Un momento del pellegrinaggio diocesano nel territorio della diocesi di Senigallia
Nell’ultima puntata di “Venti minuti da Leone” la sintesi del pellegrinaggio diocesano che ha coinvolto circa 140 giovani lungo tutta la diocesi di Senigallia. Dalle interviste realizzate in questi giorni da Laura Mandolini, ecco alcune voci particolarmente rilevanti durante questa settimana di impegno, riflessioni, ma anche divertimento e preghiera. Una sintesi che sarà in onda oggi, lunedì 9, e domani, martedì 10 settembre, alle ore 13:10 e alle ore 20, ma che sarà in replica anche domenica 15 a partire dalle 16:50. Su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM). Un estratto è disponibile anche qui in questo articolo, insieme all’audio integrale delle interviste raccolte.
Ettore Battistelli, della parrocchia Portone di Senigallia, che motivazioni alla base di questo cammino? Che volti e che racconti durante questa esperienza? La scelta di farlo è più per stare insieme e fare amicizia, oltre che esplorare la diocesi, non tanto per la fatica del cammino. Sono iniziative che riempiono l’animo. Siamo partiti da Marzocca, dal mare per arrivare in collina, una giornata di cammino e sostegno anche parlando e raccontandosi. Qualcuno prega, qualcuno canta, qualcuno suona la chitarra, ma altrimenti si parla, di tutto, dell’amicizia, della scuola. Ne sta valendo davvero la pena.
Chiara Landini, di Marotta, come mai hai detto sì alla proposta del pellegrinaggio? E a cosa pensi quando senti lo slogan “La terra promessa”? Devo dire che ero insicura fino all’ultimo, però poi grazie al supporto dei giusti compagni di viaggio mi hanno fatto capire che è un’esperienza unica, nuova che apre nuovi orizzonti. Finora sta andando bene e non me ne sono pentita assolutamente. Penso al pellegrinaggio all’epoca di Mosè ma grazie all’aiuto di Dio riusciremo ad arrivare alla nostra terra promessa come allora si uscì dall’Egitto nonostante le varie fatiche.
Emanuele Luzziconi, di Ostra, parlaci di te. E poi della tua esperienza, magari come se la raccontassi a un tuo amico. Ho 16 anni ed è la mia prima esperienza fuori dalla parrocchia, fuori dalla mia comfort zone. Ci sono tanti volti nuovi, fai tante amicizie, è molto bello. Ci si deve buttare, guardando sempre avanti, siamo come dei figli per chi ci accoglie, persone che ti vogliono subito bene e non è facile di questo periodo.
L’ultima intervista ai parroci coinvolti nel trasferimento e nel cambio di parrocchie in questo settembre 2024 riguarda don Emanuele Lauretani; si è votato sin da giovane al percorso di fede che l’ha poi portato a essere guida spirituale di diverse parrocchie e realtà della diocesi senigalliese. Ecco l’estratto della sua intervista andata in onda lunedì 26 e martedì 27 agosto 2024, in replica anche domenica 1° agosto, su Radio Duomo Senigallia all’interno dell’ormai noto programma “Venti minuti da Leone”.
Partiamo dal principio: chi è don Emanuele Lauretani? Lasciamo da parte nascite e battesimi, sono cresciuto a Chiaravalle dove si erano trasferiti i miei genitori. Poi ho frequentato il seminario a Roma; sono diventato prete a 25 anni e sono passati altri 29 anni di sacerdozio.
Che parrocchie hai guidato? Ho svolto servizi in seminario prima di divenire viceparroco al Portone; poi sono stato parroco a Castel Colonna e Ripe, nel 2012 sono arrivato a Serra de’ Conti, e in seguito si sono aggiunte le parrocchie di Piticchio, Montale, Montefortino. Nel 2017 sono stato nominato parroco a Mondolfo e Ponte Rio di Trecastelli. Tutte parrocchie “di paese”, devo dire, ma mi hanno permesso di incontrare tante realtà.
E adesso? Per me arrivare a Marzocca e Montignano rappresenta una nuova pagina, forse Montignano è più parrocchia di paese come le altre in cui mi sono trovato, ma già Marzocca è più di città.
Che attività si possono proporre? Ho sempre cercato di avere attenzione alle famiglie, sia agli adulti come primi destinatari del Vangelo, e poi perché hanno la missione educativa dei giovani oltre che di sostegno reciproco.
Com’è cambiato l’approccio delle famiglie, e degli adulti in particolare? Beh, il covid ha chiuso in un individualismo le persone, che ha reso meno spontaneo il vedersi insieme. I giovani invece sono più impegnati e propensi quindi a esperienze forti e dilazionate nel tempo, con condivisione di due o tre giorni. Ha quindi meno fortuna la proposta del giorno settimanale di ritrovo. La quotidianità è diventata più di corsa, un po’ per tutti, anche per gli adulti ovviamente.
Come cambia quindi la proposta che la Chiesa lancia all’esterno? Ogni messaggio arriva tramite esperienze concrete, le parrocchie sono luoghi di festa a 360 gradi, di convivenza, condivisione della mensa, in cui si narra la propria vita dove ci si accorge della presenza di Cristo. Le sacre scritture sono quindi la bussola per il nostro percorso.
Sei anche nell’organizzazione degli eventi per il giubileo 2025. Con che ruolo? Sono il referente della diocesi di Senigallia, tengo i rapporti con la congregazione per l’evangelizzazione che si occupa dell’organizzazione del giubileo della speranza. Inizierà la vigilia di natale di quest’anno, avrà una celebrazione centrale a Roma, ma ci sarà anche a livello locale una parte con celebrazioni nelle chiese giubilari in questa zona. “Pellegrini di speranza” è il titolo di questo momento, un giubileo ordinario di cammino per recuperare la rotta e le forze umane che si uniscono alla croce e allo spirito santo. Ma anche speranza di fraternità.
In che modo la comunità della diocesi senigalliese verrà coinvolta? Beh, sicuramente col pellegrinaggio a Roma ma anche con la voglia di rinascere, di riconciliarsi con Dio, con se stessi, con gli altri. Il giubileo vuol dire tutto questo, senza una logica schiacciata nell’oggi ma al contrario con una prospettiva che guarda all’orizzonte con speranza, con fiducia, e che lo fa insieme.
A proposito di pellegrinaggi e percorsi, qui a Senigallia si sta predisponendo l’Iter Suasanum… E’ nata proprio a Mondolfo l’idea di questo percorso, perché si è capito che c’erano le risorse per proporre un cammino giubilare all’insegna della fruibilità per tutte le persone, soprattutto per coloro che hanno altre lingue, altre culture, altre abilità, e quindi sotto il segno dell’inclusione. Iter Suasanum perché si sviluppa lungo la valle del Cesano, con le sue antiche testimonianze di cristianesimo nella zona. Abbraccia Mondolfo, Corinaldo e Castelleone di Suasa. La caratteristica sarà l’accessibilità a 360 gradi.
Tra le altre sensibilità a cui la Chiesa ha in qualche modo ridato slancio c’è anche quella all’ambiente: come? Seguo l’iniziativa sulle comunità energetiche per la diocesi tramite un progetto, “Fratello Sole”. Per farla breve, con questo enti e famiglie si mettono in rete per produrre e consumare energia rinnovabile: viene prodotta e immessa in questa rete grazie ai pannelli fotovoltaici acquistati tramite bandi e finanziamenti. Ora siamo solo all’inizio del cammino, a Marzocca e Montignano, insieme alla parrocchia di Marina di Montemarciano. Siamo allo stadio embrionale ancora, ma la direzione è questa.
La 50a Settimana Sociale si è svolta Trieste dal 3 al 7 luglio 2024. Il tema è stato Al Cuore della Democrazia.Hanno partecipato ai 5 giorni di lavoro 1100 delagati dalle diverse le diocesi d’Italia e dalle associazioni, 6000 persone presenti la domenica all’incontro con il papa. Trieste è stata ed è ancora citta mitteleuropea con una passato di divisioni e ferite ed un presente di difficile, ricordiamo tra le tante cose l’accoglienza dei fratelli e delle sorelle che giungono in questa porta d’Europa mediante la cosiddetta”rotta balcanica”.
Anche la Diocesi di Senigallia ha preso parte alla importante iniziativa: insieme al Vescovo Franco Manenti, erano presenti Giovanni Spinozzi (Direttore della PSL), Enea Barazzoni (membro di Commissione diocesana), Giandiego Carastro (segretario del percorso We Care), Alberto Di Capua (facilitatore del Parco che vogliamo), Alice Manoni (responsabile formazione delle Acli), Beatrice Roventi (Animatrice di Comunità del progetto Policoro). Le Marche erano presenti, in totale, con 8 diocesi (Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona, Fermo, Camerino, san Benedetto, Ascoli) e con 51 partecipanti. Da Senigallia, era presente anche Massimo De Rosa che ha curato lo stand e la buona pratica del percorsoIter suasanum.
La Settimana sociale si è strutturata in diversi momenti: i momenti di preghiera e le relazioni fondative in plenaria, presso il Centro Congressi; poi i momenti laboratoriali divisi in gruppi di 15 membri ed infine momenti pubblici presso le varie Piazze della democrazia, nelle accoglienti vie di Trieste. Tra di esse, alcune avevano i seguenti temi: Democrazia digitale con Paolo Benanti e Marco Bentivogli; Istituzioni locali: la democrazia alla prova della comunità con Gregorio Arena e Federica Fanesi (sindaca di Ostra) e Roberto Louvin ; Carcere: dignità e libertà con Marta Cartabia; Economia civile con Vittorio Pelligra; Periferie: le città viste dai margini con Eugenia Canfora Mario Vatta, Giovanni Carrosio; CITTADINANZA: migrazioni e diritti nell’Italia di oggicon Giovanni La Manna; Prepararsi alla politica con Giovanni Diamanti; Pace e disarmo con Alessandra Morelli e Nello Scavo; Istituzioni e autonomia con Umberto Ronga; Pratiche di uguaglianza con Rita Giaretta. Tra i momenti a latere anche quello organizzato da Argomenti 2000, con la presentazione del Libro Bianco Il Futuro è equità e la presentazione delle due proposte di legge sulla partecipazione e sulla democraticità dei partiti, ideate insieme alle ACLI.
Una grande novità tecnologica è stata data dall’utilizzo di una App dedicata che ci ha permesso sia di essere aggiornati sui momenti comuni sia di scrivere le nostre idee nei gruppi di approfondimento, e mediante la quale seguire i vari step del processo partecipativo. Le scritture condivise aiuteranno il Comitato Scientifico ed Organizzatore a restituirci una sintesi complessiva, a settembre.
La settimana sociale si è aperta con il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha richiamato i fondamenti costituzionali della partecipazione e si è conclusa con il discorso di Papa Francesco ai partecipanti, a cui ha chiesto di guarire il cuore della democrazia, laddove esso si rivela infartuato o gravemente malato.
I relatori del mattino hanno esposto riflessioni veramente profonde e che sono disponibili alla lettura di chiunque vorrà collegarsi al sito ufficiale delle Settimane sociali. Sono stati contribuiti e pertanto li ricordiamo personalmente: il prof. Filippo Pizzolato dell’Università di Padova; il prof. Michele Nicoletti dell’Università di Trento, la professoressaIsabella Guanzini dell’Università di Ganz; la prof.ssa Annalisa Caputo dell’Università di Bari; la prof.sa Mara Gorli dell’Università Cattolica di Milano; il priore della comunità di Bose Sabino Chialà; la prof.ssa Arianna Rotondo dell’Università di Catania. Entusiasmanti i momenti del dopocena: dal concerto con R. Cocciante, Meninni, R. Vecchioni, Amara, Mr. Rain, S. Cristicchi alle testimonianze su Raoul Follereau e sul ministro Bhatti, ucciso in Pakistan perché difendeva le libertà religiose delle minoranze.
La diocesi di Senigallia ha appreso molto da questi giorni: soprattutto il metodo della scrittura riflessiva proposto dal prof. Giovanni Grandi del Comitato scientifico ed organizzatore: tramite questo metodo (invero non dissimile dal metodo della conversazione spirituale) ogni partecipante può offrire la propria voce, dal momento che prima di iniziare la discussione ciascuno ha prima scritto quanto poi andrà a comunicare in gruppo.
Inoltre, ci sentiamo confortati perché diversi inviti ad organizzare una partecipazione creativa sono di fatto già storia nella nostra diocesi: La città che vogliamo nel 2019, Il Parco che vogliamo nel 2022-2024, il We Care nelle scuole superiori sono state esperienze che, raccontante a Trieste nei gruppi, hanno suscitato molto interesse.
Lasciamo direttamente spazio al alcune testimonianzedei nostri delegati:
Giovanni Spinozzi
La cosa più bella è l’ amore per la democrazia che abbiamo vissuto. Vi cito la frase del prof. Nicoletti: la democrazia è lo strumento che mette al centro e valorizza tutte le persone non considerate oggetto (come con l’ assistenzialismo), ma con il protagonismo, quindi considerandole soggetto. Dall’amore per la persona scaturisce amore per la democrazia.
La idea che porto a casa è quella di sbloccare questa forza interiore che è dello Spirito Santo e che sta nel cuore di ognuno per metterlo a servizio del bene comune.
Sui processi partecipativi tante diocesi hanno fatto importanti passi in avanti e che possiamo attivare anche noi sul territorio.
Dalla accoglienza dignitosa ai migranti alla riforma costituzionale o al lavoro giusto… non c’è cosa che non ci interessa. Dico I Care, anzi We Care perché vogliamo spenderci per il bene comune come Gesù ha fatto per ciascuno di noi.
Enea Barazzoni
Settimana emozionante e preziosa, nella quale ho potuto sperimentare “buone pratiche”, ascoltare grandi donne e uomini, condividere e testimoniare esperienze, parlare di politica. È stato un dono partecipare a questo processo al cui centro è stata messa la democrazia, ora a noi il compito di restituire alle nostre comunità quanto ricevuto. Papa Francesco ci indica la strada: “tante volte pensiamo che il lavoro politico è prendere spazi: no! È scommettere sul tempo, avviare processi, non prendere luoghi.” Da Trieste si rinnova forte l’invito ad un energico impegno civico e politico collettivo, solo così potremo cambiare le sorti di un mondo che sta prendendo una deriva pericolosa. Impegniamoci in prima persona ad “organizzare la speranza”.
Giandiego Carastro
Ringrazio il Vescovo Franco e Giovanni per avermi reso possibile partecipare alla Settimana sociale di Trieste. E’ stato evidente lo spirito di comunione e di comunità espresso nello stare insieme, a partire dalle riflessioni sul nuovo protagonismo partecipativo animato dai credenti in Italia. Voglio ringraziare Gabriele Darpetti (Delegato regionale Marche per la PSL) per averci convocato a Loreto due settimane fa, per iniziare la Settimana sociale già allora, presso il Centro di spiritualità dei Salesiani, il cammino verso Trieste nella preghiera allo Spirito Santo: don Peppe Capecci (Responsabile PSL della diocesi di Ascoli) ci ha accompagnato con una intesa riflessione spirituale! Vorrei lanciare tre input. Il primo è quello per cui alcuni delegati hanno sentito il bisogno di vedersi per costituire una rete di amministratori credenti. I riferimenti politici erano plurali, ma unitaria è stato il desiderio di chiedere un accompagnamento a tutta la comunità: penso che , citando il mio gruppo di lavoro, da oggi in poi non si possa né si debba più fare terra bruciata ai credenti che si dedicano al servizio in politica. Il secondo input è quello di fare rete tra noi delegati delle Marche nel compito di trasferire a comunità e cittadini la ricchezza ricevuta. Ad esempio, se una diocesi vuole invitare un relatore come il prof. Pizzolato o il prof. Nicoletti o la prof.ssa Gorli, etc. sarebbe opportuno che lo faccia sapere per tempo a tutti noi, in modo da programmare quell’evento come evento regionale ed invitare tutta la Regione ai. Il terzo input riguarda il metodo della scrittura che il prof. Giovanni Grandi ed il suo team hanno insegnato a noi delegati. Pur con alcuni passaggi ancora farraginosi è veramente una novità: tutti, anche i più timidi, hanno avuto la possibilità di dire la propria! Mi offro per studiare come questo metodo scioccante possa essere adottato anche in luoghi ordinari delle decisioni come sindacati, partiti, associazioni, consigli pastorali diocesani.
AlbertoDi Capua
Vorrei condividere la rotta disegnata del mio gruppo a tre, all’interno del gruppo di studio. Il titolo della proposta è stata: Future Design. Instaurando un dialogo con i giovani da cui si evincono le loro passioni e/o desideri nel progettare il proprio futuro, le istituzioni individuate cooperano e co-progettano per la realizzazione di programmi ed esperienze condivise in cui sia evidente ed emergente la propria passione che diventa dimensione professionale.Come buona pratica abbiamo indicato Il patto educativo della APS Sacro Cuore (affiliato ai Salesiani per il Sociale) Arcidiocesi Foggia-Bovino.
A livello più personale, vorrei segnalare questo: tutti noi ricordiamo che i volontari di Senigallia spalavano nel fango dopo i tragici giorni dell’alluvione del 2022 e sorridevano. Ci dava conforto. Mi ha colpito il volto sorridente ed accogliente delle centinaia di volontari, anche lì a Trieste.. Persone che all’ingresso ti accoglievano e tu con la bocca ancora impastata dal sonno eri sollevato e rincuorato dal trovarti davanti ragazzi accoglienti. Il fatto che ti dessero Avvenire e cercassero il tuo sguardo per riscuoterti e prendersi un sorriso da parte tua, è stato molto coinvolgente…questa accoglienza sorridente rimarrà un grande ricordo.
Una sorpresa della Settimana è stata l’auto-convocazione di una rete di amministratori cattolici che militano in diversi partiti al fine di riflettere su come la ispirazione sociale cattolica possa favorire l’impegno su temi comuni, con lo stile del dialogo costituente, denominata Rete di Trieste. Moltissimi interventi hanno sottolineato la importanza di educare i giovani sin da bambini alla dimensione sociale dell’essere credenti. In tal senso, il Vescovo Franco ha già chiesto alla Commissione di Pastorale sociale un nuovo servizio: seguire più direttamente i giovani che nelle parrocchie e nelle aggregazioni ecclesiali mostrino una sensibilità per l’impegno sociale, politico, per il bene comune. Sarebbe bello e sinodale avviare tale servizio vocazionale anche con la Pastorale giovanile e delle vocazioni!
Se la precedente settimana sociale di Cagliari si era conclusa con l’invito a generare le CER- Comunità energetiche nelle parrocchie, questa 50 esima Settimana è finita, ma non si è conclusa: infatti, a partire dal prossimo settembre il Comitato Scientifico ed Organizzatore invierà nelle diocesi un agile documento di sintesi, contenente il frutto dei gruppi di lavoro e finalizzato ad attivare nuova democrazia partecipativa nelle scuole, nelle parrocchie, nei partiti, , nei sindacati, nelle comunità più diverse, nelle città.
I referenti ringraziano per questa opportunità di crescita umana e cristiana e si mettono a disposizione di parroci e referenti di gruppi ecclesiali per venir a raccontare di persona le tante ricchezze che Trieste ci ha donato.
Giandiego Carastro e i delegati della diocesi di Senigallia a Trieste 2024
La pastorale della Famiglia della Diocesi di Senigallia, organizza per domenica 23 giugno 2024 un momento dedicato alle famiglie che hanno desiderio di condividere uno spazio ed un tempo in fraternità ed allegria. È un pomeriggio ideato e voluto per dare alle famiglie di tutto il territorio un’opportunità di incontro, di confronto e di allegria: tra giochi, cibo, preghiera e musica la fatica quotidiana di crescere insieme si può trasformare in occasione preziosa di vita e libertà.
A partire dalle ore 17.00, presso Lungomare Alighieri 58 (di fronte all’Istituto Palazzolo), si inizia la festa con giochi e divertimenti in spiaggia, a seguire messa alle 19.15 presieduta da Mons. Giuseppe Orlandoni e quindi cena in condivisione e musica a cura dei Neri per Scelta. La Festa della Famiglia è organizzato dalla Diocesi di Senigallia ed aperta a tutte le famiglie, anche in vacanza, che abbiano desiderio di trascorrere un pomeriggio in spiaggia, tra spiritualità e spensieratezza mescolando insieme sapori di cielo, di terra…e di mare.
Con l’arrivo del primo gruppo di bambini e bambine provenienti dalla città di Nikopol in Ucraina prende il via anche nel 2024 l’iniziativa “È più bello insieme”, un programma di vacanze solidali per minori e accompagnatori provenienti da contesti di guerra. In tutto 700 minori, di cui 42, con 8 accompagnatori, arriveranno all’oratorio-ostello “Oasi del Bello” della comunità parrocchiale di Tiggiano, dove alloggeranno ospiti della diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca. Un programma avviato nel 2022, subito dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana che ha permesso di accogliere fino ad oggi più di 700 tra minori e adulti accompagnatori (di cui 600 la scorsa estate) e che anche quest’anno, dal 15 giugno al 30 agosto consentirà ad altrettanti minori, con i loro accompagnatori, in periodi e luoghi diversi, di trascorrere una vacanza in Italia lontani dalla guerra e dalla difficile condizione che vivono oramai da più di due anni. Durante l’estate 2024 – informa la Caritas – i minori verranno accolti dalle Caritas di Cosenza, Lamezia Terme, Como, Senigallia, Iglesias, Jesi e Ugento – S. Maria di Leuca in due momenti diversi, presso strutture situate al mare e in montagna. Anche le Acli partecipano al programma gestendo l’ospitalità di uno dei gruppi in Piemonte. Le diocesi accoglienti hanno organizzato attività ricreative e di intrattenimento per tutti i bambini, gli adolescenti e gli adulti che li accompagnano, in sinergia con tutti i religiosi, gli operatori e i volontari disponibili e coinvolgendo le comunità locali.
La Caritas diocesana di Senigallia cerca volontari per accogliere al meglio i minori ucraini, ci si può rivolgere alla propria parrocchia o alla stessa Caritas.
La diocesi rende omaggio a padre Matteo Pettinari, a quasi due mesi dalla sua morte improvvisa mentre percorreva le sue strade africane, mai stanco di esserci per la sua gente. Scriveva in una lettera all’inizio della sua vita missionaria: “Amare sempre, amare comunque, amare per primi, amare fino a dare tutto, amare fin quando fa male, amare fin quando non si capisce perché si deve amare o perché si è chiamati ancora a riscommettere sul dono di sé…”. Una dichiarazione d’amore senza condizioni, il suo ‘programma pastorale’, le coordinate di una esistenza donata in mille modi. E che troppo presto si è trasformata nel suo testamento spirituale. Fa male, tanto, ma è così.
Immagini, voci e preghiere hanno fatto vivere in tantissime persone – presenti in piazza Garibaldi o collegati sul web dei media diocesani– tutta la bellezza di padre Matteo. E forse anche l’inadeguatezza delle nostre tiepide comunità di fronte a tanta radicalità evangelica. Parole e desideri di fede messi a dura prova da un’inconcepile tragedia che toglie da questo mondo un figlio, amico, pastore di rara qualità. Si alternano voci per ricordare il suo volto, il suo impegno, la granitica volontà di avere lo stesso sguardo di Dio su ogni sua creatura. Il sorriso e l’indignazione, la sete di infinito e i sandali consumati per strada. Nulla di profondamente umano era estraneo alla vita di Matteo. E questo ci scuote nel profondo, perché ci porta al cuore della vita, del nostro darci da fare, della stessa Chiesa. Alle nostre latitudini, come nella sua Africa, nelle giornate colorate di entusiasmi, come in quelle appesantite da incoerenze e fatiche.
Partiva da qui per essere missionario e ci sentivamo più poveri. Si intuiva da subito il suo passo, pregustavamo la gioia di avere tra noi un prete fatto così. Lui, o meglio, loro (quello con la maiuscola a cui Matteo aveva detto sì) avevano però altri programmi. E pian piano ci siamo abituati a pensarlo in giro per il mondo, la sua grande ed entusiasmante casa bisognosa di annunci di Speranza vissuta. Quella mancanza, nel tempo, si trasformava sempre di più in presenza, la partenza in tanti ritorni. Quelli di chi ha avuto voglia di condividere con Matteo un po’ della sua terra africana; ritorni di parole, immagini e condivisioni, frutto di una generosità ‘mediatica’ che faceva sentire tutti e ognuno speciale. I ritorni di progetti da sostenere e incoraggiare. I rari ritorni a casa che scatenavano riflessioni ed esperienze di forte intensità
Adesso, nel vuoto che c’è e che va attraversato, c’è da recuperare questa altra partenza. Attingere con forza alla imprescrutabile logica della Resurrezione che fa vivere nonostante la morte, anzi, ‘grazie’ alla morte. Adesso c’è da avere ancora più fede e Matteo, ancora una volta, si fa esigente. Adesso ci chiede la sua stessa radicalità. Nella solitudine di questo suo viaggio di sola andata, nel silenzio di una splendida cappellina che accoglie le sue spoglie, più eloquente che mai. Nella fatica di questo inatteso abbandono della sua famiglia e della sua comunità ivoriana. Come allora, lo avremmo voluto ancora con noi. Come allora, vogliamo credere che saprà sorprenderci ancora, accanto al suo Amato. Ritornerà anche stavolta Matteo, chiede ‘solo’ di avere altri occhi; troverà il modo di risorgere, giorno dopo giorno, accanto a Colui che non ci lascia soli, mai, ‘fino alla fine del mondo’.
SENIGALLIA – Un tempo dedicato a padre Matteo Pettinari e la S. Messa di suffragio a quasi due mesi dalla tragica scomparsa del missionario della Consolata originario di Monte San Vito. Venerdì 14 giugno 2024, in Piazza Garibaldi, a Senigallia, alle 20.45 ci sarà il ricordo del missionario instancabile, così come lo ha definito papa Francesco, con immagini e testimonianze. Poi, alle 21.15, la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Franco Manenti. Saranno presenti anche il Vescovo emerito Giuseppe Orlandoni e il Vescovo di Jesi Gerardo Rocconi. Accanto a loro i sacerdoti della diocesi di Senigallia, con altri amici provenienti da tutte le Marche, in comunione con la Comunità di Dianra in Costa D’Avorio, con i Missionari della Consolata e con i familiari di Padre Matteo. A partire dalle 20.45 alcuni video e testimonianze introdurranno nella preghiera che seguirà.
La diretta della serata potrà essere seguita sui canali social de La Voce Misena/Radio Duomo ai seguenti indirizzi: youtube.com/@vocemisena e Facebook.com/radioduomo
“Missionario instancabile”, così lo ha definito Papa Francesco all’Angelus annunciando con dolore la sua morte in un incidente stradale. Padre Matteo Pettinariè deceduto il 18 aprile all’età di 42 anni. Innamorato del Signore, della Chiesa della sua missione, di ogni uomo e ogni donna che incontrava sul suo cammino, è stato per tanti volto del Dio che si fa accanto, che dà la vita per tutti, che ti viene a cercare. Ha dedicato l’intera sua vita alla Missione con tanto coraggio e passione. Nato nel 1981 a Chiaravalle, sceglie di rispondere alla sua vocazione ed entra nella famiglia religiosa dell’Istituto Missioni Consolata. Ordinato presbitero l’11 settembre 2010 nella Cattedrale di Senigallia, nel novembre 2011 viene destinato alla delegazione della Consolata in Costa d’Avorio, nella missione di Dianra nel nord del Paese. A Dianra Village realizza una nuova chiesa, inaugurata a marzo 2019, con la partecipazione della comunità, una casa in cui la comunità cristiana senoufo può specchiarsi e comunicare a tutti il Signore Risorto, anche attraverso l’inculturazione dell’arte liturgica. Dal 2016 è amministratore e anima del Centre de Santé B. Joseph Allamano, di cui si impegna ad ampliare i servizi affinché anche i più poveri abbiano la possibilità di accedere ala migliore assistenza sanitaria possibile.
Il centro pastorale diocesano – ex Seminario – ospita oggi, giovedì 6 giugno 2024, il Convegno pastorale diocesano, un appuntamento rivolto ai membri dei Consigli pastorali, ai facilitatori e a tutti i responsabili di associazioni, movimenti e Uffici pastorali.
L’obiettivo è quello di giungere a condividere una cornice di riferimento per la trasformazione missionaria a cui è chiamata la nostra Chiesa locale a tutti i livelli, nelle comunità parrocchiali, nella pastorale diocesana, nella vita delle aggregazioni laicali. In questo senso il Convegno offre anche l’occasione per prepararci fin d’ora a vivere la ‘fase profetica’ del Cammino sinodale che prenderà il via nel prossimo anno 2024-2025, quando saremo chiamati a compiere scelte “profetiche” di rinnovamento. Nello stesso tempo il Convegno offre l’occasione per un primo intenso momento formativo per i Consigli Pastorali recentemente rinnovati. Accompagnato dal Centro studi Missione Emmaus, il convegno si articola su due momenti: alle 18:30 la preghiera e la proposta; alle 20:45, dopo la pausa per la cena-buffet, il confronto in gruppo.
Riprende il percorso partecipativo “Il Parco che vogliamo” riapre di nuovo alla cittadinanza. Attivato dalla Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Senigallia, finanziato con il sostegno di Cariverona nell’ambito del progetto LINFA, iniziò a febbraio del 2022 con l’obiettivo di capire come gli abitanti del quartiere e della città vedevano il Parco della Cesanella, luogo da ‘ripensare’ per potersi incontrare e passeggiare in sicurezza e fare delle attività. I risultati di tutta quella consultazione (gruppi di lavoro degli adulti e laboratori dei ragazzi) furono presentati alla collettività nel mese di Maggio 2022, all’interno degli spazi della Chiesa dei Cancelli (vd dossier https://bit.ly/IlParcochevogliamo2022).
I lavori ora riprendono con nuovi incontri, a seguito di un nuovo finanziamento, grazie al sostegno di Cariverona nell’ambito del progetto ECO, in collaborazione con il Comune di Senigallia, La Fondazione Caritas, l’Associazione NEXT, l’Università di Camerino ed il Gruppo Pleiadi di Padova, a cui sono seguiti una serie di passaggi fondamentali, tra cui quello della Convenzione tra la Fondazione Caritas ed il Comune di Senigallia per la progettazione e realizzazione di alcune opere previste. Pertanto, si apre una nuova fase di consultazione, in cui tutti i cittadini interessati avranno la possibilità di valutare l’efficacia delle proposte ed eventualmente integrarle con ulteriori contributi. Gli incontri con i cittadini sono quattro: sabato 25 maggio dalle 10,00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00 e sabato 15 giugno nei medesimi orari presso i locali parrocchiali della Chiesa San Giuseppe Lavoratore, quartiere Cesanella; tutti gli incontri avranno lo stesso programma quindi invitiamo i cittadini prendere parte solo ad uno di essi nell’orario più comodo.
Si parlerà di ‘Fragilità’ nell’incontro promosso dalle Avulss presenti nel territorio diocesano, in collaborazione con la libreria ‘Mastai’ e la diocesi di Senigallia, in programma sabato 18 maggio 2024, alle ore 17.00, al cinema ‘Gabbiano’ di Senigallia quando sarà presente lo psicologo, pedagogista e formatore Ezio Aceti. Lo stimolante tema sarà affrontato partendo dal suo ultimo libro “Fragile – 10 meditazioni da leggere con cura” e l’incontro è l’evento conclusivo e di lancio di percorsi di formazione per i propri volontari messi in moto dalle Avulss di Chiaravalle, Mondolfo, Monteporzio e Senigallia.
Volontari Avulss, cittadini, quanti operano a diverso titolo nelle tante dimensioni della fragilità sono invitati ad un appuntamento nel quale sfogliare insieme pagine per ricongiungerci con le nostre fragilità. Scritto con il suo consueto stile brillante e diretto, il dott. Aceti ha saputo parlare della fragilità facendone elogio. Il mondo contemporaneo, frenetico e inarrestabile, trascina tutto e tutti in un vortice che sembra escludere i “fragili”. Non c’è tempo per chi invecchia, per chi è malato, per chi non produce, per chi va lento, per chi non sta al passo. Eppure, il segreto del vivere sta proprio lì, nella fragilità costitutiva di ogni persona: una dimensione con la quale occorre riappacificarsi.
Ingresso libero.
Ezio Aceti è nato nel 1956. Ha conseguito la laurea in Psicologia presso l’Università di Padova nel 1982. Da un punto di vista formativo, ha anche ottenuto il Diploma in Scienze Religiose presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano. Attualmente lavora come consulente psicopedagogico per il Comune di Milano e per altri numerosi comuni appartenenti alle provincie di Milano, Lecco e Como. Inoltre lavora come responsabile degli sportelli di ascolto, dedicato a studenti, genitori e docenti, di alcune scuole materne, elementari, medie e superiori situate nelle provincie di Milano, Como e Lecco. Per quanto riguarda l’occupazione presso gli sportelli d’ascolto, si occupa anche di coordinare il gruppo di psicologi titolari di sportelli.
La Diocesi di Senigallia, nelle sue diverse articolazioni, vivrà un mese di maggio particolarmente denso di appuntamenti. E’ cominciata la Novena di Pentecoste che, ogni giorno, prevede un tempo di preghiera in alcune di chiese di Senigallia, in vista della Veglia diocesana di Pentecoste di sabato 18 maggio prossimo, alle ore 21.00, nella Chiesa dei Cancelli. Venerdì 17 maggio, alle 19.00, la Messa di Resurrezione per i giovani della diocesi nella Chiesa di San Pio, a Marotta. Sabato 18 maggio, nel pomeriggio, alle 17.00 il cinema ‘Gabbiano’ di Senigallia ospita l’incontro organizzato dalle Avulss presenti in diocesi con Ezio Aceti che presenta il suo libro ‘Fragile’, dedicato al tema della fragilità. La mattina dello stesso sabato 18 maggio vede a Belvedere Ostrense un interessante convegno dedicato ad Enrico Medi, lo scienziato Servo di Dio le cui spoglie riposano nel cimitero belvederese. È già tempo di pensare al pellegrinaggio diocesano dei giovani, che si terrà il prossimo settembre.
Venerdì 24 maggio prossimo si terranno i funerali in Costa d’Avorio di p. Matteo Pettinari, missionario della Consolata originario di Monte San Vito, morto in un incidente stradale lo scorso aprile. Familiari e amici più stretti sono in partenza per Dianra, la parrocchia in cui viveva padre Matteo; in diocesi avremo la possibilità di seguire in diretta social la messa delle esequie.
Dieci anni fa l’alluvione che sconvolse soprattutto i quartieri della zona sud di Senigallia. Un evento traumatico che, nonostante le diverse ‘fiumane’ del Misa, pochi senigalliesi ricordavano con così tanta capacità distruttiva. E ancora, in quel maggio 2014, non sapevamo cosa sarebbe successo otto anni dopo.
La città non dimentica e la vicinanza stretta con la festa del patrono, San Paolino, rende il ricordo ancora più significativo. L’Amministrazione comunale ha deciso di mettere le bandiere a mezz’asta nella facciata del Palazzo comunale e le vittime saranno ricordate anche in occasione delle celebrazioni dedicate a San Paolino. Una Messa di suffragio per le vittime del 3 maggio 2014 sarà celebrata domenica 6 maggio a Borgo Bicchia, frazione particolarmente colpita dall’alluvione di dieci anni fa.
La festa del patrono senigalliese ha oggi un prologo, oggi, venerdì 3 maggio alle 18 con una celebrazione eucaristica con riflessione nella Cappella di San Gaudenzio, sacrestia del Duomo e alle 21.15 presso al Teatro ‘Portone’, dove ci sarà un incontro con il professore Roberto Mancini su “L’amicizia. Tra gusto della vita e bene comune”: Paolino, infatti, era molto legato a questo sentimento e sono meravigliose le sue corrispondenze in cui emerge tutta la sua raffinatezza d’animo, il suo prendersi cura e l’amore per i suoi amici. Nel giorno della festa, 4 maggio, le Messe , alla Chiesa dei Cancelli, saranno alle 8 e alle 10, quella delle 18.00 sarà presieduta dal vescovo Franco Manenti, concelebrata con i sacerdoti delle varie parrocchie. Alle 19 ci sarà in cammino fino a Piazza Roma, dove il complesso bandistico musicale Città di Senigallia renderà omaggio al patrono. In piazza Garibaldi ci sarà una mostra con laboratori per bambini e bambine da 1 a 7 anni, dalle 16 alle 18, a cura del Polo Educativo Paritario San Vincenzo. Infine, la Fondazione Caritas di Senigallia e il Gruppo Imprenditori senigalliesi ha organizzato un convegno, in programma il 10 maggio alle ore 17.30, al cinema Gabbiano, alla presenza del geologo Mario Tozzi.
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