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Tag: elezioni comunali

Mondolfo, varata la giunta della sindaca Alice Andreoni

Mondolfo, la sindaca Andreoni vara la giunta. Deleghe a tutta la maggioranza

Dopo il plebiscito elettorale a favore della lista “FareCittà” come sancito dalle urne del 24 e 25 maggio scorsi, la sindaca di Mondolfo Alice Andreoni ha ufficializzato la nuova giunta. Entrerà formalmente in carica oggi, martedì 9 giugno, durante la prima seduta del consiglio comunale. 

L’esecutivo vede Filomena Tiritiello nel ruolo di vicesindaco con deleghe a lavori pubblici, manutenzione del territorio, ambiente, mobilità sostenibile, rigenerazione urbana e spazio pubblico bene comune.
A Raffaele Tinti vanno urbanistica, viabilità, polizia locale, demanio marittimo e tutela della costa, sport e valorizzazione delle tradizioni locali, mentre Davide Caporaletti si occuperà di turismo, eventi, comunicazione, promozione turistica, web e agenda digitale.
La squadra degli assessori si completa con Alessandro Tonelli, incaricato di bilancio, programmazione finanziaria, patrimonio e reperimento di fondi regionali, ministeriali ed europei, e Patrizia Capotondi, che assume la guida di servizi sociali, politiche per la famiglia e la terza età, volontariato, pari opportunità, scuola, politiche per l’infanzia e politiche educative.
La sindaca Alice Andreoni mantiene sotto la propria diretta responsabilità le deleghe a cultura, sicurezza e protezione civile e personale.

Con il voto odierno si eleggerà anche il presidente del consiglio comunale che potrebbe essere Cristian Piccioli ma si attende la conferma in aula. Avrà anche la delega ai quartieri per rafforzare il dialogo con il territorio. 

La vera novità strutturale è però il coinvolgimento di tutta la maggioranza, con deleghe specifiche. Tommaso Ruggieri seguirà promozione dell’attività sportiva, benessere e stili di vita; Luca Sanchioni si occuperà di sanità; Martina Furlani curerà borgo storico e commercio; Giulia Aguzzi guiderà politiche giovanili e consulta dei giovani, mentre a Carlo Giuseppetti è stata assegnata l’arte urbana. 

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Marco Binci

Senigallia al voto. Rinasce Italia: «Basta show e promesse dell’ultimo minuto, serve coerenza»

Si chiude la campagna elettorale a Senigallia e la lista civica Rinasce Italia, a sostegno del candidato sindaco Marco Binci, traccia un bilancio netto, prendendo le distanze dal “teatro” della politica tradizionale.

Nonostante i toni sempre pacati e rispettosi, la lista esprime un giudizio molto critico sulle ultime settimane: «Questa campagna elettorale è stata uno show mediatico senza precedenti. Da una parte vediamo grandi coalizioni, passerelle di ministri e sfilate di potenti, come se bastasse una promessa dell’ultima ora per conquistare la fiducia dei cittadini».

Da qui, una domanda semplice a tutti i senigalliesi: se queste soluzioni miracolose esistessero davvero, perché non sono state realizzate prima? Perché, si chiedono da Rinasce Italia, i problemi della città diventano urgenti solo a ridosso del voto?

Di fronte a un sistema basato sugli slogan, Rinasce Italia rivendica con orgoglio la scelta di correre da sola, rifiutando compromessi comodi o alleanze di facciata: «Sarebbe stato facile unirsi a chi è già forte in cambio di qualche posto sicuro. Ma abbiamo scelto di non svendere i nostri principi. Abbiamo scelto l’orgoglio, la dignità e il coraggio di portare avanti un progetto autentico, anche se in salita».

Un progetto che vuole essere un messaggio soprattutto per i giovani: non rinunciare mai ai propri ideali per conformismo, perché il vero cambiamento nasce da chi ha il coraggio di restare coerente. Rinasce Italia si presenta alle urne senza grandi macchine elettorali, ma con il massimo rispetto per l’intelligenza dei cittadini.

«Una campagna elettorale seria non è quella di chi la spara più grossa, ma di chi guarda le persone negli occhi e dice la verità. Noi non vi promettiamo miracoli. Vi promettiamo serietà, coraggio e l’impegno di persone che, come voi, vivono quotidianamente gli stessi vostri problemi».

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Il confronto di lunedì 18 maggio, al cinema Gabbiano, tra i tre candidati a sindaco di Senigallia in queste elezioni comunali 2026: da sinistra Marco Binci, Massimo Olivetti e Dario Romano

Elezioni, Senigallia: grande partecipazione al cinema Gabbiano per l’incontro con i candidati

Si è tenuto lunedì 18 maggio, al cinema Gabbiano di via Maierini, l’atteso dibattito pubblico tra i tre candidati alla carica di sindaco di Senigallia: Marco Binci, Massimo Olivetti e Dario Romano. Si è svolto in un clima di grande correttezza tra i tre politici, ma soprattutto – ed è questo il segnale che a noi piace di più – di grande, grandissima e civile partecipazione in un momento fondamentale per la vita cittadina come le elezioni del 24 e 25 maggio.

L’evento, organizzato dalla Fondazione Gabbiano, realtà editrice de “La Voce Misena” e “Radio Duomo Senigallia in Blu“, ha riempito la sala del cinema Gabbiano ma ha registrato un altissimo seguito anche in streaming e sulle frequenze radiofoniche. Numerose, davvero tante, le domande che ci sono giunte dal pubblico presente e da quello da casa: un attestato di fiducia, crediamo, nei nostri confronti che sono state poi rivolte ai candidati sindaci.

GUARDA IL VIDEO DELLA SERATA

Il dibattito è stato all’insegna del fair play e dei contenuti, sono stati rispettati tempi e regole del confronto. Un momento di alta democrazia. I tre candidati a queste elezioni Marco Binci (Rinasce Italia), Massimo Olivetti (che riunisce il centrodestra compatto) e Dario Romano (con il centrosinistra stavolta unito) hanno risposto alle domande dei giornalisti Laura Mandolini e Carlo Leone, toccando i temi nevralgici per il futuro della città.

Il confronto di lunedì 18 maggio, al cinema Gabbiano, tra i tre candidati a sindaco di Senigallia in queste elezioni comunali 2026: da sinistra Marco Binci, Massimo Olivetti e Dario Romano

Il focus si è concentrato su alcune macroaree cruciali. Turismo e cultura in primis, con le strategie per il rilancio economico, la destagionalizzazione degli eventi e un cartellone che possa abbracciare in maniera inclusiva tutte le sensibilità portando anche innovazioni nella proposta. Spazio poi a economia e ambiente, con il sostegno alle imprese locali e lo sviluppo del territorio che non deve però mai tralasciare l’attenzione alla sostenibilità e né dimenticare i recenti disastri alluvionali.

Si è parlato tanto anche di frazioni, servizi sociali e anziani. I candidati hanno parlato della necessità di potenziare l’assistenza territoriale, ma affiancandola a progetti di inclusione, con la gestione del welfare in una città dall’età media avanzata e in continua crescita. Infine – ma non per minore importanza dato che in queste elezioni il tema è emerso più volte – i giovani. E’ stata segnalata l’esigenza di spazi di aggregazione, divertimento ma anche formazione e opportunità lavorative che possano porre un freno alla fuga delle nuove generazioni.

Molto interessante la voglia di protagonismo del pubblico, presente in sala, collegato con Radio Duomo Senigallia o connesso tramite i canali social. Abbiamo cercato di fornire più modi e strumenti di partecipazione, convinti che sia la strada giusta per riportare le persone a interessarsi di politica. Un percorso che possa riavvicinare la gente al confronto democratico, civile, senza attacchi scomposti ma con un sano diritto di critica e voglia di informarsi. Questa è la strada per non rassegnarsi all’astensionismo.

Sebbene ci sia stata qualche critica rispetto la scelta degli organizzatori di riservare i posti in presenza esclusivamente ai cittadini non candidati alle elezioni, per la maggioranza (non da intendersi a livello politico cittadino) delle persone si è rivelata la soluzione vincente. Che ha permesso anche di evitare inutili e spiacevoli episodi che si osservano in altre occasioni.

La seconda parte della serata è stata, come anticipavamo sopra, animata da tantissime domande arrivate direttamente dal pubblico in sala, segno di una cittadinanza attiva e vogliosa di risposte concrete, lontana dagli slogan della propaganda. I tre aspiranti primi cittadini hanno raccolto le sollecitazioni della platea, approfondendo dettagli amministrativi e visioni politiche. Le domande che non è stato possibile rivolgere in quell’occasione, sono state girate ai candidati, proponendo di darvi risposta tramite i loro canali social, per un maggiore livello informativo in vista dell’imminente appuntamento alle urne di domenica 24 e lunedì 25 maggio.

Per chi non avesse potuto seguire l’evento in diretta, la registrazione del confronto resta disponibile sui canali social (Facebook e YouTube) de La Voce Misena e Radio Duomo.

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Mohamed Malih

Senigallia, Mohamed Malih: «La politica è in ritardo su inclusione e povertà»

All’impegno associativo e sociale ha aggiunto da tempo quello civile e politico. E ora che si avvicinano le elezioni, ha tracciato la sfida per il futuro, che si intreccia con quella della comunità senigalliese in cui abita da anni. Stiamo parlando di Mohamed Malih, consigliere straniero aggiunto che ha fatto parte del consiglio comunale negli ultimi cinque anni. E’presidente di Stracomunitari, un’associazione di volontariato che si occupa di integrazione e assistenza delle persone di qualunque nazionalità. L’abbiamo intervistato all’interno della nostra rubrica “20 minuti da Leone”, su Radio Duomo Senigallia (95.2fm) e qui vi riproponiamo l’audio.

La politica è un’estensione naturale dell’impegno che riversa nella sede di via Cellini con l’associazione Stracomunitari. Mohamed Malih ricopre il ruolo di consigliere straniero aggiunto. Una figura che può intervenire, presentare interrogazioni e partecipare al dibattito, ma a cui manca il tassello fondamentale del diritto di voto. «Lo straniero non ha ancora piena cittadinanza, anche se residente da anni», spiega Malih. «La politica è in ritardo rispetto alla società civile. Io stesso non ho mai chiesto la cittadinanza italiana per questioni burocratiche. Mi sento cittadino senigalliese per cultura e appartenenza».

L’attività dell’associazione Stracomunitari smentisce uno dei pregiudizi più duri a morire: quello di un’assistenza “di parte”. La distribuzione di generi alimentari alle famiglie bisognose segue un unico criterio: il valore ISEE. Gli aiuti sono per tutti: le famiglie assistite sono sia straniere che italiane. Tra le proposte che Malih ha avanzato c’è quella per la riduzione della TARI per le attività che donano eccedenze al terzo settore. Ssarebbe un magari piccolo ma comunque concreto incentivo per stimolare la solidarietà senza gravare troppo sulle casse pubbliche.

Tuttavia, le difficoltà restano alte su tanti fronti, come quello abitativo. A Senigallia, trovare casa per uno straniero è un’impresa. Per diversi motivi. Uno è di tipo economico: i proprietari di appartamenti (a volte anche garages) preferiscono gli affitti brevi estivi, più redditizi. Ma il secondo è di tipo sociale e psicologico: c’è una generalizzata diffidenza verso i ci ttadini di altre nazionalità perché persistono pregiudizi sulla solvibilità o sulla cura dell’immobile. Da qui la proposta. Mohamed Malih rilancia l’idea del Comune come garante per agevolare l’incontro tra domanda e offerta, una soluzione discussa da tempo ma mai resa operativa.

Il nodo delle seconde generazioni è l’altro grande tema toccato nell’intervista. Malih rifiuta le etichette etniche: il tema della “devianza giovanile” tocca molti ragazzi a prescindere dalla nazionalità. La soluzione, per lui, non è solo repressiva ma educativa: servono spazi di aggregazione. In questo è fondamentale il ruolo di scuole, oratori e associazioni. «Noi facciamo doposcuola, ma siamo stretti. Se avessimo più spazi, potremmo fare molto di più».

Tra i progetti “virtuosi” di cui Senigallia si può fregiare c’è certamente quello della street art alla parrocchia di Cesanella. I ragazzi di un numericamente importante gruppo, al centro di qualche dissidio con i residenti del quartiere, hanno dato una riqualificazioen dell’area parrocchiale in via Perugino, trasformando il potenziale disagio in arte e senso di appartenenza (ASCOLTA L’INTERVISTA QUI).

Tante le problematiche ma al futuro si può guardare con ottimismo, inannzitutto notando una maggiore partecipazione di giovani – anche di origine straniera – nelle varie liste elettorali, dai partiti alle liste civiche. Il suo obiettivo? Portare la figura del consigliere aggiunto oltre i confini comunali, magari con diritto di voto, nel consiglio dell’Unione dei comuni Le terre della marca senone e la Regione Marche, per dare voce a chi, oggi, la politica la vive ma non può ancora scriverla con il voto.

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Il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi a Senigallia

Sport, il ministro Abodi a Senigallia: tour tra piscine, pista e palestre

Anche il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, – dopo il collega al turismo Mazzi – ha fatto tappa a Senigallia non solo per questioni elettorali, ma per ribadire il valore della «politica di prossimità». Al centro dell’incontro, l’idea dello sport come pilastro educativo e sociale, da sostenere – se possibile – attraverso una filiera istituzionale solida che colleghi l’Europa, il governo nazionale, la regione e il territorio locale. Abodi ha sottolineato l’importanza di una continuità amministrativa che permetta di raccogliere i frutti seminati negli anni, trasformando le crisi passate in opportunità concrete per la cittadinanza.

Sul piano tecnico, il ministro ha confermato lo stanziamento di un miliardo di euro da parte del collega all’istruzione Valditara, destinato alle palestre scolastiche per colmare il gap infrastrutturale del Paese. Per Senigallia e i comuni limitrofi, la sfida si sposta sulle piscine e sugli altri impianti sportivi strategici, con la questione della sostenibilità energetica che potrebbe trainare alcuni interventi.

Intanto il governo è al lavoro anche sulla semplificazione del dialogo con le Soprintendenze per rendere i luoghi storici finalmente fruibili. Non è mancato un riferimento alle questioni nazionali (come la vicenda della presidenza della Figc) e alla necessità di riforme che garantiscano la trasparenza economica dei club professionistici.

L’intervento si è concluso con un richiamo ai valori umani, citando l’esempio di resilienza di atleti come Achille Polonara. Secondo Abodi, lo sport deve insegnare ad amare la vita e a trovare nuove opportunità anche nei momenti difficili.

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elezioni, votazioni, voto, schede elettorali, urne, referendum

Senigallia, elezioni: coalizioni compatte ma c’è l’ipotesi di un terzo polo

Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio si avvicinano ma il quadro politico non è ancora del tutto definito. Centrodestra e centrosinistra si presentano compatti, e oguno rivendica questo come fattore di reale novità rispetto al passato, mentre cresce l’attesa attorno alla creazione di un terzo polo di cui si dovrebbero conoscere gli esiti a giorni e quindi alla possibile candidatura di Marco Binci. Mancano poche settimane al voto e Senigallia si prepara a una sfida elettorale che si preannuncia combattuta. Da un lato il sindaco uscente Massimo Olivetti, 61 anni, avvocato, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e due liste civiche: “Senigallia al Centro” e “La Civica”. Dall’altro Dario Romano, 39 anni, manager d’azienda, ex presidente del consiglio comunale e attuale capogruppo del PD, alla guida di una coalizione di centrosinistra che riunisce PD, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, “Progetto Senigallia Riformista” e “Onda Civica per Senigallia”. Ma c’è un terzo polo. O perlomeno vorrebbe esserci. Di tutto questo abbiamo parlato su Radio Duomo Senigallia (95.2fm) a “20 minuti da Leone”: vi proponiamo anche qui il servizio audio in onda lunedì e martedì alle ore 13:10 e alle ore 20.

Stando alle voci, potrebbe arrivare un terzo candidato. Marco Binci, 50enne di Iesi, professionista nel settore dei carburanti ed ex Movimento 5 Stelle, starebbe lavorando alla costruzione di un polo alternativo al tradizionale schema bipolare che da anni domina la politica cittadina. Il progetto raccoglierebbe il testimone lasciato cadere da Azione, il cui coordinatore locale Maurizio Perini aveva inizialmente lavorato all’idea che sarebbe dovuta «nascere per il mal di pancia di qualcuno» (ASCOLTA L’INTERVISTA A MAURIZIO PERINI) per poi confluire nel sostegno al centrodestra di Olivetti. Binci ha dichiarato di conoscere bene la città, di frequentarla assiduamente e di avere le idee chiare sui suoi punti critici – il rischio idrogeologico in primis – e sulle sue potenzialità, a partire dal turismo, con l’obiettivo di renderla economicamente vivace in tutte le stagioni. Il nome di Michele Carboni, in un primo momento circolato come possibile candidato alternativo alle elezioni, sarebbe stato messo da parte proprio per puntare su Binci.
Il tempo però stringe: il termine per la presentazione delle liste è fissato a sabato 25 aprile, e fino a quel momento l’intera operazione resta avvolta nell’incertezza.

Quel che è certo è il lavoro che è stato fatto nel centrosinistra. Romano rivendica la solidità della propria coalizione, costruita – a suo dire – «senza accordi sottobanco ma attraverso un lavoro paziente e condiviso». Tra gli elementi che cita con soddisfazione c’è lo svolgimento delle primarie, che avrebbero dato nuova energia alla partecipazione civica, e il reinserimento in lista di Gennaro Campanile, storico compagno di viaggio con cui c’era stata una frattura, ora candidato indipendente nelle file del PD. Per quanto riguarda le elezioni, il programma del centrosinistra si concentra sulla qualità della vita nelle frazioni e nei borghi, con particolare attenzione ai servizi di prossimità, alle politiche sociali, alla casa, al lavoro, all’ambiente, alla mobilità e alla cultura. Romano promette una squadra rinnovata, con molti volti giovani e competenti.

Nel centrodestra il sindaco uscente Olivetti difende il bilancio del suo mandato sottolineando come – nonostante emergenze non da poco, vedi covid e alluvione 2022 – l’amministrazione abbia saputo gestire risorse proprie al di là dei fondi PNRR, chiudendo con un avanzo non vincolato di circa 7 milioni di euro. Il primo cittadino respinge le critiche di chi lo accusa di aver costruito il proprio bilancio sull’onda dei finanziamenti straordinari, precisando che meno di un quarto dei circa 100 milioni di lavori pubblici avviati proveniva dai fondi europei. Per il futuro, Olivetti punta sulla riduzione della pressione fiscale, sulla sicurezza, sullo sport per i giovani e sul welfare per la terza età, oltre che su una continuità nei lavori pubblici. Quanto all’europeputato Carlo Ciccioli di Fratelli d’Italia, intervenuto alla presentazione della lista in vista delle elezioni, ha ribadito la piena fiducia in Olivetti, definendolo persona competente e pragmatica, sottolineando al contempo la presenza in lista del consigliere regionale Corrado Canafoglia come garanzia di un filo diretto con la Regione Marche.

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Maurizio Perini, coordinatore locale di Azione, ha ufficializzato il sostegno al sindaco uscente di Senigallia, Massimo Olivetti, alle elezioni comunali di maggio 2026

Senigallia, Azione si schiera col centrodestra: Maurizio Perini spiega il sostegno a Olivetti

Le manovre politiche in vista delle prossime elezioni comunali a Senigallia entrano nel vivo. E c’è chi deve chiarire la propria posizione a elettori ed elettrici. Maurizio Perini, coordinatore locale di Azione, a Radio Duomo Senigallia (95.2FM) ha delineato il percorso verso il sindaco uscente Massimo Olivetti, preferendolo al centrosinistra di Dario Romano. Una scelta nata dopo il tentativo sfumato di costruire una “terza via” che potesse scardinare i due blocchi contrapposti. L’intervista, in onda nei giorni scorsi, è disponibile qui grazie al lettore multimediale.

Il tentativo di Azione di superare a livello locale il bipolarismo non è andato a buon fine. Per realizzare un terzo polo efficace sarebbe stata necessaria una disarticolazione delle coalizioni esistenti. A mancare è stato il coraggio. A fronte di questo stallo, il movimento ha scelto di dialogare con entrambi gli schieramenti. Con il centrosinistra il confronto si sarebbe arenato su percorsi già definiti e «fughe in avanti sui nomi». Con il centrodestra ha registrato una maggiore sintonia programmatica e metodologica e Olivetti ha assicurato una sinergia sui problemi reali della città.

Alluvione, ponte Garibaldi, vasche di espansione

Uno dei temi più importanti affrontati da Perini riguarda la gestione del post-alluvione e la realizzazione del nuovo ponte Garibaldi. Il coordinatore critica la politica che «guarda il dito invece della luna». Per Perini la priorità assoluta è la realizzazione dell’opera, superando le diatribe estetiche. Una soluzione pedonale potrebbe essere interessante, a patto che ne segua una rivoluzione della viabilità cittadina. Un esempio? L’inversione del senso di marcia su ponte degli Angeli e in via Pisacane per garantire l’accesso al centro.

La concretezza invocata da Azione passa anche per la sicurezza idrogeologica. Perini non esita a fare «autocritica su passati errori politici» riguardo alle vasche di espansione. Rilancia però con un’analisi seria sulla tenuta degli argini in muratura nel centro storico. Tra le ipotesi persino la possibilità di rialzarli per proteggere la città.

Urbanistica, eventi e turismo

L’amministrazione Olivetti è stata accusata di aver solo completato progetti ereditati. Perini è però pragmatico: «è un merito portare avanti i progetti, non una colpa». La sfida per il prossimo quinquennio sarà il recupero del patrimonio edilizio esistente, con un coinvolgimento diretto di associazioni e comitati cittadini. Sul fronte turistico, serve innovazione: non bastano i grandi eventi storici come il Summer Jamboree. «Servono politiche di vallata e regionali», per restare competitivi in un periodo di crisi economica e rincaro dei trasporti.

«Dico ‘no’ a una mia candidatura»

Nonostante il ruolo centrale nelle trattative, Maurizio Perini ha confermato che non sarà presente in lista. Una scelta precisa: «chi dirige un partito non dovrebbe cercare la visibilità diretta», a scapito degli altri candidati che ha contribuito a scegliere. Perini rimarrà dietro le quinte, portando il contributo di Azione in termini di idee e rappresentatività. Rispondendo alle critiche sul classico “salto della quaglia”, ha spiegato chiaramente: «l’amicizia personale con Maurizio Mangialardi, Dario Romano o Massimo Olivetti, non deve essere confusa con le scelte politiche fatte nell’interesse della comunità». E su possibili interressi personali è ancora più diretto: «non campo di politica». Anzi, «l’unico incarico mai ricoperto era a zero euro».

Due pronostici

Guardando al voto, Perini intravede una sfida aperta dove la qualità dei candidati e la coerenza dei programmi faranno la differenza. Nonostante la forza numerica del centrosinistra, «Olivetti è percepito come amministratore solido» e con una coalizione compatta. Sul campionato di calcio è più netto: «Se tutto va come credo, l’Inter potrebbe a maggio festeggiare».

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L'auditorium san Rocco a Senigallia

La città che vogliamo: le conclusioni in assemblea

Hanno discusso, approfondito, dialogato su diversi tavoli tematici. E ora siamo al dunque! Dall’articolato percorso de ‘La città che vogliamo‘, laboratorio di democrazia partecipativa promosso dalla commissione pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Senigallia, è nato un documento che sintetizza quanto è emerso negli incontri che hanno coinvolto cittadini e cittadine senigalliesi e diversi membri dell’associazionismo del territorio.

Pagine ‘di peso’ che saranno presentate in una assemblea pubblica venerdì 6 marzo 2026, alle ore 21, all’auditorium San Rocco di Senigallia, alla presenza dei candidati a sindaco (a oggi sono due: Massimo Olivetti per il centrodestra e Dario Romano, espressione del centrosinistra) per le prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio prossimi.

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Dario Romano

Senigallia, Dario Romano guarda alle elezioni comunali: «Città dei 15 minuti e ascolto dei cittadini»

«Non vogliamo un “album di figurine” fatto di sigle, ma un progetto solido e credibile». Con queste parole Dario Romano, fresco vincitore delle primarie del centrosinistra, ha delineato la sua visione per la Senigallia del futuro durante l’intervista a 20 minuti da Leone su Radio Duomo. Un colloquio a tutto campo che ha toccato i temi caldi della politica cittadina: dalla gestione dei fondi PNRR alla sicurezza idrogeologica, fino alla rivoluzionaria idea della “città dei 15 minuti”.
Ascolta l’intervista, andata in onda nei giorni scorsi grazie al lettore multimediale.

Il punto di rottura più netto con l’attuale amministrazione Olivetti risiede nella visione urbanistica e sociale. Romano punta tutto sulla “Senigallia dei 15 minuti”, un modello nato dalla collaborazione con il noto urbanista Carlos Moreno. «L’obiettivo è creare una città policentrica — ha spiegato Romano — dove ogni cittadino, dalla frazione più distante al centro storico, possa raggiungere i servizi essenziali (salute, spesa, uffici) in un quarto d’ora a piedi o in bicicletta. Non è un’utopia ideologica, ma una strategia per non avere più cittadini di serie B».

LEGGI O ASCOLTA L’INTERVISTA A MARCO LION

Romano non ha risparmiato critiche al metodo dell’attuale amministrazione, definita deficitaria sul piano dell’ascolto e della trasparenza. Sul fronte sanità, il candidato del centrosinistra propone un cambio di paradigma: superare il modello “ospedale-centrico” per investire sulla medicina del territorio. Tra le proposte concrete, l’istituzione di una Consulta comunale della sanità, un’idea condivisa con il Movimento 5 Stelle. «Il sindaco deve essere il collettore delle richieste del territorio. Servono personale e strumentazioni, non solo nuove mura», ha incalzato Romano, ricordando come la destra avesse vinto la scorsa tornata elettorale proprio facendo battaglia sulla sanità, senza però sortire gli effetti sperati una volta salita al potere.

Pur riconoscendo l’ingente mole di risorse arrivate tramite il PNRR (circa 40 milioni di euro), Romano accusa la giunta uscente di mancanza di coraggio: «Si sono limitati all’ordinaria amministrazione o a progetti ereditati dal passato, come le scuole. Perché non si è osato su un nuovo palazzetto dello Sport?». Inevitabile il passaggio sul ponte Garibaldi e sulla sicurezza del Misa. Per Romano, la chiave resta la mitigazione del rischio attraverso le vasche di espansione: «Quella di Bettolelle è un passo, ma ne servono altre. Su questo non esiste destra o sinistra: chi governa deve avere come priorità assoluta la messa in sicurezza del territorio».

In vista dei prossimi mesi di campagna elettorale, la sfida principale sarà mantenere compatta la coalizione progressista. «Siamo gli unici ad avere già un candidato e un programma pronti – ha concluso Romano – segno che il percorso delle primarie ha funzionato rimettendo la partecipazione al centro del nostro percorso. Ora dobbiamo far sedimentare queste idee nell’immaginario dei cittadini. Se resteremo uniti sui progetti e non sulle poltrone, Senigallia potrà davvero cambiare marcia».

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