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Tag: marotta

Lavori contro gli allagamenti a Marotta

I precedenti lavori contro gli allagamenti nell'abitato nord di Marotta nel 2018
I precedenti lavori contro gli allagamenti nell’abitato nord di Marotta nel 2018

Sono stati presentati dal sindaco di Mondolfo Nicola Barbieri e dall’assessore ai lavori pubblici Filomena Tiritiello i progetti di sistemazione idraulica a protezione dell’abitato di Marotta nord. In campo diverse risorse per la realizzazione di opere che contribuiranno a ridurre l’annoso rischio allagamenti del quartiere ereditato nel 2014 dal Comune di Fano a seguito dell’unificazione.

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo canale di raccolta delle acque meteoriche in via Corfù che interesserà anche le vie perpendicolari insistenti sulla stessa (via Ferrari, via Martini, via Betti e via Rovani). Oltre a questo tratto fognario, saranno altresì realizzati un attraversamento sotto la SS16 e la linea ferroviaria, opere su via Chienti fino allo scarico a mare.

L’obiettivo è quello di ridurre notevolmente i fenomeni di allagamento di quella zona e migliorare anche la qualità delle acque del mare, con la separazione delle bianche da quelle nere. In questo modo le pluviali saranno scaricate direttamente a mare mentre le fognarie verranno convogliate nel depuratore. La nuova linea delle acque bianche prevista dal progetto avrà una portata di gran lunga superiore a quella esistente sottodimensionata.

L’articolato piano delle opere, per un costo totale di 2.770.000 euro, è suddiviso in tre stralci funzionali…

Continua a leggere sull’edizione digitale di giovedì 9 giugno, cliccando QUI.
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La bandiera blu continua a sventolare anche sulla spiaggia di Marotta

Anche quest’anno il Comune di Mondolfo ha rinnovato l’ormai tradizionale appuntamento con la Bandiera Blu. La consegna del prestigioso vessillo è stata ufficializzata in occasione della cerimonia annuale di presentazione, svolta lo scorso 10 maggio in diretta Facebook cui hanno partecipato il sindaco Nicola Barbieri, l’assessore al Turismo Davide Caporaletti e l’assessore all’Ambiente e Mobilità Sostenibile Filomena Tiritiello.

La Bandiera Blu è un riconoscimento internazionale, istituito nel 1987 Anno europeo dell’Ambiente, che viene assegnato in 49 paesi, anche extra-europei, con il supporto e la partecipazione delle due agenzie dell’ONU: UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) con cui la FEE ha sottoscritto un Protocollo di partnership globale e riconosciuta dall’UNESCO come leader mondiale nel campo dell’educazione ambientale e dell’educazione allo sviluppo sostenibile.

Nel nostro Paese viene conferita ogni anno dalla sezione italiana della Foundation for Environmental Education (Fondazione per l’Educazione Ambientale), alle località costiere che soddisfano criteri di qualità relativi a parametri delle acque di balneazione, la gestione dei rifiuti, iniziative ambientali, turismo e servizi offerti.

 “È un ulteriore riconoscimento dell’impegno profuso dalla nostra Amministrazione per la sostenibilità ambientale, il rispetto del territorio e l’eccellenza dei servizi garantiti.” – hanno dichiarato gli amministratori comunali “Come ogni anno la Bandiera Blu è il migliore auspicio per Mondolfo Marotta per cominciare la stagione estiva. In questi anni abbiamo lavorato molto sulla riqualificazione del lungomare, sulla mobilità green e sulla difesa della costa. Questo premio ci sprona a continuare nel lavoro intrapreso per cercare di soddisfare al meglio i nostri cittadini e i numerosi turisti che visitano la nostra Città”.

Comunicare e valorizzare attraverso i mosaici

Cristina Cucchi, una delle volontarie dell’associazione culturale Chiaro scuro di Marotta, descrive il progetto che prevede la realizzazione di mosaici, con materiale di scarto e anche su tematiche sociali, sul lungomare di Marotta.

L’ associazione culturale Chiaro scuro di Marotta nasce nel 1999 dal bisogno di creare momenti aggregativi anche attraverso i molteplici corsi che organizza come pittura, poesia, scrittura creativa, teatro, cucito e mosaico. Quest’ultimo è divenuto vetrina dell’associazione in quanto dal 2015 ha preso forma il progetto “Mosaichiamo la città”, il quale in accordo con l’amministrazione comunale di Mondolfo, prevede la realizzazione di arredi urbani in mosaico sui muretti del lungomare di Marotta, usando materiale di scarto e in forma volontaria coinvolgendo molti cittadini, le scuole del territorio, anziani, altre realtà associative, turisti. Inoltre aderiscono anche artisti di fama nazionale e internazionale, che con le loro opere realizzate con la tecnica del mosaico trencadis valorizzano tutto il territorio comunale, non solo dal punto di vista estetico e decorativo ma anche da un punto di vista di interesse sociale. L’elemento di forza del progetto “Mosaichiamo la città’” è il gruppo eterogeneo che vuole donare bellezza e arte alle persone e al luogo stesso. Grazie ai volontari di Chiaro scuro, al materiale di recupero e alla fantasia artistica sono stati realizzati più di 1 km di opere d’arte con oltre ottocentomila frammenti colorati.  L’associazione si è distinta negli anni per le iniziative svolte sul territorio, ha sostenuto attraverso il mosaico la sensibilizzazione alla denutrizione infantile nel 2019 e nel 2020 la problematica del femminicidio.  Per l’anno 2021 è in corso “Frammenti per la pace”, un’attività culturale e artistica con l’obiettivo di trasmettere il messaggio al grande pubblico e per mantenere i valori umani comuni.

Molti gli eventi e progetti che ruotano intorno al mosaico come “Timbridiversi”, serata nata per caso dalla passione del mosaico, dove musica, poesia, danza, silenzio possono coesistere donandoci il tempo di stare insieme. Siamo tutti delle tessere che formano il mosaico della vita, la più grande opera d’arte. E poi la mostra collettiva di mosaico “Tessere e frammenti”, che dal 2018 ospita le opere di artisti nazionali e internazionali e diffonde la conoscenza per l’arte musiva. Inoltre il progetto “Frammentiuniti”, compiuto con la collaborazione di artisti di discipline diverse trasformate in mosaico. Infine lo scorso settembre si è svolto il primo “Mosaichiamo la città festival”, patrocinato dal Comune di Mondolfo, che si propone l’obiettivo di far conoscere la realtà artistica e il territorio nel quale si svolge. La prossima edizione è programmata per maggio 2022. Insomma Chiaro scuro è un luogo dove condividere passioni!

a cura di Barbara Fioravanti

“Scampagnata dell’arte” alla pineta della Madonna delle Grotte

Ketty Perrone, presidente dell’associazione culturale Chiaro scuro di Marotta, espone le proposte del suo gruppo e l’evento di chiusura delle attività annuali.

L’associazione culturale Chiaroscuro è nata più di vent’anni fa con lo scopo di condividere passioni comuni. Col tempo è cresciuta, si sono proposte varie attività, iniziando dalla pittura per passare alla musica, al teatro, al taglio e cucito. E poi corsi di disegno e fumetto, fotografia, incontri di poesia, corsi di scrittura creativa con lo scrittore V. Graziosi, patchwork e mosaico. Quest’ultimo è stato portato avanti grazie a Cristina e Beatrice che hanno contribuito a rendere più bello il nostro lungomare. Alla fine dei corsi si sono sempre organizzate esposizioni e mostre sui lavori svolti durante l’anno. Per vincere l’inerzia del Covid quest’anno abbiamo deciso di fare tutto all’aperto, scegliendo come ambientazione la pineta antistante la chiesa della Madonna delle Grotte di Mondolfo. Abbiamo ritenuto il luogo idoneo per ricordare a tutti che ci siamo e che siamo pronti a ripartire. Domenica 30 maggio prossimo, tempo permettendo, ci sarà la “scampagnata dell’arte”, con esposizione dei quadri realizzati dalle allieve, musica e poesia.  L’evento si svolgerà dalle 10.00 alle 20.00, un’intera giornata a disposizione di tutti. In caso di maltempo l’attività sarà riproposta il 2 giugno. È possibile trovare maggiori informazioni sulla pagina Facebook “Chiaro scuro”.

a cura di Barbara Fioravanti

“La pesca miracolosa” secondo il pittore Agrà

Il dipinto di Agrà ospitato nella chiesa di Piano Marina

Questa mattina ho avuto una visita graditissima, mi è venuto a trovare Natale Patrizi che, si firma con lo pseudonimo «Agrà». Oltre ad avermi offerto un gradito dono di una sua composizione su «Omaggio a Fabio Tombari», mi fece vedere – attraverso una diapositiva – il suo ultimo lavoro: «La Pesca miracolosa», dipinta per la nuova chiesa di «San Pio da Pietrelcina» a Piano Marina, frazione di Marotta di Mondolfo.

Del resto anche la chiesa, progettata dall’architetto Marco Tonino Marchetti, per la maggior parte strutturata in legno, sembrava prestarsi bene ad accogliere un quadro in legno di ampie dimensioni. A questo riferimento ascoltiamo le parole di Agrà: «Dissi subito al reverendo che mi era facile intervenire essendo quell’architettura somigliante alla stiva di una nave ormeggiata.Non fare altro che rovesciarla e costruire con lo stesso fasciame una barca dove sarebbero saliti gli apostoli e …».

Si tratta di una chiesa modernissima sia per lo stile sia perché inaugurata il 10 aprile 2019. All’interno di questo edificio sacro ha operato Natale Patrizi con un’opera pittorica degna di attenzione.

1. Le tappe di questa opera

Don Egidio Bugugnoli, parroco di San Giuseppe – e rettore della nuova chiesa, è andato a trovare Patrizi chiedendogli di realizzare un dipinto per la nuovissima chiesa a Piano Marina di Marotta.

L’artista – pur accettando l’invito – è rimasto in parte perplesso sul tema da scegliere, sui materiali su cui impostare le prime bozze, sui colori da proporre in armonia al contesto cromatico della chiesa e della zona, affinché l’opera si potesse inserire nell’ambiente, che lo doveva accogliere e, non lontano, è presente l’Adriatico. Il fatto che il mare fosse vicino alla nuova costruzione ha offerto l’occasione all’artista di pensare e cogliere qualche episodio evangelico che richiamasse il mare. Dopo aver a lungo pensato e, dopo aver dialogato con Don Egidio, stabilì di impostare il primo disegno sulla «Pesca miracolosa».

L’artista si è ispirato al famosissimo episodio evangelico narrato dagli evangelisti Luca (5, 1-11) e Giovanni (21,1-14). È bene ricordare che alla pesca miracolosa si associa anche la prima chiamata degli apostoli: è l’inizio della comunità ecclesiale. Nell’occasione Gesù si è persino spinto a introdurre una nuova figura, quella di «pescatore di uomini».

Patrizi, dopo aver accettato la richiesta del parroco, prese contatto con la struttura, si fermò a lungo all’interno della chiesa per riflettere, per venire alla conoscenza perfetta dell’ambiente, dei colori e della luce; quindi, stabilì di realizzare un dipinto su legno dalle ampie dimensioni. Si mise subito all’opera. Le bozze furono, in un secondo tempo, inviate a Roma per l’approvazione.

Dopo l’approvazione da parte della sede competente, Agrà si mise subito al lavoro: chiamò un artigiano di sua conoscenza, fece impostare una base lignea per poter iniziare il dipinto su tavola. Patrizi conoscendo molto bene come i celebri pittori del Rinascimento dipingevano su legno e a tempera a uovo, stabilì di seguire quella linea, così significativa per la storia dell’arte. In genere, in quel periodo, i dipinti venivano realizzati su tavola di pioppo o di tiglio o anche di cipresso. Agrà fece la scelta del pioppo. Il lavoro venne realizzato all’interno del suo laboratorio.

2. La pesca miracolosa di Agrà

Si vede a poppa, uno degli apostoli che cerca, in tutti i modi, di stabilizzare la barca che pericolosamente s’inclina; lo fa afferrando con forza e violenza i due remi come se volesse puntarli sul fondo del lago. Ma non basta: la barca si è pericolosamente inarcata, pendendo abbondantemente verso sinistra. Le reti, che vengono ritirare a bordo, sono piene di mare e di luce, mentre numerosi pesci, di ogni taglia, vengono catturati, altri, ma piccoli, riescono a liberarsi.

Ma veniamo all’opera di Patrizi: il quadro, di ampie dimensioni, è stato dipinto su legno, attraverso l’antica tecnica della tempera a uovo. L’impostazione narrativa è colta nel momento in cui gli apostoli tirano in barca le reti strapiene di pesci e si guardano l’un l’atro meravigliati, mentre si avvicina un’altra barca per aiutare a trasportare il pescato a riva. Gesù è seduto sulla prua della barca sicuro di sé, mentre indica con le mani il pescato, quasi a voler dire: «Quando si crede alla mia parola si realizzano questi portentosi eventi». Difatti Pietro aveva detto: «Maestro, ci siamo affaticati tutta la notte e non abbiamo preso nulla; però, alla tua parola, calerò la rete» (Lc. 5,5).

La cromia. Mi fermo sui colori usati dal Patrizi perché mi sembra che rappresentino l’elemento che attira, forse più di ogni altro, colui che si ferma ad ammirare l’opera. Il bell’azzurro stupendamente marcato del mare che, tranquillo, accoglie barche e pescatori; il colore giallo-marroncino nelle sue diverse sfumature delle barche e della non lontana riva, escono dall’azzurro con risalto e, direi, con prepotenza.

La cromia delle reti, che imprigionano i pesci, passano, con una certa difficoltà, ma con sorprendente espressività, da un giallo stemperato a un sfumato celeste.

Per quanto riguarda la luce: l’illuminazione del dipinto proviene da sinistra e vivacizza, in modo invasivo, la barca che rimane centralmente vuota, dato che i personaggi sono tutti intenti a dritta e a manca a tirare le reti e bilanciare la barca. Alcuni pescatori, presenti e discinti, sia dall’una che dall’altra barca, evidenziano e riflettono luce.

Infine la figura di Gesù, seduto a prua della barca inarcata, è dominante, sia per l’espressivo atteggiamento del Signore, padrone e creatore del mare e di tutto ciò che in esso vive, sia per il colore intenso del panneggio, che s’inserisce e si sposa con la cromia del mare, mentre una parte del braccio e del fianco sinistro, accoglie un raggio di luce: il contrasto ricercato dall’artista è evidente e ben studiato. E mentre il volto di Gesù è rivolto verso i pescatori che traggono le reti, le mani indicano, con evidenza, il pescato. Non possiamo non evidenziare come la parte della prua, per il Cristo ivi seduto, diventa un trono, dove esercita la sua sorprendente potenza taumaturgica.

                                                                      P. fr. Giancarlo Mandolini o.f.m.