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Tag: Ostra

Presentata l'iniziativa per l'edizione 2023 delle giornate Fai di primavera tra Senigallia, Barbara, Ostra, Corinaldo e Serra de' Conti

Giornate Fai di primavera, presentato il percorso tra castelli e mura lungo le valli Misa e Nevola

Presentata l'iniziativa per l'edizione 2023 delle giornate Fai di primavera tra Senigallia, Barbara, Ostra, Corinaldo e Serra de' Conti
Presentata l’iniziativa per l’edizione 2023 delle giornate Fai di primavera tra Senigallia, Barbara, Ostra, Corinaldo e Serra de’ Conti

Tornano le giornate Fai di primavera, torna l’appuntamento con la bellezza e la riscoperta dei luoghi solitamente non accessibili al grande pubblico. Per l’edizione 2023 – la 31esima di questo grande evento culturale promosso dal Fai, fondo ambiente italiano – saranno aperti oltre 750 luoghi in 400 città. Per quanto riguarda la valle del Misa e Nevola sono coinvolte Barbara, Corinaldo, Ostra, Senigallia e Serra de’ Conti: cinque città che si sviluppano lungo un unico, immaginario, percorso proposto dal gruppo Fai locale della città fortificata e i suoi castelli. L’evento si terrà i prossimi sabato 25 e domenica 26 marzo 2023. 

A Senigallia si potrà esaminare la cinta muraria, nelle sue parti note e meno note, e approfondire la conoscenza della città fortificata attraverso i dipinti presenti nella pinacoteca diocesana e nella chiesa della Maddalena; ma si potranno visitare i castelli di Scapezzano e Roncitelli, collegati da un’antica strada di campagna la cui vista incantevole accompagnerà i visitatori. Si potrà dare uno sguardo al sistema difensivo del borgo di Corinaldo, alle mura castellane di Serra de’ Conti e ripercorrere la storia della città fortificata di Ostra con i suoi torrioni, in uno dei quali sarà riattivato un grande forno a legna e cotto il pane. Infine a Barbara sarà mostrato il castello a misura d’uomo fra medioevo ed età moderna. 

La manifestazione di punta del FAI, che sta riscuotendo un consenso sempre più ampio, mira a riscoprire le bellezze paesaggistiche, architettoniche e artistiche del territorio. «La nostra regione è caratterizzata da borghi bellissimi, castelli e rocche – spiega la referente locale Maria Rosa Castelli – da far conoscere. La nostra missione è quella di avvicinare i giovani alla bellezza e alla cultura permettendo di visitare e conoscere veri e propri tesori nascosti». 

Per partecipare alle giornate Fai di Primavera basterà cercare sul sito www.giornatefai.it i luoghi da visitare. L’accesso ai beni è senza prenotazione, ma con un contributo di minimo 3 euro. Orari: sabato 25 marzo pomeriggio dalle 15 alle 18 (ultimo ingresso), domenica 26 marzo mattino dalle 9 alle 12 (ultimo ingresso), pomeriggio dalla 15 alle 18 (ultimo ingresso).

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Presentata l'iniziativa per l'edizione 2023 delle giornate Fai di primavera tra Senigallia, Barbara, Ostra, Corinaldo e Serra de' Conti
Presentata l’iniziativa per l’edizione 2023 delle giornate Fai di primavera tra Senigallia, Barbara, Ostra, Corinaldo e Serra de’ Conti
Barbara, lo stato del fosso che arriva al ponte di Bombo dopo l'alluvione del 15 settembre 2022

Ristori a famiglie e imprese alluvionate: ecco la ripartizione delle risorse da Arcevia fino a Senigallia

Ristori a famiglie e imprese alluvionate: ecco la ripartizione delle risorse da Arcevia fino a Senigallia. Il vicecommissario all'emergenza Babini: «Boccata di ossigeno per le popolazioni, poi liquideremo le spese dei Comuni . . .

A Bettolelle i lavori per la realizzazione di una delle vasche di espansione per difendere Senigallia dal rischio alluvione

Alluvione, le priorità di Regione e vicecommissario all’emergenza: vasche di espansione, argini e ponte Garibaldi

Avviati a Bettolelle i lavori per la realizzazione delle vasche di espansione
Avviati a Bettolelle i lavori per la realizzazione delle vasche di espansione

Dopo l’alluvione del 15 settembre 2022, la Regione Marche e la struttura commissariale stanno ripensando le opere per la messa in sicurezza del territorio Misa Nevola devastato esattamente sei mesi fa. La prima novità riguarda una quarta vasca d’espansione che verrà fatta in zona Zipa a Casine di Ostra, mentre contemporaneamente viene annunciata un’analisi degli argini danneggiati dalle recenti piene. E poi la passerella ciclopedonale da posizionare entro maggio a fianco del ponte Garibaldi che verrà in seguito abbattuto.

Con la riunione operativa sulle opere da realizzare prioritariamente nelle zone che sono state interessate dall’alluvione si sono stabilite un po’ le priorità: secondo l’assessore alla protezione civile Stefano Aguzzi «il problema della sicurezza idraulica della valle del Misa è infatti estremamente complesso. Il bacino è in grado di sviluppare portate di piena di gran lunga superiori di quelle che possono transitare in sicurezza nel centro di Senigallia, dove gli aspetti della sicurezza sono stati considerati per molti decenni meno importanti rispetto a quelli dell’urbanizzazione e dello sviluppo, che hanno cancellato opere di difesa importanti quali lo scolmatore che riduceva sensibilmente le piene che interessavano il centro».

Da qui la proposta di fare in modo che l’acqua possa allagare alcune aree in modo controllato a monte delle città, e poi defluire a valle in un tempo più lungo, non tutta insieme. Per farlo servono vasche di espansione, argini integri e forti, sezioni larghe dei letti fluviali.

Già in realizzazione l’area di laminazione a Bettolelle di Senigallia: secondo Aguzzi sarà terminata entro l’anno. Nel frattempo tramite l’investimento di 8 milioni e 500 mila euro della Regione Marche si è avviata la progettazione di vasche di contenimento a monte di Passo Ripe (Trecastelli) sul fiume Nevola e a monte di Pianello (Ostra) sul fiume Misa. L’ulteriore vasca di laminazione e di espansione sarà esattamente alla confluenza tra il Nevola e il Misa in zona Zipa a Casine (Ostra) per la quale il vice commissario Babini si è impegnato a inserirla tra i finanziamenti di emergenza già disponibili.

Il Genio civile Marche Nord si è invece impegnato a verificare e ripristinare gli argini in zona Borgo Passera a Senigallia risultanti danneggiati dalle ultime piene. Infine, per ciò che riguarda sempre la città di Senigallia sarà posizionata di fianco al ponte Garibaldi entro la fine di maggio la passerella ciclopedonale che è già in via di realizzazione. Si provvederà in seguito all’abbattimento di ponte Garibaldi e successivamente alla sua ricostruzione.

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L'area alluvionata vista dall'elicottero dei Vigili del fuoco

Post alluvione, Ebam ha erogato 200 mila euro per progetti di ripartenza

ANCONA – Ebam, Ente Bilaterale Artigianato Marche, ha deliberato le donazioni pro-alluvione destinate ai comuni più colpiti partendo dalle progettualità indicate dai sindaci. «I bonifici sono effettuati in queste ore e i fondi saranno quindi nella disponibilità dei comuni in tempi brevissimi – ha detto Riccardo Battisti, presidente di Ebam Marche che ha firmato disposizioni di pagamento per 200.000 euro – e riguardano il sostegno a iniziative di ripristino di strutture pubbliche ed opere destinate alla comunità locale».

Nel dettaglio i comuni riceventi sono quello di Ostra, San Lorenzo in Campo, Trecastelli, Cantiano, Senigallia. I progetti finanziati riguardano il ripristino del parco pubblico a Pianello di Ostra nei pressi della scuola primaria; attrezzature sportive per la palestra di San Lorenzo in Campo in memoria del piccolo Mattia Luconi di 8 anni deceduto nell’alluvione. Inoltre, il comune di Trecastelli riceve fondi per il campo polivalente in loc. Passo Ripe; il comune di Cantiano per il ripristino della Sala Capponi e per il mulino che accoglie la macina per la farina del “Pane di Chiaserna”; il comune di Senigallia per l’arredo urbano di Via Carducci e per il recupero del giardino della scuola d’infanzia San Gaudenzio di Borgo Bicchia. Accanto al sostegno alle progettualità pubbliche, il consiglio direttivo di Ebam ha stabilito di destinare un contributo a Simone Bartolucci, figlio di Brunella Chiù ancora dispersa, che ha perso anche la sorella oltre che la casa a Barbara, per poter avviare i propri progetti di vita.

Alle donazioni hanno partecipato oltre all’Ebam, Ente Bilaterale Artigianato Marche, altri attori del sistema della bilateralità artigiana a partire da E.B.N.A., Ente Bilaterale Nazionale dell’Artigianato e 10 Enti Bilaterali Territoriali sensibilizzati dai vertici di Ebam a fornire il proprio contributo: ELBA Lombardia, EBAV Veneto, EBER E. Romagna, EBAP Piemonte, EBAC Campania, EBA Bolzano, EBRET Toscana, EBAC Calabria, EBAS Sardegna, EBAT Trentino.

«Il senso degli interventi è ricreare comunità e socialità, tenere insieme tessuto produttivo e tessuto sociale: già il terremoto del 2016 ci ha insegnato la necessità di interventi tempestivi e tangibili perché talvolta la velocità e la prontezza di risposta sono sostanza» aggiunge il vicepresidente Daniele Boccetti.

«La profonda matrice solidaristica che caratterizza e unisce il sistema della bilateralità artigiana sia a livello regionale che nazionale – dice la direttrice di Ebam Marche Cinzia Marincioni – ha consentito in questi anni di scrivere importanti pagine di aiuto a chi è in difficoltà e, anche in questa tragica occasione, il sostegno si è realizzato con fondi per progetti concreti».

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Cumuli di rifiuti e detriti nella frazione di Pianello di Ostra, una delle più colpite dall'alluvione del 15 settembre 2022

Un ponte e un piazzale a Pianello d’Ostra per le vittime dell’alluvione: la proposta del “Comitato 15 Settembre”

Cumuli di rifiuti e detriti nella frazione di Pianello di Ostra, una delle più colpite dall'alluvione del 15 settembre 2022
Cumuli di rifiuti e detriti nella frazione di Pianello di Ostra, una delle più colpite dall’alluvione del 15 settembre 2022

Come a Senigallia c’è ponte “Angeli dell’8 dicembre 2018”, intitolato agli adolescenti e alla giovane mamma che persero la vita nella tragedia della Lanterna Azzurra, allo stesso modo a Ostra si vorrebbero dedicare alle vittime dell’alluvione il ponte di Pianello e rinominare il piazzale antistante al campo sportivo “Piazzale Alluvione 15 Settembre”. Sono due delle numerose richieste e proposte che il “Comitato 15 Settembre – Alluvione valli Misa e Nevola” ha avanzato nelle ultime settimane. Tra le varie attività a cui si sono dedicati i componenti c’è l’organizzazione di un nuovo incontro con la popolazione per il prossimo 24 febbraio, a più di cinque mesi dai gravi eventi che hanno devastato l’entroterra senigalliese. Si parlerà delle azioni messe in campo per la messa in sicurezza del territorio delle valli del Misa e del Nevola, l’adozione di un efficace sistema di monitoraggio ed allerta e per l’erogazione di ristori e indennizzi a tutti gli alluvionati. Ristori che dovranno comprendere anche i veicoli danneggiati: a tal proposito la Regione ha da poco avviato una ricognizione dei danni e accantonato circa 2,5 milioni di euro.

Sempre il Comitato 15 Settembre, nei suoi tre mesi di vita (si è costituito il 16 novembre 2022), si è poi prodigato in numerosi incontri con le istituzioni a tutti i livelli. In particolare con il presidente di Regione e commissario Acquaroli per gli indennizzi, per accelerare l’erogazione del contributo di autonoma sistemazione, ridurre le esclusioni e includere tra i danni da indennizzare anche auto e moto; ma anche con il vicecommissario all’emergenza Stefano Babini, soprattutto per i lavori di somma urgenza per cui sono stati fatti sopralluoghi anche con l’utilizzo di droni in modo da segnalare ogni minima necessità. Fitti contatti ci sono stati anche con l’ing. Taffetani del Genio Civile e con i comuni interessati (Ostra per fiume Misa e per Nevola nella zona Zipa, Trecastelli per l’area di Passo di Ripe). In tutti i casi ha partecipato attivamente ai lavori, garantendo una presenza costante sui cantieri. Anche numerosi parlamentari sono stati raggiunti dal Comitato che ha chiamato ogni forza politica in rappresentanza delle Marche alluvionate, prospettando un aumento delle risorse finanziarie destinate all’alluvione del 15 settembre, la nomina di un commissario con poteri speciali e una struttura commissariale, oltre a misure di agevolazione fiscale e, soprattutto, un unitario progetto di bacino per la mitigazione del rischio idrogeologico nell’area Misa e Nevola.

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La riapertura del supermercato alluvionato a Pianello di Ostra a cinque mesi dall'esondazione del fiume Misa

Restare vicino al fiume dopo l’alluvione del 2022: Pianello di Ostra riparte dal supermercato

La riapertura del supermercato alluvionato a Pianello di Ostra a cinque mesi dall'esondazione del fiume Misa
La riapertura del supermercato alluvionato a Pianello di Ostra a cinque mesi dall’esondazione del fiume Misa

Con una sobria cerimonia, Pianello di Ostra ha festeggiato la riapertura del supermercato Coal di via S.Giuseppe, tra la chiesa parrocchiale e l’ufficio postale, a pochi metri da quel fiume Misa che ha invaso con acqua e fango la frazione causando danni enormi e morti. Dopo quasi cinque mesi di difficoltà e lavori, ha riaperto i battenti il supermercato della località ostrense.

L’apertura dei locali commerciali si è tenuta nella mattinata di giovedì 9 febbraio, di fronte a decine di ostrensi e alla prima cittadina Federica Fanesi. In molte altre situazioni l’apertura di un supermercato sarebbe passata inosservata. Non a Pianello di Ostra, uno dei centri abitati maggiormente colpiti dall’alluvione del settembre 2022 che ha inondato le strade, i locali commerciali, le case: non qui, dove hanno perso la vita quattro delle tredici vittime legati all’alluvione: Andrea Tisba, 25 anni, suo padre Giuseppe Tisba, 65 anni, Diego Chiappetti, 52 anni e l’84enne Fernando Olivi.

L’evento, salutato da tante persone, è di fatto un simbolo: rappresenta la tenacia che porta a rialzarsi dopo le enormi difficoltà e a ripartire; rappresenta la volontà di rimanere nel centro abitato, di evitare lo spopolamento che sarebbe naturale dopo eventi del genere. Ecco perché è stata a suo modo una giornata speciale per la frazione. 

Pianello sta lentamente ripartendo e deve fare i conti con un fiume molto vicino e ancora troppo pericoloso a causa soprattutto dell’incuria di decenni e dei cambiamenti climatici che favoriscono eventi sempre più potenti e improvvisi. Eventi come quello del 15 settembre 2022 che ha inondato con oltre un metro e mezzo di acqua, fango e detriti di ogni genere, tutto ciò che incontrava sul suo cammino. 

Oggi quei locali sono stati ripuliti, quelle strade sono state spazzate ma ovunque intorno si notano i segni di quanto vissuto. E perso. Al titolare del supermercato Aldemiro Carletti è stata dedicata anche una poesia da parte di chi da mesi ne auspicava il ritorno. A lui è andato il saluto della sindaca Fanesi che ha parlato di segno di appartenenza alla comunità e di vicinanza al territorio ostrense nel momento in cui trasferirsi è più facile ed economicamente logico. Il suo supermercato è tra quelli individuati dalla Caritas e dalla fondazione Bnl per la ripresa del tessuto economico: lì si possono utilizzare i buoni spesa che sono in fase di distribuzione.

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Il fiume Misa

Post alluvione e cura dei fiumi: incontri a Senigallia, Ostra e Trecastelli – Ascolta l’intervista

Il fiume Misa
Il fiume Misa

La cura dei fiumi è il titolo di una serie di incontri che varie associazioni del territorio hanno voluto organizzare nei territori coinvolti dall’alluvione dello scorso settembre. Un momento, anzi cinque, di approfondimento, per condividere con la popolazione che vive nelle zone dei bacini fluviali, le associazioni e le istituzioni le proposte d’intervento più idonee.

Il primo incontro si terrà sabato 4 febbraio, alle ore 16, nei locali della parrocchia della Madonna del Rosario per Passo Ripe e Trecastelli dal titolo “I custodi dei fiumi. Buone pratiche per la protezione dei fiumi” insieme al professor Fabio Taffetani, del dipartimento di Scienze Agrarie dell’UNIPVM Marche. Lo stesso incontro verrà ripetuto sabato 18 febbraio, sempre alle ore 16, al circolo ACLI V. Biagetti, in via S. Giuseppe 2 al Pianello di Ostra.

Il secondo incontro sarà sabato 11 febbraio alle ore 16 nei locali della parrocchia della Madonna del Rosario e avrà come titolo “Le sentinelle dei fiumi. Buone pratiche di convivenza con i rischi”. In questo incontro sarà la dottoressa Marialuisa Rossi, responsabile del Tavolo tecnico per la Psicologia dell’emergenza dell’Ordine delle psicologhe e degli psicologi della regione Abruzzo, a incontrare la cittadinanza e le associazioni. Anche stavolta l’incontro sarà ripetuto sabato 25 febbraio alle ore 16 al circolo ACLI del Pianello di Ostra.

In data e luogo ancora da definire, nel mese di marzo, è previsto l’ultimo incontro a Senigallia. Il titolo sarà “L’Amministrazione condivisa: le forme di collaborazione tra cittadini e pubblica amministrazione” e vedrà protagonista il presidente di Labsus, laboratorio per la sussidiarietà, Pasquale Bonasora.

Tra le associazioni aderenti al progetto, sostenuto da CSV Marche, ci sono Fondazione Caritas Senigallia, Fondazione Vallesina Aiuta, Viridee, AB Bellanca, Sena Nova, Stracomunitari, Legambiente, Fidapa Senigallia, Confluenze, Labsus e la diocesi di Senigallia. Sono queste realtà a formare una rete civica per il verde che ha promosso l’iniziativa: il senso di tali incontri l’abbiamo chiesto al consulente e referente Alberto Di Capua: ascolta l’intervista qui sotto.

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Suor Luigina Buti Ostra Giappone

Luigina Buti, suora di Ostra nella piccola comunità cattolica del Giappone

Estate 2018, incontro a Vaccarile con Suor Luigina Buti

Alla vigilia del giorno che la Chiesa universale dedica alle persone consacrate, arriva dal Giappone una lettera di Suor Luigina Buti. È una suora canossiana, originaria di Vaccarile di Ostra. Ha frequentato le Magistrali presso la scuola del suo ordine, a Colle Ameno di Ancona. Poi la vocazione religiosa e la partenza, nel 1974, per il paese del Sol Levante dove tutt’ora vive ed opera.

Le sue lettere sono sempre tanto dense, alternano racconti di vita pastorale giapponese a riflessioni spirituali profonde, vere. “Nella mia parrocchia, oggi è stato un giorno speciale per la visita del vescovo e la celebrazione della cresima di tre ragazzi che mi erano stati affidati per la preparazione. Insieme abbiamo fatto un cammino con il cuore per riscoprire la bellezza della nostra fede che è una relazione personale con Gesù  vivo e come crescere in questa relazione con Lui sotto la guida dello Spirito Santo che avrebbero ricevuto in modo speciale nel sacramento.

Nella società giapponese esiste una cerimonia per i giovani quando compiono vent’anni che li rende pubblicamente adulti e responsabili della loro vita. Nella vita di fede ho pensato che la cresima può  essere paragonata a questa cerimonia che ci dona lo Spirito Santo e ci rende responsabili della nostra crescita nella relazione con Cristo. È stata una grande gioia fare questo cammino con questi ragazzi per alcuni mesi e continueremo fino a marzo quando termina per loro l’anno scolastico”.

I cattolici in Giappone sono una piccola comunità e Suor Luigina ci racconta della sua famiglia religiosa: “La mia stessa comunità dall’aprile scorso ha avuto dei cambiamenti e a settembre con l’arrivo di due nuove consorelle siamo diventate una comunità di dieci di cinque nazionalità: Giappone, Inghilterra, Filippine, Indonesia e ltalia. Al pensiero della chiesa universale ci si perde in questo grande mistero di Cristo che unisce tutti i popoli. Certo la domanda rimane: chi è Gesù per me come individuo, come nucleo famigliare, come comunità religiosa o sociale? Come manifestare Gesù se non lo si conosce personalmente, ma solo per sentito dire e solo per l’osservanza di alcuni precetti che pensiamo siano il cristianesimo? A ciascuno la risposta”.

Ancora una fotografia di questo lontano Paese e della presenza dei cattolici: “La pandemia in Giappone ci tiene ancora in maschera e se pure migliorate le ristrettezze la vita non è ancora pienamente tornata alla sua normalità. Comunque si va avanti lo stesso.  Un’ultima notizia è che la nostra scuola ha celebrato il 70.mo di fondazione lo scorso novembre. Spero e prego che le nostre dieci mila e più  ex-alunne siano nel mondo luce e sale della terra secondo il Vangelo che hanno sentito e vissuto con noi per tre o sei anni. Finché  il Signore mi dà vita vorrei sempre essere un prolungamento della sua umanità per i vicini e i lontani. Sono certa delle vostre preghiere come anche voi siete sempre presenti nelle mie. Il Signore ci benedica e la Madonna ci protegga sempre”.

a cura di Laura Mandolini

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L’alluvione da un altro punto di vista, una voce da Pianello di Ostra

Siamo quasi alla fine di questo 2022, anno segnato in modo indimenticabile dall’alluvione. Credo che per molti di Pianello di Ostra non passi giorno in cui non scorrano davanti agli occhi scene di quei drammatici momenti. Pure a me capita questo, ma vorrei condividere con voi anche alcune esperienze positive. Certo, non posso dimenticare i primi giorni: il nostro piccolo borgo distrutto, le macchine accavallate, le recinzioni portate via dalla furia dell’acqua, il fango ovunque. Lungo la strada si vedevano solo i mezzi della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e del Soccorso Stradale.

Nonostante tutto questo caos, la cosa bella però era vedere tanti giovani coordinati dalla Caritas diocesana, arrivati da tutta Italia con pale e tira acqua, che, sporchi di fango, andavano da una via all’altra, per aiutare a ripulire abitazioni e locali. Vi dico la verità, sembrerà strano, ma sperimentare tanta solidarietà mi riempiva il cuore di gioia. Questi volontari passavano, portando secchi, scope, detersivi e anche viveri perché non c’era né tempo né voglia di…

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L'area alluvionata vista dall'elicottero dei Vigili del fuoco

Cittadini, imprese, sicurezza

L'area alluvionata vista dall'elicottero dei Vigili del fuoco
L’area alluvionata vista dall’elicottero dei Vigili del fuoco

Si è presentato alla città di Senigallia e alla vallata intera, a tre mesi dai terribili eventi, il “Comitato tra 2 fiumi. Le imprese per i cittadini e il territorio. Alluvione 15 settembre 2022”. La nuova realtà è stata messa in piedi a inizio ottobre 2022 dagli imprenditori del territorio ostrense e della Zipa di Casine, ma poi si è estesa all’entroterra vallivo, con richieste da parte di aziende da Barbara, Trecastelli, fino alla stessa Senigallia. Pochi ma importanti gli obiettivi.

In primis, spiega il presidente del comitato Massimo Petrolati, «la messa in sicurezza del territorio, pur sapendo che non si raggiungerà mai il rischio zero»: per farlo bisognerà elaborare un progetto di messa in sicurezza dei corsi d’acqua, ovviamente in funzione delle risorse a disposizione, che contempli tutta la vallata, ma senza attendere tempi biblici. In secondo luogo, ma non meno importante, c’è da «sviluppare un sistema di allertamento della popolazione adeguato». Perché la domanda che ci si pone da settimane è inquietante: se anziché di notte il disastro alluvionale fosse successo di giorno, con le persone che affollavano le strade, i lavoratori nelle imprese alluvionate e i giovani nelle scuole raggiunte da acqua e fango? Probabilmente ci sarebbe stata una strage.

Gli intenti del “Comitato tra 2 fiumi” li ha illustrati uno dei fondatori, David Mugianesi, il quale ha indicato come la zona Zipa sia divenuta «una vasca di espansione naturale dopo la realizzazione della bretella alla sp. Corinaldese». Un’accusa importante che parte dal numero di esondazioni subite, ben due nel giro di otto anni: sia il 2014 che il 2022 hanno visto allagare l’area a ridosso della confluenza del Nevola nel Misa. Segno che qualcosa non va. L’ottica però è generale, vasta: «Abbiamo subito uno tsunami, ma le conseguenze le pagano tutti, anche gli albergatori di Senigallia. O si salvano tutti o non si salva nessuno. E noi vogliamo…

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La rimozione del fango dell'alluvione dal vivaio Agarbati a Casine di Ostra

Ostra, i fiori tra il fango dell’alluvione

La rimozione del fango dell'alluvione dal vivaio Agarbati a Casine di Ostra
La rimozione del fango dell’alluvione dal vivaio Agarbati a Casine di Ostra

18 agosto 1976, 6 febbraio 2001, 3 maggio 2014, 15 settembre 2022. Non sono date di compleanni, o di eventi familiari, sono le date delle quattro alluvioni che la nostra azienda ha subito nel corso degli anni. L’azienda agricola Agarbati è stata creata alla fine degli anni ‘60. La caratteristica di azienda familiare, anche se coadiuvata da dipendenti stagionali, ci ha permesso di superare i momenti difficili, come appunto le alluvioni.

Ma stavolta sarà dura, molto più dura, perché l’evento del 15 settembre è stato molto più devastante degli altri. Ero in casa quella sera, insieme a mia moglie e i miei figli, quando un amico mi telefona e mi chiede della situazione del fiume. Gli rispondo che non c’erano problemi particolari, dato che aveva smesso di piovere e le piogge non erano state copiose. Vista la sua insistenza, ho deciso di ispezionare il fiume, che dista un paio di cento metri da casa. Il fiume era tranquillo, pochissima acqua e limpida. Decisi così di fare un giro lungo l’asta fluviale, risalendo in macchina il territorio fino a Pianello dove vidi che il fiume stava salendo di livello. Poi sono andato a casa di un amico, ci siamo fermati a vedere con che tempistica il fiume cresceva, molto rapidamente. Tornato a casa, ho fatto allontanare moglie e figli e sono rimasto sotto il portico di casa a vedere cosa accadeva. L’acqua continuava a salire, le nostre serre erano già invase e piano piano la piena si stava avvicinando minacciosa a casa. Poco dopo le 22, sul muro di casa c’erano più di 70 cm d’acqua. Ho atteso il passaggio della piena. Dopo aver fatto un giro sul territorio e aver recuperato la famiglia, alle 5 di mattina sono andato a riposare.

Quando, dopo neanche un paio d’ore, mi sono svegliato, ho fatto un giro nella nostra azienda, nelle nostre serre: quello che non…

Il segno della piena del fiume Misa a Pianello di Ostra durante l'alluvione del 15 settembre 2022

L’alluvione, il disastro. La casa spazzata via e la voglia di normalità

Il segno della piena del fiume Misa a Pianello di Ostra durante l'alluvione del 15 settembre 2022
Il segno della piena del fiume Misa a Pianello di Ostra durante l’alluvione del 15 settembre 2022

Da che parte iniziare? Sicuramente dalla consapevolezza che la natura non si ferma davanti a niente e che una tranquilla serata fatta di quotidianità, il rientro dal lavoro, la cena, il raccontarsi la giornata, tutto questo si può trasformare in un inferno fatto di acqua, fango e urla di terrore.

Stavamo cenando al piano terra e stavo per uscire a portare fuori l’umido, quando ho visto per caso i miei vicini molto agitati. Mi hanno detto che stava arrivando una piena, io non sapevo bene il da farsi, visto che ci siamo trasferiti da poco in questa casa. Sono corsa da mio marito e gli ho intimato: “Sbrigati, esci, sta arrivando la piena!”. Ho preso il nostro cagnolino di 14 anni e l’ho portato sulla rampa delle scale del primo piano, richiudendomi dietro il portone. Volevamo chiudere le porte e le finestre al piano terra, ma non ci siamo riusciti perché siamo stati da subito travolti da acqua, fango e detriti. Patrizio, mio marito, ha subito detto: “Restiamo calmi e lucidi, dobbiamo cercare di arrivare sul tetto, se vogliamo salvarci”.

L’acqua è arrivata con una forza immane, spaccando tutto. Con molte difficoltà e tanta paura, siamo riusciti a salire sul tetto, aggrappandoci ai fili dell’alta tensione. Lì siamo rimasti circa 4 ore ad aspettare, ad aspettare cosa non lo sapevamo, forse anche la morte, perché non sapevamo se la casa…

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E’ deceduto don Francesco Orsi, per anni rettore del Santuario della Madonna della Rosa, ad Ostra

Don Francesco Orsi

Don Francesco Orsi di Luigi e di Maria Andreolini nacque a Ostra il 23 maggio 1930. Il 15 marzo 1953 venne ordinato sacerdote e dal 28 giugno 1953 al 4 dicembre 1959 fu cappellano a Santa Croce in Ostra.  Tra i suoi primi incarichi vi fu quello di seguire la costruzione della piccola chiesa di Santa Maria Goretti in contrada la Corea, al confine tra Ostra e il Filetto di Senigallia. La nuova chiesa venne inaugurata la sera del 18 ottobre 1958 dal Vescovo Diocesano Mons. Umberto Ravetta ed è stato il primo edificio sacro della diocesi ad essere dedicato alla Santa di Corinaldo.  A Corinaldo, dal 1959 al 1° luglio1965 trascorse sette anni al servizio sacerdotale della parrocchia come cappellano. Passò poi per un anno alla Chiesa della Pace di Senigallia e il 4 luglio del 1966 a San Pietro di Vaccarile dove venne nominato vicario-curato parrocchiale e rimase sino al 1972 per passare poi alla Parrocchia di Santa Lucia nella Chiesa di San Francesco in Ostra come Economo Spirituale sino al 1974, anno in cui il Vescovo di Senigallia lo nominò, il 21 maggio, Rettore del Santuario della Madonna della Rosa. Il suo impegno verso il Santuario Ostrense fu continuo, costante e si concretizzò in più modi. Innanzi tutto accrebbe la devozione verso Maria Santissima, poi concentrò tutti i suoi sforzi alla conservazione e decoro dell’edificio sacro. Sin da subito lo dotò di un riscaldamento a termosifone, rinnovò l’impianto elettrico con l’installazione di cinque nuovi lampadari, e abbellì la chiesa con un rivestimento in marmo verde Alpi per tutto lo zoccolo interno e delle basi delle colonne, contemporaneamente provvide alla ripresa delle dorature e fece ritinteggiare l’interno del tempio. Nel 1975 subì il furto sacrilego dei falsi gioielli all’Immagine e delcalice che aveva offerto alla Madonna in ricordo della sua ordinazione sacerdotale. Nel 1979 acquisì la donazione di m2 3.017 per la costruzione di una nuova strada che collegasse il Santuario al cimitero e alla strada Ostra-Montemarciano, facilitando così il ritorno di quanti si recavano al Santuario, che ancora permolteplici vicende non è stato possibile realizzare. Tra il 1981 e il 1986 ha poi provveduto ad elettrificare il suono delle campane, al restauro degli affreschi della cappellina eseguiti da Domenico Germani e dell’organo del Montecucchi compiuto dalla Ditta Anselmi Tamburini di Pianego, in provincia di Cremona. Successivamente promosse il restauro del coro posto davanti alla cappella e dell’altro organo positivo del 1721 con la posa in opera diun cancello protettivo, opera del fabbro Ostrense Lorenzo Catalani.  Altri lavori vennero eseguiti, come la nuova pavimentazione del marciapiede antistante la facciata e il restauro della venerata immagine della Rosa, grazie all’offerta del Dott. Giuseppe Cioci e delle sue due figlie, ad opera di Nino Pieri, e dei 120 ex-voti, grazie a un contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Jesi. Una data storica per il Santuario è stata quella dell’8 dicembre 1992, festa dell’Immacolata Concezione, quando il Vescovo Odo Fusi Pecci ha consacrato, ossia dedicato il Santuario. Un nuovo parcheggio viene realizzato nel 1988. Nel2002 è invece inaugurato il rinnovato viale, andando così a coronare un altro sogno. Don Francesco in occasione del suo 50° di sacerdozio ha fatto dono di due nuove statue di pietra leccese che rappresentano il Santo Patrono Gaudenzio e Sant’Emidio.  Così dal giugno del 2003 si è restituito alla facciata la configurazione originaria, mutata dopo la rimozione delle vecchie statue in terracotta, perché consumate dal tempo. Dopo trent’anni di vita a fianco del Santuario, rassegnò per limiti d’età le dimissioni da Rettore del Santuario. Restò comunque emerito e da allora continua a svolgere il suo apostolato, affiancando il suo successore e accogliendo le migliaia di pellegrini che annualmente visitano il Santuario e si inginocchiano davanti alla Madre celeste sempre dispensatrice di grazie e gioie.

Giancarlo Barchiesi

Giornata mondiale della gioventù in diocesi: a Pianello, verso Lisbona 2023

A Pianello di Ostra, sabato 19 novembre, dalle ore 17.00 la Giornata mondiale della Gioventù a livello diocesano: sarà un pomeriggio d’ascolto, relazioni e spettacolo! Inoltre verranno fornite le prime informazioni sulla Giornata mondiale della gioventù che si terrà di Lisbona, in Portogallo, la prossima estate.

Dal 1 al 6 agosto 2023 la capitale lusitana ospiterà infatti la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG Lisbona 2023), l’incontro del Papa con i giovani di tutto il mondo. Nel corso di una settimana, i giovani saranno invitati a partecipare ad incontri di preghiera, condivisione e svago. Al mattino, la catechesi in più lingue consentirà momenti di formazione di gruppo. E per tutta la giornata, il Festival della Gioventù offrirà una serie di concerti, musical, conferenze, mostre, …, che renderanno la GMG Lisbona 2023 un evento culturalmente ricco. I momenti salienti sono le celebrazioni (eventi centrali) in cui il Papa è presente, come la Messa di apertura e la cerimonia di accoglienza del Santo Padre, la via-crucis, la veglia e, l’ultimo giorno, la messa di invio. 

“Maria si alzò e se ne andò in fretta” (Lc1, 39) è la citazione biblica scelta da papa Francesco come motto dell’incontro mondiale. 

Il segno della piena del fiume Misa a Pianello di Ostra durante l'alluvione del 15 settembre 2022

A due mesi dall’alluvione, i cittadini di Ostra danno vita al “Comitato 15 Settembre”

Il segno della piena del fiume Misa a Pianello di Ostra
Il segno della piena del fiume Misa a Pianello di Ostra

I cittadini di uno dei comuni alluvionati, Ostra, si mobilitano: a quasi due mesi da quel terribile giorno che nella sola Pianello ha causato quattro decessi, si è ufficialmente costituito il “Comitato 15 Settembre – Alluvione Valli del Misa e Nevola”. L’iniziativa era già nell’aria da tempo, dato che si sono susseguiti fitti i contatti e gli incontri pubblici per definire il percorso che questo nuovo gruppo seguirà nei prossimi mesi. Parte da Ostra dunque l’avventura di questo comitato che, come quelli nati nel 2014, promette battaglia per la messa in sicurezza dei fiumi e per il congruo indennizzo dei danni subiti.

A darne notizia è Mirko Guazzarotti, vicepresidente assieme a Fabio Beciani (il presidente è Eraldo Raffaeli): «È evidente come l’alluvione sia un problema di tutti – spiega Guazzarotti – non solo di chi è stato coinvolto direttamente, perché questa seconda esondazione a pochi anni dalla prima segnerà ancora di più il territorio e il futuro delle valli Misa e Nevola. Quindi serve l’impegno di tutti gli abitanti della vallata: solo insieme si possono ottenere risultati». Il neo “Comitato 15 Settembre” si è già mosso per essere ricevutio dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che è anche “commissario delegato eventi meteorologici settembre 2022”, così come dal vicecommissario Stefano Babini, senza però ottenere risposte.

Tra le richieste c’è innanzitutto la questione sicurezza che parte dall’allertamento della popolazione. La notizia del ripristino di tutta la rete degli idrometri, dopo i danni provocati dall’alluvione, non ha entusiasmato gli alluvionati: seppur migliorata, la rete ancora dà solo una comunicazione dell’innalzamento dei fiumi, come spiegato dall’assessore regionale alla protezione civile Stefano Aguzzi, ma spetta ai sindaci poi verificare lo stato dei fiumi. Di fatto nulla è cambiato da prima. Su questo, Guazzarotti: «Non basta. Gli idrometri devono….

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