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Tag: Enrico Pergolesi

Elezioni regionali Marche 2025, intervista a Enrico Pergolesi (Alleanza Verdi Sinistra)

Enrico Pergolesi è consigliere comunale, a Senigallia, nella lista ‘Diritti al futuro’. Ora si candida per il Consiglio regionale delle Marche nella lista di AVS, Alleanza Verdi Sinistra. Particolarmente attivo nel volontariato sociale, Pergolesi decide di candidarsi in un progetto politico di recente costituzione. L’intervista, andata in onda nei giorni scorsi, è disponibile qui grazie al lettore multimediale: per riascoltarsi le sue parole basterà cliccare sul tasto “riproduci” o “play”.

È lo stesso consigliere a raccontare la genesi di questo percorso: «Alleanza Verdi Sinistra nasce dalle politiche del 2022, confermata alle europee del 2024, dove ha ottenuto un buon risultato. A Senigallia siamo nati come lista civica, quella che una volta era la Città futura e poi diventata Diritti al futuro. Ci siamo trovati, favorevolmente colpiti dal fatto che finalmente la sinistra si è unita e questo ci ha convinto a dare fiducia a questa formazione». 

Laureato in Filosofia, appassionato di storia, al vertice della sua proposta programmatica Pergolesi ha messo la ‘Costituzione contro ogni fascismo’: «Il fatto che il Consiglio regionale abbia sostanzialmente funzioni amministrative, non significa che non abbia la possibilità di incidere anche su grandi temi. L’attività di un Consiglio regionale impatta nel momento in cui altre regioni (Toscana, Emilia Romagna…), per fare un esempio, decidono di interrompere i rapporti con Israele durante questo disastro umanitario. Le Marche sono una piccola regione ma fanno parte di uno stato importante dell’Unione Europea e l’Unione Europea è una parte importante del mondo. Ogni piccola azione, ogni piccola elezione che va in contrasto ad una direzione che sembra irreversibile (basti vedere i vari Trump, Putin, Erdogan, Orban) ogni piccola cosa che si può fare è un passo verso la democrazia e il ripristino di alcuni valori che noi credevamo intoccabili».

Tornando alle nostre latitudini e possibilità concrete, interpelliamo Pergolesi sul tema dei temi, la sanità: «Sulla sanità in tanti hanno parlato, io voglio ottenere un risultato molto piccolo che differenzia la destra dalla sinistra, per il quale servono pochi soldi ed è un principio di libertà. Faccio riferimento alla vera e completa applicazione della legge 194 anche nella nostra regione. Per questo non c’è bisogno di spostare miliardi di risorse, c’è da attivare la volontà politica e fare in modo che i consultori funzionino, nei quali la donna può decidere in piena libertà cosa fare del proprio corpo». 

Scorriamo i punti programmatici e ci imbattiamo nella proposta di salario minimo regionale: «Non ci inventiamo nulla, sono cose già state fatte da altre regioni del centro-sinistra, in cui ogni appalto pubblico finanziato da Regione Marche dovrebbe prevedere degli standard minimi di garanzia sociale per i lavoratori. Nulla di nuovo sul fronte del lavoro che non sia già stato fatto, sperimentato con successo in altre regioni».

Alleanza Verdi Sinistra appoggia Matteo Ricci anche sui temi che riguardano l’ambiente. Pergolesi ha spesso le mani in pasta nel settore, nella tutela dell’ambiente, nella sorveglianza del territorio, anche perché ha subito notevoli danni dall’alluvione: «Anche in questo caso mi collego alla Costituzione e al rafforzamento della democrazia. La priorità principale è avere un’amministrazione regionale che sia democratica sulle scelte territoriali, sulle scelte che incidono sul territorio. Siamo in una città dove scelte imposte dall’alto ci obbligano ad avere un ponte sul Misa per il quale 10mila persone hanno firmato per averne invece uno fatto diversamente. Tutto questo è sfociato in un Consiglio grande, o meglio, in un Gran Consiglio, dove il Presidente della Regione ha detto ‘va bene, se poi non lo volete basta che ce lo dite’. Abbiamo chiesto di poter fare un referendum per chiedere alla cittadinanza di esprimersi, ci è stato risposto ‘no’, il referendum sul ponte non si può fare».

«Su tutto questo io ho un atteggiamento molto laico, non sono a prescindere contro i pannelli solari sui campi, perché so che purtroppo l’alternativa adesso sarebbe peggiore; fino a due mesi fa, se uno sentiva la televisione, c’erano esperti di energia che ci spiegavano che il gas costa troppo e che dobbiamo scommettere sul mini nucleare. Ecco, ora questo non si sente più, perché siamo in fase elettorale. Tra due mesi, quando la partita elettorale sarà compiuta, torneranno con forza a parlare di mini nucleare e io, tra un pannello solare a terra, che tra vent’anni magari riesco anche a smontare, perché non è un capannone che mi rimane lì in eterno, e una centrale nucleare, anche piccola, con tutto il problema della gestione delle scorie, preferisco il pannello solare che magari troveremo il mondo di riciclare una volta usato».

Infine, non per importanza, il tema della scuola: «In questi giorni in cui c’è un via vai di ministri di ogni ordine e grado, è venuto anche il ministro Valditara che prospetta una scuola 4 più 2 per chi ha qualifiche professionali. In poche parole chi frequenta l’Ipsia, per fare un esempio, al momento, dopo 5 anni, può decidere giustamente di andare a lavorare perché si sente qualificato o magari, viceversa, può avere incontrato un insegnante di italiano o di biologia che lo ha particolarmente invogliato a continuare gli studi e sceglie l’università. Nel progetto del ministro attuale, chi farà il percorso di quattro anni non potrà frequentare l’università e questo significa tornare ad una scuola in cui dividiamo le persone tra chi deve lavorare e chi ha un’ambizione culturale».

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Lavoro, il mondo reale non combacia coi dati Istat. L’allarme di AVS Senigallia – AUDIO

I dati Istat dipingono un quadro roseo dell’occupazione, con la disoccupazione ai minimi storici. Ma è davvero tutto oro quel che luccica? A sollevare dubbi concreti è Alleanza Verdi Sinistra – Diritti al Futuro di Senigallia, che in un recente intervento radiofonico ha messo in luce una realtà ben più complessa e spesso ignorata: la qualità del lavoro e le condizioni in cui versa una fetta crescente della popolazione attiva. L’intervista sarà in onda venerdì 4 aprile alle 13:10 e alle 20, sabato 5 alle ore 20 e domenica 6 alle ore 16:50 (il terzo di tre contributi audio). E’ disponibile però anche il lettore multimediale in questo articolo per ascoltarsi l’intervista cliccando sul tasto play o riproduci.

Uno dei primi problemi evidenziati da Pergolesi è la modalità di raccolta dei dati poi elaborati dall’Istat. Il nodo cruciale è che una persona viene considerata occupata anche se ha lavorato una sola ora durante la settimana. «Chiaramente la persona ha lavorato, ma un’ora non garantisce quella dignità di vita che la nostra Costituzione sancisce per chiunque abbia diritto a un lavoro retribuito».

Precarietà dilagante

Il dito viene puntato anche sulla forma stessa dell’occupazione. Aumentano i contratti a termine, il lavoro a chiamata, e si assiste a una pratica sempre più diffusa: il rinnovo continuo di contratti a scadenza, un escamotage per evitare l’assunzione a tempo indeterminato, privando i lavoratori di stabilità e prospettive future. «Pensiamo ai tanti ragazzi che lavorano nella stagione estiva, magari solo nei fine settimana come camerieri. Risultano occupati per l’Istat, ma certo non si può parlare di piena occupazione». E i numeri locali sembrano confermare questa tendenza.

Nel comprensorio di Senigallia

Nel 2024 si è registrato un calo degli avviamenti al lavoro rispetto all’anno precedente, e in particolare sono diminuite le assunzioni a tempo indeterminato. Un dato che stride con la vivacità del settore turistico locale, che teoricamente dovrebbe trainare l’occupazione.

I settori più a rischio

Enrico Pergolesi
Enrico Pergolesi

La preoccupazione è che lo sfruttamento del precariato e, purtroppo, anche il lavoro nero, siano fenomeni trasversali a quasi tutti i settori, con la sola eccezione del pubblico impiego, dove però le opportunità di assunzione sono limitate.

Le proposte

Di fronte a questa situazione, Alleanza Verde e Sinistra non resta a guardare. Tra le proposte avanzate, spicca l’intenzione di riproporre un “manifesto del lavoro” a livello locale, coinvolgendo istituzioni, associazioni e la stessa Diocesi, per promuovere un lavoro giusto e dignitosamente retribuito. Un sostegno convinto verrà inoltre espresso ai referendum della CGL di giugno, volti a contrastare gli abusi dei contratti precari. E in vista delle prossime elezioni amministrative, il tema del lavoro e della sua qualità sarà un punto centrale del programma della coalizione di centrosinistra.

Dimenticato il salario minimo?

Un appello viene lanciato sulla necessità di riportare al centro del dibattito politico il tema del salario minimo. «Sembra essere caduto nel dimenticatoio, ma è un tema assolutamente centrale» sottolinea Pergolesi, riconoscendo la complessità di modularlo a seconda delle diverse realtà territoriali. La crescita del rischio di povertà, nonostante i dati sull’occupazione, evidenzia come spesso si lavori male e con contratti che non garantiscono un futuro sereno.

L’intervento di Alleanza Verde e Sinistra a Senigallia getta una luce cruda e realistica sul mondo del lavoro, invitando a guardare oltre i numeri e a concentrarsi sulla vera sfida: garantire a tutti un’occupazione che sia non solo presente, ma anche dignitosa e capace di costruire un futuro. Un tema che non può e non deve essere relegato sullo sfondo dell’agenda politica.

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