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Tag: Ostra

Alluvione Marche, lettera ad Acquaroli

Il segno della piena del fiume Misa a Pianello di Ostra
Il segno della piena del fiume Misa a Pianello di Ostra

Egregio Presidente Acquaroli,
sono un alluvionato di Pianello di Ostra. Le volevo sottoporre alcune riflessioni di valenza generale, a seguito dell’alluvione del 14 settembre, dal mio punto di osservazione. Vivo a Pianello di Ostra, ho già sopportato l’alluvione del 2014 , ed ho potuto riscontrare che non ci sono stati significativi miglioramenti da allora. L’intento della presente è di far sì che questa volta, l’amara esperienza vissuta, sia utile per il futuro, e la tragedia non sia dimenticata.

ALLARME
Risulta che nel territorio di Arcevia, alcune ore prima di giungere a Pianello, l’alluvione si è manifestata in tutta la sua violenza e il sindaco di Arcevia ha dato l’allarme in regione. Il pluviometro nel territorio di Arcevia e quello di Barbara, e il misuratore dell’altezza del Misa nel territorio di Serra di Conti, sempre ore prime di giungere a Pianello, hanno registrato le stra-abbondanti piogge e l’innalzamento repentino di 5 metri del livello del Misa. Dati in rete disponibili in real time alla Protezione Civile Regionale. Contestualmente ci sono state numerose richieste di intervento dei vigili del fuoco fatte dai cittadini. Che cose ne hanno fatto di queste informazioni la Protezione Civile Regionale? Non è dato sapere. Dal mio punto di osservazione, é evidente che non abbiano fatto nulla di qualche utilità. Se hanno attivato, come avrebbero dovuto, gli attuali protocolli, è evidente che non sono efficaci.

Che cosa avrebbe dovuto prevedere il sistema di emergenza? Che cosa avremmo legittimamente atteso? “Innanzitutto Allertare Le Popolazioni”. Esiste una direttiva europea che impone a tutti gli stati membri di dotarsi di un sistema di Allarme pubblico entro giugno 2022, che la Protezione civile Italiana afferma di aver attivato da Aprile 2022.

1. ALLARME SMS basati sulla localizzazione (LB-SMS). Sistema, tecnologico e moderno e che si avvale di infrastrutture esistenti. Invia un SMS a tutti i cellulari presenti in un’area, ad esempio, il 15 Settembre anche a tutti i cittadini che vivono o che si trovavano nell’area del Misa e del Nevola, allertandoli. La protezione civile, aveva annunciato prima l’attivazione entro il 2020, e recentemente aveva assicurato la piena operatività da Aprile 2022 , (IT-Alert in conformità del Common Alerting Protocol” (CAP)). Aver attivato questo allarme, per noi della comunità di Pianello, avrebbe evitato le quattro morti registrate nel nostro paesino. Un prezzo altissimo e inaccettabile. E anche un notevole contenimento dei danni, in un ora si riescono a fare molte cose. (https://www.repubblica.it/green-and-blue/2022/04/22/news/it_alert-346065610/)

2. SISTEMA DI ALLARME SONORO DIFFUSO. Sirene a altoparlanti. Un tempo le campane delle chiese suonavano a martello per avvertire del pericolo imminente. Ora per creare il sistema di allarme diffuso, servono infrastrutture e capitali per investimenti, nonché manutenzione. Si potrebbe però, con opportuni accordi, utilizzare una rete capillare di infrastrutture esistenti, integrandoli alla rete con dispositivi tecnologici, come i campanili di chiese e torri civiche, per diffondere il segnale d’allarme, attivabili in remoto.

3. Il sistema di ALLARME DATO CON AUTOMEZZI CON ALTOPARLANTI. Tutti i comuni possono attivare questo sistema, sicuramente utile, ma che ha evidenti limiti. Molti cittadini potrebbero non sentirlo e il tempo necessario, per diffondere un allarme comprensibile, è di molte ore. Il tempo è prezioso e può essere solo un sistema complementare, ma non l’unico.

4. Poi ci sono app, social, radio e tv locali, etc…, quali strumenti integrativi.

Anche a fronte di un evento meteo eccezionale, come quello vissuto, questi strumenti sarebbero stati di sicura efficacia. Un allarme, dato anche solo con un’ora di anticipo, da modo ai cittadini di fare molte cose e farle in sicurezza.

A conferma, le cito un solo esempio fra tanti. Un abitante di una casa collocata lungo il fiume Misa, non lontano da casa mia, è stato avvertito telefonicamente di quello che accadeva ad Arcevia. Ha constatato che il livello dell’acqua stava crescendo. Quell’ora di tempo guadagnata gli ha permesso di mettere in salvo auto, animali da cortile, beni elettrici ed elettronici, preziosi e trovarsi al sicuro quando è arrivata la piena. Ha ridotto molto i danni e garantito la sicurezza dei suoi famigliari.

Presidente Acquaroli, Le chiedo un suo preciso impegno per attivare, in tempi record, questi tre punti e rivedere le procedure di allarme.

Uno dei punti a Ostra, la frazione di Pianello, colpiti dall'alluvione del 15 settembre 2022
Uno dei punti a Ostra, la frazione di Pianello, colpiti dall’alluvione del 15 settembre 2022

SOCCORSO
Premesso che gli italiani sono molto meglio di come usualmente ci descriviamo, e come tutti gli alluvionati ringrazio e apprezzo infinitamente i tanti soccorritori, amici, volontari sconosciuti e membri dei corpi di soccorso, che con generosità, da ogni parte d’Italia, ci hanno aiutato e sostenuto, infaticabili. Oltre il cuore, c’è necessità di usare al meglio l’intelligenza, dovremo migliorare le procedure.

  1. Alla mattina alle 6.00 del 16 settembre ho attraversato a piedi Pianello, per raggiungere la mia azienda, e constatare che anch’essa era sommersa, come casa mia. Non è di questo che le volevo parlare, ma che ho potuto altresì constatare che in un abitato che contava quattro lutti, devastato dall’alluvione, fango e detriti ovunque, auto e tronchi, furgoni … ammassati alla rinfusa, sparsi nei campi, alle 6 di mattina, trascorse oltre otto ore dal disastro, non era presente né un vigile urbano, né un poliziotto, carabiniere, pompiere. Non c’era nessuno.
  2. Le idrovore, giunte numerose, subito bloccate perché impossibilitate a scaricare, in quanto mancava l’autorizzazione dell’Arpam, che è giunta dopo tre giorni. Cosa ha fatto l’Arpam in questi tre giorni, che non poteva fare in mezza giornata? Doveva semplicemente autorizzare a scaricare l’acqua del fiume che aveva invaso case e cantine, decisione per di più ineluttabile. Non esiste un protocollo d’emergenza?
  3. VOLONTARI. Ai volontari spontanei che giungevano nella zona alluvionata a Casine, veniva interdetto l’accesso all’area che necessitava soccorso, e inviati a Ostra paese, che dista circa 5km, a fare un ora e mezza di fila per registrarsi. Potrebbe eccepire che questa è una competenza dei comuni. Le strutture sovracomunali, come la regione, però dovrebbero dare il supporto e mettere a disposizione gli strumenti adeguati ai comuni, non affidare alle sole strutture dei nostri, spesso piccoli, comuni, come anche per altri aspetti, descritti nei prossimi punti. La regione ad esempio potrebbe attivare un’app in cui registrarsi come volontario (nulla di complesso, pochi secondi tramite l’ ID) e registrare l’ingresso della zona interdetta, con un semplice lettore di codice a barre.
  4. Coordinamento dei soccorsi. Servono professionisti, e non demandare ai piccoli comuni di improvvisare professionalità al momento. L’efficienza e l’efficacia dell’azione è fondamentale. Le autorità locali possono svolgere la funzione di guida, conoscendo il territorio.
  5. Ripristino urgente del funzionamento dei sistemi di deflusso delle acque. L’intervento più urgente, nelle zone alluvionate è quello di rimettere o mettere in efficienza tutti i sistemi di deflusso delle acque, come fossi, in particolare sotto i ponti, nelle zone tombinate. Rimuovendo i detriti portati dell’alluvione e altre ostruzioni presenti in precedenza, al fine di prevenire ulteriori immediate nuove catastrofi. Questa attività prioritaria non è prevista da nessun protocollo, di fatto ostacolata se non impedita. Vengono rimossi i detriti nei giardini privati, attività necessaria e legittima, ma non nei fossi.
  6. Cucina da campo. I volontari di Pianello, hanno garantito per molti giorni la cucina, usando quella della sagra del passatello. La cucina da campo è stata attivata a Pianello dall’ANPAS dal giorno 24 Settembre, 9 giorni dopo l’alluvione. Eppure non era difficile immaginare che con tutti quei soccorritori e tutti quei alluvionati sarebbe stato necessaria una cucina da campo corposa, fin da subito… potrei continuare l’elenco dei problemi evitabili. Ribadisco che l’opera dei soccorritori è stata lodevole, questo non ci esime da ricercare i miglioramenti possibili

Presidente Acquaroli, per intervenire e migliorare in questo ambito, per molte attività, non sono necessari investimenti di qualche rilevanza, le basterebbe incaricare persone esperte e competenti per riorganizzare il settore e rivedere i protocolli e accelerare le procedure. Apprezzerei un suo impegno, in proposito.

INTERVENTI SUI CORSI D’ACQUA. OPERE E MANUTENZIONI
Non voglio dilungarmi oltre in una complessa e lunga discussione. È evidente a tutti che non sono state fatte le opere adeguate e necessarie, che anche se non avessero potuto assorbire per intero l’evento eccezionale, di certo ne avrebbero potuto mitigare molto l’effetto e le conseguenze. Nel 2014, pochi mesi dopo l’alluvione, a Bettolelle è stata indetta una riunione in cui la provincia presentava INTERVENTI URGENTI A SEGUITO DELL’ALLUVIONE. Solo che partecipando, ho potuto constatare che si trattavano degli interventi urgenti a seguito dell’alluvione del 1976, e veniva annunciata solo la fine della progettazione e a oggi non sono state completate le opere. È necessario un radicale cambio di passo. Ci aspettiamo un’azione fatta nei tempi e nei modi necessari. Otto anni sono stati gettati al vento. Adesso bisogna recuperare. Non è affatto normale subire due pesanti alluvioni in otto anni e vivere nella costante insicurezza.

RIMBORSI
Sarebbe necessario rivedere i criteri che definiscono i rimborsi, sia l’entità che la determinazione senza costringere i cittadini a lunghe e interminabili cause civili per ottenere la totalità del dovuto.

Egregio Presidente Acquaroli, concludo, chiedendole l’impegno ad attivarsi da subito, ricercando e ottenendo le risorse necessarie, alfine di prevenire altri eventi simili in futuro, far sì che siano adottati tutti i miglioramenti possibili, e che non si rimanga ancora inerti, come dal 2014. Vorrei essere rassicurato, e come me, tutte le comunità che hanno subito il cataclisma, che tra qualche anno, o qualche mese, non dovremo subire una nuova alluvione, mentre gli interventi languono nelle pastoie burocratiche.

In attesa di suo riscontro,

Mirko Guazzarotti, un alluvionato di Pianello di Ostra

Due poliziotti e due vite salvate dall’alluvione

I poliziotti Daniele Romagnoli (a sinistra) e Mattia Marchetti (destra) al centro il questore di Ancona Cesare Capocasa
I poliziotti Daniele Romagnoli (a sinistra) e Mattia Marchetti (destra) al centro il questore di Ancona Cesare Capocasa

In pochi dimenticheranno l’alluvione del 15 settembre, quando le abbondanti piogge nell’entroterra si sono riversate a valle con due fiumi in piena che sono esondati causando morti e distruzione. Sicuramente non lo dimenticheranno i familiari delle vittime, né coloro che si sono visti portare via in pochi minuti anni e anni di sacrifici, né chi è stato salvato in extremis. Come Mario e Gabriele, il primo residente a Pianello di Ostra, il secondo a Bettolelle di Senigallia.

A dare notizie sul primo episodio è il figlio di Mario, Michele: è lui a scrivere una lettera alla Questura di Ancona per descrivere l’azione messa in atto dal 40enne di Monte San Vito Daniele Romagnoli, poliziotto in servizio presso la squadra cinofili della Questura dorica, ma anche volontario della Croce Gialla di Chiaravalle. E per ringraziarlo per aver salvato la vita al padre. E’ stato lui infatti a tirare fuori dall’appartamento allagato il 70enne di Pianello: «Senza esitare un attimo», Daniele e altri due volontari «sono entrati dentro casa che in quel momento era pericolante, allagata, piena di fango e con il rischio che potesse cadergli tutto addosso».

E’ sempre un poliziotto il protagonista del secondo salvataggio avvenuto a Bettolelle di Senigallia, uno dei tanti avvenuti durante quella sera e nelle ore notturne in tutta la vallata. Un gruppo di residenti…

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Ostra, attivata la cucina da campo mobile dell’Anpas Marche

Volontari Anpas al lavoro nelle zone colpite dall'alluvione
Volontari Anpas al lavoro nelle zone colpite dall’alluvione

Attivata a Pianello di Ostra la cucina da campo mobile di Anpas Marche per la preparazione e la somministrazione di circa 1500 pasti al giorno a disposizione della popolazione vittima dell’alluvione dei giorni scorsi. Già da alcuni giorni la cucina mobile Anpas, installata su semirimorchio di un autoarticolato, con tensostruttura ad uso mensa, sta lavorando a pieno ritmo per garantire i pasti quotidiani ai numerosi cittadini che non hanno più la possibilità di utilizzare le loro case, ai volontari e a tutti coloro che stanno lavorando freneticamente da giorni per togliere il fango dalle aree colpite dall’alluvione e ripristinare strade e abitazioni.

“Esaurita la fase di primo soccorso il nostro intervento ad oggi è quello di garantire alle popolazioni colpite dall’emergenza un’assistenza costante ed efficace – ha spiegato il Presidente Anpas Marche Andrea Sbaffo – sia nelle operazioni di sgombero  e di pulizia  dei locali delle case e imprese  invase dal fango e sia nel garantire una “parvenza” di normalità alle persone con aiuti concreti come la preparazione  e la somministrazione di pasti caldi ogni giorno grazie alla nostra cucina mobile e non da meno l’assistenza psicologica che i nostri volontari specializzati mettono a disposizione.”

Anpas Marche per garantire una pronta assistenza alle comunità colpite dal maltempo dall’inizio dell’emergenza ad oggi ha messo in campo oltre 400 volontari di cui 300 provenienti da tutte le sedi marchigiane e 100 dai comitati regionali Anpas Abruzzo, Basilicata, Campania  Lazio,  Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Trentino Alto Adige, Valle D’Aosta. L’autoarticolato  della cucina mobile si aggiunge alla lunga lista degli oltre 100  mezzi Anpas Marche già dispiegati nel territorio dall’Associazione,  tra cui idrovore, moduli antincendio, gruppi elettrogeni, autocarri di varie portate, fuoristrada, autoarticolati con rimorchio, carrelli elevatori,  ambulanze di soccorso e mezzi adeguati  per il trasporto disabili. L’alluvione ha danneggiato anche la sede Anpas della Croce Verde di Ostra che è stata prontamente sostituita da un container di supporto in modo tale da garantire il presidio del territorio a supporto dei cittadini , da dove i volontari e le volontarie Anpas hanno continuato a prestare servizio e assistenza.

Alluvione valle del Misa e Nevola, la Protezione civile regionale: «evento ogni mille anni»

La Protezione Civile Regionale ha pubblicato il rapporto sull‘alluvione che ha colpito le Marche tra il 15 e il 16 settembre, in particolar modo l’area tra Sassoferrato-Arcevia e Senigallia. Nella relazione sono descritti i fenomeni meteorologici avvenuti: secondo l’ente, tali fatti «evidenziano l’eccezionalità delle caratteristiche di un evento atmosferico di tale portata, che ha una probabilità di accadimento una volta oltre 1000 anni».

Nella spiegazione tecnica degli eventi atmosferici, il rapporto descrive come i tempi di ritorno delle cumulate di pioggia negli intervalli di tempo 3 h e 6h abbiano raggiunto «valori che potremmo definire “fuori scala” rispetto alle metodologie utilizzate, sicuramente superiori a 1000 anni. Tale fatto è confermato dall’estensione delle aree alluvionate dal fiume che hanno occupato anche terreni deposti come minimo in epoca medioevale».

Per essere più precisi, la stazione pluviometrica di Colle situata tra Montecarotto e Serra de’ Conti ha «superato negli intervalli 3 e 6 ore con 162,4 mm e 186,4 mm i record storici di precipitazione di tutta la serie registrata nelle Marche a partire dal 1929. A questo si aggiunga che è noto che le precipitazioni registrate ai pluviometri, essendo puntuali, potrebbero sottostimare i quantitativi areali».

Gli idrometri della rete di monitoraggio installati nei bacini di Misa e Nevola per seguire l’andamento dei livelli idrici, eccettuato quello di Bettolelle situato a valle della confluenza tra i due fiumi, sono stati danneggiati o spazzati via da una improvvisa ondata di piena che ha sormontato i sensori senza dargli neanche il tempo di segnalare l’aumento dei livelli registrati. «Questo ha reso impossibile il monitoraggio strumentale di quanto si stava verificando. In un intervallo di un’ora, all’incirca tra le 20:30 e le 21:30, si è in pratica passati da una situazione misurata di pochi centimetri di acqua in alveo, ad una situazione di assenza del dato». 

L’alluvione porta con sé morte e distruzione: comunità al lavoro con coraggio e solidarietà

L'alluvione a Borgo Molino di Senigallia: comunità al alvoro per risistemare il quartiere
L’alluvione a Borgo Molino di Senigallia: comunità al alvoro per risistemare il quartiere

La data del 15 settembre rimarrà di certo impressa per anni nella memoria di chi vive nelle vallate del Misa, Nevola e Cesano. Perché è quella in cui un’intensa ondata di maltempo ha portato con sé morte e devastazione in tanti comuni e territori, dai monti di Arcevia alla spiaggia di Senigallia. Per l’area interessata si tratta di uno dei più gravi eventi alluvionali di tutti i tempi. Salatissimo il conto: 11 vittime, ancora due dispersi dopo giorni di ricerche senza esito positivo, il che fa calare le probabilità di ritrovarli in vita; danni per miliardi di euro a residenze e locali commerciali, viabilità interrotta, blackout continui e tantissime persone che devono fare i conti di nuovo con l’acqua e il fango ad appena otto anni dall’ultima esondazione del Misa.

Dal pomeriggio di giovedì 15 settembre le abbondanti piogge che hanno interessato le zone appenniniche del pesarese e dell’anconetano hanno ingrossato velocemente i fiumi e si sono riversate nei comuni più a valle. I letti di Misa e Nevola si sono riempiti rapidamente e la forza dell’acqua ha trascinato con sé auto, interi tronchi, persone, e una quantità enorme di rifiuti, almeno qualche centinaio di tonnellate, spazzando via tutto ciò che incontrava nella sua corsa. Intorno alle ore 23 l’acqua è uscita anche nelle zone interne del Comune di Senigallia: nonostante già da qualche ora circolassero in rete le immagini di Cantiano (Pu) e Sassoferrato (An), solo in nottata tutta la nazione si è resa conto di quanto stesse avvenendo.

Massiccia, anche se non immediata, la risposta delle forze dell’ordine, degli enti locali e delle varie associazioni di protezione civile che si sono mobilitate al fianco della popolazione: molte persone sono state salvate con mezzi di fortuna prima che arrivassero i vigili del fuoco, dai vicini di casa; molte quelle che si sono svegliate con l’acqua già entrata in casa, poi sfollate e accolte al centro di accoglienza della Diocesi al seminario, gestito da Caritas e Croce Rossa. “Un’apocalisse” è il commento più ricorrente. A cui stanno già facendo seguito le polemiche per la mancata allerta e per tutto quel tempo impiegato per supportare la popolazione marchigiana. Le Procure di Ancona e di Urbino hanno aperto due fascicoli d’indagine, al momento a carico di ignoti, per i reati di disastro colposo e omicidio plurimo colposo.

Nelle città si continua a distanza di giorni a spalare acqua e fango, a rimuovere detriti, a gettare via indumenti, mobili, mezzi e soprattutto ricordi: è intenso il lavoro di tutte le comunità colpite dall’alluvione, che mostrano un carattere forte e solidale. Numerosi i problemi a cui solo con il passare dei giorni si sta facendo fronte, tra cui la mancanza dei materiali anche i più comuni, la carenza di mezzi per rimuovere fango e detriti di ogni genere. Solo il crescente numero di volontari all’opera sta lenendo le difficoltà e la disperazione di chi ha perso tutto: familiari, casa, attività commerciali.

Si sono intanto celebrati i primi funerali di alcune delle vittime: Gino Petrolati, 89enne a Bettolelle di Senigallia; Augusto montesi, 82 anni, a Serra San Quirico; a Trecastelli la comunità ha salutato Maria Luisa Sereni, 80 anni, travolta nella sua abitazione a Passo Ripe. Pianello di Ostra è il centro più colpito, che conta il maggior numero di vittime: mercoledì 21 settembre si è tenuto il funerale per le quattro persone che hanno perso la vita durante l’alluvione del Misa: Giuseppe e Andrea Tisba, di 65 e 25 anni, Diego Chiappetti, 52 anni, Fernando Olivi, 84 anni (LEGGI ANCHE: L’omelia del vescovo Franco Manenti in ricordo delle vittime di Pianello di Ostra). Montecarotto ha salutato Erina Febi, 77enne, mentre devono ancora essere celebrati i funerali di Noemi Bartolucci, 17 anni, di Barbara, della quale si cerca ancora la madre dispersa, Brunella Chiù, 56 anni; a Castelleone di Suasa ha perso la vita Mohamed Enaji, cittadino 42enne di origini marocchine; ad Arcevia ha perso la vita il 47enne Michele Bomprezzi, di cui deve essere ancora effettuato il riconoscimento ufficiale, mentre a San Lorenzo in Campo (Pu) si è svolta una fiaccolata per il piccolo Mattia Luconi, appena 8 anni, strappato dalle braccia della madre e tuttora disperso. Una data che non potrà mai essere dimenticata.

L’omelia del Vescovo Franco Manenti in ricordo delle vittime di Pianello di Ostra

La messa celebrata dal vescovo Franco Manenti per i funerali delle vittime dell'alluvione a Pianello di Ostra
La messa celebrata dal vescovo Franco Manenti per i funerali delle vittime dell’alluvione a Pianello di Ostra

L’omelia del Vescovo Franco Manenti in occasione dell’ultimo saluto alle vittime dell’alluvione di Pianello di Ostra, durante il rito funebre di mercoledì 21 settembre al campo sportivo locale.

“Non temere, soltanto abbi fede!”. Gesù, di fronte alla notizia che raggiunge Giairo (“Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il maestro?”), non interrompe il suo cammino verso la casa di Giairo, anzi invita quel padre affranto a non temere, a continuare ad aver fede.
Gesù continua quel cammino perché ha fiducia in Dio, suo Padre (lo dirà davanti al sepolcro di Lazzaro: «Padre ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto…», Gv 11,41-42).
Chissà cosa avrà pensato questo babbo udendo l’invito di Gesù a non lasciare spazio alla paura e a continuare ad aver fiducia in Lui. Giairo era andato da Gesù perché fiducioso nella sue capacità di guaritore («la mia figlioletta sta morendo; vieni a imporle le mani perché sia salvata e viva»).
Ora né la sua fiducia in Gesù né la capacità terapeutica di Gesù sembrano in grado di risolvere una situazione irrimediabilmente compromessa dalla morte della fanciulla.
In questa situazione, che sembra precludere ogni via d’uscita e alimentare solo angoscia, disperazione, Gesù chiede di conservare la fede, di tenere aperta la relazione con lui.

A Giairo è chiesto di credere, non sulla base di una qualche promessa che anticipi positivamente un futuro ormai compromesso, per la ragazza e per la sua famiglia, ma unicamente sulla parola di Gesù.
Inoltre la fiducia, che ha portato Giairo da Gesù è costretta dalle circostanze a precisarsi non più come fiducia in Gesù guaritore, ma come affidamento a Gesù vincitore della morte, anche se questa precisazione non potrà essere conosciuta in anticipo da Giairo, ma solo accogliendo l’invito di Gesù a continuare a credere in Lui.
Oggi l’invito di Gesù a non lasciarci vincere dal timore (che può avere tanti nomi: lo smarrimento, il turbamento, lo scoraggiamento e il risentimento per la morte scioccante di Andrea, Giuseppe, Diego, Ferdinando e delle altre sette persone) e a mantenere intatta la fiducia in Lui, è rivolto a noi, anzitutto ai familiari di Andrea, di Giuseppe, di Ferdinando e di Diego.

Gesù ci invita ad aver fiducia in Lui, a quell’affidamento che lo riconosce non più solo/tanto come “Maestro” di vita (di presunti maestri di vita ce ne sono tanti in circolazione), ma come “Salvatore” della nostra vita (di reali salvatori della nostra vita non se ne vedono in circolazione).
Perché continuare ad aver fiducia in Gesù?
Perché Gesù si è fidato di Dio suo Padre, anche quando la morte che gli altri volevano infliggergli lo aveva turbato, angosciato e non è rimasto deluso.
Perché Gesù ha promesso ai suoi amici che avrebbe preparato per loro un posto, vicino a Lui, dove sta Lui, accanto a Dio, suo Padre.
Perché Gesù ha manifestato con decisione al Padre il suo desiderio: che nessuno dei suoi amici andasse perduto, ma tutti potessero sperimentare la fortuna e la bellezza di sentirsi amati dal suo Padre, come Lui era amato.

Gesù mantiene la sua promessa. La morte ci ha rapito Andrea, Giuseppe, Diego e Ferdinando, Gesù però non li abbandona nelle mani della morte, ma glieli strappa di mano, perché li vuole con sé, in quel “posto” che da sempre è preparato per loro, perché in anticipo su tutti noi, possano “vedere” il volto di Dio, che è il volto del Padre di Gesù, che non vuole perdere nessuno dei suoi figli e perché Andrea, Giuseppe, Diego e Ferdinando, in anticipo su tutti noi, siano pienamente e per sempre felici, perché godono del compimento del desiderio di vita che abita il cuore di tutte le persone.
Permettete un’ultima parola. Si tratta della parola dell’intenso dolore di chi ha perso persone care, del dolore e dello smarrimento di chi ha trovato la propria casa spogliata di quei beni e dei ricordi che la rendevano bella e sicura ai loro occhi, del dolore di chi ha visto la propria attività economica irrimediabilmente devastata, tanto da temere di non poterla più riavviare.
In questi giorni il dolore di queste persone sta ricevendo conforto dalla generosa e infaticabile azione di tantisimi volontari, , provenienti da diverse parti d’Italia e da diverse organizzazioni, in gran parte giovani che anche in questa circostanza non hanno perso tempo nel rendersi disponibili.

Il dolore di queste persone sollecita tutti a una solidarietà, a una vicinanza che proseguano nel tempo; avanza inoltre con forza una precisa richiesta agli amministratori, a ogni livello, del territorio: che finalmente intraprendano con determinazione un’incisiva e tempestiva azione di messa in sicurezza del territorio. Perché non accada un’altra volta che l’acqua, bene prezioso e insostituibile per la nostra vita, porti morte e devastazione nelle nostre case e spenga le nostre speranze.

Un libro per conoscere meglio la storia della basilica di S. Croce, ad Ostra

Ostra si arricchisce di un nuovo volume sulla storia del paese e più precisamente sulla storia della Collegiata Basilica di Santa Croce. Un lavoro a più mani voluto e coordinato da Mons. Umberto Gasparini, già Arciprete Parroco di Santa Croce dal 1999 al 2020.

Diviso in sette parti, quella iniziale ripercorre le vicende storiche dalle origini sino al 1430 è stata curata dal Prof. Giacomo Bettini. Per poi proseguire sino al 1795 con l’istituzione della Collegiata del Prof. Bruno Morbidelli. L’Av. Marco Lanari ha invece evidenziato l’ordinamento del capitolo dei canonici, mentre un altro Prof. Donato Moricon due diverse sezioni ha ripercorso la costruzione del nuovo tempio 1848-1869 e la visita guidata agli altari e cappelle della chiesa. Ancora, l’Av. Marco Lanari con le vicende legate alla Piazza di Santa Croce e per finire l’intervento del curatore dell’opera Mons. Umberto Gasparini con “la storia vive” che ripercorre l’attuale e arriva sino ai giorni nostri.

Un libro non solo da libreria, ma da leggere tutto d’un fiato, perché la storia della Chiesa di Santa Croce è anche un po’ la storia di Ostra e la storia vive con noi e ci fa gustare il bello dei nostri avi che ci hanno lasciato non solo case, chiese e palazzi, ma un insegnamento di vita che poi è il frutto dell’attualità.

Giancarlo Barchiesi

Ancora dibattito sull’impianto di biogas a Casine di Ostra

La mappa dell'impianto di biogas realizzato dalla società EnErgon a Casine di Ostra
La mappa dell’impianto di biogas realizzato dalla società EnErgon a Casine di Ostra

Inaugurato alcuni giorni fa a Ostra il primo impianto di biogas nelle Marche. A realizzarlo ci ha pensato – con un cospicuo investimento di oltre 14 milioni di euro – la società En Ergon, controllata dal gruppo Astea di Osimo. La struttura, situata a Casine, permetterà di sfruttare la frazione organica (l’umido) della raccolta differenziata per produrre metano per usi domestici e compost per usi zootecnici e florovivaistici. Il taglio del nastro s’è tenuto lo scorso 6 luglio di fronte a una folta platea di imprenditori, amministratori e cittadini.

Impegnativo il percorso autorizzativo: per passare dall’ideazione all’inaugurazione ci sono voluti ben otto anni tra progettazione e, soprattutto, parte burocratica. Secondo Massimiliano Riderelli Belli, direttore generale Astea SPA e amministratore della società En Ergon, si sono impiegati per tali scopi ben tre quarti del tempo passato. La vicenda biogas si è protratta attraverso le amministrazioni Olivetti, Storoni per concludersi con l’attuale giunta Fanesi.

Proprio «sotto il mandato Olivetti è iniziata l’avventura del comitato NoBiogas di cui era anche presidente» spiega Andrea Storoni. L’ex sindaco e attuale consigliere di minoranza per Vivere Ostra ricorda che Olivetti si mosse da «silenziosamente favorevole a caciaramente contrario, sprecando le occasioni di dialogo». Sempre Storoni ricorda che quando il centrodestra fu all’opposizione (2014-2019) si impegnò per «alimentare paure e timori nella comunità». Dall’opposizione chiedono oggi «un incontro pubblico davvero esplicativo».

Pronta la sindaca Federica Fanesi che ribatte: «Stiamo parlando di un impianto…

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Ventiquattro comuni arancioni

bandiera arancione
Bandiera Arancione

Sono 24 i comuni della nostra Regione ad essere insigniti della Bandiera arancione. La tradizionale cerimonia di consegna dei vessilli si è tenuta quest’anno a Ripatransone domenica 24 luglio 2022. Nuova entrata Cingoli, più 23 conferme: Acquaviva Picena; Amandola; Camerino; Cantiano; Corinaldo; Frontino; Genga; Gradara; Mercatello sul Metauro; Mondavio; Montecassiano; Montelupone; Monterubbiano; Offagna; Ostra; Ripatransone; San Ginesio; Sarnano; Serra San Quirico; Staffolo; Urbisaglia; Valfornace; Visso. La classifica nazionale testimonia ancora una volta l’eccellenza del territorio marchigiano. Le Marche con 24 Comuni Bandiere Arancioni si piazzano al terzo posto, precedute solo da Piemonte e Toscana (al primo posto a parimerito con 40 vessilli) e seguite proprio dall’Emilia Romagna con 23 riconoscimenti.

In totale le località certificate Touring (sotto i 15.000 abitanti nell’intero territorio comunale e non più di 2.000 nel borgo) sono oggi 270, rigorosamente selezionate tra oltre 3.200 candidature distribuite in tutta Italia. La classificazione avviene attraverso una approfondita analisi da parte del Touring, con l’applicazione del Modello di Analisi Territoriale (M.A.T.) che verifica oltre 250 criteri, raggruppati in cinque macroaree: accoglienza, ricettività e servizi complementari, fattori di attrazione turistica, sostenibilità ambientale, struttura e qualità della località.

Cultura per i più giovani, gli appuntamenti del 24° festival di teatro ragazzi “Ambarabà”

La compagnia livornese Pilar Ternera in scena con “I racconti dei saggi Samurai”
La compagnia livornese Pilar Ternera in scena con “I racconti dei saggi Samurai”

Anche Arcevia, Chiaravalle, Corinaldo, Ostra e Senigallia ospiteranno alcuni spettacoli dell’edizione estiva di Ambarabà, il festival di teatro per ragazzi e di figura. Per il territorio diocesano si tratta di una nuova opportunità di fare cultura e avvicinare all’arte soprattutto i giovani e le loro famiglie, in un periodo storico, dopo i due anni di covid, in cui si tenta di tornare alla normalità. Fino al 10 agosto riparte la programmazione curata dal Teatro Giovani Teatro Pirata e sostenuta dai comuni che ospitano gli spettacoli.

Il 24° festival di teatro ragazzi e di figura “Ambarabà” si pone in continuità con la 38esima Stagione di Teatro Ragazzi che si è conclusa da poco. Il cartellone offre una panoramica del teatro rivolto ai più piccoli, tra teatro d’animazione, baracche e burattini, marionette, cantastorie, attori e pupazzi.

Dopo gli eventi di apertura, l’11 luglio si va a Chiaravalle (parcheggio ex campo parrocchiale) con la compagnia livornese Pilar Ternera che metterà in scena “I racconti dei saggi Samurai” tratto da una leggenda orientale; il 12 luglio a Corinaldo, lo spettacolo di teatro d’attore “La bella e il bestiolino”, della compagnia Teatro al Quadrato….

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Allarme per i fiumi Cesano e Misa: evacuate persone a Senigallia, poi passano la piena e la paura

Il fiume Misa a Senigallia, alle ore 14 dell'11 dicembre 2021
Il fiume Misa a Senigallia, alle ore 14 dell’11 dicembre 2021

SENIGALLIA – Salire ai piani alti nelle zone di Bettolelle, Vallone e Borgo Bicchia; prestare la massima attenzione; non avvicinarsi agli argini. Sono alcune delle indicazioni del Comune di Senigallia data l’evoluzione – un po’ attesa – dell’ondata di maltempo che sta colpendo da ieri sera, venerdì 10 dicembre, il senigalliese e tutta la vallata del Misa, con fase di allarme attivata un po’ ovunque anche nell’entroterra.

A Senigallia, per il momento, non si registrano gravi danni: nelle zone interne il livello del fiume ha superato la soglia di allarme ed è stato attivato l’avviso alla popolazione di salire ai piani alti, così come è poi stato deciso anche per i residenti della zona Cesano. Sul ponte Garibaldi, in centro storico, sono state montate le paratie. Chiuso lo Stradone Misa.


Forze dell’ordine, Polizia Locale e volontari di Protezione Civile sono sul territorio: in caso di difficoltà, l’invito è di rivolgersi a loro oppure telefonare ai seguenti numeri: 0716629386 e 0716629288. Nel frattempo si stanno evacuando le persone che risiedono nelle zone più a rischio esondazione ed è stata disposta la chiusura anche del supermercato “Amico market”, delle attività del centro commerciale “Il Mulino” e degli uffici delle Poste centrali di Via Fratelli Bandiera.
Evitare di percorrere le strade lungo il fiume e, nelle zone interessate dall’emergenza, si raccomanda di non uscire se non strettamente necessario, è l’appello del Comune.

A causa delle avverse condizioni meteo e dello stato di allarme per le condizioni del fiume Misa sono stati rinviati tutti gli eventi previsti nel pomeriggio a San Rocco, Chiesa dei Cancelli e Rotonda a Mare. La presentazione del libro “Bolle di Sapone” di Marco Malvaldi previsto alla Rotonda a Mare nell’ambito della rassegna “Pagine d’Autunno”, la presentazione della rivista “Il Perticari” per il 160° Anniversario del Liceo classico prevista a San Rocco, e il concerto del coro San Giovanni Battista previsto alla Chiesa dei Cancelli sono pertanto rinviati a data da destinarsi.

Intanto la Diocesi di Senigallia ha informato che coloro che non dispongono di un piano alto, possono recarsi al Seminario di via Cellini e chi ha difficoltà motorie sarà accompagnato presso lo stesso Seminario.

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Nell’entroterra situazione più complicata: prima che scenda a valle la piena sta creando problemi da Serra de’ Conti a Ostra e Trecastelli, dove il monitoraggio è continuo. Nel borgo serrano, viste le condizioni meteo particolarmente preoccupanti, è arrivato l’invito dell’amministrazione comunale a tutta la cittadinanza a limitare gli spostamenti e a uscire di casa per le attività strettamente necessarie. In un terreno di Ostra il fiume è fuoriuscito: in via Ghiretto è stata segnalata la difficoltà di una persona con l’auto impantanata nell’acqua esondata ma senza rischi per la sua vita.

AGGIORNAMENTO ORE 13.17: Il tratto di strada, della Statale Adriatica, compreso tra Viale IV Novembre e Via A. Caro è stato chiuso al traffico veicolare. Chiuse anche Via Dogana Vecchia, Via Alessandria, Via XX Settembre e Piazzale Cefalonia. Il traffico è deviato sulla complanare. Anche il fiume Cesano si è innalzato a livello di allerta.

Il fiume Cesano è salito a livello di allarme. Viene disposta la chiusura del Centro Commerciale Maestrale. Tutti i residenti della zona devono portarsi ai piani alti. Le persone che hanno difficoltà motorie, possono rivolgersi alle pattuglie sul posto oppure telefonare ai seguenti numeri: 0716629386 oppure 0716629288

AGGIORNAMENTO ORE 14.57: Si intravedono spiragli di miglioramento data la cessazione delle piogge già da qualche ora. Sono riaperte al traffico le seguenti strade: Stradone Misa, Viale Rossini, Largo Boito, il tratto di strada della Statale Adriatica compreso tra Viale IV Novembre e Via A. Caro.

AGGIORNAMENTO ORE 16.00: Con il miglioramento delle condizioni meteo e lo spostamento della perturbazione, stanno progressivamente diminuendo i livelli dei fiumi Misa e Cesano. Il Sindaco ha disposto la riapertura delle attività commerciali, dei pubblici esercizi e degli uffici pubblici, presenti su tutto il territorio comunale. Il previsto mercato domenicale si svolgerà regolarmente, così come il centro screening di tamponi molecolari ubicato nell’antistadio del Bianchelli svolgerà domenica 12 dicembre l’attività come da programma previsto dal Distretto sanitario.

AGGIORNAMENTO ORE 18.00: L’emergenza causata dal maltempo, che nelle ultime ore ha investito il territorio del Comune di Senigallia, è rientrata. Il Centro operativo comunale continua a monitorare la situazione fino al termine, previsto per la mezzanotte, dell’avviso di allertamento arancione. In serata il ponte Garibaldi sarà riaperto alla viabilità ordinaria. Tutte le persone che, nella mattinata di oggi, hanno dovuto lasciare temporaneamente le proprie abitazioni, sono rientrate e tutte le attività della città stanno gradatamente tornando alla normalità. Gli eventi in programma presso il Teatro La Fenice, si svolgeranno regolarmente. Il Sindaco ringrazia la Protezione Civile Regionale, il Distretto Sanitario, tutte le Forze dell’ordine, i VV.FF., la Caritas, la Croce Rossa i volontari della Protezione civile, che hanno collaborato al superamento delle criticità che si sono manifestate durante tutta la fase emergenziale, nonché tutti i cittadini per la loro pazienza, collaborazione e disponibilità.

L’orto che insegna: crescono gli agrinido

Il contatto dei bambini con la natura è al centro dell'offerta educativa montessoriana all'agrinido di Ostra "L'orto dei pulcini"
Il contatto dei bambini con la natura è al centro dell’offerta educativa montessoriana all’agrinido di Ostra “L’orto dei pulcini”

L’aula didattica può non essere composta da quattro pareti, da banchi e sedie o dalla lavagna: può essere all’occorrenza anche un orto o un vigneto. Come compiti ci possono essere la semina, la piantumazione, la raccolta. E l’insegnante può essere anche l’agricoltore che spiega la stagionalità della natura e dei suoi prodotti. Non è uno scenario fantasioso ma la realtà degli agrinido che ormai da alcuni anni sono divenuti parte integrante di un’offerta educativa regionale sempre più differenziata.

Proprio questo, il diversificare l’offerta dei servizi all’infanzia, era uno degli scopi del progetto di agricoltura sociale e che oggi vedono attivi quattro agrinido in tutta la regione, dei quali uno presente a Ostra. Una rete coordinata dalla fondazione Chiaravalle Montessori con cui palazzo Raffaello ha appena confermato la convenzione anche per l’anno scolastico 2021/2022.

Sono oltre 50 i bambini e le bambine iscritte agli agrinido delle Marche; ben 18 frequentano proprio la struttura ostrense – l’Orto dei pulcini – nata grazie al progetto di Larisa Lupini, la titolare, che ci ha illustrato le finalità pedagogiche degli agrinido. «Sono asili nido immersi nella natura, allestiti in spazi dedicati e attrezzati di aziende agricole…

Leggi l’articolo completo sull’edizione di giovedì 18 novembre, cliccando QUI
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Carlo Leone