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Tag: Ospedale

Il Comitato cittadino “Ospedale di Senigallia” e le 10 domande all’assessore Saltamartini

Gent.mo assessore Saltamartini, certo non è al corrente delle incompiute che ci ha lasciato la dr.ssa Storti anche se è stata nominata da lei, ma dopo da 2 anni e 9 mesi, da quando è assessore regionale alla Sanità, ecco le 10 domande:

  1. sa che gli accessi al Pronto Soccorso di Senigallia  hanno superato il numero di 100 al giorno, a fronte di 70/80 del mese di Giugno, e che aumenteranno ulteriormente almeno fino a Ferragosto?
  2. sa che il Pronto Soccorso di Senigallia per i numerosi accessi è obbligato alla trattenere qualche paziente prima di trovare un posto letto e alle volte anche pazienti Covid positivi che non possono andare in Medicina per la riduzione di 14 posti letto?
  3. sa che il Primario del Pronto Soccorso non avendo, prima volta dopo 25 anni, medici disponibili ad aprire la terza postazione per i codici verdi e bianchi che avrebbero smaltito buona parte del lavoro ha chiesto a tutti gli altri primari ospedalieri la collaborazione “per evitare o limitare situazione di pericolosità”?
  4. sa che l’aumento degli accessi al Pronto Soccorso di Senigallia mette in crisi gli altri reparti, carenti anch’essi di personale, per l’aumento consequenziale di visite specialistiche e di esami?
  5. sa che il Pronto Soccorso di Senigallia deve far fronte d’estate a questo iperafflusso senza nessun potenziamento di personale sanitario, nè infermieri, nè o.s.s, né ausiliari ne tanto meno medici?
  6. sa che il Pronto Soccorso di Senigallia ha al suo interno medici di cooperative che hanno una paga oraria triplicata rispetto ai medici in organico?
  7. sa che la sperequazione economica deve essere sanata. Ha detto pubblicamente che avrebbe incentivato il personale che ci lavora con prestazioni aggiuntive. Se non ora, quando?
  8. sa che la dr.ssa Storti ha assunto un medico a tempo indeterminato per il Pronto Soccorso di Jesi?
  9. sa che la dr.ssa Storti ha assunto al Pronto Soccorso di Jesi n.2 specializzandi a 30 ore, che entreranno a tempo indeterminato nel 2026, dopo la specialità?
  10. sa che la dr.ssa Storti ha attivato la mobilità di un medico per la Diabetologia, anche se al completo?

La dr.ssa Storti, da lei nominata, doveva potenziare il Pronto Soccorso di Senigallia, non altro. Non l’ha fatto e quindi le risposte alle 10 domande le deve dare lei, anche in dibattito pubblico. Se chiedere è lecito, soprattutto da parte dei cittadini, rispondere è cortesia da parte delle istituzioni.

Il direttivo del Comitato Ospedale di Senigallia

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sanità, medicina, ospedale, cure, pronto soccorso

Arcevia, nuova battaglia sull’ospedale di comunità

sanità, medicina, ospedale, cure, pronto soccorso

La sanità è da anni un punto debole per i comuni montani, alle prese con tagli ai servizi e al personale che mettono costantemente a repentaglio il mantenimento delle strutture sanitarie nelle aree interne. Lo sa bene Arcevia, che sull’ospedale cittadino ha fatto molte battaglie. È stato uno dei primi comuni a perdere il proprio polo sanitario ma uno dei primi a vedersi assegnare un ospedale di comunità con ambulatori e presidio medicalizzata per le emergenze.

Ora con il nuovo piano sociosanitario regionale 2023-2025 in discussione, che verrà approvato con tutta probabilità entro la pausa estiva, Arcevia deve fare i conti con nuovi rischi di chiusura e ridimensionamento. Da qui l’iniziativa del sindaco di Arcevia Dario Perticaroli che ha scritto una lettera al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, all’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini e al presidente della 4ª commissione regionale sanità Nicola Baiocchi.

Nella lettera c’è tutta la preoccupazione di un’intera comunità che teme lo spostamento o quantomeno la riduzione di altri servizi. Già ospedale di comunità, Arcevia vorrebbe che venisse riclassificato come Casa della Comunità spoke e ambulatori di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, con il mantenimento degli attuali 20 posti letto, di cui 8 per cure intermedie e 12 come Rsa.

Sul tema è stato annunciato un consiglio comunale straordinario aperto che dovrebbe tenersi il 1° agosto prossimo per parlare di radiologia, del Cup, della medicina d’urgenza, di vaccinazioni, ostetricia e pediatria. All’orizzonte anche possibili manifestazioni per mantenere i servizi sanitari sui territori montani e periferici.

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Presidio all’ospedale di Senigallia: Cisl, Uil e Cgil gridano con forza ‘La salute non è in vendita’

La salute non è in vendita. Con questo slogan CGIL, CISL e UIL territoriali di Senigallia organizzano un presidio giovedì 6 luglio 2023 dalle ore 10.30 in via Cellini, 1, davanti all’ospedale di Senigallia in preparazione della manifestazione regionale del 15 Luglio.

Le organizzazioni sindacali territoriali denunciano il grave stato di salute della sanità locale: chiedono a gran voce di garantire a tutti il diritto costituzionale alla salute, a partire dalle fasce più deboli e dai territori dei comuni più interni.

Chiediamo all’assessore alla sanità, alla dirigenza sanitaria dell’Ast di Ancona di affrontare con maggiore determinazione e programmazione il dramma degli infiniti tempi di attesa per le prestazioni sanitarie, per evitare la mobilità passiva e il ricorso alla sanita privata.

Il presidio vuole richiamare l’attenzione sulla progressiva privatizzazione della sanità, sulle risorse insufficienti per la prevenzione e la cura.

Occorre intervenire per il potenziamento del servizio di prevenzione e controllo sui luoghi di lavoro, il rafforzamento della medicina di genere, dei consultori, per l’aumento degli organici e la stabilizzazione di medici ed infermieri e personale sanitario

CGIL CISL e UIL lanciano l’allarme sui troppi ritardi, sulle molteplici criticità a partire dall’enorme quantità di visite e prestazioni sospese, l’impossibilità di prenotare visite e prestazioni sanitarie rivendicano l’inserimento nel Piano Sanitario Regionale dell’Ospedale di Comunità a Senigallia, il potenziamento della struttura sanitaria di Arcevia.

Richiamano le istituzioni agli impegni sulle residenze per anziani, sui servizi territoriali per il disagio psichico e prevenzione dalle dipendenze, su una reale integrazione socio sanitaria, sull’assistenza domiciliare, insieme ad una rete più capillare ed efficace di urgenza ed emergenza.

Ad organizzare il presidio sono le segreterie territoriali di Senigallia e le omologhe sezioni dei pensionati.

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Il Comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia: l’ennesimo appello ad Acquaroli

Che cosa facciamo con la mobilità passiva? Che cosa facciamo con le liste d’attesa? PRESIDENTE ACQUAROLI glielo diciamo noi cosa fare!

Tolga la delega a chi ha la responsabilità sanitaria di queste criticità. La responsabilità dell’Assessore alla Sanità oltre che organizzativa per il nuovo piano sanitario Regionale che non funziona è anche quella di aver confermato i direttori Asur, Area Vasta e ora Ast nominati dal passato Governo che hanno portato la Regione ad essere sempre più indebitata.

Spostandoli da una sede all’altra, ad esempio dalla Provincie di Ancona dove la dr.ssa Storti è direttore ma fino al 16 Luglio a quella di Pesaro per altri 3/5 anni, non ha fatto che aggravare la situazione nel sanitaria.

Abbiamo un elenco di “incompiute” del nostro Ospedale lasciate che mettono paura, nonostante una pseudo-collaborazione manifestata ma mai partita.

Abbiano le prove di quello che diciamo.

Una (dis)organizzazione sanitaria di Servizi con operatori che fanno di tutto per andarsene, un personale Tecnico ai minimi termini e “dulcis in fundo” medici di Pronto soccorso delle Cooperative e Cardiologi in servizio con la metà delle ore necessarie e niente per la sanità territoriale, questi sono stati i “cambiamenti” sanitari attuati nel nostro Ospedale!

Presidente Acquaroli, di chi sono le responsabilità?

I Responsabili da Lei nominati se le rimpallano tra loro ma intanto i pazienti vanno a curarsi fuori regione con ingenti costi per le loro tasche e per le spese Regionali.

Se i pazienti per l’Ortopedia, la Cardiologia, la Gastro etccc….. vanno a curarsi altrove per le “impossibili” liste d’attesa ci sarà un motivo.

Chi invece non ha possibilità economiche non si cura e questo deve ricadere sulle coscienze di chi ha prodotto questi risultati.

La destra che Lei rappresenta e che i cittadini hanno votato convintamente deve dimostrare di essere diversa dalla sinistra che invece è stata punita.

Oggi a tre anni dal suo insediamento questo non si evince minimamente e Lei deve prendere atto di questo e non guardare all’equilibrio politico della coalizione perchè la salute non aspetta le vostre decisioni.

Sappiamo che Lei si è trovato a gestire con fatica questa situazione però ora dopo 3 anni di governo chi non ha attuato quanto promesso in campagna elettorale deve essere sostituito dalla carica altrimenti tutto ricadrà su di Lei. Errare e umano ma perseverare…

Comitato cittadino difesa dell’Ospedale – Senigallia

All’ospedale di Senigallia, dopo la pandemia, è stata riaperta in una nuova collocazione la stanza “L’Ottava Nota YOU” per i pazienti oncologici

Senigallia, nuova collocazione per la stanza “L’Ottava Nota YOU” per i pazienti oncologici

All’ospedale di Senigallia, dopo la pandemia, è stata riaperta in una nuova collocazione la stanza “L’Ottava Nota YOU” per i pazienti oncologici
All’ospedale di Senigallia, dopo la pandemia, è stata riaperta in una nuova collocazione la stanza “L’Ottava Nota YOU” per i pazienti oncologici

Nuova collocazione, all’interno dell’ospedale civile di Senigallia, per la stanza de “L’Ottava Nota YOU”, un‘area per il benessere e il supporto psicologico ai pazienti oncologici promossa dall’Aos, l’associazione oncologica senigalliese. Si trova al sesto piano del monoblocco storico, accanto alla stanza Rosa Giulia dell’Andos (Associazione nazionale donne operate al seno), inaugurata pochi mesi fa.

Una breve ma intensa cerimonia ha riaperto lo spazio, dedicato all’architetto Ilaria Arcangeli che lo aveva originariamente arredato, dopo la parentesi pandemica e la conseguente revisione organizzativa degli spazi e il rispetto della rigorosa normativa sugli accessi agli utenti e ai visitatori. La stanza de “L’Ottava Nota YOU” ha mantenuto l’arredamento sobrio ed elegante ideato da Ilaria che credeva che la bellezza e l’armonia fossero parte fondamentale della cura. 

All’iniziativa hanno partecipato la direzione medica ospedaliera, l’ex cappellano dell’ospedale don Maurizio Gaggini, i rappresentanti di Aos e Andos e il marito di Ilaria che ha ricordato i momenti difficili trascorsi in compagnia degli operatori dell’associazione oncologica senigalliese. Il presidente Paolo Quagliarini ha espresso la sua gratitudine a tutti i volontari e all’ospedale che, superato il periodo pandemico, ha potuto accogliere di nuovo l’associazione. 

L’AOS, infatti, da anni collabora con la struttura sanitaria, offrendo un prezioso contributo ai pazienti oncologici, prevalentemente a coloro che necessitano di un supporto a domicilio, garantendo loro assistenza medica, infermieristica, psicologica e nutrizionale. Una collaborazione, come quella portata avanti dall’Andos e da altre realtà, molto preziosa per l’affiancamento alle prestazioni sanitarie e per i benefici alla collettività tutta, in primis ai pazienti e alle loro famiglie.

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Laboratorio analisi Senigallia: a maggio aperte le prenotazione per i prelievi venosi

A partire dal mese di maggio, anche presso il laboratorio ‘Analisi’ di Senigallia sarà possibile effettuare le prenotazioni per il prelievo venoso senza ricetta medica , sia telefonicamente, contattando il CUP regionale ( numero verde 800-098798 da lunedì a venerdì dalle ore 8.00 alle ore 18.00 e il sabato dalle ore 8.00 alle ore 13.00) sia di persona, recandosi direttamente presso gli sportelli CUP del territorio dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona con modalità e orari presenti nella Guida ai Servizi del sito www.asur.marche.it (sotto la voce “Cittadini”).

Per tali prenotazioni è stata aperta una apposita agenda informatizzata, con regole regionali identiche per tutti i laboratori analisi, che permette di ricevere, al momento, 60 accessi giornalieri, i cui numeri saranno tuttavia proporzionati sulla base dell’effettivo bisogno. verranno mantenuti in più circa 40 accessi per non prenotati, dedicati alle urgenze e alle categorie protette. Si ritengono doverose queste puntualizzazioni poiché, in questi giorni, sulla stampa locale, sono apparse notizie, in proposito, piuttosto imprecise. In particolare per quanto riguarda il numero degli accessi giornalieri a disposizione dell’utenza.

Appena uscita la notizia si è subito espresso il Comitato cittadino: “Sulla nuova organizzazione imposta senza confronto alcuno torneremo a breve intanto vogliamo ricordare gli accordi intercorsi con gli illustrissimi dott.ssa Nadia Storti, Commissario Ast2 e il dr. Filippo Saltamartini, Assessore alla Sanità Regione Marche. Vogliamo ricordare i numerosi incontri avuti con le SS.VV. in cui avete riferito tutti gli immaginifici progetti sulla riqualificazione dell’Ospedale cittadino che si sarebbero entro breve tempo attuati. (…) La nuova organizzazione del Laboratorio Analisi parte dal 01 Maggio con 60 prenotazioni giornaliere tramite CUP Regionale. Per adesso solo una domanda,: perché è stato imposto un numero giornaliero di 60 pazienti prenotati che è significativamente inferiore rispetto agli 80 di oggi?”.

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a cura della redazione

L'ospedale di Senigallia

L’allarme: «Mancano medici alla cardiologia di Senigallia». La replica dell’Ast: «Notizia senza fondamento»

L'ospedale di Senigallia
L’ospedale di Senigallia

Botta e risposta tra il comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia e l’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona sulla nota carenza di personale medico. Ancora una volta il nosocomio senigalliese torna al centro del dibattito ma stavolta con notizie più rassicuranti dopo l’allarme lanciato dagli attivisti relativamente alla cardiologia senigalliese ancora senza due medici.

«L’assessore Saltamartini e la commissaria Ast2 Storti, prorogata nell’incarico fino al 10 aprile, devono prendere provvedimenti con i loro dirigenti che “ritardano” le assunzioni» spiegano i referenti del comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia. E poi denunciano la grave situazione: la pianta organica è di nove dottori ma attualmente ve ne sono sette e uno sta per andare in pensione, senza contare riposi e ferie ancora da godere. «Intanto il reparto è sempre tutto pieno nei posti letto disponibili. I pazienti arrivano anche da altri nosocomi: forse perché non ce la facevano a ricoverare altri pazienti molto gravi e allora hanno individuato la nostra struttura come supporto al loro lavoro? Vi sono i numeri più alti di prestazioni sanitarie cardiologiche della Ast 2, è la struttura che cura il più alto numero di infarti. Nel 2022 è stata la cardiologia-utic che ha lavorato di più per ricoveri, visite e altro». Da qui l’attacco: «Ad oggi non vi sono segni concreti di assunzioni ma solo promesse. In amministrazione non si muove nulla. Ora però devono dirci cosa vogliono fare. E dirlo in fretta perché ai medici non piace stare a bordo di una nave che sta affondando». E dopo la partenza di vari professionisti dall’ospedale di Senigallia la lamentela è: «Vogliamo fermare questa emorragia sanitaria o continuare a perdere professionisti?»

L’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona ha voluto però rassicurare la cittadinanza: «Sono in fase di attuazione tutte le procedure per il reperimento della figura del dirigente medico e del primario e dunque le paventate criticità relativamente al personale in servizio non hanno fondamento». L’Ast Ancona precisa infatti che «attualmente mancherebbe in organico solo un dirigente medico e la figura del primario in questo momento è ricoperta da un dirigente  facente funzione». In merito al posto vacante di dirigente medico «la Direzione ha già approvato una graduatoria a tempo determinato giusto la scorsa settimana con avviso pubblico (determina n. 331 del 9 marzo 2023). In graduatoria ci sono tre dirigenti medici specialisti più uno specializzando, in primis proprio per far fronte alla situazione di Senigallia. La prossima settimana partirà l’interpello per reintegrare la figura mancante in organico, fermo restando che le successive cessazioni saranno sempre sopperite attraverso tale graduatoria. Per quanto riguarda il direttore della struttura complessa tra l’altro gli uffici stanno predisponendo il bando sulla base dei nuovi criteri stabiliti dalla giunta regionale con dgrm n 215 dello scorso 27 febbraio stante la modifica normativa intervenuta con la legge 118/2022».

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Un nuovo ospedale in Etiopia realizzato con i fondi Cei 8 per mille

L’Etiopia ha un nuovo ospedale specializzato in Neuropsichiatria. La struttura si chiama “Araara” – “riconciliazione” in lingua oromo – ed è stata inaugurata nei giorni scorsi a Robe, in Etiopia, da monsignor Rocco Pennacchio, arcivescovo di Fermo e presidente del Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo, che ha guidato la delegazione della Cei in visita nel Paese africano.

Il Centro specialistico neuropsichiatrico infatti è stato realizzato con i fondi dell’8xmille che i cittadini italiani destinano alla Chiesa cattolica. L’ospedale conta 40 posti letto, ambulatori, reparti e sale per la riabilitazione e accoglierà anche i pazienti più gravi della Missione delle Sorelle di Madre Teresa di Calcutta (avviata dalla stessa Madre Teresa), che a Gobe, a 10 km da Robe, assiste circa 250 malati psichiatrici e neurologici. Il viaggio della delegazione Cei è stato occasione per visitare alcuni progetti, come lo studio televisivo dell’emittente “Catholic Tv Ethiopia – CTV Ethiopia”, realizzato dall’arcidiocesi di Addis Abeba che ha dato vita ad una tv dove lavorano 24 persone di cui 15 laici e che trasmette h24 nell’intero Paese fino al Sudan e all’Eritrea.

Ad Addis Abeba, la delegazione della Cei è poi andata alla struttura per i ragazzi dai 14 ai 18 anni, voluta dalla Community of Saint John e dotata di dormitorio, mensa, aule e sala polivalente; e alla Casa Ispettoriale dei Salesiani dove è attivo il progetto del Vides “Stop al traffico di esseri umani, un’opportunità per essere liberi di restare” che offre formazione professionale e sostegno nell’inserimento lavorativo ai giovani dai 18 ai 35 anni (attualmente i beneficiari sono circa 1260 ragazzi).

Fuori città, la delegazione ha fatto visita alle Suore Benedettine che stanno provvedendo alla costruzione di un sistema idrico per approvvigionare di acqua potabile il Monastero Holeta e i villaggi limitrofi, e alla Comunità Volontari per il Mondo, ong marchigiana, impegnata nella promozione umana e sociale delle donne vittime di abusi all’estero.

a cura di L.M.

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Giornata del malato

Unitalsi di Senigallia: tante iniziative verso la Giornata mondiale del malato

Inizia una densa settimana promossa dall’Unitalsi – Sottosezione di Senigallia – e dalla Commissione diocesana per la Pastorale sanitaria. In vista della Giornata mondiale del Malato – di sabato 11 febbraio 2023 – nella Chiesa dell’Ospedale di Senigallia ogni giorno alle ore 17.00 c’è la recita del Rosario e alle 17.30 la Santa Messa, momenti di preghiera animati dai vari gruppi Unitalsi della diocesi, accompagnati dai loro parroci.

Venerdì 10 febbraio 2023 l’immagine della Madonna di Lourdes passerà davanti ai vari padiglioni ospedaliere e alla Casa di riposo di fianco all’ospedale. A seguire, la S.Messa e la benedizione nel piazzale antistante la Chiesa da parte del vescovo Franco Manenti.

Sabato 11 febbraio 2023, Giornata mondiale del malato, S. Messa ore 18.00 in onore della Madonna di Lourdes, presieduta dal Vescovo Franco, durante la quale verrà conferito il Sacramente dell’Unzione degli ammalati.

Nell’ambito delle iniziative, mercoledì 8 febbraio 2023, in modalità digitale, ci sarà l’incontro con Padre Domenico Spagnoli, Assistente nazionale Giovani Unitalsi, sul tema della giornata mondiale del malato “Abbi cura di Lui”. Inoltre sia in Ospedale che nella Chiesa della Maddalena, in questa settimana ci sarà una cassettina postale pronta ad accogliere la “posta a Bernardette“: ognuno potrà scrivere un proprio pensiero che verrà poi portato alla Grotta di Lourdes, in Francia, nel prossimo Pellegrinaggio Unitalsi.

Armanda Magini
presidente diocesana Unitalsi

L'ospedale civile di Senigallia "Principe di Piemonte"

Sanità pubblica, la situazione critica di Senigallia al centro di un incontro tra il comitato cittadino e la d.ssa Storti – L’intervista

L'ospedale civile di Senigallia "Principe di Piemonte"
L’ospedale civile di Senigallia “Principe di Piemonte”

I rappresentanti del Comitato Cittadino a difesa dell’Ospedale di Senigallia  hanno incontrato la dr.ssa Nadia Storti, commissario dell’Azienda Sanitaria Territoriale (Ast) di Ancona. Un incontro cercato da tempo per presentare alcune proposte in materia di sanità pubblica che secondo il comitato potrebbero giovare molto al settore, soprattutto in ottica locale dove da anni si registrano disservizi e lunghe liste di attesa.

Sanità pubblica, l'incontro tra i componenti del Comitato cittadino a difesa dell'ospedale di Senigallia e Nadia Storti alla guida dell'Ast Ancona
Sanità pubblica, l’incontro tra i componenti del Comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia e Nadia Storti alla guida dell’Ast Ancona

I disagi alla popolazione, spiega uno dei componenti più attivi del comitato, Silvano Cingolani, non riguardano un particolare servizio o settore della sanità senigalliese ma l’investono in pieno: dal pronto soccorso dove mancano vari medici alla cardiologia con l’utic sempre a rischio, dall’otorino che ha problematiche per la parte chirurgica al laboratorio analisi fino alla radiologia all’oculistica. Persino sulla viabilità interna all’area ospedaliera ci sono diverse problematiche mentre si sta progettando una nuova palazzina per il pronto soccorso e l’obi. 

Su tutta questa situazione il comitato ha chiesto spiegazioni alla dottoressa Storti: le criticità e alcune soluzioni prospettate durante l’incontro ce le racconta Cingolani nell’intervista audio disponibile qui sotto.

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L'ospedale di Senigallia

Sanità e benessere, inaugurata la sala rosa all’ospedale di Senigallia

L'ospedale di Senigallia
L’ospedale di Senigallia

Giovedì 15 dicembre, alle ore 15,30, presso l’ospedale di Senigallia, è stata inaugurata la ‘Sala Rosa Giulia’, ubicata nel monoblocco al 6° piano, che rappresenta uno spazio complementare al percorso di cure oncologiche.

L’obiettivo della Sala Rosa è quello di accogliere, informare e sostenere la paziente durante tutto il periodo della malattia. Nel servizio lavorano professionisti formati per migliorare la qualità di vita in un periodo particolarmente difficile da affrontare.

E’ dedicata a Giulia Sordoni, una giovane paziente. Il marito e il padre di Giulia hanno espresso il desiderio di mantenere vivo il ricordo della loro congiunta in Sala Rosa proprio perché la giovane ne aveva tratto un beneficio psicologico e un aiuto nel ritrovare se stessa anche dal punto di vista della ricostruzione dell’io e nel cercare di mantenere viva la femminilità anche durante i momenti più difficili.  

La responsabile organizzativa provvede a programmare incontri con i vari professionisti che prenderanno in carico la donna ed, eventualmente, i suoi familiari. I professionisti sono…

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Si è svolto alla chiesa dei Cancelli l’evento per celebrare i 30 anni di attività della rianimazione all’ospedale di Senigallia

I 30 anni di attività della rianimazione all’ospedale di Senigallia

Si è svolto alla chiesa dei Cancelli l’evento per celebrare i 30 anni di attività della rianimazione all’ospedale di Senigallia
Si è svolto alla chiesa dei Cancelli l’evento per celebrare i 30 anni di attività della rianimazione all’ospedale di Senigallia

Si è svolto alla chiesa dei Cancelli l’evento per celebrare i 30 anni di attività della rianimazione all’ospedale di Senigallia. Un momento fortemente voluto dalla direzione dell’unità operativa complessa per fare il punto della situazione attuale, per un saluto a quanti hanno lavorato per anni nella rianimazione e per dare uno sguardo al futuro, tra problematiche covid, progetti da portare avanti e personale sempre carente.

La giornata si è aperta con il saluto dell’ora ex direttore di area vasta 2 Giovanni Guidi, del sindaco Massimo Olivetti, ma ha visto numerosi interventi: oltre alla dottoressa Cristina Scala, direttrice dell’Uoc di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Senigallia, si è tenuta la lectio magistralis sulle performance cognitive post Covid-19 da parte del dottor Angelo Carfì per poi passare al ricordo di chi la rianimazione a Senigallia l’ha fondata, il dottor Lamberto Cenerelli, e di chi l’ha guidata per 12 anni, il dottor Diego Cingolani, scomparso recentemente. Sono intervenuti prima la vedova Cenerelli, signora Rosaria Leonardi, e il dottor Vito Carfì, mentre un ricordo dello storico primario Cingolani è stato affidato al direttore del pronto soccorso e medicina d’urgenza, dottor Gianfranco Maracchini.

Infine è intervenuta la dottoressa Cristina Scala, da un anno e mezzo primario dell’unità di anestesia – rianimazione e terapia antalgica: è stata lei a dare uno sguardo al futuro che ci attende, prima della presentazione della targa commemorativa. «Siamo sempre stati molto concentrati sul lavoro che c’era da fare perché eravamo in piena pandemia – ha detto la dottoressa Scala – e non siamo mai riusciti a fare il punto della situazione. Abbiamo approfittato del fatto che il 16 luglio cadevano i 30 anni della terapia intensiva, fondata dal dr Cenerelli, poi guidata dal dr. Cingolani, prematuramente scomparso circa un anno fa. Ci tenevamo molto a ricordare queste due figure così importanti per il reparto e per l’ospedale stesso che sta vivendo momenti di difficoltà. Però l’ospedale non è solo criticità nonostante…

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L'ospedale civile di Senigallia "Principe di Piemonte"

Mancanza di medici, ospedale (e pronto soccorso) in difficoltà a Senigallia

L'ospedale civile di Senigallia "Principe di Piemonte"
L’ospedale civile di Senigallia “Principe di Piemonte”

Torna al centro del dibattito politico la sanità locale. L’ospedale di Senigallia è ancora in piena difficoltà, dopo il mancato accordo con una cooperativa di medici che possa dare respiro al personale carente ormai da tempo. Preoccupazione in particolare per la situazione del pronto soccorso cittadino è stata espressa dai gruppi consiliari di minoranza che attaccano le compagini di governo regionale e comunale, a guida centrodestra, per essere riusciti a far saltare l’accordo per una questione economica. La conseguenza è che ora ci si dovrebbe “accontentare” di una seconda cooperativa che secondo PD, Diritti al Futuro, Vola Senigallia e Vivi Senigallia garantirebbe «un numero di turni ridotto e non all’altezza di una città turistica con un bacino di utenti così importante. Una notizia che aggrava una situazione allo stremo da parecchi mesi».

Dall’opposizione consiliare cittadina vengono additati come principali responsabili il presidente della Regione Acquaroli e l’assessore Saltamartini; in secondo luogo viene sottolineato il silenzio del sindaco Olivetti, dell’intera maggioranza e, in particolare del consigliere Ansuini, ex primario senigalliese che prima si era scagliato contro la giunta Ceriscioli e Mangialardi. «La giunta Acquaroli – interviene il consigliere regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi – non è stata capace neanche di concludere un accordo temporaneo, tra l’altro molto discutibile, per affidare un servizio fondamentale come il Pronto soccorso ai privati».

Con l’amministrazione comunale silente, parla il Comitato….

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Umberto Solazzi, coordinatore del Tribunale del malato di Senigallia

L’ospedale di Senigallia perde altri pezzi

Umberto Solazzi, coordinatore del Tribunale del malato di Senigallia
Umberto Solazzi, coordinatore del Tribunale del malato di Senigallia

«Non è solo il pronto soccorso a essere in crisi. È tutto l’ospedale che sta vivendo momenti molto difficili». Questo il commento amaro di Umberto Solazzi, coordinatore del locale Tribunale del malato, a seguito della notizia dei pochissimi medici rimasti nel reparto d’emergenza senigalliese. Una tegola per la già gravosa situazione della sanità pubblica della spiaggia di velluto, su cui associazioni e mondo politico si stanno esprimendo da tempo, senza però ottenere i risultati sperati.

In questo moto a tutela dell’ospedale cittadino e dei servizi all’utenza si nota l’impegno del Tdm, intitolato al medico di Castelplanio Carlo Urbani, noto per la sua dedizione contro la prima Sars che, nel 2033 gli costò la vita. Da anni Solazzi si sta battendo con denunce sullo stato di salute precaria – è proprio il caso di dirlo – del “Principe di Piemonte”. Il più delle volte è rimasto inascoltato, le restanti persino deriso. Eppure aveva già annunciato che la situazione stava per precipitare; nonostante ciò, negli ultimi anni non è stato fatto abbastanza per…

Continua a leggere nell’edizione digitale di giovedì 17 marzo, cliccando qui.
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Sanità, l'ospedale di Senigallia

Senigallia, medici al lumicino nel pronto soccorso

Sanità, l'ospedale di Senigallia
Sanità, l’ospedale di Senigallia

Un solo medico la mattina, due al pomeriggio. Questa la situazione al pronto soccorso dell’ospedale cittadino dove la carenza di dottori si fa notare in maniera sempre più evidente. Come se non fossero bastate le chiusure, ancorché temporanee, di alcuni reparti o servizi; come se già non fossero lunghi i tempi di attesa che da anni si chiede di accorciare; come se non fossero servite a nulla le lamentele del personale e dei sindacati. Dall’8 marzo, infatti, il numero di operatori è sceso di un’ulteriore unità dopo che una dottoressa ha scelto di andarsene per assumere un altro incarico. E si è arrivati così alla grave condizione di avere pochissimi medici disponibili in uno dei reparti nevralgici di ogni ospedale: quello dell’emergenza. Che poi rimanga aperto è solo grazie all’impegno di chi rimane, che rinuncia agli obbligatori riposi, alle ferie, ai corsi di aggiornamento (anche questi dettati per legge).

Un impegno encomiabile quello degli operatori presenti che però si scontra con una dura realtà. Bisogna dirlo: la questione non riguarda solo la spiaggia di velluto ma è di rilevanza nazionale. Certe realtà però sembrano soffrire di più: o non sono in grado di attrarre i medici tramite concorsi o assunzioni o se li vedono scappare via frequentemente. Questo è il caso di Senigallia, dove ci sono più partenze che arrivi.

A delineare le criticità è il primario dell’Osservazione breve intensiva – medicina d’urgenza (Obi-MUrg) Gianfranco Maracchini, di recente risultato positivo al covid e quindi ancora assente dal reparto. Proprio lui ha ammesso che «la situazione non è cambiata da diverso tempo a questa parte, anzi, se possibile è peggiorata. Non sono arrivati i rinforzi…

Continua a leggere nell’edizione digitale di giovedì 17 marzo, cliccando qui.
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