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Tag: interviste

Maurizio Perini

Elezioni regionali Marche 2025: la “sfida” di Azione tra protesta e pragmatismo

Azione non è presente con il proprio simbolo alle elezioni regionali nelle Marche del 28 e 29 settembre 2025. Una scelta motivata da una profonda critica al sistema politico attuale. A spiegarne i dettagli è Maurizio Perini, commissario locale del partito, che nell’intervista a Radio Duomo Senigallia definisce i due poli principali di centrodestra e centrosinistra come meri «cartelli elettorali» in cui i programmi passano in secondo piano e i partiti sono spesso «intercambiabili». L’audio integrale è disponibile in questa pagina grazie al lettore multimediale: basterà cliccare “play” o “riproduci” per ascoltare le sue parole. Qui vi proponiamo anche un estratto testuale con i temi principali.

Sanità, la ricetta di Azione

Pur non correndo in prima persona, Azione si impegna a influenzare in qualche il dibattito politico, proponendo soluzioni concrete a problemi annosi. Un esempio su tutti è quello della sanità, con le liste d’attesa che affliggono i cittadini marchigiani. Perini non ha dubbi: la soluzione è pragmatica e richiede coraggio. «Le apparecchiature come quelle per TAC e esami ecografici devono essere utilizzate 7 giorni su 7, non solo 5», dichiara. «Ci vogliono più risorse per assumere il personale necessario, come radiologi e medici. La politica deve avere il coraggio di togliere da una parte per mettere dall’altra». Perini sottolinea anche come proposte come queste possano apportare benefici alla sanità marchigiana, dove cresce in maniera costante la mobilità passiva, la tendenza dei cittadini a curarsi in altre regioni, causando un notevole deficit per il bilancio regionale.

Occupazione e turismo, le concessioni balneari

Anche sul fronte dell’occupazione, la ricetta di Azione è chiara. Con l’aumento dei contratti precari, la regione deve sfruttare al meglio le proprie risorse. Per il territorio di Senigallia, in particolare, la priorità è il turismo. Perini invita a intervenire immediatamente sulle concessioni balneari, sottolineando l’urgenza di avviare subito bandi che possano dare certezze agli imprenditori, favorendo investimenti e creando occupazione di qualità. «Siamo in ritardo, la scadenza è il 2027 e non possiamo permetterci di perdere altro tempo», afferma.

Libertà di scelta e dialogo con i candidati

Nonostante la mancanza di liste, Azione ha lasciato i propri iscritti liberi di candidarsi a titolo personale. L’obiettivo, spiega Perini, non è dare indicazioni di voto, ma «confrontarsi con tutti i candidati» per capire chi è disposto a sposare le idee del partito. Il commissario locale si impegna a «porre in continuazione dei temi», offrendo un sostegno a chi accoglierà le proposte di Azione. Questo approccio riflette la volontà di Azione di non restare immobile. La strategia, infatti, è orientata verso il futuro: quella delle elezioni amministrative del 2026 che vedranno Senigallia al voto, quando il partito si presenterà – confida Perini – con una base solida, frutto del lavoro di confronto e riorganizzazione in corso. «Noi siamo qui per costruire una base nei vari territori e lo faremo confrontandoci con chi ci ascolta», conclude Perini. «C’è un elettorato d’Azione, e immagino che i candidati vogliano fare proprie queste nostre idee».

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Enrico Pergolesi

Elezioni regionali Marche 2025, intervista a Enrico Pergolesi (Alleanza Verdi Sinistra)

Enrico Pergolesi è consigliere comunale, a Senigallia, nella lista ‘Diritti al futuro’. Ora si candida per il Consiglio regionale delle Marche nella lista di AVS, Alleanza Verdi Sinistra. Particolarmente attivo nel volontariato sociale, Pergolesi decide di candidarsi in un progetto politico di recente costituzione. L’intervista, andata in onda nei giorni scorsi, è disponibile qui grazie al lettore multimediale: per riascoltarsi le sue parole basterà cliccare sul tasto “riproduci” o “play”.

È lo stesso consigliere a raccontare la genesi di questo percorso: «Alleanza Verdi Sinistra nasce dalle politiche del 2022, confermata alle europee del 2024, dove ha ottenuto un buon risultato. A Senigallia siamo nati come lista civica, quella che una volta era la Città futura e poi diventata Diritti al futuro. Ci siamo trovati, favorevolmente colpiti dal fatto che finalmente la sinistra si è unita e questo ci ha convinto a dare fiducia a questa formazione». 

Laureato in Filosofia, appassionato di storia, al vertice della sua proposta programmatica Pergolesi ha messo la ‘Costituzione contro ogni fascismo’: «Il fatto che il Consiglio regionale abbia sostanzialmente funzioni amministrative, non significa che non abbia la possibilità di incidere anche su grandi temi. L’attività di un Consiglio regionale impatta nel momento in cui altre regioni (Toscana, Emilia Romagna…), per fare un esempio, decidono di interrompere i rapporti con Israele durante questo disastro umanitario. Le Marche sono una piccola regione ma fanno parte di uno stato importante dell’Unione Europea e l’Unione Europea è una parte importante del mondo. Ogni piccola azione, ogni piccola elezione che va in contrasto ad una direzione che sembra irreversibile (basti vedere i vari Trump, Putin, Erdogan, Orban) ogni piccola cosa che si può fare è un passo verso la democrazia e il ripristino di alcuni valori che noi credevamo intoccabili».

Tornando alle nostre latitudini e possibilità concrete, interpelliamo Pergolesi sul tema dei temi, la sanità: «Sulla sanità in tanti hanno parlato, io voglio ottenere un risultato molto piccolo che differenzia la destra dalla sinistra, per il quale servono pochi soldi ed è un principio di libertà. Faccio riferimento alla vera e completa applicazione della legge 194 anche nella nostra regione. Per questo non c’è bisogno di spostare miliardi di risorse, c’è da attivare la volontà politica e fare in modo che i consultori funzionino, nei quali la donna può decidere in piena libertà cosa fare del proprio corpo». 

Scorriamo i punti programmatici e ci imbattiamo nella proposta di salario minimo regionale: «Non ci inventiamo nulla, sono cose già state fatte da altre regioni del centro-sinistra, in cui ogni appalto pubblico finanziato da Regione Marche dovrebbe prevedere degli standard minimi di garanzia sociale per i lavoratori. Nulla di nuovo sul fronte del lavoro che non sia già stato fatto, sperimentato con successo in altre regioni».

Alleanza Verdi Sinistra appoggia Matteo Ricci anche sui temi che riguardano l’ambiente. Pergolesi ha spesso le mani in pasta nel settore, nella tutela dell’ambiente, nella sorveglianza del territorio, anche perché ha subito notevoli danni dall’alluvione: «Anche in questo caso mi collego alla Costituzione e al rafforzamento della democrazia. La priorità principale è avere un’amministrazione regionale che sia democratica sulle scelte territoriali, sulle scelte che incidono sul territorio. Siamo in una città dove scelte imposte dall’alto ci obbligano ad avere un ponte sul Misa per il quale 10mila persone hanno firmato per averne invece uno fatto diversamente. Tutto questo è sfociato in un Consiglio grande, o meglio, in un Gran Consiglio, dove il Presidente della Regione ha detto ‘va bene, se poi non lo volete basta che ce lo dite’. Abbiamo chiesto di poter fare un referendum per chiedere alla cittadinanza di esprimersi, ci è stato risposto ‘no’, il referendum sul ponte non si può fare».

«Su tutto questo io ho un atteggiamento molto laico, non sono a prescindere contro i pannelli solari sui campi, perché so che purtroppo l’alternativa adesso sarebbe peggiore; fino a due mesi fa, se uno sentiva la televisione, c’erano esperti di energia che ci spiegavano che il gas costa troppo e che dobbiamo scommettere sul mini nucleare. Ecco, ora questo non si sente più, perché siamo in fase elettorale. Tra due mesi, quando la partita elettorale sarà compiuta, torneranno con forza a parlare di mini nucleare e io, tra un pannello solare a terra, che tra vent’anni magari riesco anche a smontare, perché non è un capannone che mi rimane lì in eterno, e una centrale nucleare, anche piccola, con tutto il problema della gestione delle scorie, preferisco il pannello solare che magari troveremo il mondo di riciclare una volta usato».

Infine, non per importanza, il tema della scuola: «In questi giorni in cui c’è un via vai di ministri di ogni ordine e grado, è venuto anche il ministro Valditara che prospetta una scuola 4 più 2 per chi ha qualifiche professionali. In poche parole chi frequenta l’Ipsia, per fare un esempio, al momento, dopo 5 anni, può decidere giustamente di andare a lavorare perché si sente qualificato o magari, viceversa, può avere incontrato un insegnante di italiano o di biologia che lo ha particolarmente invogliato a continuare gli studi e sceglie l’università. Nel progetto del ministro attuale, chi farà il percorso di quattro anni non potrà frequentare l’università e questo significa tornare ad una scuola in cui dividiamo le persone tra chi deve lavorare e chi ha un’ambizione culturale».

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Francesco Acquaroli e Ilaria Bizzarri

Elezioni regionali Marche 2025, intervista a Ilaria Bizzarri (Civici Marche)

Proseguono gli incontri di Radio Duomo Senigallia in blu con le candidate e candidati al prossimo consiglio regionale delle Marche. Una voce nuova e concreta è quella di Ilaria Bizzarri, ex assessora per un breve periodo al Comune di Senigallia, e oggi pronta a portare in politica la sua esperienza di madre, lavoratrice e professionista a sostegno del presidente uscente Francesco Acquaroli. L’intervista, in onda giovedì 18 settembre, è disponibile in questo articolo grazie al lettore multimediale. Bizzarri ha delineato i punti chiave del suo programma, incentrato su un forte sostegno alle famiglie, alle imprese locali e alla valorizzazione del patrimonio regionale.

Priorità sociali: dalle famiglie alle fragilità

Uno dei temi centrali per Bizzarri è l’attenzione al welfare sociale, con un focus particolare sulle famiglie e sulle persone con disabilità. «Dobbiamo rimettere al centro della nostra politica le persone», ha affermato, sottolineando l’importanza di un sostegno concreto alla natalità. L’esperienza diretta come madre di due bambini (con un terzo in arrivo) la spinge a denunciare una problematica spesso sottovalutata: la carenza di posti negli asili nido. «Il problema non sono gli asili gratuiti, ma il fatto che non ci sono abbastanza posti», ha spiegato, evidenziando la necessità di creare nuove strutture per permettere alle donne di conciliare lavoro e maternità e mantenere la propria indipendenza economica. 
Un altro punto dolente è il supporto alle famiglie con familiari disabili. Bizzarri ha parlato della necessità di valorizzare queste persone, sia a livello scolastico che lavorativo, ma soprattutto di affrontare il problema del “dopo di noi”. «Bisogna creare strutture e una rete capace di dare un sostegno a chi resta», ha dichiarato, mettendo in luce l’angoscia che molte famiglie vivono pensando al futuro dei propri cari.

Volontariato e sicurezza: investire sui giovani

L’intervista ha toccato anche il tema del volontariato, che secondo Bizzarri sta vivendo un momento di crisi. La candidata ha proposto un ritorno alle attività di sensibilizzazione nelle scuole, come quelle a cui ha partecipato durante gli anni delle superiori. «Dobbiamo sensibilizzare i giovani a queste tematiche per fargli capire che non vince sempre il più forte», ha ribadito, collegando questo punto al disagio giovanile e al crescente problema della sicurezza. Secondo lei, investire nella partecipazione civica e nell’educazione al volontariato può essere una prevenzione efficace contro comportamenti violenti e antisociali.

La politica come ponte tra imprese e amministrazioni pubbliche

La sua esperienza nasce dal mondo produttivo. Bizzarri intende farsi portavoce delle esigenze delle imprese, chiedendo un maggiore supporto regionale attraverso bandi per l’assunzione, la formazione e il welfare aziendale. Ha inoltre sottolineato l’importanza di migliorare la comunicazione tra la Regione e le aziende, proponendo l’invio diretto di informazioni sui bandi tramite PEC, per raggiungere anche le piccole realtà che non sono sempre strutturate per la ricerca autonoma di opportunità. Guardando alle valli Misa-Nevola, Bizzarri ha evidenziato la necessità di valorizzare non solo le grandi industrie, ma anche il piccolo artigianato locale e il commercio di prossimità, riconoscendo in essi un «indotto notevole» e un pilastro dell’economia del territorio.

Turismo e percorso civico

Non sono mancati i riferimenti al turismo, con un forte appello a promuovere l’immagine delle Marche a livello internazionale, proponendo un rilancio turistico basato sui borghi storici, sulla vicinanza tra mare e montagna, senza dimenticare il patrimonio enogastronomico. Un percorso civico il suo, con “Civici Marche per Acquaroli Presidente”, «una scelta per uscire dalle logiche di partito», dove l’idea di base è quella di «una collaborazione alla pari», e dove le competenze professionali di ciascuno possano emergere senza essere «all’ombra di una bandiera».

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Elena Campagnolo

Elezioni regionali Marche 2025, intervista a Elena Campagnolo (Lega)

In vista delle elezioni regionali del 28 e 29 settembre, Radio Duomo Senigallia ha ospitato Elena Campagnolo, assessora all’ambiente del Comune di Senigallia nonché candidata nelle file della Lega. Nell’intervista, in onda alle ore 13:10 e alle ore 20 sui 95.2 FM e ascoltabile anche qui grazie al lettore multimediale, si è potuto chiarire il motivo della sua candidatura e soprattutto parlare dei temi centrali per il territorio. La sua scelta di impegnarsi in Regione è vista come una naturale evoluzione del suo lavoro a livello locale, un servizio alla comunità che può estendersi per un respiro più ampio.

Alluvione e ricostruzione

Uno dei punti focali dell’intervista è il tema della ricostruzione post-alluvione. Campagnolo ha ricordato il suo impegno immediato dopo l’evento del 2022, che l’ha portata a Roma per sollecitare aiuti concreti. «Grazie al lavoro del Presidente Acquaroli e una concertazione durata alcune settimane, siamo riusciti a stanziare 400 milioni di euro per il territorio, che sono serviti in parte a mettere in sicurezza la zona, e per il resto a risarcire la popolazione duramente colpita», ha affermato. Campagnolo ha sottolineato come il territorio delle valli Misa e Nevola sia «più sicuro di tre anni fa», pur riconoscendo che c’è ancora molto da fare. In particolare, ha menzionato la questione delle vasche di espansione, precisando che la prima è entrata in funzione dopo 40 anni dalla sua progettazione e che la giunta Acquaroli ha velocizzato le procedure per le successive. 

Turismo e aree interne: Senigallia modello per le Marche?

Il turismo è un altro argomento di grande importanza. Nonostante si sia in attesa dei dati ufficiali sulla stagione estiva, la candidata leghista si dice convinta che il successo di Senigallia possa essere un modello per l’intera regione. «Esiste un sistema Senigallia da cui la Regione Marche deve partire», ha detto, ricordando come in tre anni la città sia diventata la «regina del turismo marchigiano», superando il milione di presenze dopo oltre un decennio. A questo si lega il tema delle aree interne: Campagnolo ha espresso la necessità di valorizzare i borghi, spesso colpiti da spopolamento e carenza di servizi, attraverso bandi come ha fatto la giunta Acquaroli e iniziative come ‘Marche Storie’.

Economia e sanità: gli impegni per la Regione

L’intervista ha toccato anche i temi dell’occupazione, dell’agricoltura e della sanità. Campagnolo ha lodato l’attuale situazione occupazionale a livello nazionale, che a suo dire offre maggiori opportunità di lavoro a tempo indeterminato rispetto al passato. Per quanto riguarda l’agricoltura, ha espresso l’impegno per sburocratizzare l’accesso ai bandi e per il sostegno alle famiglie e imprese di agricoltori che promuovono prodotti di eccellenza nazionale. Sulla sanità, la candidata ha difeso la riforma avviata dalla Giunta Acquaroli, definendola un «cambiamento necessario» che potenzierà i servizi sui territori, nonostante non sia ancora pienamente percepibile dai cittadini. Campagnolo si è detta ottimista sulla costruzione delle case di comunità, sottolineando che i lavori sono partiti in diversi territori. Infine, parlando di ambiente, ha menzionato i controlli elevati sulla raffineria di Falconara, pur riconoscendo il disagio degli abitanti vicini, e ha rimarcato l’impegno delle aziende locali del settore del trattamento rifiuti verso la sostenibilità.

L’astensionismo: un appello al voto

Concludendo l’intervista, Campagnolo ha espresso fiducia nella vittoria del presidente Acquaroli, ma ha voluto sottolineare una preoccupazione: l’astensionismo. «Mi dispiace che tante persone non vedano come una questione importante quella di andare al voto», ha affermato, auspicando che i cittadini si rechino alle urne il 28 e 29 settembre per il bene del loro futuro e di quello dei loro figli, indipendentemente dalla loro preferenza politica. Ha concluso ribadendo la sua visione della politica non come un lavoro, ma come un modo per servire la comunità, forte del suo impegno personale a Senigallia e della sua professione.

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Roberto Pradisi

Elezioni regionali Marche 2025, intervista a Roberto Paradisi (Forza Italia)

C’è chi in politica porta la propria dote di impegno, esperienza e competenza e chi invece cerca in politica una dote, spesso un ruolo, con compenso ovviamente. E’ questa la netta distinzione con cui Roberto Paradisi, coordinatore locale di Forza Italia, si presenta agli elettori in vista delle prossime consultazioni regionali del 28 e 29 settembre. Un concetto chiaro, semplice, che restituisce dignità alla politica e al voto, in un momento in cui tanti diffidano e non votano. L’intervista integrale è in onda martedì 16 settembre, alle ore 13:10 e alle ore 20 su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), ma è disponibile anche in quest’articolo grazie al lettore multimediale.

Forte di una carriera come avvocato, docente universitario e con un lungo impegno nel mondo sportivo, Paradisi ha esposto le sue ragioni, le sue proposte e la sua visione per il futuro della regione, ponendo l’accento sulla concretezza di un impegno civico libero, a detta sua, da condizionamenti di partito.

Sanità, sport e cultura: il programma per le Marche

Paradisi si concentra su diverse aree chiave, a partire dalla sanità, un settore che assorbe oltre l’80% del bilancio regionale. Pur riconoscendo i meriti dell’attuale giunta Acquaroli nell’aver invertito la rotta rispetto al passato in cui si accentravano risorse e competenze, l’esponente di FI insiste sullo stop ai medici gettonisti, proponendo un’alternativa: «Richiamiamo i medici di famiglia in pensione, come è successo durante il Covid, e cominciamo a rimpinguare tutti i borghi e i presidi sanitari». L’obiettivo è quello di «un borgo, un presidio sanitario», garantendo a ogni comunità, anche la più piccola, l’accesso a guardie mediche e a un soccorso di base efficiente. Critiche invece per il mancato avvio delle case di comunità promesse ma anche a chi si impegna per vedere «la medaglietta», dimenticando la sostanza della questione.

Il candidato ha poi collegato indissolubilmente lo sport alla cultura, definendoli «la più potente medicina contro lo sballo e il disagio giovanile». Per quanto riguarda lo sport, ha criticato la gestione di alcune strutture pubbliche, come nel caso della palestra di via D’Aquino a Senigallia, chiusa per lavori improvvisati nel mese di avvio delle attività sportive da parte delle varie società, e il «regime dei presidi» che nega l’uso delle palestre scolastiche alle società sportive, in violazione di una legge del 1996. Per la cultura, Paradisi ha proposto un festival dei classici, itinerante nei teatri e anfiteatri romani della regione. Un progetto che non solo valorizzerebbe il patrimonio culturale delle Marche, ma creerebbe anche un indotto turistico, trasformando la cultura in un motore di crescita.

Turismo e protezione civile: proposte per il territorio

In materia di turismo, Paradisi ha difeso strenuamente il settore plein air, smentendo il pregiudizio che i turisti in camper non generino un’economia virtuosa. «Chi si muove con un mezzo da 80 mila euro ha un’importante capacità economica, e spende», ha affermato. «Va al ristorante, nei mercati, nei negozi. Dobbiamo creare aree attrezzate per intercettare questi flussi».

Sull’annoso tema del rischio idrogeologico, Paradisi ha ribadito la necessità di accelerare la costruzione delle vasche di espansione e ha proposto la soluzione di un coordinamento unico di protezione civile per ogni vallata: «Davvero pensiamo che si possa lasciare tutto alla singola volontà dei sindaci che si scambiano sms?». L’obiettivo finale sarebbe quello di creare una sorta di «commissario di fiume» per una gestione rapida ed efficace delle emergenze.

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Daniela Pieragostini

Elezioni regionali Marche 2025, intervista a Daniela Pieragostini (Movimento 5 Stelle)

SENIGALLIA – Con l’avvicinarsi delle elezioni regionali 2025, il dibattito politico si accende e il Movimento 5 Stelle presenta la sua visione per le Marche. In un’intervista esclusiva a Radio Duomo Senigallia InBlu, la candidata Daniela Pieragostini ha toccato alcuni dei temi a suo dire cruciali per la definizione del futuro della regione Marche: istruzione, sanità, lavoro, turismo e ambiente. L’intervista, in onda lunedì 15 settembre alle ore 13:10 e alle ore 20 su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), è disponibile anche in quest’articolo grazie al lettore multimediale.

Scuola: la sfida educativa

Il primo tema affrontato è la scuola, settore che di fatto simboleggia un po’ la sfida educativa che oggi è sotto gli occhi a tutti. Pieragostini ha ricordato i cospicui investimenti del Governo Conte e criticato l’atteggiamento muscolare del ministro dell’istruzione Valditara, sottolineando come la soluzione ai problemi attuali non risieda nei divieti, ma nell’educazione e in quel “patto” con le famiglie. «Il divieto dell’uso dello smartphone a scuola non è la soluzione ideale – ha affermato – la questione è educare all’utilizzo della tecnologia e del digitale, a partire dalla sinergia tra scuola e famiglia».

Sanità: la vera battaglia

La sanità, ha sottolineato la candidata, è il fulcro della sfida elettorale. La proposta del candidato presidente Matteo Ricci e dell’alleanza di centrosinistra, a cui il Movimento 5 Stelle dà il proprio supporto, è quella di destinare il 7% del PIL alla sanità: «un obiettivo concreto», spiega, raggiungibile solo dirottando le risorse dagli armamenti. La candidata ha identificato i problemi più urgenti: le lunghe liste d’attesa e la carenza di personale. A suo avviso, il personale medico e infermieristico è sovraccaricato e numericamente sottodimensionato, un problema che l’attuale amministrazione regionale non è riuscita a risolvere. Altro deficit del centrodestra è, secondo Pieragostini, la mancata gestione dei fondi PNRR che sta comportando il forte rischio per la realizzazione di alcuni progetti come la casa della comunità a Corinaldo.

Lavoro e turismi

L’intervista si è spostata sul lavoro, con un focus sulla qualità dell’occupazione. Pieragostini ha criticato la lettura parziale dei dati sull’occupazione, sottolineando la diffusione di lavori precari e con salari bassi. Ha sostenuto l’introduzione del salario minimo regionale, che secondo lei è un passo non solo possibile, ma «doveroso» per evitare la fuga dei giovani qualificati dalla regione.
Per quanto riguarda il turismo, la candidata ha proposto una visione olistica per le Marche, da lei paragonate a «un piatto con ingredienti di altissima qualità, ma assemblato in maniera improvvisata». La soluzione, a suo parere, non sta solo nel turismo balneare, ma nell’integrazione con gli altri turismi, restituendo opportunità alle aree interne e in un sistema che offra opportunità tutto l’anno.
L’appello al voto è rivolto in particolare ai delusi dalla politica, a superare il disincanto del «tanto sono tutti uguali» e a votare per un cambiamento per le Marche, costruito sulla fiducia, sulla competenza e sulla valorizzazione del bene comune.

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Andrea Celidoni

La «musica che fa bene» risuona nei reparti di oncologia di Senigallia e Ancona

Ci sono spettacoli che vengono ricordati per anni, e ci sono musiche che lasciano il segno. A questo secondo tipo appartiene l’iniziativa di Andrea Celidoni. Il noto musicista di Senigallia ha da tempo avviato un progetto all’ospedale regionale a Torrette di Ancona e, da qualche mese, esteso l’idea anche al nosocomio della propria città. Un esempio di come la musica possa diventare un vero e proprio strumento di cura e conforto. Le sue note non viaggiano su un palco, ma nei corridoi e nelle stanze dei reparti di oncologia dei due poli ospedalieri. E li trasformano. L’intervista è in onda venerdì 5 e sabato 6 settembre, alle ore 13:10 e alle ore 20 ma sarà in replica anche domenica 7 alle ore 17:15 circa, sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2FM). L’audio integrale è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale: basterà cliccare sul tasto play per riascoltarla.

Celidoni porta avanti da circa sette anni l’iniziativa nel reparto di oncologia di Ancona, dove organizza concerti acustici mensili per i pazienti. Circa un anno fa, grazie all’amicizia con il dott. Massimo Marcellini, il progetto si è esteso anche al reparto di oncologia di Senigallia. L’approccio è sempre delicato e rispettoso. Dei pazienti, degli operatori, delle persone che accompagnano i familiari. Mentre ad Ancona i concerti si tengono in una sala d’attesa più ampia, a Senigallia la struttura del reparto è diversa. «Io suono in una piccola rientranza, con un volume bassissimo per non disturbare».

La musica è un sottofondo leggero, una presenza discreta che accompagna i pazienti durante terapie che possono durare diverse ore. Il repertorio spazia da cantautori italiani come Lucio Dalla e Gino Paoli a grandi nomi internazionali come Frank Sinatra ed Elton John. L’obiettivo è creare un’atmosfera confortevole e per evita generi troppo aggressivi o rumorosi. «No rap, no trap» scherza Andrea, sottolineando la sua preferenza per testi che offrano un messaggio positivo e melodie più dolci, dato il contesto in cui vengono eseguite.

Il progetto, avviato a dicembre 2024, ha avuto un successo inaspettato. «Dopo il primo giorno, Marcellini mi ha chiamato per dirmi che tutti, dai pazienti al personale, erano contentissimi», racconta il musicista. Le reazioni sono state immediate e toccanti. C’è chi applaude, chi ringrazia con parole sincere, e c’è persino chi si alza per ballare. Celidoni ricorda il sorriso di una signora che, al suono di un brano, si è alzata per volteggiare per diversi minuti, o la coppia di anziani che ha ballato sulle note di “My Way”.

L’impegno emotivo è notevole, la voce di Andrea è rotta più volte durante l’intervista in cui ricorda che ogni esibizione comporta donare un po’ di sé. Ma l’impatto sociale di questa iniziativa è profondo: la musica non solo distende gli animi dei pazienti, ma offre un momento di leggerezza e normalità anche a chi li accompagna.

L’iniziativa non si ferma, almeno per il momento, e il calendario è già fissato per i prossimi mesi in quello che molti sperano sia un percorso senza fine. A Senigallia, gli appuntamenti si tengono due volte al mese e in giorni diversi per permettere a più persone di ascoltare. Qui suona e canta da solo, ad Ancona spesso suonano altri e lui ne cura solo gli aspetti organizzativi. Ma l’impegno di Andrea Celidoni, che va oltre la semplice passione per la chitarra che l’ha visto musicista e insegnante per decenni, dimostra come l’arte possa uscire dagli schemi e diventare un veicolo di umanità, bellezza e serenità in luoghi in cui sono più che mai necessarie.

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Giovanni Ricci a Senigallia, nell'ambito di DestateLaFesta2025. Foto di Christian Papo

Giovanni Ricci: «La giustizia penale non mi ha dato nulla, la giustizia riparativa ricuce le ferite»

Tra gli appuntamenti significativi dell’edizione 2025 di DestateLaFesta, c’è certamente l’incontro sulla giustizia riparativa, con la testimonianza toccante e potente di Giovanni Ricci. E’ il figlio di Domenico Ricci, carabiniere e membro della scorta di Aldo Moro, ucciso 47 anni fa nella strage di via Fani. Ed è lui, intervistato da Laura Mandolini a spiegare la necessità dell’ascolto e del dialogo con chi ha «sbagliato» e «fatto del male». L’audio, disponibile in questo articolo grazie al lettore multimediale, è in onda su Radio Duomo Senigallia (95.2FM) mercoledì 3 e giovedì 4 settembre alle ore 13:10 e alle ore 20, con una replica anche domenica 7 alle 17 circa.

L’uomo delle Marche e la sua missione

Domenico Ricci era nato nelle Marche e decise di lasciare la sua vita contadina per arruolarsi nei Carabinieri, con l’obiettivo di offrire un futuro migliore alla sua famiglia. La sua carriera lo portò, nel 1963, a diventare parte della scorta di Aldo Moro, un legame che durò più di 16 anni. In Moro trovò una fonte di ispirazione perché «le sue parole chiave erano ascolto e dialogo. Moro non era un politico distaccato, ma un uomo che portava i suoi studenti di diritto penale nelle carceri e negli ospedali psichiatrici giudiziari, per far capire loro che chi sta peggio di noi non va dimenticato, ma riconosciuto come persona, con dignità».

La tragedia e la scelta

Il 16 marzo del 1978, la vita di Domenico Ricci si spezzò in via Fani. Quel giorno non avrebbe dovuto essere in servizio, ma aveva scambiato il turno con un collega. Insieme a lui persero la vita gli altri uomini della scorta: Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Oreste Leonardi. Giovanni Ricci ha sottolineato come la giustizia penale, pur condannando i colpevoli, non sia riuscita a riparare il dolore delle vittime. «Non mi ha dato nulla, se non vedere delle persone in carcere». Da qui, la sua scelta di intraprendere un percorso di giustizia riparativa, un cammino che, come ha spiegato, «non si sostituisce alla giustizia penale, ma le si affianca. È una giustizia che, con ago e filo, ricuce le ferite».

La tua croce

L’esperienza più forte per Giovanni è stato l’incontro con i carnefici di suo padre: Adriano Faranda, Franco Bonisoli e Valerio Morucci. «Li ho guardati negli occhi. Ho visto persone. E a Valerio Morucci, l’assassino di mio padre, ho detto: ‘La croce che porti tu è molto più grande della mia’». Questo perché, come ha spiegato, le ferite dei carnefici, che si rendono conto della follia dei loro gesti, non si rimargineranno mai.

La storia e la verità

La testimonianza di Ricci è anche un monito contro la retorica e la negazione della storia. «Finora abbiamo parlato di guerra civile, di lotta armata, ma non è così. I terroristi credevano in un ideale, un ideale di giustizia sociale e uguaglianza, ma hanno scelto la via delle armi. Hanno sbagliato. E la cosa più importante è che oggi, proprio loro, lo ammettano». Giovanni Ricci collabora con ex brigatisti come Franco Bonisoli e Adriana Farano per portare la loro testimonianza nelle scuole e tra i giovani. Come avvenuto a Senigallia, nell’ambito di DestateLaFesta, un momento dei giovani, dedicato ai giovani ma con iniziative di ampio respiro come quella del 16 agosto che rimarrà certo impressa in chi vuole andare oltre l’odio e oltre la giustizia penale, verso una giustizia “liberante”. 

La foto di Giovanni Ricci a Senigallia è stata scattata da Christian Papo.

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L'ospedale di Senigallia

Elezioni Marche 2025: i sei punti cruciali per la sanità pubblica a Senigallia

A un anno dalla nostra ultima intervista, torniamo a sentire il parere di chi sulla sanità sta battendo da tempo i pugni sul tavolo: il comitato cittadino per la difesa dell’ospedale di Senigallia. Al microfono di Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), in onda lunedì 1 e martedì 2 settembre alle ore 13:10 e alle ore 20, ma in replica anche domenica 7 alle 16:50, c’è Silvano Cingolani Frulla, il quale ha stilato un documento di sei punti prioritari da sottoporre ai principali candidati alla presidenza della Regione, Francesco Acquaroli e Matteo Ricci, per sollecitare risposte concrete alle problematiche del settore. L’audio è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale, basterà cliccare sul tasto play.

Un anno di progressi, ma le sfide rimangono

Cingolani Frulla ha riconosciuto i progressi ottenuti nell’ultimo anno grazie alla collaborazione con la direzione strategica dell’AST 2. Tra questi, il ripristino dell’unità di terapia intensiva coronarica (utic) in cardiologia, con l’assunzione di cinque nuovi medici e l’arrivo di attrezzature moderne come il poligrafo per lo studio delle aritmie. un altro traguardo significativo è stato il ritorno, dopo 15 anni, del reparto di otorinolaringoiatria, che ora richiede un’adeguata assunzione di personale medico e infermieristico. Da sottolineare anche l’attivazione di nuove unità operative dipartimentali in dermatologia e neurologia, il potenziamento del pronto soccorso di urologia e l’aumento del personale nel laboratorio analisi.

Le sei richieste del comitato

Nonostante i passi avanti, diverse questioni cruciali restano irrisolte. Per questo motivo, il comitato ha formulato sei richieste precise che intende presentare ai candidati Acquaroli e Ricci.
1 – Maggiore autonomia per l’ospedale: si chiede una maggiore autonomia funzionale per il presidio di Senigallia, in particolare per l’ufficio tecnico, al fine di snellire le procedure e accelerare gli interventi.
2 – Reparto di otorinolaringoiatria: pur soddisfatti del suo ritorno, il comitato chiede il ripristino dei posti letto di degenza e un incremento del personale medico e infermieristico per ridurre le lunghe liste d’attesa.
3 – Liste d’attesa: viene ribadita la necessità di un piano efficace per abbattere le liste d’attesa, a partire dalla verifica dei carichi di lavoro e dalla convenzione con strutture private accreditate per garantire risposte tempestive.
4 – Nuova palazzina dell’emergenza-urgenza: i lavori per la nuova struttura devono essere accelerati per evitare di perdere i fondi del pnrr. Si chiede inoltre di dare una sede idonea alla centrale operativa del 118.
5 – Presenza medica notturna: per garantire la funzionalità dell’ospedale, si richiede la presenza notturna fissa di un medico di guardia chirurgica, medica e radiologica.
6 – Casa della comunità: l’apertura di una struttura del genere è considerata una priorità per decongestionare il pronto soccorso, gestendo al meglio i casi a bassa gravità.

La guardia rimane alta

Il Comitato, pur riconoscendo il lavoro svolto dall’attuale dirigenza, ritiene che sia fondamentale mantenere alta l’attenzione sui problemi strutturali della sanità. La richiesta di un incontro con i due principali candidati alla presidenza della Regione Marche è stata inoltrata nella speranza di ottenere un confronto diretto e un impegno concreto per il futuro dell’ospedale e della sanità nel territorio senigalliese.

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La manifestazione di Libera a Trapani, 21 marzo 2025

Mafie e pace, don Luigi Ciotti a Senigallia: «Lamentarsi non serve, ognuno sia responsabile»

Un appello forte e chiaro a non abbassare la guardia, data una presenza criminale che si fa sempre più silenziosa, ma che al contempo si rafforza. È questo il monito lanciato da don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che è intervenuto nei giorni scorsi all’incontro “Giustizia Liberante. Il disarmo del cuore come cammino di pace”, tenutosi a Senigallia nell’ambito di Destate La Festa 2025. L’intervista, curata da Laura Mandolini, è andata in onda nei giorni scorsi su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM); potrete però riascoltarla nel file audio che accompagna questo articolo cliccando sul tasto play del lettore multimediale.

La mafia ‘normalizzata’

Per il noto sacerdote e attivista, l’attenzione nei confronti della criminalità organizzata si è pericolosamente affievolita nel nostro paese. «Siamo passati dalla percezione del crimine organizzato mafioso a qualcosa di normalizzato. È diventato una delle tante cose, così come la droga, il gioco d’azzardo, l’ecomafia, l’agromafia e l’usura». Da qui la necessità di una profonda riflessione. Le mafie si sono evolute: «Fanno meno rumore, ma sono molto più forti». La loro presenza si è estesa in particolare al nord Italia, dove si concentrano affari e poteri economici e finanziari. Ma «non c’è regione d’Italia che si possa considerare esente» dal fenomeno mafioso.

La sfida culturale

La lotta alla mafia è una battaglia secolare. Il fondatore di Libera ha evidenziato come la sola azione repressiva non sia più sufficiente. Sebbene il lavoro di magistrati, forze dell’ordine e altre istituzioni sia fondamentale, la minaccia criminale persiste perché non viene estirpata alla radice. E per farlo, ha spiegato don Ciotti, «ci vuole un grande impegno culturale, educativo e di politiche sociali». Le due dimensioni, quella repressiva e quella sociale,  devono essere parallele. «Se questa società non investe su ciò che ci indica la nostra Costituzione, che io ritengo sia veramente il primo testo antimafia, le cose non sono assolutamente sufficienti». 

Il pericolo della delega

Secondo don Ciotti, uno dei mali più pericolosi del nostro tempo è la delega: l’idea che spetti sempre agli altri, in particolare alle istituzioni, agire per il cambiamento. «Le istituzioni fanno la loro parte, e noi come cittadini siamo chiamati a fare la nostra parte», ha ammonito. La responsabilità è di tutti e il cambiamento ha bisogno del contributo di ciascuno. «Lamentarsi non serve a niente», dice criticando l’atteggiamento di chi non fa nulla ma giudica gli altri: «Abbiamo bisogno di persone che si assumano la loro parte di responsabilità».

Le mafie nella guerra

In un mondo segnato da violenza e conflitti, la storia ci insegna che le mafie prosperano nei territori di guerra. Lì trovano terreno fertile per i loro affari: dai traffici di armi al reclutamento di persone disperate. «Nei territori di conflitti e di guerre le mafie sono sempre arrivate» ha detto, aggiungendo che: «È preoccupante che mentre il conflitto in Ucraina non è ancora risolto, si tengano già grandi incontri per parlare della ricostruzione e degli affari che ne deriveranno». Lo stesso vale per Gaza dove è di poche settimane fa l’annuncio di un piano statunitense di ricostruire il territorio trasformandolo in una riviera del medioriente, a ‘guida’ americana.

Malati di pace

Per contrastare la criminalità e la violenza è essenziale dunque impegnarsi in una battaglia che parte dalla conoscenza per generare consapevolezza e conduca a scegliere da che parte stare. Non bastano le emozioni, perché «passano». Serve un’azione concreta, una continua mobilitazione che si traduca in un continuo impegno per la pace. Infine, un richiamo alla figura di don Tonino Bello: la necessità di «essere malati di pace» e di non guarire mai da questa patologia. Un percorso che inizia nei nostri comportamenti, nei nostri linguaggi e nelle nostre relazioni, «dentro i nostri territori, dentro le nostre parrocchie, dentro le nostre case» ha concluso don Luigi Ciotti.

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Il caso ‘Mia moglie’, la violenza sulle donne e la sfida culturale per gli uomini

Una degradante vicenda ha scosso il web e la società italiana: la scoperta dell’esistenza da anni di un gruppo sulla piattaforma facebook, denominato “Mia Moglie“, in cui per anni sono state scambiate, per la maggior parte dei casi senza consenso, centinaia di migliaia di foto di donne, in atteggiamenti quotidiani ma anche in momenti intimi. Un’indignazione collettiva ha portato alla sua chiusura e rimozione, ma il caso non è che la punta di un iceberg, un campanello d’allarme che merita una riflessione profonda sulla violenza di genere. E la nostra riflessione parte dalle parole della psicologa e psicoterapeuta Simona Cardinaletti che Laura Mandolini ha intervistato per “20 Minuti da Leone” e che vi proponiamo in versione integrale qui su La Voce Misena: basterà cliccare sul tasto play del lettore multimediale per ascoltare l’intervista.

Una vetrina di corpi senza consenso

Il gruppo, attivo dal 2019 e con quasi 32 mila persone, era una vera e propria “piazza del mercato” in cui esporre la merce, fatta di immagini rubate, alcune reali e altre tratte dal web. Foto che venivano in maniera anonima sottoposte al giudizio pubblico degli iscritti, con commenti sessisti, violenti e degradanti. Post come “Voi cosa le fareste?” ricevevano risposte come “La stuprerei io”. Il problema è che non è una novità ed solo la punta di un fenomeno ben radicato purtroppo nella nostra cultura. Secondo Cardinaletti, si tratta di una versione moderna del concetto di branco, in cui la competizione si basa sull’oggettificazione della donna.

Un gioco in cui perdono tutti

La dottoressa Cardinaletti spiega che per gli uomini che partecipano a queste dinamiche «mettere sul mercato le foto della propria moglie è un modo per ottenere l’approvazione degli altri maschi e sentirsi un maschio che vale». Un atteggiamento minimizzato come si è giustificato il marito di una delle donne le cui foto sono state condivise, dopo aver confessato di far parte del gruppo. La donna, in un amaro sfogo sul Corriere della Sera, ha scritto: «Lui si è giustificato dicendo che era soltanto un gioco… un gioco in cui alla fine perdono tutti».

L’impunità

Simona Cardinaletti
Simona Cardinaletti

Questa vicenda non è solo un “gioco”, ma un vero e proprio reato. Scambiare foto sessualmente esplicite o rubate senza il consenso della persona raffigurata è un illecito punibile con la reclusione da uno a sei anni e una multa dai 5mila ai 15mila euro. Ma la rimozione del gruppo, avvenuta dopo sei anni dalla sua creazione, solleva dubbi e interrogativi sulla responsabilità delle piattaforme social. Meta, la società che gestisce Facebook, ha agito solo dopo l’ondata di indignazione, dimostrando una grave mancanza nella moderazione dei contenuti, che ha permesso a migliaia di utenti di commettere atti illegali indisturbati per anni.

La sfida culturale

Il caso “Mia Moglie” evidenzia una profonda problematica culturale. La violenza di genere, spiega la dottoressa Cardinaletti, non è un problema che riguarda le donne, bensì un problema che riguarda gli uomini. L’idea che le donne siano al servizio degli uomini in tutti i sensi, incluso il corpo, è ancora radicata e ampiamente accettata. Per questo motivo, le iniziative contro la violenza dovrebbero essere rivolte agli uomini, nei loro luoghi di lavoro e nello sport, interpellandoli in maniera attiva. L’educazione al rispetto di genere, da praticare fin dalla giovane età, e un’auto-riflessione del mondo maschile sono i primi passi per una vera evoluzione. «Fin quando continuiamo a lavorare solo con le donne, da qui non ne usciamo» è l’amara considerazione conclusiva di Cardinaletti.

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La spiaggia di velluto e la rotonda a mare di Senigallia

Turismo: pochi eventi e strutture per i giovani, così Senigallia s(‘)offre

Il settore del turismo balneare a Senigallia sta affrontando una stagione turistica 2025 con diverse sfide, molte delle quali ancora irrisolte da tempo e altre che potrebbero protrarsi a lungo. Non parliamo del meteo ovviamente, che quest’anno comunque non sembra essere stato particolarmente nefasto per la spiaggia di velluto: parliamo di capacità di spesa dei “villeggianti”, di target turistici, di eventi, parcheggi, viabilità e infrastrutture. Questi gli argomenti al centro dell’intervista a Francesco Clementi, operatore balneare e vicepresidente della CNA di Senigallia, ospite recentemente a “20 minuti da Leone”. L’audio integrale è disponibile cliccando sul tasto play del lettore multimediale.

Un andamento stagionale altalenante

Clementi conferma che dopo un promettente giugno, complice anche il bel tempo, il mese di luglio ha registrato un calo di presenze, solo in parte attribuibile al maltempo. La motivazione principale sembra essere un calo del potere d’acquisto delle famiglie, che riducono la frequenza con cui si recano in spiaggia.

I giovani trainano il settore?

A differenza delle famiglie, che mostrano maggiore cautela nelle spese, i giovani rappresentano un motore economico più stabile per gli stabilimenti balneari, spiega Clementi, evidenziando come i giovani non solo frequentino assiduamente la spiaggia, ma mantengano anche un certo livello di spesa, garantendo una sicurezza per gli incassi. Tuttavia, il vicepresidente della CNA locale per il settore balneare solleva una questione cruciale: l’offerta serale della città per i giovani è carente. Secondo lui, Senigallia soffre la mancanza di locali notturni e eventi serali, portando i ragazzi a spostarsi verso località vicine come Civitanova Marche.

Che tipo di turismo? Quanti turismi?

Questo tema solleva nuovamente un interrogativo per le amministrazioni comunali che si sono succedute e che succederanno date le prossime elezioni: la città deve puntare sul turismo delle famiglie o su quello dei giovani? Oppure, in caso si optassse per i turismi al plurale, come farli coesistere? La cronaca recente ma anche le polemiche degli anni passati per la musica alta o gli schiamazzi notturni (solo per fare due esempi) sono solo la punta dell’iceberg con tanto di critiche…alle critiche!

Parcheggi, viabilità e infrastrutture

Un’altra criticità emersa è la carenza di parcheggi, specialmente sul lungomare Mameli, di ponente. La dipendenza dall’area di sosta ex Italcementi in zona porto o da Villa Torlonia alla Cesanella dimostrano ancora una volta che la mancanza di “parcheggi scambiatori” anche ai limiti della città, affiancate ovviamente da continui bus-navette, è un disagio per tutti, cittadini e turisti. La situazione poi è aggravata dall’assenza di piste ciclabili adeguate, che rendono la viabilità complessa e assolutamente rischiosa, soprattutto nei fine settimana. Il progetto di una pista ciclabile, che comporterebbe la rimozione di alcuni parcheggi, resta una questione spinosa e ancora da risolvere. Anche l’assenza di un’area per le manifestazioni a ponente crea problemi per organizzare feste ed eventi: una proposta potrebbe essere quella di valorizzare l’area dove si svolgono eventi come l’XMaster, trasformandola in una zona dedicata ai giovani. Da un lato potrebbe rappresentare una possibile soluzione per rivitalizzare l’offerta turistica di Senigallia e attrarre un pubblico più giovane, dall’altro potrebbe acuire le divergenze con i residenti.

L’altra questione: la Bolkestein

Nell’intervista Clementi ha anche toccato la principale problematica del settore, l’applicazione della direttiva Bolkestein per le concessioni balneari. Ancora c’è dibattito ma la mancanza di chiarezza a livello nazionale sta creando incertezza tra gli operatori, in attesa delle nuove norme che dovrebbero entrare in vigore nel 2027.

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Il convegno sul turismo nelle Marche promosso dall'associazione Bellanca a Senigallia

Marche, il turismo tiene ma c’è ancora molto da fare

E’ un quadro fatto di luci e ombre quello sul turismo nelle Marche. Da un lato, dopo un buon giugno, il mese di luglio si è chiuso con un bilancio complessivamente positivo, con alcune località che registrano il tutto esaurito e altre zone più in difficoltà; dall’altro emergono criticità strutturali e la necessità di un cambio di passo per valorizzare appieno le potenzialità del territorio. Questo è quanto emerso da un recente convegno organizzato a Senigallia dall’associazione “Augusto Bellanca”, che ha riunito esperti, docenti universitari e rappresentanti di categoria per un confronto sul futuro del turismo regionale. A parlarcene è il presidente dell’associazione, Pasquale Bencivenga: l’intervista è in onda mercoledì 6 e giovedì 7 agosto alle ore 13:10 e alle ore 20, ma sarà in replica anche domenica 10 alle ore 17 circa. Si può ascoltare anche dal proprio pc o telefono cliccando sul tasto play del lettore multimediale.

Marche a due velocità: bene Senigallia e Conero, soffre il fermano

Secondo alcuni dati diffusi recentemente dalle associazioni di categoria, luglio ha visto un’ottima performance per alcune aree della regione. Senigallia e la Riviera del Conero, in particolare, hanno registrato il tutto esaurito grazie a un’offerta turistica che punta molto sugli eventi come leva di attrazione. «Il turismo balneare da solo non basta più», ha spiegato Pasquale Bencivenga, presidente dell’Associazione Bellanca, sottolineando come iniziative come il Summer Jamboree abbiano un ruolo cruciale nel convogliare un flusso di turisti da tutta Europa. La situazione è meno rosea, invece, per altre zone come la costa fermana, che soffre di un turismo più “mordi e fuggi”, concentrato nei fine settimana.

Cresce il turismo straniero, le famiglie italiane faticano

Un dato incoraggiante è la crescita del turismo straniero, in particolare dall’Olanda, che dimostra di apprezzare molto i paesaggi marchigiani. Tuttavia, le famiglie italiane faticano a sostenere i costi delle vacanze, a causa di una minore capacità di spesa dovuta a inflazione e rincari. Questo si traduce in vacanze più brevi.

Le sfide di Senigallia: più eventi, meno alberghi

Nonostante Senigallia si confermi come la prima località turistica delle Marche, Pasquale Bencivenga ha evidenziato alcune criticità. «Purtroppo, ogni anno Senigallia perde un albergo», ha dichiarato il presidente della Bellanca rivelando che il numero di strutture ricettive è sceso sotto le 80 unità, un dato «totalmente diverso e inferiore» rispetto a località limitrofe come Riccione e Cattolica. Un campanello d’allarme che evidenzia un cambiamento nel settore, dove si registra però un aumento di B&B e appartamenti.

Il futuro: sinergia e valorizzazione del territorio

Dalle riflessioni emerse dal convegno, a cui hanno partecipato anche esperti come i professori universitari Tonino Pencarelli (Urbino) e Gianluca Goffi (Hong Kong) e il direttore del centro studi CNA Marche, Giovanni Dini, è emersa una chiara direzione per il futuro: è fondamentale puntare sulla diversificazione dell’offerta. Non solo turismo balneare, ma anche valorizzazione del patrimonio artistico, culturale ed enogastronomico del territorio. Tra le proposte, quella di lavorare in sinergia con i comuni limitrofi, non solo quelli della vallata Misa Nevola, e di estendere la promozione turistica a livello regionale e non solo a livello di unione dei comuni. Gli imprenditori presenti all’evento, dal canto loro, hanno sottolineato la necessità di un maggiore impegno delle istituzioni pubbliche nella promozione del “brand Marche”, attraverso investimenti pubblicitari mirati e una pianificazione più efficace degli eventi, con meno testimonial di cui è difficile capire l’impatto positivo per l’economia marchigiana.

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Massimiliano Santini, direttore Cna Ancona

Dazi Usa-Ue: l’accordo che fa male alle Marche

L’accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi al 15% è stato l’argomento al centro di un’intervista con Massimiliano Santini, direttore della CNA di Ancona, che ha analizzato l’impatto del nuovo sistema tariffario, nonostante ancora i punti non noti, sul sistema produttivo ed economico marchigiano. L’intervista, in onda su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), è disponibile anche in questo articolo grazie al lettore multimediale.

I punti chiave dell’accordo

Tra le tariffe doganali viene introdotta un’aliquota del 15% sulla maggior parte delle esportazioni europee verso gli Stati Uniti. Sebbene sia inferiore al 30% inizialmente minacciato da Trump, rappresenta comunque un forte aumento rispetto al precedente valore medio dei dazi che si attestava sul 4,8%. Tra i settori coinvolti ci sono auto, semiconduttori, prodotti agroalimentari e farmaceutici, ma sono previste esenzioni per alcuni comparti specifici, tra cui farmaci generici, microprocessori, aeronautica, alcuni prodotti chimici e materie prime. Non basta: l’Ue si è impegnata all’acquisto di 750 miliardi di dollari di forniture militari e a investire circa 600 miliardi di dollari in beni e servizi americani, come gas e petrolio.

Le conseguenze economiche per l’Italia

Secondo Santini, l’accordo sui dazi rappresenta un compromesso necessario per evitare una guerra commerciale, ma le conseguenze per le imprese italiane saranno significative, anche se ancora siamo nella fase delle stime. Si ipotizza una contrazione delle vendite di prodotti Made in Italy negli Stati Uniti, un mercato fondamentale, che potrebbe toccare i 21 miliardi di euro. C’è poi il rischio che la tariffa del 15%, se trasferita sul prezzo finale, potrebbe rendere i prodotti originali italiani meno competitivi, favorendo la diffusione di prodotti “Italian Sounding” di qualità inferiore.

La richiesta della CNA al governo italiano

Il direttore della CNA ha espresso la necessità di un intervento immediato del governo Meloni per supportare le imprese di fronte all’introduzione di dazi così gravosi per l’Europa e per il nostro sistema economico. La richiesta principale è quella di introdurre misure compensative e alleggerire il carico che le aziende già affrontano, come l’eccessiva burocrazia e gli elevati costi energetici.

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Massimo Olivetti

Turismo, unione comuni, elezioni: intervista a tutto campo al sindaco di Senigallia

Il sindaco di Senigallia Massimo Olivetti è intervenuto a Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) per fare il punto della situazione su turismo, disagi legati al clima, unione dei comuni ed elezioni regionali e comunali. L’audio sarà in onda lunedì 4 e martedì 5 agosto (ore 13:10 e ore 20), oltre a una replica domenica 10 (ore 16:50) ma è disponibile anche in questo articolo.

Per quanto riguarda le sfide legate al maltempo che periodicamente mettono in difficoltà la città, Olivetti ha ribadito che quelli che fino a poco tempo fa erano considerati “eventi eccezionali” sono ormai diventati la norma, rendendo necessario un ripensamento dell’intera gestione idraulica senigalliese. Ha spiegato che gli impianti fognari, progettati negli anni ’60 e ’70, non sono più adeguati a gestire la grande quantità d’acqua che cade in brevissimo tempo, come accaduto a Cesano, Cesanella, Saline, Ciarnin e Marzocca. Una soluzione è l’intervento realizzato su via Anita Garibaldi, dove è stata installata una tubazione di dimensioni quasi doppie rispetto a quella precedente. Ma non si potrà rimettere mano a tutta la città e sarà una sfida che impegnerà la collettività anche in futuro.

Il sindaco ha anche parlato di turismo, confermando che i primi dati di giugno sono positivi, pur sottolineando le difficoltà economiche delle famiglie che portano a vacanze più brevi. Olivetti ha sottolineato l’importanza di un turismo “esperienziale” che affianchi l’offerta balneare e valorizzi il patrimonio storico e artistico della città.

Un altro tema caldo è stato il futuro del ponte Garibaldi. A questo proposito, il sindaco ha ribadito di aver incontrato il vice commissario all’emergenza, Babini, che ha assicurato la volontà di procedere con il progetto. Tuttavia, Olivetti ha invitato alla cautela in vista del giudizio pendente presso il TAR a novembre.

Sul fronte politico, Olivetti ha smentito una sua possibile partecipazione alle elezioni regionali, confermando che porterà a termine il suo mandato. Ha anche risposto alle critiche del segretario di Forza Italia, Roberto Paradisi, che aveva chiesto una detassazione e maggiori investimenti per l’impiantistica sportiva.

Parlando dell’Unione dei Comuni, il sindaco ha ribadito la necessità di rafforzarla, risolvendo le problematiche che ne hanno caratterizzato la nascita, su tutte la peculiarità di non avere personale interno.

Ha poi concluso l’intervista esprimendo grande apprezzamento per il percorso di partecipazioneLa città che vogliamo“, promosso dalla Diocesi, smentendo categoricamente le voci di una sua opposizione all’iniziativa.

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