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Tag: interviste

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Il gioco d’azzardo in Italia: un affare da 157 miliardi tra interessi mafiosi e ipocrisia di Stato. Focus su Marche e Senigallia

Non si tratta solo di gioco, questo ormai è chiaro ai più. E’ un sistema economico che muove cifre da capogiro e attira, inevitabilmente, la criminalità organizzata, ma su cui lo Stato ha interessi crescenti. È questo il quadro allarmante emerso a “20 minuti da Leone” su Radio Duomo Senigallia, dove abbiamo ospitato Claudia Giacomini, referente del presidio di Libera Senigallia intitolato ad Attilio Romanò. Al centro del dibattito, il nuovo dossier di Libera “Azzardomafie 2025”, che scatta una fotografia impietosa del fenomeno in Italia e nelle Marche. L’audio integrale, andato in onda nei giorni scorsi, è disponibile qui grazie al lettore multimediale.

I numeri nazionali: un record inquietante

I dati sono vertiginosi e li avevamo già visti, almeno in parte, con un altro esponente di Libera, don Paolo Gasperini: nell’ultimo anno in Italia sono stati “giocati” – o meglio, persi – ben 157 miliardi di euro. Una cifra enorme alimentata da 18 milioni di italiani che tentano la fortuna. Un dato cruciale emerso dall’intervista è il sorpasso del virtuale sul fisico: di questi 157 miliardi, oltre 92 miliardi provengono dal gioco online. «Il Covid ha rappresentato una battuta d’arresto per il gioco fisico, ma ha agevolato l’avvento dell’online», spiega Giacomini, sottolineando come la tecnologia, sempre a portata di mano tramite smartphone, abbia reso l’azzardo pervasivo e privo di barriere orarie o fisiche.

L’ombra delle mafie

Dove scorre il denaro, arrivano i clan. Il report di Libera evidenzia come le mafie abbiano intuito il potenziale dell’azzardo legale e illegale per riciclare denaro e controllare il territorio. Ben 147 sono i clan censiti (dai Casalesi ai Santapaola) coinvolti nel business; 16 le regioni italiane interessate da inchieste giudiziarie; 15 le interdittive antimafia emesse recentemente.

Il focus sulle Marche: la provincia dove si gioca di più

L’intervista ha acceso i riflettori anche sulla situazione locale. Nelle Marche, nel 2024, sono andati in fumo complessivamente 3 miliardi e 813 milioni di euro. Il dato pro-capite è allarmante: ogni marchigiano (bambini inclusi) ha speso in media 2.574 euro l’anno in azzardo. Se si analizza la spesa in rapporto alla popolazione, la classifica dei capoluoghi vede in testa Ascoli Piceno, seguita da Fermo e Ancona, mentre Pesaro e Macerata chiudono la lista.

Il costo sociale e i minori a rischio

Dietro i miliardi ci sono le persone. I giocatori patologici in Italia sono 1,5 milioni, ma il dramma si allarga a macchia d’olio: per ogni giocatore problematico, si stima che siano coinvolte almeno altre 7 persone (familiari, amici, colleghi), portando il totale degli individui interessati dal fenomeno a oltre 20 milioni.
Particolarmente grave è la situazione dei minori. Nonostante i divieti, 1 milione e mezzo di studenti ha giocato d’azzardo almeno una volta e 90.000 presentano già profili problematici. «Spesso non vengono richiesti i documenti» denuncia la referente di Libera, che pone l’accento anche sull’educazione digitale dei piccolissimi: «L’uso precoce di tablet e app colorate e veloci allena il cervello alla ricerca di adrenalina, creando un terreno fertile per la futura dipendenza».

Claudia Giacomini, referente del presidio di Libera Senigallia intitolato ad Attilio Romanò
Claudia Giacomini, referente del presidio di Libera Senigallia intitolato ad Attilio Romanò

L’ipocrisia dello Stato

Uno dei passaggi più forti dell’intervista riguarda la contraddizione etica dello Stato. Da un lato incassa i proventi delle tasse sul gioco, dall’altro investe somme irrisorie per la cura delle dipendenze. Ancor più grave è la giustificazione dell’aumento dell’offerta di gioco per coprire le emergenze (come terremoti o alluvioni). «Le risorse di solidarietà non possono essere frutto di un circuito che produce usura, indebitamento e disperazione», ribadisce Giacomini citando Luciano Gualzetti della Consulta Antiusura. È un cortocircuito etico: si sfrutta la fragilità dei cittadini per pagare i danni di altre fragilità territoriali.

Le proposte di Libera e l’impegno sul territorio

Cosa si può fare? Libera avanza proposte chiare a livello nazionale: intanto uno stop alla pubblicità reale del gioco d’azzardo in tutte le sue forme, partendo da nomi, sigle, siti. Poi servirebbe una mappatura del territorio e restituire potere ai comuni di imporre distanze dai luoghi sensibili (scuole, bancomat, RSA). Per eliminare le questioni etiche, almeno alcune, non dovrebbe essere utilizzato l’azzardo per fare cassa durante le calamità.
A livello locale, il presidio di Senigallia continuerà l’opera di sensibilizzazione nelle scuole, partendo anche dalle famiglie dei più piccoli, e lavorerà in sinergia con il Sert e le istituzioni per monitorare un fenomeno che cambia pelle velocemente, ma che lascia ferite profonde nel tessuto sociale.

Per approfondire: il report completo “Azzardomafie 2025” è disponibile sul sito ufficiale di Libera: clicca qui.

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Alla parrocchia San Giuseppe Lavoratore, zona Cesanella di Senigallia, alcuni murales e ritinteggiature hanno riqualificato l'area parrocchiale. A realizzarli sono stati giovani e adulti per ricostruire la comunità dopo alcune frizioni sociali.

Senigallia, la bellezza educa: la scommessa della parrocchia di Cesanella contro il disagio giovanile

Trasformare il degrado in bellezza, l’anonimato in relazione e il disagio in opportunità. È questa la scommessa lanciata dall’unità pastorale “Buon Samaritano” (che comprende le parrocchie di Cesanella, Cesano, Scapezzano e Pace) attraverso un progetto di riqualificazione che ha visto protagonisti proprio quei giovani spesso considerati problematici. A raccontare l’iniziativa ai microfoni di Radio Duomo Senigallia è don Matteo Guazzarotti, viceparroco, che ha illustrato come la parrocchia di Cesanella stia cercando di rispondere alle tensioni sociali con l’arte e l’inclusione. L’audio, in onda nei giorni scorsi, è disponibile grazie al lettore multimediale.

Dalla strada al pennello: il progetto

Tutto nasce da una situazione di frizione. Un gruppo di ragazzi, provenienti da varie zone e senza punti di riferimento, aveva eletto le scale e la strada di via Guercino, sotto la parrocchia, a proprio luogo di ritrovo. Una presenza che, complice la noia e la mancanza di spazi, aveva generato tensioni con i residenti, schiamazzi, corse con gli scooter e persino qualche piccolo atto vandalico. «Invece di alzare muri, abbiamo scelto la via del dialogo», spiega don Matteo.
L’idea, condivisa con don Giuseppe Boglis e col parroco don Andrea Franceschini, è stata rivoluzionaria nella sua semplicità: affidare a questi ragazzi uno spazio. «Abbiamo dato loro una stanza che usavamo una volta l’anno, facendoli sentire ‘a casa’. Ma non bastava. Bisognava creare un ponte con la comunità».
Da qui il progetto di riqualificazione degli spazi esterni del vecchio oratorio, nato in vista della festa della Madonna del Rosario. I ragazzi, affiancati da un artista di strada, da professionisti e membri del consiglio pastorale, hanno lavorato per abbellire l’area: murales, nuove sedute, staccionate ridipinte. «La bellezza è già un luogo educativo», sottolinea il viceparroco. «Se creo un luogo bello e lo faccio mio, mi viene meno voglia di rovinarlo».

Non esistono ragazzi cattivi

Il cuore del progetto va oltre la vernice fresca. È un tentativo di ricucire il tessuto sociale di un quartiere, la Cesanella, decuplicato in quarant’anni e vittima non tanto del degrado, quanto dell’anonimato. Durante un recente incontro molto partecipato, intitolato provocatoriamente “Non esistono ragazzi cattivi”, la comunità si è interrogata sul ruolo degli adulti.
«Il ragazzo che fa rumore sta gridando, cerca un adulto che lo veda», osserva don Matteo. «Esistono ragazzi impauriti, arrabbiati o annoiati, ma non cattivi a prescindere. Il male è spesso conseguenza della tristezza». La parrocchia si propone quindi non come controllore, ma come «adulto significativo», capace di accogliere ma anche di dare regole certe, trasformando la relazione da istituzionale a fraterna.

Una sfida per tutta la città

L’iniziativa non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso iniziato a fine agosto che ha coinvolto istituzioni, famiglie e residenti. L’obiettivo è fare rete, uscendo dalla logica dell’indifferenza. «La parrocchia da sola non può salvare il mondo», conclude don Matteo nell’intervista. «La vera sfida per l’adulto di oggi è non addormentare la coscienza. Non serve solo ‘sporcarsi le mani’, bisogna esserci. Perché l’autoeducazione non esiste: i ragazzi crescono solo se attorno hanno una comunità che si prende cura di loro». A Cesanella, tra un murales colorato e una panchina sistemata, si sta provando a costruire proprio questo: non solo un oratorio più bello, ma una comunità, anzi, quella che Giovanni Paolo II chiamava la «civiltà dell’amore».

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Polizia locale a Senigallia

Incidenti in calo a Senigallia: forte impegno della polizia locale su giovani e prevenzione

Nel 2025 sono diminuiti gli incidenti stradali a Senigallia. Una buona notizia, almeno in parte, che emerge dall’intervista a Radio Duomo Senigallia della comandante della polizia locale Barbara Assanti e dal sovrintendente capo Francesco Calcina. Parziale perché si tratta dei sinistri rilevati dagli agenti senigalliesi e non comprendono dunque i rilievi effettuati dagli altri corpi di polizia; ma anche perché significa ancora essere ben lontani dall’obiettivo di ridurre, entro il 2030, il numero di morti e di feriti gravi sulle strade dell’UE del 50% e da quello di avvicinarsi entro il 2050 alle zero vittime e feriti gravi. Abbiamo parlato molto anche di prevenzione durante l’intervista che sarà in onda mercoledì 26 e giovedì 27 alle ore 13:10 e alle ore 20 sulla solita frequenza 95.2 FM, con replica anche domenica 30 a partire dalle 17 circa. L’audio integrale è disponibile anche qui: basterà cliccare sul tasto “riproduci” o “play” del lettore multimediale per ascoltarlo mentre per scaricarlo sul proprio dispositivo si dovrà cliccare sui tre puntini sulla destra.

Le risorse

La polizia locale di Senigallia conta un organico di 42-43 persone impegnate su un vasto fronte che spazia dalla viabilità all’ambiente, dalla parte amministrativa alle questioni legate a commercio o edilizia. Grande impegno richiede la prevenzione, rivolta a tutte le fasce d’età con un occhio particolare ai giovani fin dalla scuola dell’infanzia (3-5 anni), anche se ovviamente la parte del leone la svolge l’ufficio viabilità infortunistica che impegna circa metà del personale senigalliese, sui turni mattutino, pomeridiano e serale.

I dati positivi sull’incidentalità

Un dato incoraggiante riguarda la diminuzione degli incidenti stradali. Dal 1° gennaio al 16 novembre 2025, la polizia locale ha rilevato 255 sinistri, in calo rispetto ai 284 registrati nello stesso periodo del 2024. Nonostante ciò, la comandante sottolinea che la città è «lontana» dagli obiettivi europei sull’azzeramento delle vittime e dei feriti gravi. Assanti mette in guardia sull’elevato coinvolgimento degli “utenti deboli” (ciclisti e pedoni) e dei veicoli a due ruote, che subiscono le lesioni maggiori. «Rispettare le regole significa ridurre l’incidentalità e le lesioni», ha dichiarato.

Cellulari alla guida e giovani

Nell’intervista si è evidenziato che l’uso del cellulare alla guida rimane ancora una piaga: «la situazione non migliora», nonostante i servizi mirati che continueranno in maniera specifica. Lontano dalla percezione comune è il dato che la polizia locale registra per quanto riguarda i giovani conducenti di veicoli: la metà circa degli incidenti rilevati coinvolge persone di mezza età (dai 35 anni in su), sfatando il mito che i giovani siano gli autori principali dei sinistri.

Da sinistra, la comandante della polizia locale di Senigallia Barbara Assanti e il sovrintendente capo Francesco Calcina nello studio di Radio Duomo Senigallia (95.2FM)
Da sinistra, la comandante della polizia locale di Senigallia Barbara Assanti e il sovrintendente capo Francesco Calcina nello studio di Radio Duomo Senigallia (95.2FM)

Tecnologia e prevenzione: i tRed funzionano

L’introduzione dei dispositivi di rilevamento delle infrazioni semaforiche, gli ormai noti tRed, ha portato a una «drastica riduzione» degli incidenti agli incroci di via Mercantini-viale IV Novembre e di via Sanzio-via Cilea, dimostrando anche un aumento del senso di responsabilità degli automobilisti che sembrerebbero aver capito l’importanza del tema. Un altro tRed sarà installato sulla statale sud, al semaforo di Marzocca. Assanti e Calcina hanno chiarito il funzionamento del dispositivo che non si attiva col giallo ma con il rosso. La lampada gialla serve solo per permettere di «liberare l’incrocio» a chi l’ha già occupato, mentre impone lo stop a chi ha tempo di fermarsi in sicurezza.

La prevenzione a scuola e in ospedale

Oltre alle funzioni di controllo in materia di edilizia, commercio, abusivismo e viabilità infortunistica, la polizia locale investe parecchie risorse nella prevenzione. Il sovrintendente Calcina, referente per l’educazione stradale, ha rivelato numeri davvero importanti: il record c’è stato nell’anno scolastico 2023-2024, quando sono stati incontrati oltre tremila studenti in 22 scuole, ma ormai ci si attesta a più di un migliaio di giovani ogni anno. Non si parla solo di repressione e multe ma anzi di comportamenti responsabili, anche per quanto riguarda droghe e strumenti digitali. Gli interventi non si fermano poi alle aule, estendendosi ai corsi preparto in collaborazione con l’Ast, dove si parla di sicurezza stradale per i bambini, dispositivi anti-abbandono e dell’uso corretto dei seggiolini.

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L'ospedale di Senigallia

Senigallia, sanità pubblica: i nodi da sciogliere per la nuova giunta regionale

La sanità territoriale e, in particolare, le risorse e le problematiche presenti e future per l’ospedale di Senigallia sono state al centro dell’ultima intervista a Radio Duomo con Silvano Cingolani Frulla, presidente del comitato cittadino per la difesa dell’ospedale di Senigallia. L’audio, in onda lunedì 24 e martedì 25 novembre alle ore 13:10 e alle 20, sarà in replica anche domenica 30 alle 16:50, sempre sulla nostra frequenza 95.2 FM. Grazie al lettore multimediale potrete riascoltare le sue parole anche qui, cliccando sul tasto play (o riproduci).

Ospedale di comunità: un livello intermedio atteso

Una delle novità più significative è l’annuncio, da parte della giunta regionale, dell’individuazione di un ospedale di comunità a Senigallia, parte di un piano che ne prevede 21 in tutte le Marche. Questa struttura intermedia disporrà di circa 20 posti letto, fungendo da filtro tra l’ospedalizzazione per acuti e la lungodegenza, con l’obiettivo di decongestionare i reparti ordinari e ridurre i costi. Secondo Cingolani Frulla, che ha accolto con favore il piano, c’è da rimarcare che l’efficacia di queste nuove strutture dipenderà dalla loro capacità di alleggerire il pronto soccorso, gestendo i codici bianchi e verdi, in collaborazione con i medici di medicina generale.

Le urgenze dell’ospedale: personale, primari e tac

Il comitato ha già interpellato il nuovo assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro, evidenziando le criticità principali. Le problematiche sanitarie di livello locale si concentrano su tre fronti principali: liste d’attesa, pronto soccorso e carenza di personale, in particolare infermieristico. Le richieste più urgenti per Senigallia includono la nomina dei nuovi primari – come la cardiologia, dopo la reintroduzione dell’UTIC e del pronto soccorso, ancora legato a doppio giro con il dott. Maracchini – e l’attivazione di un day surgery dedicato a interventi minori per non occupare posti letto di degenza ordinaria. Fondamentale il potenziamento dei reparti, con la necessità di ripristinare un’autonomia funzionale per esempio a oculistica e fisiatria, attualmente fermi a livello ambulatoriale e diretti da Fabriano. Rimangono anche altri nodi, come la nuova tac: dopo anni di richieste, l’arrivo della strumentazione è stato promesso per l’inizio del 2026.

Lavori in corso e miglioramento organizzativo

Sono in corso o in procinto di partire diversi lavori infrastrutturali. Riguardo la nuova palazzina dell’emergenza/urgenza è prevista la realizzazione di 5 posti letto di terapia subintensiva, attesi fin dal 2020, mentre non vi troverà spazio la Potes, il servizio di soccorso (ambulanze) che attualmente lavora ubicato nel retro del laboratorio analisi, uno degli edifici più in difficoltà di proprietà della fondazione Città di Senigallia per cui l’Ast paga da anni un affitto irrisorio. A lavori ultimati si dovrebbero liberare spazi presso l’attuale pronto soccorso ma la decisione su come sfruttare quei locali deve ancora essere presa dalla direzione ospedaliera e strategica. La mensa aziendale sarà operativa da gennaio 2026 sostiene Cingolani Frulla, che assicura anche come dovrebbero partire a breve i lavori per il trasferimento in una nuova sede adatta del reparto di odontostomatologia.

Sul fronte organizzativo le richieste del comitato sono chiare: attualmente, il ridotto numero di operatori al front office della radiologia limita le prenotazioni, cosa che secondo il Comitato si potrebbe ovviare con un semplice spostamento di personale da altri front office e riducendo così le liste d’attesa. Infine, si chiede l’assunzione del medico in specializzazione che termina l’incarico a fine anno e il potenziamento del personale e delle sale operatorie per otorinolaringoiatria, un reparto recentemente riattivato.

La lunga lista di criticità e proposte, pur in un contesto di risorse in arrivo, evidenzia la necessità di un’accelerazione per garantire al territorio di Senigallia un servizio sanitario efficiente e pienamente operativo.

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libertà, risoluzione dei problemi, dipendenze, alcol, droga, sfruttamento

Dipendenze, oltre lo stigma: «Non un vizio, ma una malattia complessa». Intervista a Novella Pesaresi (Polo 9) dopo la conferenza nazionale

Le dipendenze cambiano volto, si evolvono con la società e richiedono risposte sempre più integrate. È questo il messaggio centrale emerso dalla Conferenza Nazionale Dipendenze 2025, tenutasi nei giorni scorsi a Roma, alla quale ha preso parte Novella Pesaresi, presidente della cooperativa sociale Polo 9 al cui interno ci sono professionalità e competenze particolarmente significative anche in questo settore.
La stessa presidente, psicologa e psicoterapeuta, si occupa da tempo di questa realtà, sempre meno raccontata dai mass media, ma tutt’altro che scomparsa.
L’intervista, a cura di Laura Mandolini, è andata mercoledì 19 e giovedì 20 novembre su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) e sarà in replica domenica 23 alle ore 17 circa, ma potete ascoltarla anche qui grazie al lettore multimediale.

L’appuntamento, un dialogo aperto con le istituzioni

Voluto dalla presidenza del consiglio dei ministri e tornato in presenza dopo l’edizione del 2021 caratterizzata dal periodo covid, è stato un momento cruciale di confronto tra governo, regioni, sanità ed enti del terzo settore. «È stato un incontro caratterizzato da un buon clima di ascolto» ha raccontato Pesaresi. «La partecipazione governativa è stata alta e attiva. Abbiamo notato con piacere che figure chiave, come il sottosegretario alla salute Gemmato, hanno recepito le istanze dei tavoli di lavoro, modificando in alcuni casi le posizioni iniziali». Il confronto ha toccato temi cruciali divisi in otto tavoli tematici, spaziando dalla salute mentale ai modelli innovativi di presa in carico, fino alla prevenzione e alle misure alternative alla detenzione. Un focus particolare è stato dedicato alle dipendenze comportamentali e digitali, fenomeni in rapida ascesa non ancora pienamente riconosciuti nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ma che rappresentano la nuova frontiera dell’emergenza, specialmente tra i giovanissimi.

La natura della dipendenza: la «funzionalità del sintomo»

Tossicodipendenza

Uno dei passaggi più significativi dell’analisi di Novella Pesaresi riguarda la lettura psicologica del fenomeno. «La dipendenza è una malattia a tutti gli effetti, non un vizio o una semplice questione di volontà» spiega la presidente, che è anche psicoterapeuta. «Spesso il comportamento dipendente risponde a quella che chiamiamo ‘funzionalità del sintomo’: un tentativo paradossale di affermazione di sé, di riscatto o di regolazione dell’umore». Che si tratti di sostanze o di comportamenti, la dipendenza va spesso a colmare un vuoto o a rispondere a un bisogno profondo non ascoltato, portando però a conseguenze devastanti come l’isolamento sociale e la rottura dei legami familiari e lavorativi.

Il contesto locale e l’impegno di Polo 9

Polo 9, che gestisce quattro comunità terapeutiche, tre centri diurni e numerosi progetti di prevenzione nelle Marche, osserva da vicino l’evoluzione del fenomeno sul territorio. A Senigallia e dintorni, l’uso di sostanze tra i giovani è spesso «ricreativo» e legato alla socializzazione, ma si inserisce in un quadro di disagio generalizzato crescente. «I ragazzi rispondono bene quando trovano adulti significativi capaci di ascolto» sottolinea Pesaresi. La forza del modello marchigiano risiede nella forte integrazione tra pubblico e privato, ma restano ostacoli importanti, primo fra tutti la discontinuità delle risorse economiche che mette a rischio progetti essenziali.

L’allarme ludopatia nelle Marche

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Un capitolo a parte merita il gioco d’azzardo. I dati recenti di Libera parlano di un affare da oltre 3,8 miliardi di euro solo nelle Marche. «È un indotto enorme per lo Stato, e servirebbero interventi legislativi coraggiosi simili a quelli fatti per il fumo» commenta Pesaresi. La situazione è aggravata dalla geografia regionale: se sulla costa l’accesso ai servizi è capillare, le zone interne e montane soffrono di un isolamento che rende difficile la fornitura di aiuti e supporti. «Spesso nel gioco d’azzardo la segnalazione parte dai familiari quando la situazione economica precipita, perché la consapevolezza del problema nel giocatore è molto difficile da raggiungere» conclude la presidente. La sfida, dunque, rimane aperta: combattere lo stigma, garantire continuità ai servizi e adattare la cura a una società in continua trasformazione.

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Senigallia, persone riunite al tavolo durante il percorso laboratoriale di politica dal basso "La città che vogliamo", proposto dalla Pastorale sociale, dalla Caritas e dalla Diocesi

Senigallia, verso le elezioni 2026: dai bisogni alle proposte concrete con “La città che vogliamo”

Un laboratorio di politica dal basso, lontano dalle logiche di schieramento e focalizzato esclusivamente sui contenuti e soprattutto verso il bene comune. Prosegue il cammino de “La città che vogliamo”, l’iniziativa promossa dalla Pastorale sociale del lavoro, dalla Diocesi di Senigallia e dalla Caritas in vista delle elezioni amministrative che si dovrebbero tenere nella primavera 2026. A fare il punto della situazione, durante la trasmissione “20 minuti da Leone” su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), è stato Giacomo Antonelli, membro della cabina di regia del progetto. L’intervista, in onda lunedì 17 e martedì 18 alle ore 13:10 e alle ore 20, sarà in replica domenica 23 alle ore 16:50 ma è disponibile anche qui in questo articolo, grazie al lettore multimediale.

Il metodo

Il percorso, che ricalca un metodo già testato con successo nel 2020, è entrato nel vivo. L’obiettivo è chiaro: non lanciare un candidato sindaco, ma elaborare un documento programmatico – un vademecum – da sottoporre ai futuri candidati per portarli a conoscenza dei temi avvertiti come prioritari dalla cittadinanza. Dopo la mappa delle idee, lo scorso 6 novembre i cittadini si sono riuniti in tavoli di lavoro tematici per estrarre, dalle idee iniziali, i bisogni reali del territorio. Cinque le macro-aree individuate: città inclusiva, città sostenibile, partecipazione responsabile, giovani e festival culturali.

I temi emersi

Dai tavoli di lavoro sono emersi segnali precisi. Solo per fare qualche esempio, per quanto riguarda i giovani, è forte la richiesta di spazi fisici di aggregazione e figure educative di riferimento. Sul fronte della cultura, i cittadini chiedono un cambio di passo: meno eventi effimeri e più spazio a percorsi strutturati su pace e non violenza. Infine, per la partecipazione responsabile è emersa la necessità di creare strumenti concreti per il monitoraggio del programma elettorale e che colmino la distanza tra amministrazione e cittadini.

Il prossimo appuntamento

Il percorso ora entra nella sua fase più operativa. Il prossimo incontro, aperto a tutta la cittadinanza (anche a chi non ha partecipato ai precedenti), si terrà giovedì 20 novembre alle ore 20:30 presso il centro pastorale diocesano (ex seminario vescovile) in via Cellini 13. Il titolo della serata, «Le idee prendono corpo», riassume l’obiettivo: con l’aiuto di esperti e tecnici, i bisogni individuati verranno tradotti in proposte amministrative fattibili. «L’approccio deve essere sempre propositivo, mai lamentoso», conclude Antonelli. «Vogliamo partecipare attivamente allo sviluppo del bene comune della città in cui viviamo».

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Una bandiera bianca riporta la scritta #Non chiudere gli occhi - Camminata contro la violenza di genere

“Il Coraggio di Cambiare”: il percorso che Trecastelli dedica al contrasto alla violenza di genere

Non una singola giornata, bensì due settimane di iniziative per affrontare un tema purtroppo ancora attuale, quello della violenza di genere. Il Comune di Trecastelli presenta “Il Coraggio di Cambiare”, la nuova campagna di sensibilizzazione promossa in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre. Il programma, ideato dall’assessorato alla cultura, coinvolge l’intera comunità in una riflessione profonda che va oltre la singola ricorrenza. Nel file audio che potete ascoltare cliccando sul lettore multimediale troverete le parole dell’assessora alla cultura di Trecastelli Liana Baci, della curatrice della mostra in programma Simona Zava e della presidente Anpi sez. Trecastelli Elena Morbidelli. Il servizio, a cura di Carlo Leone, sarà in onda alle 13:10 e alle 20 di venerdì 14 novembre, alle 20 di sabato 15 e alle 17:15 circa di domenica 16, sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM). 

La strada da percorrere

«È un tema particolarmente sentito a cui l’amministrazione volge uno sguardo di grande attenzione», ha spiegato l’assessora Liana Baci, sottolineando come la violenza di genere sia un fenomeno ancora profondamente radicato, superabile solo attraverso un cambiamento culturale. «Dobbiamo lavorare anche sul piano dell’educazione emotiva, del riconoscimento delle proprie emozioni, per poterle gestire fin da bambini. Educare al sentimento. Ecco, in questo senso penso che la strada sia abbastanza lunga da percorrere». L’impegno che Trecastelli porta avanti da tempo (la rassegna si chiama così solo dal 2022 ma già prima venivano organizzate iniziative ed eventi sul tema) si è già tradotto in azioni concrete, come l’adesione al manifesto “Italia Gentile” che ha visto la città divenire “Comune Gentile” nel 2024) e il coinvolgimento dell’istituto comprensivo Nori De’ Nobili come “Scuola Gentile”.

Arte giovane in mostra

La locandina della mostra "Tra identità e sguardo, giovane visione sul femminile" a Trecastelli

Il calendario si aprirà domenica 16 novembre al Villino Romualdo di Ripe con l’inaugurazione della mostra “Tra identità e sguardo, giovane visione sul femminile”. Il progetto, proposto dalla Consulta dei Giovani, vede protagonisti nove artisti del territorio (Alice Antonietti, Chiara Bacianini, Federico Baraschi, Margherita Medici, Daniel Sartini, Beatrice Perticaroli, Luca Pettinari, Aurora Reina e Matteo Valletti) di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Simona Zava, curatrice dell’esposizione insieme a Stefano Schiavoni, ha spiegato l’obiettivo: «Abbiamo chiesto loro come oggi vedono il ruolo della donna e del femminile. Ognuno, con la propria poetica e diverse forme artistiche, dalla fotografia alla pittura, ha dato voce a quell’indagare l’identità e lo sguardo del femminile oggi». La mostra, ospitata al museo Nori De’ Nobili, sarà visitabile gratuitamente fino al 18 gennaio 2026.

Cinema e gesti simbolici: da Cortellesi all’Orange Day

Le iniziative proseguiranno domenica 23 novembre al polifunzionale con la proiezione del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi. «Un film – ha commentato l’assessora Baci – che ha saputo raccontare la condizione della donna nell’immediato dopoguerra con spaccati di vita purtroppo ancora molto attuali». Martedì 25 novembre, in occasione della giornata internazionale, Trecastelli aderirà alla campagna ONU “Orange the World”: l’edificio storico del Villino Romualdo sarà illuminato di arancione, colore simbolo scelto per rappresentare un futuro senza violenza.

“Non chiudere gli occhi”: la camminata per cambiare la cultura

Trecastelli: locandina della rassegna "Il coraggio di cambiare", iniziative contro la violenza sulle donne

A chiudere il mese, domenica 30 novembre, sarà la settima edizione della camminata di sensibilizzazione “#NonChiudereGliOcchi”, organizzata dalla sezione ANPI di Trecastelli e patrocinata dai comuni di Trecastelli e Corinaldo. «Il titolo – spiega la presidente locale dell’ANPI Elena Morbidelli – nasce per superare la rappresentazione della donna come soggetto debole, che subisce in un angolo, che rimane con gli occhi chiusi. Noi non rimaniamo fermi, ma camminiamo, riflettiamo e ci muoviamo». Dal ritrovo in campagna tra Trecastelli e Corinaldo, il percorso terminerà a Monterado, davanti la sede del nuovo sportello antiviolenza «per dare visibilità a questa nuova realtà fondamentale». Durante il percorso, la compagnia teatrale Le gine2 metterà in scena “Le disonorevoli”, un’opera sul maschilismo ordinario e istituzionale dal ‘45 a oggi. «La violenza e il femminicidio sono solo la punta dell’iceberg – afferma Morbidelli. In realtà è tutta una cultura che è molto più ampia rispetto a ciò che si vede. Bisogna cambiare completamente la cultura e cambiarla dal basso. Non può essere una legge imposta dall’alto». 
L’appuntamento per la camminata è alle ore 9 di domenica 30 novembre, senza bisogno di prenotazione.

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Installate le luminarie natalizie in piazza Garibaldi a Senigallia

“Sogno d’inverno”, Senigallia si prepara al natale

Sarà un natale da sogno, un “sogno d’inverno” per la precisione, come racconta il titolo scelto dall’amministrazione comunale per le iniziative che allieteranno le festività più attese dell’anno a Senigallia. La città si sta preparando a divenire uno scenario fiabesco. Già cominciato il montaggio delle prime luminarie in centro. Per l’occasione abbiamo ospitato ai microfoni di “20 minuti da Leone” l’assessore alle attività produttive Alan Canestrari. L’intervista, in onda nei giorni scorsi, è disponibile ora anche qui a fianco di una sintesi testuale.

La novità: neve e musica lungo corso II Giugno

La novità più attesa di quest’anno trasformerà il cuore della città. Corso II Giugno diventerà il palcoscenico di uno spettacolo inedito: «Nei giorni prefestivi, in orari che manterremo ‘a sorpresa’ per creare suspense, il centro si animerà con uno show musicale e una nevicata artificiale», ha spiegato Canestrari. Si tratta di una neve artificiale ovviamente ma a impatto zero e non inquinante, che, accompagnata da musica e dalla diffusione di essenze profumate, punta a creare un’atmosfera magica. Per rendere l’esperienza ancora più immersiva, l’amministrazione ha chiesto la collaborazione dei commercianti del corso: «Spegnere le luci dei negozi per pochi minuti ci permetterà di condividere appieno la magia dello spettacolo».

Una mappa di luci: dal foro annonario alla piazza di instagram

L’obiettivo è rendere la città un’attrazione diffusa. Se da un lato l’amministrazione conferma la scelta, già fatta negli anni passati, di farsi carico interamente dei costi delle luminarie eliminando la precedente contribuzione richiesta ai negozianti, dall’altro amplia le installazioni. Le principali attrazioni luminose saranno installate in piazza Manni, che ospiterà la casetta di babbo natale; al foro annonario, dove oltre alle luci, ci sarà un’installazione con una carrozza e delle renne, pensata per famiglie e bambini. Ai giardini Catalani arriva una grande scritta “Merry Christmas”, «Instagrammabile» per i social; in piazza Garibaldi è già tornato il cielo stellato, accompagnato da installazioni a terra raffiguranti la natività. Altra piazza è quella del Duca: ospiterà le casette per il mercatino natalizio. Dal centro poi si passa sul lungomare: la passeggiata di luci arriverà fino al porto con l’illuminazione dei giardinetti tra Uliassi e la capitaneria di porto. Illuminata infine anche la rotonda a mare, simbolo del turismo senigalliese e regionale. La mappa delle luminarie natalizie prevede installazioni anche nelle frazioni: l’assessore Canestrari ha ribadito l’impegno a portare l’illuminazione natalizia anche in quelle che solitamente vengono snobbate come periferie. Qui il 7 e il 14 dicembre arriveranno anche i babbi natale.

Eventi: da capodanno alla befana

Il budget copre anche un fitto calendario di eventi. Per la notte di San Silvestro, il palco sarà prima delle associazioni musicali giovanili del territorio. Per il concerto principale, l’assessore conferma che è in corso una trattativa «con un artista di valenza nazionale» per chiudere l’anno bene e iniziare alla grande il 2026. Confermato anche il classico concerto del primo dell’anno e il tradizionale spettacolo dell’epifania.

Gli investimenti

L’investimento complessivo per il periodo che va da novembre a gennaio ammonta a circa 200mila euro, coprendo non solo le luminarie ma anche gli eventi e gli spettacoli, la logistica e tutti i costi legati alla sicurezza. L’assessore ha sottolineato come l’investimento sugli eventi, sia quelli estivi già realizzati che gli invernali in programma, abbiano già reso Senigallia una «top location» richiesta da artisti e produzioni nazionali. Un fattore che, secondo Canestrari, genera un’economia circolare: «Quando a ottobre l’hotel chiude, si apre il sipario per gli artigiani – pittori, fabbri, falegnami – che lavorano al suo ammodernamento. L’investimento estivo porta beneficio tutto l’anno» assicura Canestrari.

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Continua a Senigallia il percorso "La città che vogliamo" 2025 con i tavoli di lavoro su specifiche macro-aree e temi

Senigallia, dopo la mappa delle idee nuovo incontro per “La città che vogliamo”

Dare voce ai cittadini, raccogliere esigenze, sogni e idee per trasformarle in proposte concrete. È questo l’ambizioso obiettivo de “La città che vogliamo“, il percorso laboratoriale di politica dal basso promosso dalla Pastorale sociale e del lavoro, dalla Diocesi di Senigallia e dalla Caritas in vista delle prossime elezioni amministrative che si dovrebbero tenere nella primavera 2026. Un’iniziativa che vuole rimettere al centro il bene comune attraverso un impegno diretto, come spiegato da Lucia Campolucci, componente della cabina di regia del progetto, ai microfoni di Radio Duomo Senigallia. L’intervista, in onda mercoledì 5 e giovedì 6 novembre alle ore 13:10 e alle 20, sarà in replica anche domenica 9 alle 17 circa ed è disponibile anche in questo articolo come podcast. Buon ascolto.

«L’obiettivo non è quello di sostituirci alle amministrazioni, ma di renderci disponibili per ragionare insieme su quelle che sono le reali esigenze dei cittadini, dando voce a chi la città la vive tutti i giorni», ha sottolineato Campolucci. Di fronte all’insinuazione che la Diocesi voglia candidare qualcuno mascherando quindi il percorso, la risposta è netta: «Il bene comune riguarda tutti. I cittadini hanno il diritto e anche il dovere di mettersi in gioco ed esprimere la propria idea, che non significa stilare un programma politico».

La partecipazione e la mappa delle idee

Il percorso “La città che vogliamo” è entrato nella sua fase operativa lo scorso 26 ottobre presso l’ex seminario vescovile con la “mappa delle idee“. In quella sede, i partecipanti hanno esposto una proposta, una riflessione o un’esigenza. Le idee sono state poi raggruppate in aree tematiche e sottoposte al voto. «Ogni cittadino aveva a disposizione dieci post-it, ognuno corrispondente a un voto, da distribuire liberamente», ha spiegato Campolucci. «Questo ci ha permesso di capire quali fossero le aree di maggiore interesse».

Le 5 aree tematiche emerse

Dal voto sono emerse cinque macro-aree che fotografano le priorità sentite dai cittadini di Senigallia:

  1. Città inclusiva: un tema molto sentito che include la valorizzazione dei borghi e delle frazioni, il delicato tema del diritto alla casa, la gestione degli spazi pubblici e, soprattutto, l’attenzione ai più fragili e alle categorie svantaggiate, con la richiesta di servizi essenziali gratuiti o convenzionati.
  2. Città sostenibile: riguarda la sostenibilità ambientale, il verde urbano e la mobilità sostenibile ed efficiente. Grande attenzione anche alla sicurezza del territorio, con un chiaro riferimento agli eventi alluvionali passati e alla necessità di «ripensare la città in modo organico» e non a compartimenti stagni.
  3. Partecipazione responsabile: il cuore stesso del progetto. I cittadini chiedono strumenti concreti per partecipare, come una sorta di «scuola di democrazia» e, in particolare, l’adozione da parte del Comune di un «regolamento per l’amministrazione condivisa attraverso i “patti di collaborazione”, già attivi in altre città italiane».
  4. Giovani: un capitolo definito «enorme». Le richieste principali riguardano la creazione di spazi di aggregazione (oltre a quelli già esistenti, per lo più diocesani), un forte investimento sull’istruzione, sia formale che informale, e il supporto alle famiglie.
  5. Festival culturali: sulle orme della “Scuola di Pace Buccelletti” di Senigallia, è emerso il desiderio di valorizzare il patrimonio e le relazioni sul tema, promuovendo il dialogo e la conoscenza di tutte le culture presenti in città.

I prossimi passi: dalle idee ai bisogni

Il percorso non si ferma alla mappatura. Ora iniziano i tavoli tematici, aperti a tutta la cittadinanza, anche a chi non ha partecipato al primo incontro. I prossimi appuntamenti sono fissati per giovedì 6 novembre e giovedì 20 novembre, sempre alle ore 20:30 presso l’ex seminario vescovile (via Cellini 13). Nel primo incontro (6 novembre), i cittadini, divisi in tavoli di lavoro, partiranno dalle idee emerse per identificare i bisogni che ne stanno alla base. «Faremo un passo indietro» ha spiegato Lucia Campolucci «per chiederci: ‘da dove nasce quest’idea? Cosa mi spinge a proporla?’». I più votati diventeranno la base di partenza per l’incontro del 20 novembre, dove i cittadini saranno chiamati a elaborare nuove idee e proposte concrete per rispondere a quelle specifiche esigenze. L’iscrizione avverrà direttamente sul luogo e l’invito è esteso a chiunque voglia «mettersi in gioco per la città».

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Continua a Senigallia il percorso "La città che vogliamo" 2025
Continua a Senigallia il percorso “La città che vogliamo”
Enrico Battisti relatore in un incontro (repertorio)

Cambiamenti e relazioni che fanno bene: a Senigallia è di scena la psicologia

Come affrontare i cambiamenti che, volenti o nolenti, scandiscono la nostra vita? Come migliorare le nostre abitudini senza cadere nello stress da prestazione? Sono queste alcune domande al centro di “Relazioni che fanno bene: piccoli passi per migliorarsi. Il metodo Kaizen“, il ciclo di incontri gratuiti promosso dall’InformaGiovani di Senigallia, già iniziato in biblioteca Antonelliana. Per capire il senso, la filosofia e le esigenze alla base di questo percorso, abbiamo intervistato Enrico Battisti, psicologo e psicoterapeuta. L’audio, andato in onda nella trasmissione “20 minuti da Leone” su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), è disponibile anche in questo articolo grazie al lettore multimediale, a fianco di una sintesi degli argomenti trattati.

Il cambiamento: inevitabile, ma faticoso

Il primo incontro, tenutosi il 28 ottobre, ha affrontato la “psicologia del cambiamento”. Battisti sottolinea come sia fondamentale distinguere tra due tipi di mutamento. «Ci sono i cambiamenti discontinui – afferma – quelli che segnano un prima e un dopo: un cambio di scuola, un matrimonio, una separazione, un nuovo lavoro o una malattia. Spesso non li decidiamo, semplicemente ci accadono e scuotono il sistema». Poi ci sono i cambiamenti graduali, quelli che avvengono giorno dopo giorno, di cui quasi non ci accorgiamo. «Il punto è proprio questo – continua Battisti – di fronte ai grandi stravolgimenti, la difficoltà che le persone incontrano è proprio quella di mettere in atto i piccoli adattamenti necessari».

Gli ostacoli: abitudini e sensi di colpa

Ma cosa ci frena? Spesso, spiega lo psicoterapeuta, sono le nostre stesse abitudini. «Ci danno sicurezza, hanno funzionato finora e facciamo fatica a mollarle, anche quando smettono di essere utili». L’ostacolo più grande, però, è spesso emotivo e più profondo. «Una delle cose che sento dire spessissimo è: ‘se mi prendo più tempo per me, mi sento in colpa‘. Viviamo in un contesto sociale e culturale che spinge molto sul dovere, e questo ci blocca». Per superare questi blocchi, il primo passo è la consapevolezza: «Fermarsi, fare il punto della situazione, capire cosa funziona e cosa no».

Una soluzione: il metodo Kaizen

È qui che entra in gioco il filo conduttore del corso: il metodo Kaizen. «Questo concetto – spiega Battisti – arriva dalla cultura industriale giapponese e si fonda sull’idea del miglioramento continuo attraverso piccoli passi». Niente stravolgimenti da un giorno all’altro, dunque, che generano ansia e stress, ma un approccio più dolce. «Fare un passettino alla volta è emotivamente più sostenibile. Se voglio iniziare a fare sport, e finirà non ce l’ho mai fatta, è inutile porsi l’obiettivo di andarci tutti i giorni. Meglio iniziare con cinque minuti di passeggiata e aumentare gradualmente. Sono piccole azioni che, ripetute nel tempo, portano a risultati enormi».

Micro-abitudini e auto-efficacia

In uno dei prossimi incontri, previsto per il 18 novembre, ci si concentrerà proprio su “Micro-abitudini e auto-efficacia”. L’auto-efficacia, spiega il dottore, «è la convinzione di essere in grado di raggiungere un obiettivo. Spesso le persone non si rendono conto delle capacità che hanno, magari perché frenate da mancanza di fiducia in sé o dall’autocriticismo». L’obiettivo è quindi focalizzare i propri valori (dobbiamo cambiare per qualcosa a cui teniamo davvero) e darsi obiettivi raggiungibili e calibrati. Un esempio? «Una persona che fa fatica a dire di no, può iniziare con piccoli ‘no’ in situazioni facili, per poi arrivare a quelli più complessi sul lavoro o in famiglia». Il tutto, conclude Battisti, accettando anche gli inciampi: «Bisogna tollerare le sbavature nel percorso, accettare le proprie imperfezioni». Concetto che vale sempre questo, senza ovviamente rinunciare a migliorarsi.

Il ciclo di incontri “Relazioni che fanno bene” proseguirà fino al 9 dicembre. La partecipazione è gratuita. Per informazioni e iscrizioni è possibile consultare il sito e i canali Instagram e Facebook dell’InformaGiovani di Senigallia.

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Senigallia concerti: la stagione 2025 – 2026 più varia e più ricca che mai

Il Comune di Senigallia e l’Associazione Culturale LeMuse hanno presentato la IV edizione di Senigallia Concerti, la rassegna 2025-2026 ha come titolo “La Stagione dell’anno”, in una conferenza stampa presieduta dal m° Federico Moldelci, direttore artistico della ricca rassegna musicale. Trent’anni fa apriva il teatro ‘La Fenice’ che riapre dopo un importante ristrutturazione. Soddisfatto il sindaco di Senigallia, Massimo Olivetti, così come l’assessora al Turismo Simona Romagnoli. Confermata la collaborazione con le scuole cittadine (Marchetti, Fagnani, Belardi di Marzocca, ma anche della scuola primaria Pascoli, della scuola secondaria di primo grado di Corinaldo e l’indirizzo musicale di Ostra; Liceo Classico Perticari e CPIA di Senigallia – Centro Provinciale Istruzione Adulti).

Il concerto inaugurale – 16 novembre 2025 – sarà con Tullio De Piscopo, batterista e cantante di fama internazionale, in “Tutti i Colori della Musica – Live Tour 2025”, spettacolo in prima regionale.  Si prosegue il 30 novembre con il Trio Nebelmeer, vincitore del prestigioso “Premio Trio di Trieste”, con due dei grandi capolavori della musica da camera di tutti i tempi: il brillante Trio “Arciduca” di Beethoven e lo struggente Trio in la minore di Tchaikovsky.

Il 14 dicembre sarà la volta del Concerto per violino orchestra in mi minore op. 64 di Mendelssohn. Considerato tra i brani più iconici della letteratura per violino e della musica classica, il concerto verrà eseguito dalla straordinaria Anna Tifu sotto la giuda del direttore David Crescenzi alla testa della Filarmonica Marchigiana. Nella seconda parte verrà proposta la Sinfonia N. 6 “Pastorale” di Beethoven.

Natale porta in dono un concerto molto atteso (fuori abbonamento): il Gospel di Natale,quest’anno affidato a The Triumphant Voices of Gospel, con brani della tradizione afro-americana originariamente nati come preghiere.

L’anno nuovo porta un grande nome: il 17 gennaio arriva Stefano Di Battista, grandissimo nome del jazz italiano e europeo, che proporrà le musiche di Nino Rota, Paolo Conte, Nicola Piovani, Lucio Dalla, presenti nel suo recente album La Dolce Vita. Sarà affiancato dai musicisti del suo quintetto e dalla Colours Jazz Orchestra diretta da Massimo Morganti, in questa che è l’unica tappa marchigiana del tour.

Il pianista Alessandro Taverna arriva il 1 febbraio 2026, con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana diretta da Matthias Bamert. In programma l’esecuzione di una delle più belle composizioni classiche di tutti i tempi, il Concerto per pianoforte orchestra n.1 in si bemolle minore di Tchaikovsky. A completare il programma un’altra opera monumentale della musica classica, la Sinfonia N.3 in Fa maggiore di Brahms.

Un altro fuori abbonamento, il15 Febbraio, all’Auditorium San Rocco, con la soprano Lucia Fiori, l’arpista Sofia Marzetti, la flautista Maria Fabiani. Il concerto prevede la presenza degli attori Mauro Pierfederici e Alessio Messersì in un percorso che alternerà letture di William Shakespeare a musiche eseguite dal vivo di autori del ‘600 tra i quali Dowland, Caccini e Monteverdi.

Hawijch Elders e Valère Burnon sono i due giovani artisti fuoriclasse protagonisti del concerto cameristico del 1 marzo. In programma musiche di Tchaikovsky, Poulenc, Saint-Saëns e Franck che esaltano le doti espressive e virtuosistiche di questo incredibile duo.

Alisa Sadikova è oggi considerata al top delle classifiche internazionali ed è ambasciatrice delle arpe firmate Lyon & Healy. Il 15 marzo, sarà al Teatro La Fenice e presenterà un programma raffinatissimo per sola arpa.

Fuori abbonamento il 22 marzo Senigallia Concerti ospita “Pierino e il lupo”, la favola musicale composta da Sergej Prokofiev, che verrà eseguita dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana con la voce recitante di Lucia Palozzi e con la direzione di Jacopo Rivani.

L’esecuzione del Requiem di Giuseppe Verdi in programma il 31 marzo 2026, ci introdurrà alle atmosfere pasquali. Si tratta di una imponente composizione musicale per voci soliste, coro e orchestra sinfonica mai eseguita a Senigallia. Interpreti ti sono l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, le voci soliste della Rete Lirica marchigiana e il Coro Giovanile delle Marche diretti dal Maestro Manlio Benzi.

L’11 aprile Alexander Lonquich, figura di spicco del pianismo internazionale, nella doppia veste di solista e direttore della Filarmonica Marchigiana, propone l’esecuzione di immensi capolavori del periodo classico composti tra ‘700 e ‘800. In programma il celebre Concerto N.23 il La maggiore K488 di Mozart, il cui adagio è una delle pagine più toccanti della musica di tutti i tempi e il brillante e virtuosistico Concerto per pianoforte e orchestra N.1 in sol minore di Felix Mendelssohn.

Fabio Furia arriva a Senigallia il prossimo 26 aprile con il suo bandoneon e il Novafonic Quartet, che comprende anche violino, pianoforte e contrabbasso e ci condurrà nel suggestivo mondo dei tanghi e delle milonghe di Astor Piazzolla.

Il 9 maggio il sassofonista Federico Mondelci, qui in veste di direttore e solista dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, proporrà un repertorio musicale di grande richiamo con musiche tratte da West Side Story – celebre musical di Leonard Bernstein – e colonne sonore di Ennio Morricone. Si conclude così, con questo omaggio al ‘900, una stagione ricca di straordinari appuntamenti musicali, che ha visto al presenza di grandi interpreti della scena internazionale.

Per partecipare alla stagione concertistica e avere il posto riservato sono attive due tipologie di abbonamento con scontistiche e agevolazioni speciali: Euterpe che comprende 11 concerti e Calliope per un totale di 6 concerti. Infoline: 071 7930842 (Teatro La Fenice) e 335.1776042 (dal lunedì al venerdì ore 9.30-12.30), www.fenicesenigallia.itinfo@fenicesenigallia.it 071.2072439 (Amat) www.marchefestival.net. La biglietteria del Teatro La Fenice è aperta il giovedì, il venerdì e il sabato con orario 17-20; giovedì e sabato anche dalle ore 10.30 – 12.30. Nei giorni di spettacolo è aperta da due ore prima dell’inizio. Auditoriom San Rocco: il giorno dello spettacolo la biglietteria è aperta un’ora prima dell’inizio. I biglietti sono anche in vendita nel circuito VivaTicket.

a cura di Laura Mandolini

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L'Assemblea legislativa delle Marche, il consiglio regionale della XII legislatura

Marche, la giunta Acquaroli-bis: sei assessori per iniziare. Nuovo consiglio regionale. Le interviste

A quasi un mese dalle elezioni del 28-29 settembre, il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha dato il via al suo secondo mandato presentando nei giorni scorsi la nuova giunta regionale. La squadra parte con sei assessori, ma è già stato annunciato l’ampliamento a otto componenti, senza costi aggiuntivi per i cittadini. Nel frattempo, è iniziata la 12esima legislatura, con i nuovi 30 consiglieri eletti e l’annuncio del programma di governo. Nel servizio che abbiamo preparato, potrete ascoltare le voci dei protagonisti, a cominciare dal presidente e fino ai sei neo-assessori. L’AUDIO è disponibile cliccando il tasto “play” o “riproduci” del lettore multimediale.

«È una bella squadra, giovane, che dovrà dare continuità a un lavoro già impostato», ha dichiarato Acquaroli, sottolineando che i criteri di scelta hanno guardato all’esito delle votazioni ma anche puntato a recuperare «le capacità politiche che ognuno di questi elementi ha espresso sul territorio».

La nuova giunta regionale per le Marche
La nuova giunta regionale per le Marche

La composizione della nuova giunta

L’esecutivo vede diversi nuovi ingressi. Il presidente Acquaroli ha mantenuto per sé deleghe strategiche come turismo, cultura, commercio e ricostruzione, che verranno ridistribuite con l’ampliamento della squadra.

  • Francesco Baldelli (confermato): assessore a infrastrutture, lavori pubblici, edilizia sanitaria e ospedaliera.
  • Giacomo Bugaro (nuovo): assessore allo sviluppo economico, industria, artigianato, cooperazione, zona economica speciale (Zes), porti, aeroporto, interporto.
  • Paolo Calcinaro (nuovo): assessore alla sanità.
  • Tiziano Consoli (nuovo): assessore al lavoro, valorizzazione beni ambientali, tutela del paesaggio.
  • Francesca Pantaloni (nuova): assessora al bilancio, finanze, organizzazione, personale e pari opportunità. È l’unica donna in giunta.
  • Enrico Rossi (nuovo): nominato vicepresidente, è assessore all’agricoltura, pesca, urbanistica e istruzione.

La visione: “Più forza alle risposte”

Acquaroli ha spiegato che l’ampliamento a otto assessori risponde a una «necessità di dare più forza alle risposte» chiesta da molti corpi intermedi durante la campagna elettorale. «Quando un assessore ha tante deleghe alcune di esse purtroppo hanno meno spazio. È giusto recuperare un concetto che a parità di risorse si possa dare una squadra più numerosa». Il presidente ha ringraziato la giunta precedente per il lavoro svolto in condizioni difficili, tra pandemia e alluvioni, e ha sottolineato come l’ampio risultato elettorale rappresenti una responsabilità superiore.

Durante la seduta inaugurale della dodicesima legislatura, è stato illustrato il programma di governo “Più Marche”. I due pilastri indicati sono i giovani e la sanità. «Vogliamo puntare tanto sui marchigiani del futuro» ha affermato il presidente della giunta regionale. Sulla sanità, ha rivendicato i risultati positivi evidenziati da recenti classifiche nazionali, pur ammettendo che «non significa che non ci sono problemi». La priorità sarà la «ricostruzione della sanità territoriale» per alleggerire pronti soccorso e liste d’attesa.

Le sfide degli assessori

Il confermato Francesco Baldelli (infrastrutture) rivendica il risultato finora della «politica del fare» e annuncia che il 2 ottobre «è stato depositato il progetto che andrà a gara per la costruzione del nuovo ospedale di Pesaro».

Giacomo Bugaro allo sviluppo economico si concentrerà immediatamente sulla zes (zona economica speciale), in attesa dell’approvazione definitiva alla Camera. «Ho contattato il commissario Fitto per cercare di poter rendere la terza misura, la decontribuzione, disponibile per tutte le Marche» ha annunciato, dichiarando inoltre che convocherà subito le associazioni di categoria.

C’è grande attesa per il lavoro di Paolo Calcinaro alla sanità. L’ex sindaco di Fermo ha definito la sfida «veramente prestante» e ha individuato il primo obiettivo: «Si parte dalle liste di attesa, che è il tema dei temi secondo me»

Tiziano Consoli (lavoro e ambiente) si focalizzerà sul governo delle crisi aziendali, dall’area di Fabriano al Fermano, e sulla valorizzazione del paesaggio, tematiche giudicate «pesanti» e «importanti».

L’unica donna in giunta, Francesca Pantaloni (bilancio), ha sottolineato il «grande senso di responsabilità» e l’importanza della «collaborazione con tutti gli altri colleghi». Riguardo alla scarsa rappresentanza femminile, ha commentato: «Logicamente come donne dobbiamo conciliare più ambiti e quindi spesso non è semplice fare tutto».

Infine, Enrico Rossi, oltre al ruolo di vicepresidente (nomina arrivata «sul photo finish»), gestirà l’agricoltura con «sano pragmatismo» e massima disponibilità al «dialogo con gli interlocutori del settore primario».

Chiudendo il suo intervento nella prima seduta del consiglio regionale, Acquaroli ha tracciato un parallelo con l’inizio del suo primo mandato, contraddistinto da alluvioni e pandemia: «Cinque anni fa c’era il Covid, uno scenario surreale con plexiglass e mascherine. Oggi siamo tornati alla normalità e vogliamo continuare a costruire un futuro per la nostra regione».

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Stefania Pagani

«Basta risse e teatrini, servono onestà e autocritica»: Stefania Pagani (Vola Senigallia) contro la politica del consenso a tutti i costi

«Se la politica locale vuole riconquistare la fiducia dei cittadini, deve uscire dalla logica del consenso a tutti i costi e della rissa permanente». È un’analisi netta quella di Stefania Pagani, capogruppo di Vola Senigallia, intervenuta ai microfoni di Radio Duomo Senigallia per discutere dello scollamento tra politica e cittadini, tema evidenziato dal crescente astensionismo. L’intervista AUDIO, andata in onda nei giorni scorsi sulla frequenza 95.2 FM, è disponibile in questo articolo grazie al lettore multimediale. Articolo in cui vi proponiamo una sintesi degli argomenti trattati.

Secondo Pagani, la politica cittadina è troppo spesso ridotta a «siparietti» e «giochi delle parti» che allontanano l’elettorato. La consigliera non risparmia critiche a entrambi gli schieramenti del consiglio comunale. «C’è una scarsa propensione da entrambe le parti a fare autocritica, prima ancora di rivendicare i meriti», ha affermato Pagani. L’esempio citato è quello di opere pubbliche recenti, come la rotatoria della Penna o la riqualificazione della scuola Marchetti: «Quando un’opera pubblica diventa pretesto di battibecchi propagandistici, si trasforma da occasione di progresso condiviso a un terreno di scontro sterile». La ricetta della capogruppo di VS si basa su tre pilastri: verità, sobrietà e spirito di servizio. «Ammettere che un progetto è stato ereditato non è un segnale di debolezza, ma di onestà», ha sottolineato, definendola «un valore rivoluzionario» fondamentale su cui costruire il progetto politico.

L’esperienza in consiglio: il muro contro muro

Tracciando un bilancio della sua esperienza in consiglio comunale a Senigallia, Stefania Pagani parla di un’esperienza che dovrebbero fare tutti per poter capire come funzionano alcuni meccanismi degli enti pubblici, ma nel complesso «non troppo positiva». «È capitato molto spesso che una proposta venisse rigettata subito solo perché proveniente dall’opposizione, anche quando c’era qualcosa di buono». Un raro esempio di collaborazione positiva, ricorda la consigliera, è stato il progetto della casa di comunità, dove una mozione bipartisan ha stimolato la Regione su una struttura necessaria alla città e alla vallata. Cita invece come occasione persa la sua proposta sulla mobilità sostenibile, con una sorta di incentivo economico per chi va al lavoro in bici, «bocciata con un pretesto».

Le critiche all’amministrazione: turismo, giovani e casa

L’intervista ha toccato diversi temi caldi per la città, sui quali Stefania Pagani ha espresso forti critiche all’attuale amministrazione a guida Olivetti. Sulla gestione del turismo: «L’amministrazione spende molto in eventi, ma non ha una vera progettualità né è riuscita a dare un’identità turistica a Senigallia». Secondo la consigliera, servirebbe più attenzione alla «vacanza a tutto tondo», che significa non solo una pluralità di turismi oltre quello balneare ma anche aspetti marginali che completano l’esperienza: pulizia e decoro urbano, cura del verde, piste ciclabili, trasporto pubblico e parcheggi scambiatori. Poi le politiche giovanili, definite «le grandi assenti» di questa giunta. «È stato fatto poco o pochissimo. Penso ai centri di aggregazione giovanile, chiusi in epoca covid e mai riaperti». Per il futuro auspica una regia comune che coinvolga associazionismo e imprese per «restituire ai giovani i propri spazi». 
Critiche anche per una mancata attenzione all’emergenza abitativa. Pagani denuncia «un’assenza di progettualità nell’edilizia popolare» e un indebolimento del rapporto con l’ERAP (Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica delle Marche). Con la proliferazione di affitti brevi e B&B, la situazione per giovani coppie e categorie fragili è peggiorata. Gli interventi a Marzocca e San Silvestro «non sono sufficienti». Da qui nascono allora le sue proposte, semplici ma utili: ripristinare il tavolo con l’Erap Marche, regolamentare gli affitti turistici magari tramite incentivi per chi mette a disposizione appartamenti per il lungo periodo e sperimentare progetti di social housing guardando anche il lavoro fatto oltre i confini regionali.

Il futuro del centrosinistra e il nodo primarie

Partendo innanzitutto dal passato recente, Stefania Pagani ammette la necessità di un’autocritica anche da parte del centrosinistra: «Probabilmente anche noi abbiamo perso in questi ultimi anni un contatto diretto che avevamo con le persone e con alcune associazioni. Da lì dobbiamo ripartire». E poi guardando alle prossime elezioni amministrative, il suo nome è tra quelli compresi nel “toto-nomi” per le primarie assieme a Dario Romano e Domenico Liso. La capogruppo di Vola Senigallia frena bruscamente: «Di certo non c’è ancora nulla. Per come intendo io l’impegno politico, deve partire prima un progetto comune e un confronto sulla visione della città che comprenda almeno quattro o cinque punti su cui costruire un’alleanza. Ogni altro ragionamento è prematuro». L’obiettivo primario, conclude, è «rafforzare la coesione» della coalizione, per poi decidere se puntare su un candidato unico o passare per le primarie. L’importante è che sia un percorso condiviso e partecipato.

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La bandiera dell'Anpi sventola al foro annonario di Senigallia

Mabel Morri (ANPI Senigallia): «Tempi bui e politica distante. Ma la città è viva e partecipa»

«Tempi neri, nerissimi». Non usa mezzi termini Mabel Morri, presidente dell’ANPI sezione di Senigallia “Giulia Giuliani e Luigi Olivi”, per descrivere l’attuale momento politico. Intervenuta ai microfoni di Radio Duomo, Morri ha tracciato un’analisi lucida e preoccupata della crescente disaffezione dei cittadini verso la politica, partendo dal dato dell’astensionismo, ormai il più grande partito italiano. Potete riascoltare l’intervista, andata in onda nei giorni scorsi sulla frequenza 95.2 FM, anche in questo articolo grazie al lettore multimediale. Nel testo, invece, vi proponiamo una sintesi degli argomenti trattati.

«La politica è purtroppo lontana dalla gente, soprattutto a livello nazionale», ha dichiarato Morri, sottolineando un clima di indifferenza di fronte a problemi drammatici, come i femminicidi o le difficoltà di accesso all’aborto nella regione Marche. «Non c’è ancora la percezione che le cose stiano andando così male». Un distacco che l’ANPI ha tentato di colmare, almeno sul fronte elettorale, con un appello formale dei presidenti provinciali per incentivare al voto, ricordando come sia «un diritto e un dovere costituzionale».

Il «cortocircuito» del ponte Garibaldi

Se la politica nazionale appare distante, il dibattito locale mostra segni di grande vitalità. La presidente dell’ANPI ha portato come esempio la mobilitazione cittadina sul progetto del nuovo ponte Garibaldi, che ha visto un «bell’attivismo» capace di mettere in secondo piano le appartenenze partitiche. L’ANPI stessa ha preso posizione, partecipando al consiglio grande e sollevando dubbi sulla legittimità dell’operazione. «La nostra partecipazione ha fatto storcere il naso a qualcuno», ammette Morri, «ma crediamo che l’ANPI debba sottolineare la mancanza di partecipazione democratica, a prescindere dal colore di chi governa».
E sul ponte: il progetto è stato «calato dall’alto, senza discussione» e in potenziale violazione dell’articolo 9 della Costituzione, che tutela il paesaggio e il patrimonio storico. «Riteniamo che il nuovo ponte non tuteli il paesaggio e deturpi l’ambiente».
La presidente ha poi evidenziato un «cortocircuito» politico. A fronte della promessa del presidente Acquaroli di fermare l’iter in caso di netto rifiuto dalla città, Morri si chiede perché il segnale – una petizione firmata da un quarto della popolazione – non sia stato colto. «Ci sembra che Regione e Comune siano totalmente scollegate», ha aggiunto, citando anche l’esclusione di Senigallia dalla ZES (Zona Economica Speciale) come prova di «scollamento».

L’impegno per la pace e la memoria

L’intervento sul ponte rientra nella missione dell’ANPI di fare politica «a modo nostro», ovvero attraverso la cultura, la memoria e l’impegno per la pace. Un impegno che si è concentrato fortemente sulla questione palestinese. «Come ANPI abbiamo collaborato tantissimo con i movimenti e le associazioni per la pace», ha spiegato Morri, evocando lo spirito unitario della Resistenza, composta da «una moltitudine di anime diverse». Tra le iniziative, la mostra “HeArt of Gaza” con i disegni dei bambini della striscia, i presidi in piazza Saffi o la lettura dei nomi delle vittime palestinesi e la partecipazione record (oltre 500 senigalliesi) alla marcia Perugia-Assisi. «Ma non dimentichiamo tutte le altre guerre: Congo, Sudan, Yemen, Siria», ha precisato Morri. «Come ANPI non staremo in silenzio», citando un cartello visto allo sciopero di settembre: “I tuoi nipoti studieranno il tuo silenzio”.

I “leoni da tastiera” e la sfida della cultura

L’attività dell’ANPI prosegue instancabile, seguendo il «calendario civile» che tiene conto del 25 aprile, del 25 luglio con la “pastasciutta antifascista” e del 2 giugno) e aggiungendo nuove date, come la commemorazione del 3 luglio e la lapide al Ponterosso per il partigiano Federico Paolini. La cultura resta uno strumento chiave, con la rassegna letteraria “Autunno Resistente” e la proposta di linguaggi diversi, come il cinema d’animazione (la proiezione de “La tomba delle lucciole” al Gabbiano). Un servizio alla comunità che, tuttavia, non manca di attirare critiche. 
«Ogni anno, per la pastasciutta antifascista, a ogni comunicazione è un cecchinaggio», racconta Morri, parlando degli insulti sui social. «Credo siano leoni da tastiera, persone che vivono nella loro bolla e forse fomentate da quei personaggi politici che ancora fanno fatica a parlare di antifascismo». Per la presidente, però, questo odio social è la prova che «stiamo facendo bene».
Tra le prossime iniziative, gli ultimi appuntamenti per “Autunno Resistente”, una mostra su foto originali di Hiroshima per gli 80 anni del lancio della bomba atomica nella seconda guerra mondiale e l’avvio dei preparativi per l’80° anniversario della Repubblica italiana nel 2026.

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Impianti sportivi: la piscina delle Saline a Senigallia

Piscina Saline, rottura totale tra comune e società concessionaria

La vicenda della piscina delle Saline, chiusa da quasi un anno per motivi di sicurezza, arriva al suo atto conclusivo. O almeno, al più traumatico. È notizia dei giorni scorsi la risoluzione della concessione da parte del Comune di Senigallia nei confronti della società Saline SC Senigallia, gestore degli impianti dal 2021. Una decisione che fa seguito a mesi di accuse incrociate, culminate nel duro botta e risposta tra le parti. L’intervista all’assessore allo sport Riccardo Pizzi, andata in onda nei giorni scorsi, è disponibile anche in questo articolo grazie al lettore multimediale, assieme a un estratto testuale.

La situazione attuale

Mentre si attende la riconsegna delle chiavi, fissata per il 13 novembre, l’attenzione è puntata sul Tribunale di Ancona. Il 29 ottobre, infatti, è prevista l’udienza per la nomina di un consulente tecnico d’ufficio (CTU), chiamato a dirimere la complessa matassa dei lavori necessari, del loro costo e, soprattutto, di chi debba farsene carico.

La piscina, un impianto di circa vent’anni, è chiusa da novembre 2024, dopo il cedimento di una parte del soffitto di uno spogliatoio. Una tragedia sfiorata, avvenuta di notte, che ha imposto lo stop all’agibilità in attesa di perizie e interventi.

Le parti

Da un lato, la società concessionaria lamenta uno «squilibrio economico» del piano finanziario originario (presentato tra il 2019 e il 2020), causato prima dalla pandemia e poi dall’aumento spropositato dei costi energetici e delle materie prime. Problematiche, denuncia la Saline SC, rimaste «inascoltate» dall’Amministrazione, accusata di scarsa disponibilità al dialogo.

Dall’altro, l’Amministrazione comunale ritiene il concessionario «inadempiente» rispetto agli obblighi contrattuali, in primis quelli relativi agli investimenti di riqualificazione previsti. Per fare chiarezza sulla posizione della giunta, abbiamo intervistato il vice sindaco e assessore allo sport, Riccardo Pizzi.

Le tappe della vicenda

«La decisione di risolvere il contratto – spiega l’assessore Pizzi – nasce dalla valutazione dei nostri tecnici e consulenti sull’evolversi del rapporto. L’aggiudicazione del giugno 2020 prevedeva che il Comune versasse 262mila euro più IVA all’anno, a fronte di interventi da parte del concessionario per poco meno di 700mila euro sulla piscina e sui due campi ‘pallone’».

Secondo la ricostruzione di Pizzi, la società avrebbe chiesto una rivisitazione del piano economico già a settembre 2020 causa Covid, richiesta però giudicata «non adeguatamente motivata» dai consulenti. Dopo una lunga trattativa, si è giunti alla firma nell’ottobre 2021, con la concessione di un anno «transitorio» per valutare gli effetti della pandemia.

«A marzo 2023 – affonda Pizzi – al termine del primo anno di gestione, i nostri consulenti, valutando la documentazione inviata dalla stessa società, hanno stabilito che non c’è stato uno squilibrio del piano economico. Abbiamo quindi invitato il gestore a partire con la progettazione delle opere previste. Da allora, nulla è pervenuto agli atti. Al di là delle richieste di incontri, noi abbiamo bisogno di documenti e numeri, tutelando l’interesse pubblico».

La replica alle accuse

Riccardo Pizzi
Riccardo Pizzi

L’assessore respinge le accuse della società sulla mancanza di dialogo e sui costi energetici. «Sono due aspetti diversi,» precisa. «Sul primo, quello economico, i documenti forniti da loro stessi dicevano che non c’era squilibrio. Sul caro energia, i nostri esperti hanno valutato che rientra nell’alea dell’attività imprenditoriale e non ricorrevano le condizioni per un intervento pubblico. Per il caro materiali, abbiamo detto: ‘presentate una progettazione sui prezziari e poi discutiamo’. Ma non è mai arrivato nulla».

Riguardo la causa in tribunale (l’accertamento tecnico preventivo), Pizzi sottolinea che è stata un’iniziativa della società. «È successiva al crollo di novembre 2024. Noi ci eravamo già attivati con un professionista esterno per fare i sondaggi, ma loro hanno azionato subito il ricorso, non dandoci il tempo di avviare un dialogo con documenti alla mano».

Il futuro degli impianti

Con la riconsegna delle chiavi il 13 novembre, il Comune punta a «garantire la continuità degli impianti che possono essere utilizzati, ovvero la pista d’atletica e il pattinodromo». Pizzi chiarisce anche un punto fondamentale: gli investimenti previsti dal contratto riguardavano solo la piscina e i due campi da tennis sintetici sotto il pallone. «La tribuna della pista d’atletica e altri due campi da tennis sono inagibili dal 2016. Il progetto approvato all’epoca non prevedeva alcun investimento su queste strutture».

Per il futuro della piscina, tutto è sospeso in attesa della perizia del CTU. «È prematuro stimare i costi,» conclude Pizzi, che allarga lo sguardo anche all’altra struttura cittadina: «Eravamo pronti a far uscire il bando per il progetto di finanza della piscina del Molinello (che ha 40 anni), ma con le Saline chiuse ci siamo dovuti fermare per non privare Senigallia di entrambi gli impianti. Stiamo comunque lavorando alla progettazione di una nuova piscina che sostituisca il Molinello, garantendo la continuità del servizio durante i lavori».

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