono entrati in contatto con il Vangelo, a tutti noi che lo abbiamo conosciuto ed amato.
Giuseppe Orlandoni, vescovo emerito della Diocesi di Senigallia
Il 7 ottobre prossimo, Giornata di preghiera e di digiuno per la pace nel mondo: la diocesi di Senigallia raccoglie l’invito di Papa Francesco e propone a quanti vogliono di digiunare e pregare, singolarmente o insieme. In varie parrocchie ci sarà un’ora di preghiera comunitaria, a Senigallia ci ritroveremo, dalle ore 20 alle ore 21, presso la Chiesa della Pace.
Scrive il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI: “Ogni giorno aumentano i pezzi di questa guerra mondiale che si abbatte su diversi popoli e numerosi luoghi, spesso dimenticati. Non dobbiamo stancarci di chiedere che tacciano le armi, di pregare perché l’odio faccia spazio all’amore, la discordia all’unione. È tempo di fermare la follia della guerra: ognuno è chiamato a fare la propria parte, ognuno sia artigiano di pace”. Il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, scrive alla sua comunità nel primo anniversario dei fatti del 7 ottobre, quando “la Terra Santa, e non solo, è stata precipitata in un vortice di violenza e di odio mai visto e mai sperimentato prima. In questi dodici mesi abbiamo assistito a tragedie che per la loro intensità e per il loro impatto hanno lacerato in maniera profonda la nostra coscienza e il nostro senso di umanità”. E ancora: “In questi mesi ci siamo già espressi chiaramente su quanto sta avvenendo e abbiamo ribadito più volte la nostra condanna di questa guerra insensata e di ciò che l’ha generata, richiamando tutti a fermare questa deriva di violenza, e ad avere il coraggio di individuare altre vie di risoluzione del conflitto in corso, che tengano conto delle esigenze di giustizia, di dignità e di sicurezza per tutti. Non possiamo che richiamare ancora una volta i governanti e quanti hanno la grave responsabilità delle decisioni in questo contesto, ad un impegno per la giustizia e per il rispetto del diritto di ciascuno alla libertà, alla dignità e alla pace”.
Inoltre, nel giorno 27 di ogni mese, anniversario dell’incontro di Pace ad Assisi dei rappresentanti delle religioni nel mondo avvenuto nel 1986, presso la chiesa della Pace si tiene un’ora di preghiera e di digiuno per la pace e la giustizia.
La Chiesa di Senigallia si dà appuntamento all’inizio del nuovo anno pastorale presso il Centro pastorale diocesano (Ex Seminario Vescovile): mercoledì 18 settembre, dalle ore 18.00, gli operatori pastorali della diocesi si ritroveranno, introdotti dalla preghiera presieduta dal vescovo Franco Manenti. A seguire, la relazione del vescovo di Gubbio, Luciano Bedini Paolucci, sul tema che accompagnerà il prossimo anno giubilare ‘Segni di speranza’. Dopocena, gli aggiornamenti da parte degli Uffici pastorali diocesani.
“L’anno 2024-2025 sarà segnato dalla grazia del Giubileo che il Papa ci invita a vivere nel segno della speranza – scrive don Francesco Savini, vicario diocesano per la pastorale – a partire dal prossimo Natale. Per la nostra Chiesa questo è anche l’anno in cui iniziano il loro lavoro ordinario i Consigli Pastorali Parrocchiali e di Unità Pastorale appena rinnovati, e nel quale verrà rinnovato anche il Consiglio Pastorale Diocesano. Saranno questi i luoghi di discernimento comunitario nei quali le nostre comunità potranno convergere in scelte profetiche di rinnovamento ecclesiale, secondo l’itinerario tracciato dal Percorso Sinodale della Chiese in Italia. Infine, questo anno ci vedrà impegnati nella ripresa di un percorso di formazione teologico-pastorale, capace di nutrire e qualificare il servizio dei tanti laici che generosamente donano le loro energie negli svariati ambiti della vita ecclesiale”.
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.