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Tag: Ospedale

sanita pubblica, ospedale, cure mediche, pronto soccorso, ricovero, medicina, salute

Riduzione delle liste di attesa: meno risorse alla provincia più popolosa

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Foto di Annie Spratt da Unsplash.com

Ammonta a 13,2 milioni di euro la cifra che la giunta regionale ha stanziato per il 2024 con lo scopo di realizzare oltre 160 mila prestazioni sanitarie in più e abbattere quindi le liste di attesa infinite di cui si parla da anni. Ma lo stanziamento, seppure di rilievo in termini assoluti, potrebbe non essere sufficiente. Critiche in tal senso arrivano dal comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia.

L’annuncio

Il vicepresidente della giunta e assessore alla sanità della Regione Marche, Filippo Saltamartini, ha affermato – presentando il piano operativo regionale 2024 – che gli obiettivi sono quelli di rispettare i tempi di erogazione in base alla priorità prescritta di tutte le prestazioni previste dal piano nazionale per il governo delle liste di attesa (il 90% nei tempi previsti) e di recuperare le prestazioni non erogate per via dell’emergenza pandemica. Di fatto circa 8,6 milioni di euro serviranno a effettuare prestazioni di specialistica ambulatoriale e diagnostica, mentre i restanti 4,6 milioni sono destinati agli interventi chirurgici.

«Nel 2023 le risorse ammontavano a 9 milioni di euro – ha ricordato l’assessore – e sono state completamente spese: siamo riusciti a recuperare per l’ambulatoriale 128.374 prestazioni rispetto alle 58.991 previste nella Dgr del precedente Piano di Recupero; i ricoveri recuperati sono stati 2.768 e gli screening 12.016. Quest’anno con maggiori risorse a disposizione gli Enti, con il supporto del privato quando necessario, avranno l’opportunità di fare di più».

La critica

C’è però chi storce il naso. In questo caso è il comitato senigalliese che da tempo segue le questioni sanitarie a sollevare delle perplessità in merito allo stanziamento. In particolare viene evidenziato come nella ripartizione provinciale, la Regione abbia assegnato all’Ast di Ancona circa 1,5 mln; a Pesaro Urbino circa 3 mln; nel maceratese andranno 1,8 mln di euro, altri 1,7 nell’ascolano e 1,6 a Fermo. 

«Ad Ancona sono andate meno risorse di tutte le province, pur essendo la più popolosa. Addirittura meno di Fermo e questo è un chiaro segnale di disaffezione del territorio. Se poi vogliono farci intendere che questo è il modo giusto per recuperare prestazioni diagnostiche e ambulatoriali e gli interventi chirurgici persi a causa della pandemia abbiamo serie difficoltà a crederci. Senza risorse né personale non si recupera un bel niente».

L’affondo

«Tutti sappiamo che le risorse sanitarie vengono assegnate in base alle teste (numero di abitanti) – continuano dal comitato senigalliese che lamenta scarsa attenzione dai vertici regionali mentre sta ottenendo un confronto costante e nel merito con i nuovi direttori della Ast – e allora ci chiediamo se quelle dei cittadini di Ancona e provincia valgono meno, visto il minor gettito. Certo, non vorremmo dirlo, ma salta all’occhio la non appartenenza dei politici regionali al nostro territorio. Quando li abbiamo avuti non è che sia andata meglio, anzi. E non vorremmo nemmeno pensarlo, ma la sanità sembra diventata un bacino elettorale».

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L'ospedale civile di Senigallia "Principe di Piemonte"

Sanità pubblica, prorogati all’ultimo minuto i contratti di 43 medici dell’Ast dorica

L'ospedale civile di Senigallia "Principe di Piemonte"

«La sanità pubblica non è efficiente». «Si deve aspettare troppo per fare una visita nel pubblico». «Non funziona». Questi sono solo alcuni dei commenti che capita di sentire dalla voce di pazienti, sempre più stanchi dei problemi che sta vivendo il settore sanitario pubblico. Pazienti spesso costretti a emigrare nella sanità privata, più efficiente e in cui si trovano posti disponibili nel giro di pochissimo tempo grazie al fatto che la prestazione viene pagata direttamente dal fruitore. Una delle cause delle difficoltà del settore pubblico è proprio la carenza di risorse e personale, senza contare la strumentazione spesso obsoleta. Tutti aspetti collegati, è evidente, ma il risultato è uno solo: il paziente ha perso la pazienza. 

A contribuire a questo esito scontato ci pensa però anche l’amministrazione sanitaria stessa. L’ultima prova in tal senso è che l’Ast di Ancona – l’azienda sanitaria territoriale a cui fa riferimento anche Senigallia – ha «prorogato con determina n. 1893 del 29 dicembre scorso fino al 31 dicembre 2024 i contratti di collaborazione coordinata e continuativa di 43 medici assicurando la continuità assistenziale in diversi reparti tra cui i pronto soccorso degli ospedali di Senigallia, Jesi e Fabriano cui sono stati assegnati 19 medici». Lo si legge in una nota stampa dell’ente.

Sembrerebbe una buona notizia, ma il fatto che la proroga – di un solo anno, senza una vera stabilizzazione – sia arrivata proprio alla fine del periodo e non qualche settimana/mese prima, getta ovviamente nel timore gli stessi operatori. Quanti saranno disposti a sopportare un trattamento così stressante? Quanti saranno disposti ad attendere l’ultimo giorno per sapere se il proprio posto di lavoro è salvo o meno? E quanti reparti sono in crisi non potendo strutturare i propri turni finché non c’è la conferma della proroga dell’incarico di certi professionisti?

Sempre nel comunicato stampa ufficiale dell’Ast Ancona, viene riportato che “nella serata del 30 dicembre, subito dopo la pubblicazione sulla G.U. del decreto legge, tutti i reparti sono stati informati dell’effettività della proroga confermando che i medici potevano essere messi in turno fin dal 1 gennaio 2024”. Che organizzazione: appena 24/30 ore prima dell’inizio del nuovo anno!

E poi giù con i toni trionfalistici: «Pur tra le difficoltà riscontrate, l’AST Ancona è riuscita a non interrompere i rapporti di collaborazione in essere assicurando la continuità assistenziale per l’intero anno 2024 in una situazione di evidente criticità» ha sottolineato l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini. Non c’è nulla da festeggiare, si sappia. E’ solo un salvataggio in extremis, come capita fin troppo spesso e che non permette di programmare, di accorciare le liste di attesa, di stabilizzare i precari, di dare risposte all’utenza, di colmare il divario con il settore privato.

La chiosa finale è poi un elenco dei reparti a cui gli altri medici – oltre a quelli dei pronto soccorso – prorogati sono suddivisi: 3 alle cardiologie di Jesi e Fabriano; 14 al dipartimento di prevenzione; 1 al medico competente; 1 alla nefrologia di Fabriano; 1 all’oncologia di Fabriano; 1 alla pediatria di Fabriano; 2 alla medicina penitenziaria; 1 alla medicina riabilitativa di Fabriano. Salta evidente all’occhio che Senigallia non è presente con alcun reparto, eppure non è che nei mesi scorsi (forse sarebbe corretto dire nei giorni scorsi) siano arrivati chissà quali rinforzi. Che la spiaggia di velluto sia già a posto con medici e personale vario senza che ce ne siamo accorti?

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L'ospedale di Senigallia

Sanità, oltre 20 milioni di euro per la palazzina dell’emergenza all’ospedale di Senigallia

L'ospedale di Senigallia

«Nella nostra regione molte strutture ospedaliere non sono adeguate a livello sismico, né per quanto riguarda le normative antincendio. Con questi interventi iniziamo a mettere un punto fisso per la riqualificazione, partendo dall’emergenza-urgenza così siamo più sicuri». 

Con queste parole l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini ha evidenziato la necessità di intervenire sull’edilizia ospedaliera delle Marche, obsoleta e non funzionale quando va bene, non sicura quando invece va male. Ovviamente il continuo miglioramento delle norme relative alla sicurezza impone cambiamenti e adeguamenti, ma non sempre è possibile o conveniente. E’ il caso dell’ospedale di Senigallia sul cui orizzonte si stagliano importanti lavori.

L’annuncio arriva dalla Regione che ha stanziato – in gran parte con fondi europei legati alla misura 6 del Pnrr e, per il resto, con risorse regionali – ben 114 milioni di euro per l’adeguamento di sei ospedali distribuiti sul territorio, tra cui quello della spiaggia di velluto dove arriverà una nuova palazzina per l’emergenza-urgenza al costo di 20 milioni di euro. E poi l’ospedale di comunità di Cagli, l’adeguamento dell’ospedale di Pergola, l’emergenza del Santa Croce di Fano, quella di Urbino e di Civitanova Marche.

Una pioggia di annunci e risorse grazie appunto all’Europa. I cantieri partiranno in blocco nel 2024, ma il problema è la tempistica da rispettare: andranno completate entro il 2026 quindi una corsa contro il tempo che di certo non rassicura sulla qualità dei lavori, dato anche il rincaro dei prezzi delle materie prime fino al 30% sui costi inizialmente previsti. Per esempio, sulla spiaggia di velluto erano piovuti inizialmente 16 milioni di euro ma – solo in questo caso –  fortunatamente piove sul bagnato.

Per Senigallia – come ovviamente per le altre comunità – è una buona notizia dato che da anni si parla di rinnovare una struttura non più a norma e che presenta anche molteplici criticità, negli spazi, negli accessi, nella sicurezza degli operatori.

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L'area lungo lo stradone Misa a Senigallia, un tempo parcheggio per l'ospedale

Pochi parcheggi vicino l’ospedale, il comitato denuncia: «Praticamente inaccessibile»

L'area lungo lo stradone Misa a Senigallia, un tempo parcheggio per l'ospedale
L’area lungo lo stradone Misa a Senigallia, un tempo parcheggio per l’ospedale, foto da Google Street View

Pochi i parcheggi che esistono e che sono fruibili nei dintorni dell’ospedale di Senigallia. Troppo pochi, al di sotto della soglia prevista che sarebbe circa la metà della superficie utile lorda. O meglio: un tempo c’erano, oggi praticamente sono diminuiti di due terzi. A lanciare l’allarme è il comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia che denuncia per l’ennesima volta una situazione al limite della sopportazione e della dignità di utente.

L’ospedale Principe di Piemonte a Senigallia è stato per anni circondato da parcheggi, perlomeno da tre grosse aree che nel tempo si sono ridotte. La prima è quella di via Camposanto Vecchio, retro del seminario vescovile, in prossimità della rotatoria per la complanare: prima era una superficie gratuita in cui si faceva fatica a trovare posto. Poi è stato chiuso e reso a pagamento, con il risultato che per la maggior parte delle volte si trovano stalli liberi. Il secondo spazio è quello invece di via Cellini, dove è stato recentemente realizzato un parcheggio in struttura e, ovviamente, a pagamento. E questo è non solo fruibile, ma molto spesso deserto o quasi. Il terzo è quello lungo lo stradone Misa, a pochi passi dall’ospedale: «è di proprietà dell’Asur – fanno sapere dal comitato senigalliese – che ha stipulato un contratto con la stessa società (quella di via Cellini, Ndr), la quale a partire dal mese di settembre 2022 ha chiuso anche questo all’uso pubblico». Insomma, dopo l’alluvione dell’anno scorso i posti auto per chi deve accedere all’ospedale sono sempre meno e ora tutti a pagamento. «Il parcheggio di via Cellini rimane ad oggi l’unico disponibile» in prossimità dell’ospedale, ad eccezione di un’area – ancora più distante però verso via Camposanto Vecchio – dove ci sono dei posti auto a disposizione dei residenti e presa d’assalto dagli utenti ospedalieri.

«Risulta assolutamente inconcepibile come l’Asur – insistono dal comitato – abbia potuto cedere un parcheggio di sua proprietà», quello lungo lo stradone Misa destinato all’uso dei dipendenti e dell’utenza (compresa quella destinata al dipartimento di prevenzione), «tollerandone la chiusura».

«L’assenza di parcheggi per gli ospedalieri e per gli addetti delle cooperative di servizi (terzo settore) che collaborano con l’ospedale porta molte volte questi lavoratori ad incorrere in multe da parte delle forze dell’ordine, e questo per poter andare al lavoro. E il più delle volte si aspetta nelle auto i familiari che vanno in visita proprio per non avere  brutte sorprese. Inoltre lì vicino c’è un asilo e la scuola media Mercantini con bambini e genitori che arrivano da ogni parte e nell’ora di punta è un gran caos e quindi anche un potenziale pericolo».

Insomma, una situazione da mettersi le mani nei capelli, a cui occorre trovare una soluzione, soprattutto per l’utenza debole e per i lavoratori che collaborano con i servizi assistenziali dell’ospedale. «Perché il parcheggio dello stradone Misa è chiuso quando potrebbe contenere tante auto che libererebbero lo spazio all’interno dell’ospedale dove mancano anche i parcheggi riservati ai lavoratori e ai disabili?» si chiedono dal comitato. Domanda che viene posta al Comune di Senigallia dato il silenzio dell’Asur, in modo che si ponga come intermediario per garantire un dignitoso accesso alla struttura ospedaliera per lavoratori e per gli utenti.

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Il vescovo di Senigallia porta i suoi auguri di Natale in diversi reparti dell’ospedale di Senigallia

Il vescovo di Senigallia, Franco Manenti, in questi giorni sta facendo visita a diversi reparti dell’Ospedale civile di Senigallia. In questa occasione, accompagnato dal cappellano dell’osedale don Giacomo Bettini, incontra il personale sanitario, operatori ed operatrici, medici, degenti. In molti casi purtroppo la visita è resa più difficile dalla presenza del Covid.

Sabato prossimo, alle ore 17.00, il vescovo celebrerà la S. Messa nella Chiesa dell’Ospedale, trasmessa anche in diretta sulla pagina facebook ‘cappellania ospedale di Senigallia’. Il giorno dopo, domenica 24 dicembre, sarà in visita nella casa di risposo della Fondazione ‘Città di Senigallia’, alle ore 16.00.

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Il Comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia incontra i cittadini

Il Comitato a difesa dell’ospedale di Senigallia scende in piazza: “Tutti gli anni nel mese di  Novembre, come ormai è tradizione, il Comitato parla con i cittadini. Anche quest’anno nella due giorni che abbiamo programmato ascolteremo le loro difficoltà per i tempi di attesa lunghissimi nelle varie tipologie di prestazioni (prime visite, quelle di controllo e prestazioni di diagnostica strumentale) e ci faremo carico delle loro proposte. Spiegheremo anche chiaramente i dati che ogni tanto appaiono e che sarebbero per loro, la Regione, soddisfacenti. Noi tutti che accediamo al CUP giornalmente e/o di persona sappiamo invece bene che non è così e che se non si potenziano i servizi, personale sanitario e apparecchiature, non c’è possibilità di ridurre le liste di attesa. Una Tac al Pronto Soccorso è tra le necessità più impellenti.

Spiegheremo chiaramente anche perché questo non accade e perchè l’Ospedale di Senigallia  non viene potenziato come quelli delle altre città dei politici di Palazzo Raffaello. Che sia l’assenza di un politico senigalliese in Regione il problema? Faremo un resoconto preciso del valzer dei direttori avvenuto dal 2022 ad oggi che sulla carta doveva riqualificare i nostri servizi ma che all’atto pratico ci ha lasciato con un pugno di mosche.

Parleremo anche del nuovo piano socio sanitario che ancora una volta ha visto penalizzata Senigallia, città di oltre 40 mila abitanti, seconda nella provincia di Ancona. Ci sono poi gli aspetti pratici anche questi da risolvere. Uno per tutti sono i parcheggi all’interno dell’Ospedale che non sono in numero sufficiente per i disabili e non lo è neanche quello lungo lo Stradone Misa che è diventato una barzelletta. Chiuso da un anno quando invece potrebbe essere utilizzato dai dipendenti pubblici e delle cooperative dei servizi oltre che dai cittadini perché dato in affitto nel 2022 dal direttore dell’Asur ma mai aperto dal gestore. Di questo e di tanto altro ancora parleremo con i cittadini”.

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Sanità, il comitato di Senigallia: «l’arrivo dei medici è una mezza verità»

La recente notizia dell’arrivo di collaboratori e medici per l’ospedale di Senigallia giunta dall’Azienda Sanitaria Territoriale (Ast) di Ancona ha suscitato reazioni abbastanza fredde in città, non certo entusiastiche. Il perché è presto detto: non tutti i professionisti – alcuni sono specializzandi – rimarranno con incarichi definitivi, mentre altri sono in coabitazione con altri presidi sanitari.

Nasce da qui la nuova lamentela del comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia che critica l’annuncio voluto dall’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini per mettere a tacere alcune critiche sul suo operato. Secondo gli attivisti della sanità senigalliese, quest’opera di assunzioni “à la carte” (propr. «alla carta») non risponde alle reali esigenze del nosocomio Principe di Piemonte, né della comunità che chiede da anni rinforzi permanenti. «Le assunzioni propagandate per l’Ospedale di Senigallia sono una mezza verità – sostengono -: non sono stati assunti sei medici ma quattro camici bianchi a scadenza, con un “incarico di collaborazione”, un medico a tempo pieno e uno part-time».

Sempre il comitato per l’ospedale spiega che al pronto soccorso arriveranno tre medici con incarico co.co.pro., massimo 30 ore a settimana, assunti per occuparsi dei codici verdi e bianchi: questi sono i casi meno prioritari, che occupano il personale sanitario e che costringono a lunghe attese e relative proteste, fino a vere e proprie aggressioni agli oepratori in servizio; non si tratta quindi di personale per l’emergenza. E’ andata meglio in neurologia, con un medico assunto mentre in pediatria arriverà un professionista ma part time, condiviso al 50% con l’ospedale Profili di Fabriano. Il sesto medico è ancora uno specializzando co.co.pro..

«Propagandare come definitiva una soluzione parziale e poco dignitosa è una pezza peggiore del buco» continuano dal comitato che si rivolgono all’assessore Saltamartini chiedendo: «quanto pensa che resisteranno i camici bianchi dopo 30 anni di studi e di sacrifici fatti nella speranza di un lavoro dignitoso e  in un ruolo apicale se invece vengono reclutati all’occorrenza? Fra sei mesi l’ospedale sarà di nuovo in affanno e senza medici».

Dopo il consueto attacco alla precedente giunta regionale di centrosinistra che avrebbe «tolto dieci primari al nostro ospedale» e alla nuova giunta di centrodestra per non aver trovato in tre anni risorse per Senigallia, il comitato torna a chiedere una casa di Comunità e un ospedale di comunità «necessarie per una sanità del territorio che riduca gli accessi al pronto soccorso e le patologie post acuzie. E intanto tutto tace sul fronte della nuova palazzina del pronto soccorso «finanziata con 16 milioni del PNRR da spendere entro il 30 giugno 2026» di cui «non si vede in giro nemmeno un mattone».

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L'ospedale di Senigallia

Sanità, in arrivo medici per pronto soccorso e neurologia

L'ospedale di Senigallia

Sanità, arrivano collaboratori e medici per l’ospedale di Senigallia. L’annuncio è di quelli destinati a rimanere segnati per anni nel calendario dato che non si vedono tutti i giorni rinforzi per i vari ospedali della provincia dorica.

Lieta novella quella che giunge dall’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona che ha pubblicato nell’albo pretorio gli atti per l’assunzione di molteplici figure mediche che andranno a potenziare gli organici di diversi reparti. In particolare nelle aree della medicina e chirurgia di accettazione e d’urgenza, ma anche la ginecologia e l’ostetricia, la pediatria, la neurologia e la radiologia.

Per l’ospedale di Senigallia arriverà personale di rinforzo al pronto soccorso, con tre medici che opereranno nel presidio di via Cellini; sarà rafforzata la neurologia con l’assunzione di una dottoressa, mentre la pediatria vedrà l’arrivo di un dirigente medico per le due sedi ospedaliere di Senigallia e di Fabriano e il contemporaneo conferimento dell’incarico di collaborazione a un medico specializzando.

«Assunzioni importanti – ha affermato l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini – : le figure reclutate andranno a potenziare alcuni settori di importanza strategica per il territorio implementando le attività ospedaliere in tutta l’AST Ancona».

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La postazione ospedaliera ad Arcevia

(Dis)continuità assistenziale: mancano i medici alla postazione di Arcevia – L’INTERVISTA

La postazione ospedaliera ad Arcevia

Ancora problemi per la continuità assistenziale di Arcevia, che viene temporaneamente accorpata a Corinaldo e Ostra Vetere. Per la giornata del 4 novembre sono previsti ancora disagi alla popolazione data l’impossibilità da parte dell’Ast Ancona – l’azienda sanitaria territoriale – di trovare medici che possano coprire alcuni turni nella postazione medica nella “perla dei monti”.

A darne l’annuncio è l’amministrazione comunale di Arcevia che, informata dal direttore del distretto sanitario di Senigallia Alessandro Marini ha potuto inoltrare alcune comunicazioni ai propri cittadini.
La direzione amministrativa e territoriale dell’Ast ha infatti reso noto che i turni di domani, sabato 4 novembre, non potranno essere coperti dalla postazione medica arceviese, motivo per cui dalle ore 8 alle ore 20 verrà coperto dalla postazione di Corinaldo, mentre dalle ore 20 alle ore 8 sarà coperto dalla postazione di Ostra Vetere).

Una situazione che comporta disagi alla popolazione, sempre più anziana e con difficoltà deambulatorie, costretta a spostarsi di vari chilometri prima di raggiungere il medico. Non è la prima volta che accade e sicuramente non sarà l’ultima in cui Arcevia viene accorpata a livello di continuità assistenziale ad altri comuni: ma dal territorio arrivano forti segnali di stanchezza e contrarietà a queste decisioni, dettate però dalla carenza di personale medico.

A fare il punto è il sindaco Dario Perticaroli che abbiamo intervistato per approfondire la situazione. Potete ascoltare l’INTERVISTA cliccando sul player.

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La lettera del Comitato Difesa Ospedale si Senigallia al presidente della Regione, Acquaroli

Egregio Presidente Acquaroli ,
il Comitato  Difesa Ospedale di Senigallia si rivolge direttamente a Lei quale responsabile primo della salute dei suoi concittadini marchgiani in quanto Presidente dell’amministrazione regionale. Da qualche tempo giravano voci su quello che voi politici chiamate rimpasto che prevedevano, tra alcuni cambiamenti, anche un diverso incarico per l’Assessore Saltamartini (nella fotografia) che nella sua qualità di responsabile della sanità ha creato molto dissenso, in particolare nella provincia di Ancona, come possiamo testimoniare noi stessi. Ora ci giungono alle orecchie voci che Lei si sarebbe opposto a questo cambiamento in cui moltissimi cittadini confidavano sinceramente.

A questa notizia si aggiunge quella ancora più sorprendente che l’Assessore Saltamartini avrebbe voluto dare le dimissioni da questo suo incarico, magari perchè  potrebbe essersi accorto che le sue iniziative non hanno raggiunto le aspettative sue e dei cittadini , ma che Lei avrebbe rifiutato sia il rimpasto che le dimissioni, opportune secondo noi .

Ora noi le chiediamo conto delle sue decisioni quali suoi amministrati che a maggioranza le hanno affidato la conduzione della Regione Marche. In particolare ci aspettavamo concrete ed incisive decisioni con iniziative atte a risolvere almeno le situazioni più gravi della sanità.

Tuttavia dopo tre anni di governo, come sa benissimo anche Lei, non è migliorata, anzi è peggiorata sensibilmente. Possibile che nella sua giunta non ci sia qualcuno che conosca a fondo problemi e problematiche della sanità per poter prendere decisioni, magari poche, ma risolutive, almeno per le situazioni più urgenti e improcrastinabili ?

Al convegno tenutosi Sabato 14 ottobre  a Senigallia per presentare la lodevole nascita del  progetto “One Healton” per la tutela della salute e prevenzione delle malattie oncologiche il suo assessore Saltamartini ha fatto una rapida comparsa, ma Lei se ne è ben guardato e non ha inviato neppure un messaggio. Da tutto ciò si sbaglia se si deduce che la salute dei marchigiani non le sta a cuore magari come le piste ciclabili? Naturalmente non ci aspettiamo una sua risposta, ma siamo cittadini e non ancora sudditi per cui la matita copiativa la abbiamo in mano noi. Le dovevamo quanto sopra perciò la salutiamo augurandole un soddisfacente per Lei proseguimento.

Comitato ‘Difesa Ospedale di Senigallia’

L'assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini

Pronto soccorso e medicina interna a pieno regime. Il Comitato: «Saltamartini si dimetta»

L'assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini
L’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini

Piena attività al pronto soccorso di Senigallia. Lo ha annunciato l’Azienda sanitaria territoriale di Ancona che ha snocciolato alcuni dati relativi agli ultimi mesi. Chi invece ha dei dubbi è il comitato a difesa dell’ospedale cittadino che lamenta ancora una situazione di scarso miglioramento delle annose criticità. Ma andiamo per ordine. 

L’ospedale di Senigallia, spiegano dall’Ast, «pur avendo aumentato il numero di accessi rispetto all’anno 2022, garantisce l’accesso al ricovero in tempi congrui alle patologie del paziente e, negli ultimi tempi, essendo stato potenziato con 6 medici neolaureati assunti con contratti di collaborazione, si avvale di un terzo ambulatorio dedicato ai codici minori con conseguente abbattimento dei tempi di attesa». 

Nel dettaglio sono stati 2406 i pazienti che si sono recati al pronto soccorso dell’ospedale “Principe di Piemonte” a Senigallia nello scorso mese di settembre: un dato in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente quando ne furono registrati 2258. Il potenziamento del pronto soccorso ad agosto ha permesso di attivare nelle 12 ore diurne – dalle 8.00 alle 20.00 – il terzo ambulatorio dedicato ai codici minori, tuttora attivo con il conseguente abbattimento dei tempi di attesa di codici bianchi, verdi ed azzurri, ma anche di codici maggiori.  Dal 2 ottobre, inoltre, la medicina interna di Senigallia è tornata a pieno regime in quanto sono stati riaperti i 14 posti letto sottratti durante il periodo estivo, con il relativo deflusso dei pazienti dal pronto soccorso ai reparti di degenza. Sempre a Senigallia è attivo il fast track (trad. percorso rapido) odontostomatologico. 

Nonostante le affermazioni dell’Ast anconetana riguardo la sanità provinciale e senigalliese, il Comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia continua a sottolineare gravi inefficienze e a chiedere un netto cambiamento al presidente regionale. «Saltamartini persiste nel dire: liste d’attesa ridotte del 96% in Ancona, del.92% a Pesaro etcc.. Spieghi allora il perché delle proteste dei cittadini di tutte le parti delle Marche, tranne che a Marche Sud e a guarda caso a Cingoli».

Dal comitato denunciano anche alcune difficoltà nell’accesso alle prestazioni sanitarie: «Una visita oculistica programmata, che deve essere fatta in 180 giorni, viene programmata invece in 300 giorni, ben 120 giorni dopo; un’altra visita urologica programmata non trova posto in tutte le Marche. Eppure nel nuovo piano sanitario regionale, come sa anche l’assessore Saltamartini che l’ha scritto, c’è scritto che un esame o una visita sanitaria non solo la si deve trovare entro i criteri di priorità, 180 giorni in questo caso, ma addirittura entro la provincia di Ancona. Invece quando va bene le prenotazioni avvengono anche fuori provincia, come Ascoli, Fermo etc.. e quando va male non trovano posto affatto». 

Di conseguenza il cittadino «è costretto a intraprendere la strada della libera professione, con costo a carico delle proprie tasche, o uscire dalla Regione se vuole una sanità pubblica in tempi decenti ma con i costi che però gravano sulla collettività. Su tutti noi. Infatti la mobilità passiva delle Marche con l’Emilia Romagna è, secondo gli ultimi dati, pari a 40 milioni di euro: debito pubblico che dobbiamo pagare tutti noi. Ecco quindi che la richiesta delle dimissioni di Saltamartini diventa legittima perché la situazione sanitaria, dopo 3 anni di delega, è intollerabile. Saltamartini deve dimettersi e lasciare il posto a chi sa fare meglio, senza più illudere i cittadini che il cambiamento fatto con il nuovo piano socio sanitario sia un successo. Le segnalazioni che arrivano da ogni parte dicono esattamente il contrario».

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L'ospedale civile di Senigallia "Principe di Piemonte"

Carenze nella sanità: critiche del comitato per l’ospedale. In “soccorso” la farmacia dei servizi

L'ospedale civile di Senigallia "Principe di Piemonte"

La spiaggia di velluto e il suo entroterra lamentano ancora disservizi nell’erogazione delle prestazioni sanitarie. Un dato che non riguarda solo l’ospedale, ma anche il poliambulatorio di via Campo Boario. Meglio va per quanto riguarda le attività farmaceutiche dopo l’avvio del progetto che coinvolge circa la metà degli esercizi regionali. In tre mesi di sperimentazione è stato superato il traguardo delle 1500 prestazioni nelle 300 farmacie dei servizi aderenti: quasi la metà di esse si trova in zone montane o di campagna.

Lo comunica l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini, che sta effettuando un monitoraggio del progetto. Tra le attività ci sono la riconciliazione della terapia farmacologica (e cioè il monitoraggio di chi prende più di 5 farmaci e la segnalazione di eventuali problemi al medico di medicina generale); il monitoraggio dell’aderenza alla terapia farmacologica nei pazienti con diabete tipo 2 e nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva); la telemedicina con holter pressorio (misurazione della pressione nell’arco delle 24 ore tramite dispositivo), holter cardiaco, elettrocardiogramma e auto-spirometria per valutare l’efficienza dei polmoni. 

I vantaggi

Una sperimentazione che ha permesso, per esempio, di inviare solo dieci pazienti al pronto soccorso e di dirottarne altri 67 dal proprio medico dopo l’esame dell’ecg con notevole alleggerimento per i pronto soccorso regionali. Analogamente, 443 sono stati gli holter cardiaci, con solo due invii al ps e 101 dal medico. Secondo Saltamartini «Il gradimento maggiore si riscontra nelle aree interne e montane vista la distanza dai poli ospedalieri e l’età più avanzata della popolazione».
I fondi ministeriali a disposizione fino a dicembre ammontano a quasi 1,5 milioni di euro, per un totale di 40 mila cittadini raggiunti, con lo scopo di limitare la mobilità passiva e ridurre le liste di attesa.

Le critiche

Ma nonostante le promesse roboanti specifiche sull’implementazione dei servizi e sulla riduzione delle lunghe (lunghissime) liste di attesa, ancora non si vedono grandi cambiamenti per i servizi sanitari a Senigallia. A  sostenerlo è il comitato cittadino a difesa dell’ospedale pubblico che lamenta una scarsa attenzione per il nostro territorio da parte dell’assessore Saltamartini. Tanti i nodi al pettine: ci sono quello del pronto soccorso, della cardiologia, del laboratorio analisi, dell’otorino, della radiologia e persino della viabilità interna dell’ospedale dove il manto stradale è disastroso e fautore di cadute dei pedoni. E queste sono le criticità più evidenti oltre alla cronica carenza di personale sanitario – medici e infermieri – e delle unità Oss.

Altro tema è la disparità di trattamento con alcune zone delle Marche che vengono meglio fornite di strumenti e personale a discapito di altre, come quella senigalliese. In particolare il comitato sottolinea il caso delle due tac acquistate e dei 6 infermieri assunti a tempo indeterminato in arrivo a Marche sud, mentre a Senigallia la Tac in aggiunta al pronto soccorso, e tanto proclamata da circa 7/8 anni, ancora non arriva. E il personale nemmeno, con tutte le conseguenze per le liste di attesa e buona pace per le promesse non mantenute.

Sul tema dal comitato vengono segnalate infatti ancora «prenotazioni impossibili» da fare per alcune tipologie di prestazioni sanitarie, mentre le affermazioni sul 96% delle richieste soddisfatto entro 10 giorni viene confutata con lamentele varie di «cittadini che trovano spazio nelle strutture pubbliche solo a distanza di mesi».

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All’Ospedale di Senigallia le tante attività della terapia del dolore

La Unità Operativa complessa di Anestesia e Rianimazione di Senigallia, diretta dalla Dottoressa Cristina Scala, si è buttata alle spalle la pandemia e ha ripreso a pieno ritmo tutte le attività. Grande spazio ricopre la terapia del dolore con 4 ambulatori a settimana ed un bacino di utenza che abbraccia una vasta zona comprensoriale. A questi si aggiungono 2 sedute al mese di procedure invasive in sala operatoria, oltre ad un altro ambulatorio per i circa cento pazienti che assumono cannabis terapeutica e le specifiche giornate dedicate ai pazienti oncologici. Si è ampliata la rete di gestione dei pazienti fragili e oncologici e questa vede coinvolti l’oncologo dell’ospedale di Senigallia, l’assistenza domiciliare, l’Associazione Oncologica Senigalliese e l’ambulatorio di Terapia del dolore dove i medici garantiscono anche le cure palliative. I pazienti sono seguiti ambulatorialmente o in telemedicina secondo necessità anche con presa in carico al domicilio. Recentemente è stata implementata l’offerta terapeutica per i dolori cronici non oncologici come le cefalee e le nevralgie del trigemino. L’esecuzione di veri e propri blocchi del ganglio sfenopalatino sta dando grandi risultati in contesti dove ad essere colpiti sono pazienti spesso giovani. Questi possono beneficiare anche della neuromodulazione per le cefalee muscolotensive, l’agopuntura per cefalea frontale, temporale e di vertice e le algie trigeminali. Da quasi due anni viene realizzata la crioterapia ecoguidata di nervi periferici a favore di pazienti che non hanno avuto risultati con trattamenti convenzionali, farmacologici ed infiltrativi oppure hanno numerose comorbidità che non rendono percorribili gli approcci classici.

Presso la UOC di Anestesia e Rianimazione senigalliese viene praticata inoltre la mesoterapia per dolori muscolotensivi con tecnica “needle free” per pazienti in terapia anticoagulante. Questa tecnica permette di ridurre il rischio di ematomi o evitare l’interruzione di terapie salvavita. Da ormai più di 5 anni, infine, si svolge l’attività di radiofrequenza invasiva e transcutanea per le gravi patologie del rachide e delle articolazioni rivolte a malati di tutte le età ed in particolare ai grandi anziani afflitti da artrosi invalidanti. In linea con una lunga tradizione di terapia del dolore il centro di terapia del dolore di Senigallia partecipa attivamente al progetto formativo della rete regionale della terapia del dolore finalizzata ad uniformare i percorsi assistenziali in tutto il territorio marchigiano.

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L'ospedale di Senigallia

Sanità, nuove assunzioni per l’ospedale senigalliese

L'ospedale di Senigallia
L’ospedale di Senigallia

Nuove assunzioni nel sistema sanitario regionale, nuova linfa per la sanità pubblica che attraversa un periodo di profonda crisi per carenza di personale, trasformazioni che si trascinano da anni e tagli ai finanziamenti.

In particolare, nel territorio senigalliese è in arrivo un dirigente medico di cardiologia, assunto mediante l’utilizzo della graduatoria stilata dopo il concorso pubblico, mentre sono cinque gli infermieri che arriveranno  a supporto delle attività ospedaliere e territoriali dell’intera Ast di Ancona.

«Figure professionali – ha dichiarato l’assessore alla sanità della Regione Marche Filippo Saltamartini – che andranno a potenziare i servizi integrando il personale, consentendo così una più efficace gestione delle attività e una maggiore qualità di prestazioni offerte all’utenza».

Pochi giorni fa era stata annunciata invece l’assunzione, sempre da concorso pubblico, di un dirigente medico di ortopedia e traumatologia che entrerà in servizio presso la unità operativa complessa di Senigallia. Secondo Saltamartini con questa figura «si completa l’organico dell’unità senigalliese».

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Comitato a difesa dell’ospedale di Senigallia: le mancate risposte sul Pronto soccorso

Il Comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia lancia di nuovo l’allarme sulla situazione del Pronto soccorso locale: “Saltamartini e la Storti dicevano che avrebbero potenziato il nostro Ospedale. Invece? Abbiamo l’acquisto di una nuova Tac e un nuovo Pronto Soccorso di base a Cingoli, più medici al Pronto Soccorso di Jesi e niente per Senigallia? Eppure lo avevano promesso che il nostro Ospedale avrebbe avuto una priorità nella riqualificazione sanitaria delle Unità Operative perdute con il centro sinistra.

Il risultato delle promesse? NIENTE di fatto se non potenziare Jesi e Cingoli, che tra l’altro non fa parte della nostra provincia. Perché? Per il nostro Ospedale rimane la solita carenza di personale al Pronto Soccorso e di attrezzature importanti di là da venire ( la Tac promessa da anni quando arriverà a Senigallia??).

E liste d’attesa infinite? Da luglio e stato inaugurato un nuovo modo di prenotare visite ed esami, anche per le priorità brevi (da fare ad esempio entro 10gg.). Il CUP inizia la ricerca per il posto tra gli ospedali dell’Ast2 Ancona (Senigallia, Jesi, Fabriano e ora Cingoli, provincia di Macerata e cosa centri non è dato sapere!) Qualora l’operatore del CUP non trovi un posto entro 10gg. ma entro 3 mesi va bene lo stesso.  Il paziente viene “preso in carico” e quindi la richiesta secondo le nuove disposizioni risulta soddisfatta.

Chissà se anche per loro la modalità è la stessa quando devono prenotare? E scomparso il buon senso.  Non si tiene conto minimamente conto della priorità sanitaria del medico (10gg.) ma trovando anche un posto a 90gg. la pratica burocratica risulta conclusa, ma non per il paziente che non è affatto soddisfatto. L’insoddisfazione sfocia come logico in proteste nei confronti degli operatori del CUP in prima linea a SPIEGARE ai cittadini la “‘alchimia sanitaria”.

A tutti i lavoratori va il nostro sostegno e la nostra vicinanza in questo gravoso e delicato compito giornaliero.I pazienti dal canto loro, presi purtroppo dai loro problemi di salute, non pensano che chi sta di fronte a loro deve eseguire quanto loro imposto e senza protestare. Se invece riflettessero più freddamente porterebbero le loro rimostranze all’attenzione del Presidente Acquaroli. La nuova riforma sanitaria divideva le Ast per provincia e allora ci chiediamo cosa centri il Comune di Cingoli con la provincia di Ancona. C’è lo spiegherà Saltamartini visto che di Cingoli, provincia di Macerata, era il sindaco”.

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