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Tag: Ospedale

Unitalsi di Senigallia: tante iniziative verso la Giornata mondiale del malato

Inizia una densa settimana promossa dall’Unitalsi – Sottosezione di Senigallia – e dalla Commissione diocesana per la Pastorale sanitaria. In vista della Giornata mondiale del Malato – di sabato 11 febbraio 2023 – nella Chiesa dell’Ospedale di Senigallia ogni giorno alle ore 17.00 c’è la recita del Rosario e alle 17.30 la Santa Messa, momenti di preghiera animati dai vari gruppi Unitalsi della diocesi, accompagnati dai loro parroci.

Venerdì 10 febbraio 2023 l’immagine della Madonna di Lourdes passerà davanti ai vari padiglioni ospedaliere e alla Casa di riposo di fianco all’ospedale. A seguire, la S.Messa e la benedizione nel piazzale antistante la Chiesa da parte del vescovo Franco Manenti.

Sabato 11 febbraio 2023, Giornata mondiale del malato, S. Messa ore 18.00 in onore della Madonna di Lourdes, presieduta dal Vescovo Franco, durante la quale verrà conferito il Sacramente dell’Unzione degli ammalati.

Nell’ambito delle iniziative, mercoledì 8 febbraio 2023, in modalità digitale, ci sarà l’incontro con Padre Domenico Spagnoli, Assistente nazionale Giovani Unitalsi, sul tema della giornata mondiale del malato “Abbi cura di Lui”. Inoltre sia in Ospedale che nella Chiesa della Maddalena, in questa settimana ci sarà una cassettina postale pronta ad accogliere la “posta a Bernardette“: ognuno potrà scrivere un proprio pensiero che verrà poi portato alla Grotta di Lourdes, in Francia, nel prossimo Pellegrinaggio Unitalsi.

Armanda Magini
presidente diocesana Unitalsi

Sanità pubblica, la situazione critica di Senigallia al centro di un incontro tra il comitato cittadino e la d.ssa Storti – L’intervista

L'ospedale civile di Senigallia "Principe di Piemonte"
L’ospedale civile di Senigallia “Principe di Piemonte”

I rappresentanti del Comitato Cittadino a difesa dell’Ospedale di Senigallia  hanno incontrato la dr.ssa Nadia Storti, commissario dell’Azienda Sanitaria Territoriale (Ast) di Ancona. Un incontro cercato da tempo per presentare alcune proposte in materia di sanità pubblica che secondo il comitato potrebbero giovare molto al settore, soprattutto in ottica locale dove da anni si registrano disservizi e lunghe liste di attesa.

Sanità pubblica, l'incontro tra i componenti del Comitato cittadino a difesa dell'ospedale di Senigallia e Nadia Storti alla guida dell'Ast Ancona
Sanità pubblica, l’incontro tra i componenti del Comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia e Nadia Storti alla guida dell’Ast Ancona

I disagi alla popolazione, spiega uno dei componenti più attivi del comitato, Silvano Cingolani, non riguardano un particolare servizio o settore della sanità senigalliese ma l’investono in pieno: dal pronto soccorso dove mancano vari medici alla cardiologia con l’utic sempre a rischio, dall’otorino che ha problematiche per la parte chirurgica al laboratorio analisi fino alla radiologia all’oculistica. Persino sulla viabilità interna all’area ospedaliera ci sono diverse problematiche mentre si sta progettando una nuova palazzina per il pronto soccorso e l’obi. 

Su tutta questa situazione il comitato ha chiesto spiegazioni alla dottoressa Storti: le criticità e alcune soluzioni prospettate durante l’incontro ce le racconta Cingolani nell’intervista audio disponibile qui sotto.

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Sanità e benessere, inaugurata la sala rosa all’ospedale di Senigallia

L'ospedale di Senigallia
L’ospedale di Senigallia

Giovedì 15 dicembre, alle ore 15,30, presso l’ospedale di Senigallia, è stata inaugurata la ‘Sala Rosa Giulia’, ubicata nel monoblocco al 6° piano, che rappresenta uno spazio complementare al percorso di cure oncologiche.

L’obiettivo della Sala Rosa è quello di accogliere, informare e sostenere la paziente durante tutto il periodo della malattia. Nel servizio lavorano professionisti formati per migliorare la qualità di vita in un periodo particolarmente difficile da affrontare.

E’ dedicata a Giulia Sordoni, una giovane paziente. Il marito e il padre di Giulia hanno espresso il desiderio di mantenere vivo il ricordo della loro congiunta in Sala Rosa proprio perché la giovane ne aveva tratto un beneficio psicologico e un aiuto nel ritrovare se stessa anche dal punto di vista della ricostruzione dell’io e nel cercare di mantenere viva la femminilità anche durante i momenti più difficili.  

La responsabile organizzativa provvede a programmare incontri con i vari professionisti che prenderanno in carico la donna ed, eventualmente, i suoi familiari. I professionisti sono…

Continua a leggere sull’edizione del 15 dicembre, cliccando QUI. Sostieni l’editoria locale, abbonati a La Voce Misena.

I 30 anni di attività della rianimazione all’ospedale di Senigallia

Si è svolto alla chiesa dei Cancelli l’evento per celebrare i 30 anni di attività della rianimazione all’ospedale di Senigallia
Si è svolto alla chiesa dei Cancelli l’evento per celebrare i 30 anni di attività della rianimazione all’ospedale di Senigallia

Si è svolto alla chiesa dei Cancelli l’evento per celebrare i 30 anni di attività della rianimazione all’ospedale di Senigallia. Un momento fortemente voluto dalla direzione dell’unità operativa complessa per fare il punto della situazione attuale, per un saluto a quanti hanno lavorato per anni nella rianimazione e per dare uno sguardo al futuro, tra problematiche covid, progetti da portare avanti e personale sempre carente.

La giornata si è aperta con il saluto dell’ora ex direttore di area vasta 2 Giovanni Guidi, del sindaco Massimo Olivetti, ma ha visto numerosi interventi: oltre alla dottoressa Cristina Scala, direttrice dell’Uoc di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Senigallia, si è tenuta la lectio magistralis sulle performance cognitive post Covid-19 da parte del dottor Angelo Carfì per poi passare al ricordo di chi la rianimazione a Senigallia l’ha fondata, il dottor Lamberto Cenerelli, e di chi l’ha guidata per 12 anni, il dottor Diego Cingolani, scomparso recentemente. Sono intervenuti prima la vedova Cenerelli, signora Rosaria Leonardi, e il dottor Vito Carfì, mentre un ricordo dello storico primario Cingolani è stato affidato al direttore del pronto soccorso e medicina d’urgenza, dottor Gianfranco Maracchini.

Infine è intervenuta la dottoressa Cristina Scala, da un anno e mezzo primario dell’unità di anestesia – rianimazione e terapia antalgica: è stata lei a dare uno sguardo al futuro che ci attende, prima della presentazione della targa commemorativa. «Siamo sempre stati molto concentrati sul lavoro che c’era da fare perché eravamo in piena pandemia – ha detto la dottoressa Scala – e non siamo mai riusciti a fare il punto della situazione. Abbiamo approfittato del fatto che il 16 luglio cadevano i 30 anni della terapia intensiva, fondata dal dr Cenerelli, poi guidata dal dr. Cingolani, prematuramente scomparso circa un anno fa. Ci tenevamo molto a ricordare queste due figure così importanti per il reparto e per l’ospedale stesso che sta vivendo momenti di difficoltà. Però l’ospedale non è solo criticità nonostante…

Continua a leggere sull’edizione digitale di giovedì 21 luglio, cliccando QUI.
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Mancanza di medici, ospedale (e pronto soccorso) in difficoltà a Senigallia

L'ospedale civile di Senigallia "Principe di Piemonte"
L’ospedale civile di Senigallia “Principe di Piemonte”

Torna al centro del dibattito politico la sanità locale. L’ospedale di Senigallia è ancora in piena difficoltà, dopo il mancato accordo con una cooperativa di medici che possa dare respiro al personale carente ormai da tempo. Preoccupazione in particolare per la situazione del pronto soccorso cittadino è stata espressa dai gruppi consiliari di minoranza che attaccano le compagini di governo regionale e comunale, a guida centrodestra, per essere riusciti a far saltare l’accordo per una questione economica. La conseguenza è che ora ci si dovrebbe “accontentare” di una seconda cooperativa che secondo PD, Diritti al Futuro, Vola Senigallia e Vivi Senigallia garantirebbe «un numero di turni ridotto e non all’altezza di una città turistica con un bacino di utenti così importante. Una notizia che aggrava una situazione allo stremo da parecchi mesi».

Dall’opposizione consiliare cittadina vengono additati come principali responsabili il presidente della Regione Acquaroli e l’assessore Saltamartini; in secondo luogo viene sottolineato il silenzio del sindaco Olivetti, dell’intera maggioranza e, in particolare del consigliere Ansuini, ex primario senigalliese che prima si era scagliato contro la giunta Ceriscioli e Mangialardi. «La giunta Acquaroli – interviene il consigliere regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi – non è stata capace neanche di concludere un accordo temporaneo, tra l’altro molto discutibile, per affidare un servizio fondamentale come il Pronto soccorso ai privati».

Con l’amministrazione comunale silente, parla il Comitato….

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L’ospedale di Senigallia perde altri pezzi

Umberto Solazzi, coordinatore del Tribunale del malato di Senigallia
Umberto Solazzi, coordinatore del Tribunale del malato di Senigallia

«Non è solo il pronto soccorso a essere in crisi. È tutto l’ospedale che sta vivendo momenti molto difficili». Questo il commento amaro di Umberto Solazzi, coordinatore del locale Tribunale del malato, a seguito della notizia dei pochissimi medici rimasti nel reparto d’emergenza senigalliese. Una tegola per la già gravosa situazione della sanità pubblica della spiaggia di velluto, su cui associazioni e mondo politico si stanno esprimendo da tempo, senza però ottenere i risultati sperati.

In questo moto a tutela dell’ospedale cittadino e dei servizi all’utenza si nota l’impegno del Tdm, intitolato al medico di Castelplanio Carlo Urbani, noto per la sua dedizione contro la prima Sars che, nel 2033 gli costò la vita. Da anni Solazzi si sta battendo con denunce sullo stato di salute precaria – è proprio il caso di dirlo – del “Principe di Piemonte”. Il più delle volte è rimasto inascoltato, le restanti persino deriso. Eppure aveva già annunciato che la situazione stava per precipitare; nonostante ciò, negli ultimi anni non è stato fatto abbastanza per…

Continua a leggere nell’edizione digitale di giovedì 17 marzo, cliccando qui.
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Senigallia, medici al lumicino nel pronto soccorso

Sanità, l'ospedale di Senigallia
Sanità, l’ospedale di Senigallia

Un solo medico la mattina, due al pomeriggio. Questa la situazione al pronto soccorso dell’ospedale cittadino dove la carenza di dottori si fa notare in maniera sempre più evidente. Come se non fossero bastate le chiusure, ancorché temporanee, di alcuni reparti o servizi; come se già non fossero lunghi i tempi di attesa che da anni si chiede di accorciare; come se non fossero servite a nulla le lamentele del personale e dei sindacati. Dall’8 marzo, infatti, il numero di operatori è sceso di un’ulteriore unità dopo che una dottoressa ha scelto di andarsene per assumere un altro incarico. E si è arrivati così alla grave condizione di avere pochissimi medici disponibili in uno dei reparti nevralgici di ogni ospedale: quello dell’emergenza. Che poi rimanga aperto è solo grazie all’impegno di chi rimane, che rinuncia agli obbligatori riposi, alle ferie, ai corsi di aggiornamento (anche questi dettati per legge).

Un impegno encomiabile quello degli operatori presenti che però si scontra con una dura realtà. Bisogna dirlo: la questione non riguarda solo la spiaggia di velluto ma è di rilevanza nazionale. Certe realtà però sembrano soffrire di più: o non sono in grado di attrarre i medici tramite concorsi o assunzioni o se li vedono scappare via frequentemente. Questo è il caso di Senigallia, dove ci sono più partenze che arrivi.

A delineare le criticità è il primario dell’Osservazione breve intensiva – medicina d’urgenza (Obi-MUrg) Gianfranco Maracchini, di recente risultato positivo al covid e quindi ancora assente dal reparto. Proprio lui ha ammesso che «la situazione non è cambiata da diverso tempo a questa parte, anzi, se possibile è peggiorata. Non sono arrivati i rinforzi…

Continua a leggere nell’edizione digitale di giovedì 17 marzo, cliccando qui.
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La sanità che sarà: fondi a Corinaldo e Senigallia

L'ospedale di Senigallia
L’ospedale di Senigallia

Anche sulla spiaggia di velluto e su Corinaldo arriveranno parte delle risorse stanziate dalla Regione nell’ambito del piano di attuazione del Pnrr per la sanità marchigiana e per l’edilizia sanitaria. In particolare per l’ospedale di Senigallia, che rientra anche tra le Centrali Operative Territoriali (Cot), è previsto un investimento di circa 16 milioni di euro mentre altri 3 milioni di euro saranno investiti nella Casa della Comunità che sorgerà nel borgo gorettiano.

Per il nosocomio Principe di Piemonte sono previsti interventi per l’adeguamento dei servizi con una struttura per le emergenze. «Si tratta di un investimento storico per la nostra città – spiegano dalla maggioranza targata Olivetti – che negli ultimi 30 anni non aveva mai ottenuto interventi così massivi per l’edilizia ospedaliera. Finalmente la sanità marchigiana passa da un sistema che prevedeva la centralizzazione dei servizi ospedalieri ad un sistema policentrico».

Per quanto riguarda invece Corinaldo, qui nascerà una Casa della comunità. Si tratta di un modello organizzativo che…

Continua a leggere nell’edizione digitale di giovedì 24 febbraio, disponibile cliccando qui.
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La “nuova” sanità nelle Marche

L'ospedale di Senigallia
L’ospedale di Senigallia

Il Piano nazionale di ripresa e resilienzia (Pnrr) cambia la sanità marchigiana: parola del governatore Acquaroli che, insieme all’assessore regionale Filippo Saltamartini, annuncia progetti e azioni finanziate. Complessivamente vengono previsti 68,2 milioni di euro alla missione 6C1 ‘Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale’: 42,5milioni di euro per 29 case di comunità, 23,2 milioni per nove ospedali di comunità e 2,6 milioni per 15 Centri operativi territoriali. Il Pnrr complessivamente vale 182 milioni. Le altre risorse (quasi 50 milioni di euro) verranno impiegate per macchinari, digitalizzazione, ‘ospedali sicuri’ e altri obiettivi.

Saltamartini spiega il progetto di sanità diffusa sul territorio con interventi di attuazione del Pnrr per la sanità, con l’evoluzione delle case della comunità (26 da finanziare, tra cui Corinaldo) e il rilancio degli ospedali di comunità (9 finanziati). «Le case della comunità sono un’evoluzione moderna delle case della salute – spiega l’assessore – l’idea del governo per sopperire alla carenza di servizi sul territorio e alla carenza di medici, raggruppando i servizi territoriali (medici, pediatri, Adi, infermieri famiglia, psicologi, sociologi)”. I criteri per le case di Comunità? “Si è guardato alle case della salute esistenti di proprietà pubblica, strutture corollario a ospedali per acuti – dice Filippo Saltamartini – Abbiamo 12 ospedali per acuti, ognuno avrà come riferimento l’ospedale di comunità e una casa di comunità»….

Da Senigallia la rete assistenziale odontoiatrica per le fragilità cliniche

La palazzina dell'ospedale di Senigallia che ospita l'unità di odontoiatria e il sert
La palazzina dell’ospedale di Senigallia che ospita l’unità di odontoiatria e il sert

Nasce da Senigallia la rete assistenziale odontoiatrica per le fragilità cliniche. Si tratta di un progetto che vuole fornire, tramite un approccio multidisciplinare, risposte concrete, capillari, integrate e specialistiche a quella fascia di pazienti fragili a livello sociale o clinico. Persone che necessitano di un supporto assistenziale per le loro condizioni o per le comorbilità. Parliamo di bambini e anziani (fragilità sociale), ma anche delle fragilità cliniche come pazienti con disabilità cognitive, sensoriali e motorie, malattie cromosomiche, genetiche, autoimmuni, gravi patologie sistemiche come le cardiopatie, pazienti oncologici, sindrome delle apnee notturne ostruttive, tossicodipendenti, pazienti in trattamento con bifosfonati e trapiantati. Praticamente tutta una fascia che rappresenta circa il 30% della popolazione generale e che, anche per motivi anagrafici, si andrà nei prossimi anni espandendo.

Da sinistra: le d.sse Maria Vittoria Bartolucci e Alessandra Massaria assieme al dr Marco Messi direttore dell'unità di odontostomatologia e chirurgia orale di Senigallia
Da sinistra: le d.sse Maria Vittoria Bartolucci e Alessandra Massaria assieme al dr Marco Messi direttore dell’unità di odontostomatologia e chirurgia orale di Senigallia

«Il progetto – spiega il direttore dell’unità operativa complessa di odontostomatologia e chirurgia orale dell’Area Vasta 2, dr. Marco Messimira a coordinare in una rete l’attività del “Principe di Piemonte” di Senigallia con gli altri centri ospedalieri come l’Urbani di Jesi, il Profili di Fabriano, l’ospedale di comunità di Loreto, fino a integrarsi con le unità distrettuali territoriali di odontostomatologia dell’Area Vasta 2. Un’innovazione per le Marche non solo perché garantisce un’assistenza specialistica qualificata a 360 gradi ma anche perché…

Continua a leggere nell’edizione digitale di giovedì 3 febbraio, cliccando qui.
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Dalle valli Misa e Nevola l’appello: «La sanità sta male, rafforzatela»

L'ospedale di Senigallia
L’ospedale di Senigallia

I sindaci delle valli Misa e Nevola lanciano un appello, rivolto alla politica regionale, affinché si possano risolvere le note problematiche della sanità pubblica. Le criticità non più gestibili, come il depotenziamento dei servizi sanitari locali che costringe le autorità al valzer dei medici per sopperire alle carenze, impongono una presa di posizione forte del territorio. E il primo risultato utile è stato quello di mettere insieme i nove sindaci delle unioni dei comuni “Le Terre della Marca Senone” e “Misa-Nevola”, i quali chiedono misure concrete e serie per rafforzare la risposta sanitaria ed ospedaliera nell’area della Dimensione Territoriale Ottimale 7, che conta 77.521 abitanti.

Dai primi cittadini di Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de’ Conti e Trecastelli, è stato segnalato il grave stato di “salute” dei servizi sanitari territoriali. E’ tutto denunciato in una lettera inviata al governatore Francesco Acquaroli e all’assessore regionale alla sanità e servizi sociali Filippo Saltamartini.

In particolare sono state evidenziate le situazioni al limite del dignitoso che riguardano il numero, in continua diminuzione, dei medici di medicina generale (medici di famiglia) e dei pediatri di libera scelta; il 118 che «da moltissimo tempo» non svolge il servizio H24 medicalizzato per i comuni di Arcevia…

Continua a leggere sul numero di giovedì 6 gennaio, disponibile cliccando qui.
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«Il futuro dell’ospedale di Senigallia? Poche certezze e tanti dubbi»

L'ospedale di Senigallia
L’ospedale di Senigallia

Da anni ormai si susseguono segnalazioni e denunce sui disservizi in ambito sanitario, sul caos per le lunghe liste d’attesa, sulla carenza di personale o sull’obsolescenza di strutture e macchinari. E da anni si assiste a uno scaricabarile sulle responsabilità che hanno portato a questo risultato. Per capire con esattezza però cosa sta succedendo all’ospedale di Senigallia “Principe di Piemonte”, abbiamo intervistato il coordinatore del Tribunale del Malato “C.Urbani”, Umberto Solazzi. Ecco cosa ci ha raccontato.

Che futuro si prospetta per l’ospedale di Senigallia?

Ce lo chiedono tanti cittadini che ogni settimana si rivolgono a noi per denunciare le carenze in ambito sanitario. Noi purtroppo non abbiamo la sfera di cristallo. Abbiamo molti dubbi, questi sì, ma poche certezze. 

Facciamo il punto sul “Principe di Piemonte”.

Umberto Solazzi, coordinatore del Tribunale del Malato "C.Urbani" di Senigallia
Umberto Solazzi, coordinatore del Tribunale del Malato “C.Urbani” di Senigallia

Un nome altisonante ma a questo punto direi al quanto decaduto. Con il decreto Balduzzi (D.m. 70/2015) sono state apportate modifiche organizzative e di funzione come presidio unico dell’Area vasta 2, dal 2018 composto su tre stabilimenti di Jesi, Fabriano e Senigallia, oltre alla lungodegenza nell’ospedale di comunità di Cingoli. Gli atti dispositivi delle determine Asur 350/2015, 481/2016, 361/2017 e 742/2019 (quest’ultima sospesa con la det. 163/2020, ma non annullata) hanno portato a scelte organizzative che hanno penalizzato il nostro ospedale. 

Come è stata penalizzata Senigallia?

La logistica dei tre stabilimenti, distanti tra loro, con la forzata condivisione di un unico direttore con sede Fabriano, esempio lampante di politica campanilista in pieno stile Spacca, ha portato ad Ancona la sede centrale della direzione medica e amministrativa; a Fabriano la parte economica delle politiche del personale, mentre quella giuridica è a Jesi così come le sedi del patrimonio, attività tecniche, provveditorato (acquisti e logistica), area infermieristica ostetrica e sistemi informativi. Anche l’ingegneria clinica…

Il testo completo nell’edizione digitale di giovedì 30 settembre, disponibile a questo link.

a cura di Carlo Leone