Skip to main content

Tag: giubileo

Giubileo del mondo missionario: da Senigallia per una Chiesa senza confini

Sabato e domenica scorsi (4-5 ottobre 2025) in occasione del Giubileo del mondo missionario e dei migranti il Centro missionario diocesano ha organizzato un pellegrinaggio a Roma. Il gruppo coordinato da Stefano Pioppi e da don Paolo Montesi era composto da circa 20 persone provenienti da diverse parrocchie della diocesi. Nell’udienza giubilare di sabato mattina in Piazza San Pietro, alla presenza di circa 30.000 fedeli, Leone XIV dopo il consueto giro sulla sua jeep bianca fra i pellegrini ha sottolineato  che “il Giubileo apre anche alla speranza di una diversa distribuzione delle ricchezze, alla possibilità che la terra sia di tutti, perché in realtà non è così”. Scegliere porta ad un cambiamento, ha aggiunto il Papa, che allarga poi la prospettiva avvertendo che “il mondo cambia se noi cambiamo”, così, se il pellegrinaggio “è una scelta” compiuta con l’intenzione di cambiare, proprio per questo nell’anno giubilare si attraversa la Porta Santa “per entrare in un tempo nuovo”.

Il Pontefice, proprio nel giorno della festa liturgica di San Francesco, ha ricordato Chiara di Assisi, che “ha saputo scegliere” ed è stata “una ragazza coraggiosa e controcorrente”. Quella ragazza, che “voleva essere come Francesco” e “vivere, da donna, libera capì “che cosa chiede il Vangelo”, ha fatto notare il Papa, eppure “anche in una città che si crede cristiana, il Vangelo preso sul serio può apparire una rivoluzione”. Ma dalla scelta di Chiara emerge speranza, perché tante altre giovani fecero come lei “trovarono lo stesso coraggio e scelsero la povertà di Gesù, la vita delle Beatitudini”, inoltre, ancora oggi il suo esempio ispira “scelte vocazionali in tutto il mondo”. A seguire abbiamo attraversato la Porta Santa di San Pietro vivendo in senso pieno l’indulgenza legata all’Anno Santo, con la consapevolezza che il cammino di conversione è arrivato all’incontro con Cristo, la “Porta” che ci unisce al Padre.

Nel pomeriggio, presso la Pontificia Università Urbaniana, abbiamo partecipato ad un convegno internazionale missionario dal tema “La missio ad gentes oggi: verso nuovi orizzonti”. Relatori sono stati il Cardinale Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, che ha tenuto una relazione sui seguenti punti “Missione e cattolicità concreta”, “La missione come epifania del piano di salvezza di Dio” e “Studi missiologici”. Ha poi preso la parola il Cardinale Giorgio Marengo dell’Istituto Missioni Consolata, Prefetto Apostolico in Mongolia, approfondendo il tema “Sussurrare il Vangelo oltre ogni frontiera e barriera”. E’ intervenuta poi Suor Suzanne Djebba, vicaria generale delle Missionarie dell’Immacolata, originaria del Camerun condividendo la sua testimonianza in Guinea Bissau dove ha svolto il suo apostolato.  In ultimo Padre Giulio Albanese ha parlato de “Le sfide della missione oggi”.

Domenica mattina abbiamo partecipato alla messa presieduta dal Papa sul sagrato della basilica di San Pietro di fronte a una piazza con quarantamila persone.  Nell’omelia il Papa ha sottolineato che la vocazione missionaria nasce dal “desiderio di portare a tutti la gioia e la consolazione del Vangelo, specialmente a coloro che vivono una storia difficile e ferita”, dopo aver ribadito, come fece Papa Francesco, che tutta la Chiesa è missionaria. Il Papa ha parlato di una salvezza, quella offerta dal Vangelo, che non si impone con mezzi straordinari, “che si fa strada – ha precisato -, silenziosa e apparentemente inefficace”. L’atteggiamento da imitare è quello dei ‘servi inutili’ narrato proprio nel brano del Vangelo di Luca 17, a servizio dei fratelli e non degli interessi personali. Questo è lo spirito missionario.

Nel pomeriggio ci siamo diretti presso la Basilica di Santa Maria Maggiore dove abbiamo attraversato la Porta Santa, pregato davanti la tomba di papa Francesco e all’icona mariana Salus Populi romani, particolarmente cara a Papa Francesco. Il pellegrinaggio giubilare è stato non solo un’esperienza di fede condivisa, ma anche un invito a rinnovare il cammino missionario della nostra diocesi. Il contatto con testimoni provenienti da tutto il mondo, l’ascolto della parola del Papa e la preghiera vissuta insieme hanno ridestato in tutti il desiderio di una Chiesa sempre più aperta, capace di uscire e di incontrare.

Lorella Pigliapoco
Centro missionario diocesano Senigallia

Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram.

Da Senigallia al Giubileo dei catechisti, con tappa a Greccio per due giorni speciali

La diocesi di Senigallia ha partecipato al Giubileo dei catechisti che si è tenuto a Roma nell’ultimo week end di Settembre. La formula scelta dall’Ufficio Catechistico è stata quella di proporre due giorni insieme a Greccio sabato 27 ed a Roma per la Messa del Papa domenica 28. La scelta di Greccio non è stata ovviamente casuale: l’opportunità di parlare di Iniziazione cristiana nei luoghi dove Francesco ha dato forma alla sua fede è stata uno dei motivi per partire un giorno prima alla volta di Roma, un altro è stato poter incontrare tutte quelle catechiste (purtroppo la maggior parte sono donne) e catechisti che spesso l’ufficio non riesce a contattare personalmente, parlare con loro, confrontarsi, scambiare informazioni e prospettare possibilità.

La giornata di sabato 27 è stata caratterizzata dall’intervento di don Riccardo Lenci che ha parlato agli intervenuti di quanto sia importante nutrirsi – per tutti i Cristiani ma soprattutto per chi Cristo vuole farlo conoscere agli altri – della Parola di Dio.  Don Riccardo ha ricordato che “Catechesi” deriva dal verbo greco antico katēcheō (κατηχέω), che significa “istruire a viva voce” o “far risuonare una parola”, è dunque fondamentale per un catechista leggere, rileggere, riflettere e “ruminare” sulla Parola quotidiana magari nell’antica forma della Lectio Divina . Non poteva mancare la visita al Santuario di Greccio, guidati da un frate francescano che ci ha riportato alla notte di Natale 1223 (sono 800 anni quest’anno) ed ha ricreato teologicamente il sentimento  dell’amore infinito che il Santo nutriva per il suo Signore.

Domenica mattina il Santo Padre ha tenuto un’omelia bellissima (qui si può trovare il testo completo https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2025/09/28/0680/01211.html) nella quale, ancora una volta ci ha ricordato che “i catechisti in-segnano, cioè lasciano un segno interiore” chi educa alla fede , non dà un ammaestramento, ma pone nel cuore la parola di vita.  Il consiglio di Sant’Agostino su come essere un buon catechista che il Papa ha ricordato ci ha dato una indicazione che porteremo sempre nel cuore “Esponi ogni cosa in modo che chi ti ascolta ascoltando creda, credendo speri e sperando ami». Dopo la Santa Messa il passaggio della Porta Santa ha dato spessore giubilare al pellegrinaggio.

Da questa esperienza i catechisti sono tornati stanchi ma con la gioia nel cuore, carichi della misericordia di Dio e desiderosi di fare al meglio delle loro possibilità, ripetendo l’Eccomi che hanno pronunciato i catechisti istituiti dal Papa durante la celebrazione eucaristica. I membri dell’ufficio catechistico sono tornati pieni di idee e di intenzioni, consapevoli che strada verso l’istituzione del ministero nella nostra Diocesi passa attraverso tanto impegno e tanta formazione.

Sabrina Damen

Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram.

Quegli appunti di Paolo VI sul Giubileo che fanno tanto pensare anche oggi.

Fanno pensare, tanto, gli appunti scritti nel lontanissimo 1975 dall’allora papa Paolo VI  e di recente pubblicati in un libro scritto da p. Sapienza, di cui parla in questi giorni un articolo del quotidiano ‘Avvenire’. Montini, sostanzialmente, si chiede se il Giubileo non fosse “una pratica in disuso” ed indica in tre parole chiave “Risveglio, confronto, riforma” il percorso di conversione pastorale (avrebbe detto Papa Francesco) per la chiesa universale.

Siamo in pieno Giubileo, la Chiesa italiana è alle prese con il suo Sinodo, non senza inciampi e riprese. Eppure il rischio della rassegnazione nel constatare la progressiva desertificazione delle parrocchie, di quanto tempo fa era dato per scontato, è più evidente che mai. Paolo VI, come del resto i papi venuti in seguito, ha avuto coraggio nel leggere con trasparenza ed onestà le fatiche, le sfide e le risorse spirituali della Chiesa, ad ogni livello. Contro la tentazione di chiusure dal sapore fondamentalista, falsamente rassicuranti e all’opposto la scorciatoia di conformismi mondani che allontanano dalla spiritualità più profonda. C’è da farsi ispirare da questa sincerità, ritagliarsi del tempo per rifletterci, pregarci su, confrontarsi seriamente con il senso dell’essere insieme, prima di riprendere un nuovo anno pastorale troppo spesso scandito da pratiche trascinate per inerzia, seppure con impegno e generosa disponibilità.

Torniamo a questi sorprendenti appunti. Scarni, senza tanti fronzoli, vanno al dunque. Scritti mezzo secolo fa, eppure più eloquenti che mai, sono segnali stradali per immaginare e vivere comunità cristiane significative, evangeliche. Scriveva Paolo VI: “Per l’Anno Santo – ai Pellegrini 1 – Risveglio della coscienza – interiore – il senso della vita. 2 – Risveglio esteriore – il senso delle cose – della storia (…) – collegamento spirituale con la Chiesa. 3- Confronto fra fede e mondo – Il mondo evolve e tenta assorbire, inghiottire, relativizzare – il conformismo personale e la fermezza della fede. 4 – Rinnovamento nell’adesione ai principi fecondi – Riscoperta del regno di Dio – energia e speranza. 5 – Ritornare in “grazia”. Conversione, penitenza e perdono sacramentale. 6 – La vocazione e la responsabilità sociale e comunitaria – scoperta dei “fratelli”.
In filigrana viene spontaneo sovrapporre questo scritto alle parole dell’enciclica ‘Evangelii gaudium’, non a caso una sorta di aggiornamento per il nuovo millennio del Concilio Vaticano II, chiuso proprio dallo stesso Paolo VI. Tanto letta, quanto quasi dimenticata, l’enciclica programmatica del pontificato bergogliano conteneva e traduceva in linguaggio e sensibilità contemporanei gli urgenti e non più rinviabili punti di domanda che Montini elencava cinquant’anni fa.

Laura Mandolini

Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram.

Senigallia, inaugurata la mostra promossa dalla Diocesi “Et incarnatus est”

Grande successo per l’inaugurazione dell’esposizione “Et incarnatus est. Un itinerario per riscoprire il dono della vita” che si è tenuta giovedì sera, 31 luglio, nella pinacoteca di Senigallia. La presentazione alla cittadinanza dell’evento culturale promosso dalla Diocesi ha raccolto commenti molto positivi.

Consensi che confermano una stagione museale molto partecipata. Da oggi, arricchita da un percorso articolato in più sezioni. All’interno di questo percorso espositivo, grande attenzione viene dedicata a “Immagini di Maternità. La bellezza della vita che nasce”, la mostra che unisce nell’anno giubilare tutte le Diocesi marchigiane, grazie alla profonda sinergia tra Chiese locali, Regione Marche e Conferenza Episcopale Marchigiana.

Il ricco percorso espositivo, che gode del patrocinio del Comune di Senigallia, è stato presentato al numeroso pubblico intervenuto, dopo i saluti del vescovo Franco Manenti e del vicesindaco Riccardo Pizzi, dalle curatrici Elide Oro e Lorenza Zampa. Hanno condotto gli intervenuti nelle rinnovate sale della Pinacoteca alla scoperta del tema della Maternità, sviluppato secondo letture interpretative trasversali e parallele. C’è di più: si tratta di un percorso tematico itinerante, allestito in tre sezioni: due presso la pinacoteca e una nell’altrettanto centralissimo palazzo Mastai – casa museo Pio IX.

L’esposizione a ingresso gratuito accompagnerà le aperture dei musei diocesani per tutto l’anno giubilare, fino al 6 gennaio 2026 offrendo la possibilità di partecipare a visite guidate, condotte dagli operatori museali con un doppio appuntamento settimanale: ogni giovedì e domenica di agosto, alle ore 21.30, sempre a ingresso gratuito e senza necessità di prenotazione. Prima visita domenica 3 agosto, condotta direttamente da una delle due curatrici, per andare alla scoperta di questo patrimonio storico – artistico secolare ma sempre in dialogo con la contemporaneità.
Per informazioni: www.diocesisenigallia.it.

Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram.

Giubileo dei giovani in partenza. Parla il responsabile nazionale di Pastorale giovanile

Saranno circa 70mila i giovani italiani che parteciperanno al Giubileo dei giovani che si aprirà il 28 luglio (fino al 3 agosto) a Roma. Li accompagneranno oltre 100 vescovi e centinaia di sacerdoti. E dalla diocesi di Senigalia partiranno in 166, il gruppo più numeroso delle diocesi marchigiane.
Per dare loro accoglienza e supporto logistico il Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg) ha previsto anche “Casa Italia” ospitata presso la Lumsa, Libera Università Maria SS. Assunta in Via di Porta Castello. Qui i gruppi italiani in arrivo troveranno 100 volontari, provenienti da varie regioni e da diverse realtà ecclesiali, pronti a dare aiuto e assistenza. Di questo importante evento, che si accredita ad essere il più ricco di partecipanti – sono attesi circa un milione di giovani da tutto il mondo –, ne abbiamo parlato con don Riccardo Pincerato, responsabile del Servizio nazionale di Pastorale giovanile.

Che Giubileo sarà questo per i giovani pellegrini italiani?
Dopo quello del 2000, questo è il primo Giubileo ordinario, il primo del nuovo millennio. Il primo Giubileo per i nostri giovani in un tempo di chiesa diverso e di cultura e di società diverse rispetto a quello degli anni 2000. L’impressione è che sarà un Giubileo ‘ricercato’ al quale i giovani hanno scelto di partecipare, di esserci. Ci sono alcune caratteristiche che lo rendono particolare. Innanzitutto, il tema della mobilità che rispetto al 2000 è molto diversa. Oggi la possibilità di viaggiare per i giovani è notevolmente aumentata rispetto al 2000. La possibilità di venire a Roma, di conoscerla, oggi è maggiore rispetto al passato.
La decisione di esserci nasce da una consapevolezza del contesto in cui il Giubileo si svolge: si tratta di un’esperienza proposta dalla Chiesa, un’esperienza di fede, di relazione e di incontro. C’è poi un altro aspetto da tenere in considerazione…
Quale sarebbe?
Partecipare al Giubileo per molti giovani è anche un modo per conoscere una Chiesa nuova. Non c’è più Papa Francesco, c’è Papa Leone, c’è una Chiesa nuova rispetto al 2000 e di questa Chiesa i giovani stanno facendo esperienza nei loro territori. Ciò che mi preme sottolineare è che, se nel 2000 la Chiesa con la parrocchia, la comunità, era ancora ‘il centro del villaggio’, oggi non è più così. Non è scontato che un giovane senta forte l’appartenenza alla Chiesa, alla comunità cristiana. Molti giovani oggi non arrivano alla Chiesa attraverso cammini ‘ordinari’ come possono essere oratori, movimenti, aggregazioni di vario tipo. Per loro vivere il Giubileo ha anche il sapore della sfida, quella di scoprire o riscoprire la Chiesa e la comunità ecclesiale. Per molti giovani potrebbe rappresentare una prima volta di un’esperienza ecclesiale e di fede. Non mancheranno, poi, quei giovani che hanno scelto di partecipare perché spinti dai genitori che si ricordano del grande Giubileo del 2000, dell’oceanico raduno a Tor Vergata con Giovanni Paolo II. Il Giubileo diventa così un’eredità lasciata loro dalla famiglia e un invito ad avventurarsi in questa grande esperienza.
Come pastorale giovanile italiana proponete anche un intenso programma di eventi. Come è strutturato?
È un programma che ruota intorno a tre proposte: “Le 12 parole per dire speranza” (mercoledì 30 e giovedì 31 luglio), un percorso di ascolto e confronto articolato in incontri tematici distribuiti in dodici chiese giubilari della città. Le parole sono ‘coraggio, soglia, riscatto, abito, responsabilità, coscienza, senso, scoperta, promessa, popolo, gioia piena, abbraccio’. Attorno ad esse si raccoglieranno le voci di chi, nella vita personale o professionale, testimonia una speranza incarnata, le voci dei giovani presenti e la voce dei vescovi. Ci sono poi le esperienze di ‘prossimità’ che sono un’opportunità per vivere la speranza come gesto concreto di servizio. E poi “Tu sei Pietro, confessio fidei con i giovani italiani” il 31 luglio in piazza san Pietro, ispirato alla figura dell’apostolo Pietro. Altro evento è quello che si svolgerà il 30 e il 31 luglio, pensato con il Servizio per la pastorale delle persone con disabilità, “Giubileo for all” in cui i giovani potranno partecipare a momenti di riflessione, preghiera e spettacolo.
Mancano pochi giorni alla partenza, cosa consiglierebbe ai giovani di mettere nello zaino? Qualcosa che sia davvero utile a vivere questo pellegrinaggio a Roma. E non mi riferisco al sacco a pelo…
Nello zaino devono trovare posto due parole, non oggetti, ma parole. La prima è ‘docibilità’: un termine che indica la disposizione che uno ha ‘ad essere insegnato’, che indica una persona che ‘ha imparato a imparare’. A Roma i giovani faranno esperienza di fatica, di stanchezza, di testimonianza, vivranno esperienze comunitarie. Faranno esperienza di Dio. Se non si renderanno docibili e docili all’incontro, alla sfida, all’imprevisto, alla fatica, alla Parola, alla Chiesa, saranno sassi impermeabili e non avranno il gusto del pellegrinaggio. La seconda parola è ‘stupore’: essere docili alla vita e allo spirito apre allo stupore e alla meraviglia. Docilità al soffio dello spirito e stupore. In un tempo in cui tutti urlano, l’invito è fidarsi di chi bisbiglia al tuo cuore parole di salvezza e di gioia.

a cura di Daniele Rocchi

Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram

Giubileo: le Marche un museo diffuso col progetto “Pellegrini di Speranza”

E’ stato presentato ufficialmente il progetto “Pellegrini di Speranza”, promosso dalla Conferenza Episcopale Marchigiana (CEM)  in occasione del Giubileo 2025 e realizzato in collaborazione con la Regione Marche. Un museo diffuso, un percorso che vuole unire e, ovviamente, valorizzare i luoghi della fede attraverso il grande patrimonio artistico, storico e culturale dislocato sul territorio regionale. Il progetto si rivolge a tutti e tutte – fedeli e turisti, studenti e famiglie, visitatori e appassionati d’arte – per far vivere a pieno il Giubileo attraversando musei, santuari, cammini e comunità.

Museo diffuso e catalogo

Al centro dell’iniziativa c’è la mostra diffusa “Immagini di maternità. La bellezza della vita che nasce”. Da metà luglio a fine novembre 2025, 14 musei diocesani delle Marche ospitano una mostra tematica dedicata alla maternità, con opere che raccontano la vita e la speranza attraverso i secoli. Ogni sede allestisce una sala con immagine coordinata, costruendo un grande museo diffuso a livello regionale. 

Il via è stato dato a Urbino lo scorso 14 luglio, seguita da San Severino Marche il 15 e da Comunanza il 17; poi si passerà il 23 luglio a Pesaro, il 24 a Fano e Fermo, il 25 a Fabriano, il giorno dopo ad Ancona e Osimo, il 28 a Macerata per chiudere il mese di a Senigallia (il 31). Ad agosto apriranno le esposizioni ad Ascoli Piceno (11 agosto), Loreto (14) e Jesi (30 agosto). 

In parallelo all’esposizione, sarà pubblicato un catalogo completo che raccoglie le opere selezionate nei 14 musei, arricchito da schede descrittive, contributi scientifici e approfondimenti sul tema della maternità nell’arte sacra.

Cammini giubilari

Grande attenzione è riservata alla valorizzazione dei cammini spirituali delle Marche, con una nuova edizione della guida “Cammini e Itinerari spirituali”, che raccoglie percorsi storici come la Via Lauretana, i Cammini Francescani, Benedettini e delle Abbazie. L’obiettivo è incentivare il pellegrinaggio lento, a piedi o in bicicletta, promuovendo le aree interne e i valori della sostenibilità.

Nel mese di ottobre si terrà uno degli eventi simbolici più significativi: la Peregrinatio Mariae, pellegrinaggio della statua della Madonna di Loreto da Loreto a Roma (2–12 ottobre 2025) lungo la Via Lauretana, con tappe liturgiche nelle diocesi attraversate. Il pellegrinaggio culminerà a Roma l’11 e 12 ottobre in occasione del Giubileo della Spiritualità Mariana, con celebrazioni solenni presso San Salvatore in Lauro (la chiesa dei marchigiani a Roma) e San Pietro.

Le dichiarazioni

«Si tratta di un progetto dal valore molto significativo, un modello virtuoso per il nostro territorio che può andare anche oltre l’anno giubilare» ha affermato durante la presentazione il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio spirituale, culturale, architettonico, artistico. «Porta il nostro territorio ad essere attrattivo per i pellegrini e per i marchigiani stessi, resi consapevoli del valore reale e dell’importanza del patrimonio che le Marche possiedono».

«La mostra diffusa è una iniziativa particolarmente innovativa nel metodo, perché realizza una sala espositiva giubilare in ciascun museo diocesano» ha dichiarato Nazzareno Marconi, presidente della Cem, la conferenza episcopale marchigiana, nonché vescovo di Macerata. «Per la prima volta si realizza una iniziativa culturale comune tra tutte la Diocesi delle Marche valorizzando le competenze locali che già animano e dirigono i nostri musei diocesani. Un secondo progetto di collaborazione tra CEM e Regione riguarda gli uffici stampa e della comunicazione sociale delle nostre Diocesi, che stanno lavorando insieme in un progetto multimediale di rete per comunicare al meglio le iniziative».

Francesco Massara, vescovo delegato dalla CEM per i beni culturali e arcivescovo delle Diocesi di Camerino e Fabriano-Matelica-San Severino, si è concentrato sul museo diffuso definendolo «un’esperienza sperimentale, innovativa e unica per l’intero panorama nazionale: per la prima volta una mostra diffusa mette in rete i musei delle 13 Diocesi marchigiane, ciascuno con almeno tre opere significative selezionate non solo per il loro pregio artistico, ma per il contenuto simbolico e teologico con cui raccontano il tema che ci guida: la maternità e la bellezza della vita che nasce, privilegiando naturalmente le immagini mariane. Alcune di queste opere provengono da chiese rese inagibili dal sisma: riportarle allo sguardo del pubblico significa restituire memoria, identità e speranza ai territori feriti, trasformando la fruizione culturale in gesto di ricostruzione morale e spirituale. È un segno concreto di speranza e di bellezza che le nostre Chiese offrono al territorio, narrando il Vangelo attraverso i colori, la luce e le forme dell’arte».

«L’Anno Giubilare che stiamo vivendo è una grande occasione per far conoscere le chiese delle Marche» ha precisato Angelo Spina, vescovo delegato della CEM per la comunicazione e arcivescovo della Diocesi di Ancona-Osimo. «Questi monumenti di fede, di arte, di storia, di spiritualità, presenti nella Regione Marche vanno fatti conoscere e per questo è necessario dare una comunicazione unitaria, pur rispettando le singole realtà, per partecipare a tutti la positività, la bellezza di luoghi e di eventi, così da poterne dare durante tutto l’anno una coerente comunicazione e un resoconto ampio e dettagliato. Il Giubileo è una opportunità per comunicare la speranza, che non diventi una cosa riservata a ognuno di noi; piuttosto, sia qualcosa che riceviamo per darlo agli altri, perciò è importante andare verso gli altri con una verità comunicabile e seminare la speranza». «Ora è il momento di unire le forze e far diventare il tutto un’unica voce, una grande voce, in modo integrato, pur conservando le particolarità».

Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram.

Giubileo delle famiglie. A Corinaldo, con Luigino Bruni e la preghiera al santuario S. Maria Goretti

Si avvicina il Giubileo diocesano delle famigli, in programma domenica 29 giugno 2025 a Corinaldo. L’evento, organizzato dalla Commissione diocesana della Pastorale familiare, in collaborazione con l’associazione Amici Disabili e con il patrocinio del Comune di Corinaldo, è aperto alle famiglie della diocesi. La giornata prenderà il via alle 18.30 con l’arrivo al Lavandeto, in un’area posizionata sulla provinciale Corinaldese, dove è previsto uno spazio dedicato all’animazione e ai giochi, curato dagli scout Agesci di Senigallia. Per garantire un servizio adeguato, gli organizzatori invitano chi è interessato a segnalare la propria partecipazione. Alle 19:00 si terrà l’incontro con il prof. Luigino Bruni, noto economista e autore, da anni impegnato sui temi dell’economia civile e del bene comune. Durante l’incontro l’animazione per bambini e ragazzi proseguirà regolarmente.

Alle 20.00 spazio alla convivialità con un’apericena, per la quale è necessaria la prenotazione (10 euro per gli adulti, 7 euro per i bambini), con la possibilità per chi preferisce di portare la cena al sacco. Momento centrale della serata sarà il pellegrinaggio in notturna al Santuario di Santa Maria Goretti, in programma alle 21.00. È prevista anche la possibilità di spostamento in pulmino per chi ha difficoltà a raggiungere il santuario a piedi. Il Giubileo si concluderà con la preghiera giubilare alle 22.00 all’interno del Santuario. Al termine della funzione sarà attivo un servizio navetta per riportare le persone al Lavandeto a recuperare le auto. In caso di maltempo, l’intero programma sarà spostato nella chiesa parrocchiale con ritrovo alle ore 2100. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare Mauro Montesi (335 7629368) o Elena Imperio (339 3976287).

Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram.

Giubileo degli amministratori pubblici, dal vescovo di Senigallia l’appello a incontrarsi a Loreto

Il Vescovo della nostra diocesi, Mons. Franco Manenti, insieme a tutti gli altri vescovi delle Marche, si rivolge a tutti gli amministratori e le persone impegnate in politica della Regione Marche, delle Province, dei Comuni, delle Comunità Montane delle Diocesi delle Marche invitandoli ad incontrarsi a Loreto il prossimo sabato 21 giugno. Il Santuario della Santa Casa di Loreto ospiterà il Giubileo regionale degli Amministratori pubblici e delle persone impegnate in politica. Idealmente, questo invito giubilare costituirà un arricchimento dei consueti momenti di riflessione che il Vescovo Franco periodicamente promuove prima delle feste di Natale.

«Siamo consapevoli della straordinaria importanza del vostro servizio al bene comune – riporta la lettera di invito condivisa con gli altri vescovi marchigiani – ; per questo desideriamo proporre una “sosta” nel vortice dei tanti impegni, una pausa di riflessione, preghiera ed ascolto reciproco tra quanti sono impegnati nelle istituzioni locali e nel servizio pubblico (sindaci, assessori, consiglieri regionali, provinciali e comunali, responsabili di enti pubblici, persone impegnate a diverso titolo nel socio-politico, parlamentari residenti nel territorio…)».

Nel corso della giornata giubilare, a cui parteciperanno anche i Vescovi, verrà presentato il volume degli Atti della Settimana Sociale dei Cattolici tenutasi a Trieste nel luglio 2024. Si tratta di una presentazione ufficiale, che riguarda il centro Italia, analoga a quella che si terrà nel nord e nel sud del Paese.

Di seguito il programma della giornata:

  • ore 9.30, ritrovo nella Basilica Inferiore del Santuario per l’accoglienza;
  • ore 10.00, pellegrinaggio fino alla Santa Casa dove verrà celebrata l’Eucaristia;
  • ore 11.15, si darà inizio all’Assemblea degli Amministratori animata da tre relatori: la dott.ssa Daniela Palladinetti, del comitato scientifico delle Settimane Sociali dei Cattolici, il prof. Luigino Bruni, ordinario di Economia Politica alla LUMSA di Roma ed il prof. Antonio Campati, ordinario di Filosofia Politica dell’Università Cattolica di Milano.
  • A seguire il pranzo.
  • Nel pomeriggio, fino alle 17, ci sarà il confronto suddivisi in laboratori.

Focus su alcune emergenze sociali, sfide educative e nuove prassi presenti nei territori della Regione, utilizzando la metodologia sperimentata con successo a Trieste. Sarà l’occasione per avviare anche nella Regione Marche una riflessione comune e trasversale, così che l’evento del Giubileo possa rappresentare un’occasione di rinascita spirituale e di rinnovata dedizione al bene comune.

Per saperne di più: Loreto, 21 giugno: Giubileo degli Amministratori delle Marche – Regione Ecclesiastica Marche

Ecco il link per segnalare la partecipazione ed iscriversi al Giubileo: https://forms.gle/rYzCBW4keu4Pv2Le6

Infopastoralesociale.marche@gmail.com

Diocesi di Senigallia – Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro

Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram.

Delegazione da Senigallia dei Cursillos di Cristianità a Roma per il Giubileo dei Movimenti

Dal 6 all’8 giugno 2025, Roma diventerà il centro mondiale dei Cursillos di Cristianità con la sesta Ultreya mondiale, un evento che riunirà cursillisti da ogni parte del mondo, animati dal desiderio di condividere la propria fede, rafforzare i legami comunitari e rinnovare l’impegno a vivere il Vangelo nella quotidianità.

Questo grande incontro internazionale, che si inserisce nel contesto del Giubileo dei Movimenti, è organizzato congiuntamente dall’organizzazione mondiale dei Cursillos di Cristianità e dal segretariato nazionale d’Italia, che da tempo lavorano fianco a fianco per dare vita a un evento all’altezza del carisma e della missione del Movimento.

L’evento si aprirà nel pomeriggio di venerdì 6 giugno presso la basilica di San Paolo fuori le Mura, con l’accoglienza dei partecipanti e l’avvio ufficiale dell’Ultreya, che culminerà in serata con la celebrazione della santa messa.

Il giorno successivo, sabato 7 giugno, la comunità cursillista si sposterà in piazza San Pietro, dove al mattino attraverserà la porta santa come segno di pellegrinaggio e rinnovamento spirituale. Nel tardo pomeriggio, la piazza si animerà con una preveglia ricca di musica, testimonianze e riflessioni, che introdurrà la solenne veglia di pentecoste presieduta dal santo Padre.

Il centro dell’Ultreya sarà domenica 8 giugno, quando, sempre in piazza San Pietro, i cursillisti si uniranno agli altri movimenti ecclesiali per l’incontro con Papa Leone XIV e la santa messa giubilare, vivendo così un momento di comunione universale che suggellerà questi giorni di grazia.

Le iscrizioni sono aperte e si effettuano tramite i coordinamenti diocesani, che raccoglieranno le adesioni e le quote, da versare al nazionale (35 euro a persona; 15 euro per i ragazzi dai 5 ai 15 anni; gratuita per i bambini sotto i 5 anni). Il kit del partecipante sarà consegnato al responsabile indicato da ciascuna diocesi.

Arianna Massi, coordinatrice del Movimento nella diocesi di Senigallia, dichiara: «A quasi sessant’anni dalla prima Ultreya mondiale, celebrata proprio in Vaticano, questo nuovo incontro vuole essere non solo un ritorno alle origini, ma anche una nuova partenza, segnata dallo spirito evangelico di unità, gioia e servizio. Sarà un’opportunità preziosa per testimoniare al mondo che Cristo vive e continua a camminare con noi, in ogni ambiente, attraverso la testimonianza viva dei cursillisti».

Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram.

Giubileo 2025: gli appuntamenti dedicati ai malati (Ostra) e famiglie (Roma)

La Chiesa di Senigallia, con l’organizzazione e il servizio di UNITALSI Senigallia, promuove per domenica 25 maggio 2025 il Pellegrinaggio dei malati e degli anziani al Santuario della Madonna della Rosa, Chiesa giubilare dedicata al tema della consolazione e della benedizione.

L’accoglienza dei pellegrini a partire dalle 10.30 e alle 11.00 la Santa Messa presieduta dal vescovo Franco.
Nel pomeriggio, alle ore 16, il Rosario meditato e la benedizione del Vescovo ai malati presenti.

https://www.diocesisenigallia.it/pellegrinaggio-giubilare-diocesano-dei-malati-e-degli-anziani-domenica-25-maggio-2025-santuario-madonna-della-rosa-di-ostra/

La pastorale familiare diocesana organizza il pellegrinaggio giubilare a Roma in occasione del Giubileo delle famiglie del prossimo 31 maggio. La partenza e il ritorno in giornata secondo il programma illustrato nella locandina. Previsto il passaggio in Porta Santa e la partecipazione alla Festa della Famiglia in Piazza San Giovanni.

https://www.diocesisenigallia.it/giubileo-delle-famiglie-dei-bambini-nonni-anziani-sabato-31-maggio-2025-roma/

Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram.

Sinodo di Roma, la speranza di una Chiesa sempre più inclusiva

Che aria si respira a Roma in questi giorni di assemblea sinodale? Quella di un confronto acceso e sincero, messo in moto dalla Chiesa italiana che si è riunita per interrogarsi sul proprio futuro, per capire come affrontare le sfide di un mondo in continua trasformazione e per riscoprire la propria missione. Come nostro solito, abbiamo voluto approfondire la questione con don Paolo Gasperini e Daniela Giuliani, rappresentanti della Diocesi di Senigallia insieme al vescovo Franco Manenti. L’intervista è in onda mercoledì 2 e giovedì 3 aprile alle ore 13:10 e alle ore 20, oltre che in replica alle 16:50 di domenica 6. L’audio è disponibile anche qui insieme a un breve testo.

C’è un desiderio palpabile di rinnovamento, di un approccio più concreto ai problemi, di una Chiesa che sappia parlare il linguaggio del nostro tempo. Le “proposizioni” presentate dal comitato centrale, però, non sembrano aver colto appieno questo desiderio. Sono state giudicate troppo generiche, troppo legate al passato, incapaci di indicare una strada chiara per il futuro.

Eppure, la speranza non è spenta. Anzi, il dibattito vivace, le critiche costruttive, la partecipazione sentita di donne e uomini di Chiesa, tutto questo testimonia una grande vitalità. C’è la consapevolezza che il cambiamento è possibile, che la Chiesa italiana può e deve trovare nuove strade per annunciare il Vangelo.

Il tema della sinodalità, del camminare insieme, è centrale. Si avverte la necessità di una Chiesa più inclusiva, capace di ascoltare tutte le voci, di valorizzare il contributo di ciascuno. Emerge con forza il ruolo delle donne, la loro autorevolezza, il loro desiderio di partecipare pienamente alla vita della Chiesa.

L’assemblea si concluderà con la consapevolezza che il cammino è ancora lungo, che le sfide sono tante, ma anche con la certezza che la Chiesa italiana ha le risorse per affrontarle. C’è la volontà di non lasciare cadere nel vuoto le istanze emerse, di trasformarle in azioni concrete, di costruire una Chiesa più autentica, più vicina alla gente, più capace di testimoniare la speranza del Vangelo.

Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram.

In 20 mila a salutare la santa Maria Goretti a Corinaldo

Una settimana densa di emozioni. Si è chiusa pochi giorni or sono la settimana che ha visto la presenza a Corinaldo delle spoglie di Santa Maria Goretti con un flusso costante di fedeli calcolato in oltre 20.000 presenze dalla Parrocchia e Santuario.

“Corinaldo – afferma il sindaco Gianni Aloisi – ha dato grande prova di organizzazione nell’accoglienza dei tanti fedeli che sono venuti a pregare la Santa. Una pianificazione dell’evento, voluto in occasione del Giubileo della Speranza, iniziata nei mesi precedenti insieme alla Parrocchia, il Santuario di Corinaldo e la Diocesi di Senigallia, ai quali va la nostra riconoscenza per aver collaborato in stretta sinergia. Fondamentale è stato l’apporto delle Istituzioni cittadine e delle Associazioni con decine di volontari, ai quali va il plauso ed il ringraziamento dell’Amministrazione Comunale, che hanno “preso per mano” e guidato i pellegrini nell’arco della loro visita”.

Un appuntamento inclusivo. “Accessibilità era la parola d’ordine e così è stato. Personale della protezione civile di Corinaldo e di tanti Comuni limitrofi per l’intera settimana hanno aiutato e provveduto a trasportare persone con difficoltà motorie e disabili con servizi di navetta dedicati, oltre ad aver collaborato nei servizi specifici quotidiani”.

Accessibilità anche via web. “Le dirette tv giornaliere in streaming, attraverso il canale civicam e collegate ai social, hanno avuto per tutto il periodo una copertura di circa 14.500 utenti collegati e quasi 30.000 visualizzazioni, video che continuano ad essere visualizzati nonostante l’evento sia concluso”. Numerose le funzioni religiose susseguitesi presiedute nell’ordine dal Cardinale Edoardo Menichelli, dai Vescovi delle Diocesi di Senigallia, Fano e Jesi. Ogni sera erano in programma appuntamenti culturali, sociali e religiosi collegati alla Santa e al Giubileo 2025.

A rendere omaggio a “Marietta” (così la chiamiamo a Corinaldo) anche i rappresentanti delle Istituzioni regionali a partire dal Presidente Francesco Acquaroli, Dino Latini Presidente del Consiglio Regionale, numerosi Assessori e Consiglieri regionali, il Prefetto di Ancona dr. Maurizio Valiante, i vertici delle Forze dell’Ordine, rappresentanti della Provincia di Ancona, i Sindaci del comprensorio e naturalmente i Comuni di Nettuno, Arcore e San Benedetto dei Marsi, gemellati con Corinaldo.

Un evento ben oltre i confini nazionali. A Corinaldo erano presenti anche l’Arcieparca, parroco e rettore del Santuario di Santa Maria Goretti di Miziara in Libano, primo santuario in medioriente dedicato Santa. Con loro anche i familiari della  ragazza libanese appena ventiquattrenne assassinata nel 2017 perché non aveva ceduto alle insistenze di un conoscente. Una vicenda dalle molte similitudini con quanto accaduto alla Santa di Corinaldo e la storia della giovane libanese vuole che sia apparsa in sogno ad alcune amiche “dicendo” che nell’aldilà era in compagnia proprio di Maria Goretti (stmariagoretti.org.lb).

“Vorrei ringraziare le migliaia di visitatori presenti – sottolinea Gianni Aloisi – sia per la compostezza con la quale hanno vissuto l’adorazione alla Santa sia per il rispetto e l’educazione nei confronti del nostro borgo. Importante, infine, la vicinanza del Consiglio Regionale per il prezioso patrocinio e contributo”.