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Tag: Regione Marche

La posa dell'ultimo concio del ponte ciclopedonale sul fiume Cesano, tra Senigallia e Mondolfo

Ponte ciclopedonale sul Cesano, ultimi lavori tra Senigallia e Mondolfo

E’ stato posato ieri pomeriggio, 3 dicembre, l’ultimo concio del ponte ciclopedonale sul fiume Cesano, tra Senigallia e Mondolfo. Si tratta di un’opera importante non solo per il versante ambientale e cicloturistico, ma anche perché ha rappresentato un’occasione per dare lavoro alle aziende della zona.

Il ponte unisce due città, appunto Senigallia a sud e Mondolfo a nord, ma anche due province, quella anconetana e quella pesarese, ma c’è di più: realizza uno snodo fondamentale per dare concretezza a quella ciclovia Adriatica di cui tanto si è parlato in passato – meno nelle ultime settimane – proprio per collegare le regioni adriatiche e le Marche in particolare ai territori più sviluppati del nord Italia ed Europa. 

Proprio su questi temi ha insistito il presidente della Regione, Francesco Acquaroli: «Un ponte che unisce due province attraverso le città di Senigallia e Marotta Mondolfo, un’infrastruttura fondamentale poiché questa opera rappresenta un anello di congiunzione all’interno del progetto interregionale più vasto della Ciclovia Adriatica. Progetto strategico sia dal punto di vista turistico che economico che inserisce la nostra regione in un itinerario che parte da Trieste e arriva a sud fino al Gargano. Una volta ultimato, il ponte permetterà di fruire di un percorso che si snoda tra i nostri splendidi territori e costituirà una grande opportunità di sviluppo per tutte le regioni adriatiche. Allo stesso tempo – ha continuato Acquaroli – sarà un’opera al servizio della comunità, per tutti coloro che si muovono ogni giorno, puntando ai principi di sostenibilità, intermodalità e multimodalità». 

A ricordare qualche dato ci ha pensato l’assessore regionale alle infrastrutture, Francesco Baldelli. L’investimento è stato di 4,5 mln di euro (rispetto ai 2 mln iniziali) per un ponte di 200 metri di lunghezza, largo 5 per permettere il passaggio ciclopedonale ed, eventualmente, dei mezzi di soccorso, e dal peso di 500 tonnellate d’acciaio, «lavorato dalle imprese del territorio di questa valle – ha specificato – Un grande risultato per l’economia del territorio e per le infrastrutture di una regione che stiamo rivoluzionando per riagganciarla a quelle più sviluppate d’Italia e d’Europa. In base al cronoprogramma dei lavori contiamo di inaugurarlo per la prossima primavera».

Sul posto anche i sindaci di Senigallia, Massimo Olivetti, e di Mondolfo, Nicola Barbieri, lieti che si stia ultimando un progetto nato anni fa, con altre giunte regionale (Ceriscioli) e senigalliese (Mangialardi) ma che non ha interrotto il suo iter, seppure la fase progettuale è stata più lunga del previsto dovendosi in realtà terminare già tre anni fa. Il problema è ora dare piena attuazione a quelli che sono i progetti per allacciare la rete ciclabile cittadina dei due comuni costieri al ponte sul Cesano. Il ponte è posizionato a 3,6 km dalla stazione ferroviaria di Mondolfo e a 5,5 km dallo scalo ferroviario di Senigallia. Km da riempire attraverso piste ciclabili ancora lontane dall’essere ultimate: mentre Mondolfo ha già fatto qualche passo avanti, Senigallia è decisamente più indietro non avendo ancora idea su dove far passare il tracciato ciclopedonale del lungomare Mameli per non perdere parcheggi e un senso di marcia.

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Il presidente di Confindustria Marche Roberto Cardinali in un incontro ad Ancona del maggio 2024 (Foto: Confindustria Marche)

Industria e commercio ancora in difficoltà: terzo trimestre 2024 negativo

Il terzo trimestre dell’anno non porta con sé buone notizie per quanto riguarda la produzione industriale e l’attività commerciale. Dati in calo che, secondo Confindustria Marche, confermano  il permanere di un clima congiunturale ancora debole, che sembra peggiorare di anno in anno.

L’ultimo rapporto presentato dagli industriali marchigiani parla di un consuntivo sul terzo trimestre 2024 negativo. Non è però una novità: il dato era ampiamente atteso, anzi anticipato da uno studio svolto alla fine del primo semestre sulle prospettive per la chiusura dell’anno. Di più: nel trimestre luglio-settembre 2024, l’industria manifatturiera regionale non solo registra attività produttiva e commerciale in calo rispetto ai primi mesi dell’anno, ma mostra un andamento sottotono anche rispetto ai livelli rilevati nello stesso periodo del 2023.

Secondo i risultati dell’indagine del centro studi “Giuseppe Guzzini” di Confindustria Marche, la produzione industriale ha registrato una flessione del 3,0% nel terzo trimestre 2024 su base tendenziale (-3,8% nel secondo trimestre). Un dato ancora peggiore di quello nazionale che si attesta al -2,6%.

Meno peggio l’attività commerciale: nel complesso è in calo dello 0,4% rispetto al periodo luglio-settembre 2023, con una contrazione sul mercato interno e un aumento sul mercato estero. Le vendite sul mercato interno hanno registrato una diminuzione dell’1,6%, mentre le vendite sull’estero hanno registrato una crescita pari al 2,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Unica nota positiva sembra essere quella occupazionale: nella media del trimestre luglio-settembre 2023, i livelli occupazionali sono cresciuti dello 0,8%.

Di debolezza del mercato interno parla il presidente di Confindustria Marche Roberto Cardinali quale causa che influenza il report sul terzo trimestre 2024, anche se accompagnato da timidi segnali di ripresa nel mercato estero. «Pesa sull’economia regionale l’incertezza derivante dal debole andamento dell’economia tedesca, dall’acuirsi delle tensioni internazionali e dalle elezioni USA». 

Se il contesto internazionale non è favorevole alla produzione industriale marchigiana, qualche beneficio nel contenere la negatività è data dalle «decisioni di riduzione dei tassi prese dalle banche centrali per sostenere l’economia e contenere l’inflazione» spiega ancora Cardinali che guarda al futuro con un cauto ottimismo: «In questo scenario – ha concluso – il miglioramento delle attività di esportazione, seppur ancora contenuto, è un buon segnale. Le aziende marchigiane stanno cercando di superare il momento difficile puntando sui mercati esteri, mantenendo allo stesso tempo un presidio significativo sui mercati più maturi e competitivi».

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Missio Marche: le diocesi si aprono al mondo perché la Chiesa sia sempre più universale

Si è riunita la scorsa settimana, presso il Pontificio Seminario Regionale di Ancona, la Commissione Missionaria Regionale presieduta dal vescovo Rocco Pennacchio. Presenti all’appuntamento, in qualità di ospiti, il direttore nazionale di Missio Italia, don Giuseppe Pizzoli, il segretario nazionale POIM, don Valerio BersanoFrancesca Cannella e Franca Cicchella della Fondazione Missio e don Marco Testa, direttore CUM e visitatore missionario in Seminario. Dopo il saluto di don Claudio Marchetti, rettore del Pontificio Seminario Regionale di Ancona, e una breve riflessione di Mons. Rocco Pennacchiodon Nicola Spinozzi, nella sua veste di segretario della Commissione, ha invitato ad un saluto e a una riflessione tutti i presenti: Marco Gasparini (Fano), don Sergio Fraticelli e Raffaela Fermani (Macerata), don Michele Giorgi (Camerino), padre Piergiorgio Rossi (Urbino-Urbania), Alessandra Franz, Alessandro Andreoli, il diacono Giuliano Pucci e don Isidoro Lucconi (Ancona), don Andrea Marescotti (Pesaro), padre Giorgio Padovan (Comboniani Fano), Stefano Pioppi (Senigallia), l’intero GAMIS del Seminario di AnconaElisabetta Vitali, segretaria nazionale Missio Giovani, Raffaele Pesare (Urbino).

L’incontro è poi entrato nel vivo con l’intervento del segretario, don Nicola Spinozzi, il quale ha esposto le linee guida del Progetto Missio e ha illustrato in particolare il Progetto delle Comunicazioni Sociali della Commissione: “Il nostro intento è quello di aprire una finestra di dialogo mensile sui giornali diocesani, raccontando le esperienze del territorio delle Marche, così da divulgare, attraverso alcuni giovani attenti al mondo missionario, tutte le attività che vengono svolte, anche mediante la pubblicazione di video da diffondere sui nostri vari canali social”.

È stata poi la volta di don Giuseppe Pizzoli, il quale ha parlato del Forum Missionario previsto dall’11 al 14 Novembre a Montesilvano (PE), dal titolo “Cantiere e Missione”. “Sono invitati a partecipare – ha detto il direttore nazionale di Missio Italia – i direttori dei CMD con al massimo due stretti collaboratori. Il Tema del Forum sarà il prendersi cura e la dimensione del dono nella realtà di oggi”. Don Pizzoli ha poi accennato anche al Festival Nazionale della Missione, che è previsto per inizio ottobre 2025 a Torino e che verterà sui “Pellegrini, missionari di speranza”, in sintonia con il Giubileo. L’appuntamento si inserirà all’interno del Festival dell’Accoglienza, organizzato dall’Ufficio Migranti già da alcuni anni a Torino.

A seguire, don Valerio Bersano ha esposto il tema del Convegno Nazionale di Missio Ragazzi e ha affermato: “È necessario dare formazione ed entusiasmo agli animatori dei ragazzi. Quest’anno il Convegno si svolgerà dall’1 al 3 Marzo a Roma. Le iscrizioni sono ancora aperte”.

Tra gli appuntamenti discussi è stato illustrato anche il 67° Convegno Missionario Nazionale dei Seminaristi che si svolgerà a Loreto dal 10 al 13 Aprile sul tema “Cuori ardenti, piedi in cammino” e che registrerà la partecipazione di suor Chiara Cavazza e don Gianni Giacomelli. Ultimo punto discusso dalla Commissione è stata l’Animazione della prossima Giornata dei Missionari Martiri che si terrà il prossimo 24 Marzo 2024, che coinciderà con la Domenica delle Palme. Numerosi i suggerimenti e le idee proposti, come ad esempio una Via Crucis dedicata o un piccolo segno da portare in processione o la stampa di manifesti con i martiri missionari.

Simone Incicco

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Numerosi i visitatori allo stand delle Marche alla BIT di Milano 2024

Cresce il turismo nelle Marche, ma solo grazie agli stranieri

Numerosi i visitatori allo stand delle Marche alla BIT di Milano 2024
Numerosi i visitatori allo stand delle Marche alla BIT di Milano 2024

Aumentano gli arrivi e le presenze di turisti nelle Marche. Anche se in misura lieve – intorno al punto e mezzo percentuale rispetto al 2022 – è comunque una conferma della tendenza in atto già da tempo. Lo ha annunciato la Regione partecipando alla Borsa internazionale del turismo BIT  di Milano: allo stand regionale è arrivata anche la ministra del turismo Daniela Santanché.

Mentre si registra una lieve flessione del turismo interno (meno italiani scelgono le Marche, rispettivamente -024% negli arrivi che si fermano a quota 2.119.186 e -1,42% nelle presenze, 9.347.204), i dati sono compensati dal notevole aumento di stranieri: +10,90 negli arrivi (447.887 nel 2023) e + 12,10% nelle presenze (1.918.463). Sempre guardando i numeri rilevati dall’Osservatorio regionale del turismo per l’anno 2023 (in attesa della validazione dell’Istat), dall’estero sono arrivati soprattutto turisti dalla Germania +5,32%; dai Paesi Bassi +5,33%; dalla Svizzera +1,56% e Francia +14,35%. Da segnalare il +38% della Polonia grazie alla rotta su Cracovia. I numeri totali sono dunque 2.567.073 di arrivi (+1,54% rispetto al 2022 quando si registrarono 2.528.136 arrivi mentre nel 2019, anno pre-pandemia, furono 2.418.857) e 11.265.667 di presenze (+0,65% rispetto al 2022 quando furono 11.193.324 mentre nel 2019 in 10.399.914 scelsero le Marche). 

Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli durante la conferenza stampa di inaugurazione dello Stand “Let’s Marche” ha commentato positivamente il risultato: «I dati del 2023 sono assolutamente in linea con il 2022. C’è un leggero incremento, anche se dobbiamo considerare un lieve calo del turismo italiano largamente compensato dal turismo estero che è legato alle nuove rotte dell’aeroporto di Ancona. Il mese di maggio e di giugno per quanto riguarda la stagione balneare hanno sicuramente risentito dell’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna e del maltempo. Quindi se consideriamo il risultato aggregato complessivo positivo di quest’anno rispetto alla stagione record dello scorso anno, possiamo dire che, se il 2022 è stato l’anno della grande scoperta, sicuramente il 2023 è quello della grande conferma».

«Le Marche sono “la piccola Italia” – ha detto la ministra Santanchè – rappresentano passato, presente e futuro i numeri migliorano e hanno superato il pre-pandemia, grazie al grande lavoro fatto dalla Regione, sempre anche in sinergia con il Ministero. Le Marche stanno facendo tanto per promuovere i numerosi turismi che offrono».

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La ministra del turismo Daniela Santanché allo stand delle Marche alla BIT di Milano 2024 assieme al presidente regionale Francesco Acquaroli
La ministra del turismo Daniela Santanché allo stand delle Marche alla BIT di Milano 2024 assieme al presidente regionale Francesco Acquaroli
donna, disperazione, dolore, tristezza, violenza di genere, abusi

Marche, altre risorse per il contrasto alla violenza di genere

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Foto da Pixabay.com

Parte dai ragazzi l’ultima speranza di contrastare la violenza di genere. La Regione Marche ha stanziato, attraverso una delibera della giunta regionale su proposta del vice presidente Filippo Saltamartini, ulteriori 100 mila euro di risorse regionali per progetti destinati alle giovani generazioni, oltre ai 1,2 milioni già accantonati per il biennio 2023-24.

I fatti di cronaca, sempre più attuali, portano infatti alla necessità di intervenire già nelle scuole per contrastare forme di abuso e prevaricazione che hanno portato alla morte di oltre 110 donne nel solo 2023, per la maggior parte per mano del convivente, marito, partner, attuale o ex.

«Considerata la gravità e complessità della tematica affrontata e vista l’impellente necessità di intervenire anche sensibilizzando le giovani generazioni – ha detto il vice presidente Saltamartini – abbiamo deciso di implementare con un ulteriore stanziamento gli interventi da svolgere nelle scuole con progetti specifici, ma anche con forme di sostegno alle giovani vittime di violenza».

L’intervento si potrà concretizzare con iniziative nelle scuole di secondo grado per sensibilizzare ed educare alla parità di genere, alla legalità, al rispetto integrale della persona, alla cultura della responsabilità personale e relazionale, anche attraverso il coinvolgimento delle famiglie; e tramite iniziative a protezione e supporto dei minori vittime di violenza tramite potenziamento e assistenza al processo di ripresa psicofisica.

Le risorse saranno assegnate ai 5 Ambiti Territoriali Sociali (ATS) e le azioni dovranno coinvolgere soggetti pubblici e privati aderenti alla rete antiviolenza, ossia Centri Anti-Violenza (i CAV sono 5 nelle Marche, uno per provincia, più 16 sportelli dislocati sul territorio, e 8 case rifugio), forze dell’ordine, tribunali, ma anche scuole, parrocchie, enti del terzo settore anche di ambito sportivo, e consultori.

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L'ospedale di Senigallia

Sanità, oltre 20 milioni di euro per la palazzina dell’emergenza all’ospedale di Senigallia

L'ospedale di Senigallia

«Nella nostra regione molte strutture ospedaliere non sono adeguate a livello sismico, né per quanto riguarda le normative antincendio. Con questi interventi iniziamo a mettere un punto fisso per la riqualificazione, partendo dall’emergenza-urgenza così siamo più sicuri». 

Con queste parole l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini ha evidenziato la necessità di intervenire sull’edilizia ospedaliera delle Marche, obsoleta e non funzionale quando va bene, non sicura quando invece va male. Ovviamente il continuo miglioramento delle norme relative alla sicurezza impone cambiamenti e adeguamenti, ma non sempre è possibile o conveniente. E’ il caso dell’ospedale di Senigallia sul cui orizzonte si stagliano importanti lavori.

L’annuncio arriva dalla Regione che ha stanziato – in gran parte con fondi europei legati alla misura 6 del Pnrr e, per il resto, con risorse regionali – ben 114 milioni di euro per l’adeguamento di sei ospedali distribuiti sul territorio, tra cui quello della spiaggia di velluto dove arriverà una nuova palazzina per l’emergenza-urgenza al costo di 20 milioni di euro. E poi l’ospedale di comunità di Cagli, l’adeguamento dell’ospedale di Pergola, l’emergenza del Santa Croce di Fano, quella di Urbino e di Civitanova Marche.

Una pioggia di annunci e risorse grazie appunto all’Europa. I cantieri partiranno in blocco nel 2024, ma il problema è la tempistica da rispettare: andranno completate entro il 2026 quindi una corsa contro il tempo che di certo non rassicura sulla qualità dei lavori, dato anche il rincaro dei prezzi delle materie prime fino al 30% sui costi inizialmente previsti. Per esempio, sulla spiaggia di velluto erano piovuti inizialmente 16 milioni di euro ma – solo in questo caso –  fortunatamente piove sul bagnato.

Per Senigallia – come ovviamente per le altre comunità – è una buona notizia dato che da anni si parla di rinnovare una struttura non più a norma e che presenta anche molteplici criticità, negli spazi, negli accessi, nella sicurezza degli operatori.

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Il bosco della Cesanella a Senigallia

Qualità dell’aria: dalla Regione Marche fondi per i boschi urbani

La buona notizia è che il verde non è solo al centro di tagli e abbattimenti ma anche di finanziamenti e riqualificazioni. E’ questo infatti il percorso tracciato dalla Regione Marche che stanzierà contributi – per un totale di 1,7 milioni di euro – a favore dei Comuni e Unioni dei Comuni che intervengono per migliorare il livello di qualità dell’aria nelle città.

«Servono nuove misure in ambito regionale, interventi strutturali e permanenti – ha dichiarato l’assessore regionale all’ambiente, Stefano Aguzzi – per poter intervenire in maniera efficace per il miglioramento della qualità dell’aria. I boschi urbani e periurbani assolvono alle molteplici funzioni di protezione e miglioramento della qualità dell’aria, oltre che di riqualificazione e valorizzazione delle potenzialità ricreative». 

L’inquinamento atmosferico ha infatti un significativo impatto sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. Nei maggiori agglomerati urbani delle Marche si riscontrano criticità legate alla qualità dell’aria. Da qui l’iniziativa che punta a due tipologie di intervento: piantagioni forestali permanenti di superficie non inferiore ai 2.000 mq e micro forestazione urbana per quelle situazioni dove la superficie minima prevista inizialmente rappresenta solo un fattore limitante.

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Il consiglio regionale delle Marche

Il consiglio regionale delle Marche “unito” per la sanità pubblica

Il consiglio regionale delle Marche
Il consiglio regionale delle Marche (repertorio)

Sanità ancora nel “mirino” della politica ma stavolta per un fine comune, quello di aumentare i fondi per la spesa sanitaria. E la politica regionale, questa volta unita, risponde approvando nell’assemblea legislativa delle Marche la proposta di legge alle Camere per innalzare al 7,5% le risorse destinate alla sanità in rapporto al Pil, il prodotto interno lordo. 

L’iniziativa è del capogruppo regionale Maurizio Mangialardi ma è stata sottoscritta da tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione, rimarcando così la finalità collettiva della pdl. «Sono molto soddisfatto dell’approvazione all’unanimità di questa proposta di legge alle Camere – afferma Mangialardi – che mira a potenziare il servizio sanitario pubblico attraverso una dotazione adeguata di risorse finanziarie e di personale». 

Ma quante risorse? In base alla proposta che dovrebbe essere approvata da Camera e Senato, al Fondo Sanitario Nazionale di 4 miliardi all’anno per i prossimi 5 anni, una cifra che crescerebbe dunque ogni anno fino ad arrivare potenzialmente ai 20 miliardi di euro annui dal 2027 in poi.

Analogamente si sono mosse le regioni Piemonte, Emilia Romagna e Toscana, per cui quello delle Marche sarebbe un ulteriore segnale “dal basso” al governo che potrebbe adottare questo provvedimento già a partire da quest’anno, inserendola nella legge di stabilità di cui si discute nelle aule parlamentari. 

Se i fondi alla sanità pubblica sono stati tagliati un po’ da tutti i governi, «compreso quello di oggi guidato dalla Meloni» rimarca Mangialardi, la proposta potrebbe andare incontro a un risanamento del sistema sanitario nazionale che oggi non gode di buona salute: si sono persi dal 2010 a oggi circa 25 mila unità di personale e poco meno di 40 miliardi di euro.

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Violenza sulle donne: illustrato in Consiglio regionale delle Marche il Rapporto 2022

I numeri parlano da soli. Nel 2022 le richieste di aiuto pervenute ai Centri anti violenza sono aumentate rispetto al 2021, in tutto 705 denunce contro le 663 dell’anno precedente. Si sono rivolte ai Cav soprattutto donne italiane (71%), coniugate o unite civilmente (40,3%), con un’età compresa tra i 30 e i 59 anni (75%) e con una occupazione (58,6 per cento). Cresce anche la percentuale delle donne con figli che hanno assistito o subìto violenza, compiuta attraverso modalità di tipo psicologico (88,8%), fisico (69,1%), economico (48,1%), sessuale (23,1%), minacce (68,2%), stalking o cyberstalking (22,3%) e tra loro associate. Questi alcuni dei dati contenuti nel “Rapporto annuale sul fenomeno della violenza contro le donne” raccolti nel 2022 sulla base delle rilevazioni effettuate dai cinque Centri antiviolenza delle Marche, uno per provincia, e dalle Case rifugio.

Il dossier è stato illustrato nel corso della seduta aperta del Consiglio regionale, avviata con un minuto di silenzio in ricordo di Giulia Cecchettin, la ragazza di Vigonovo, e Rita Talamelli, di Fano. “Due femminicidi – ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale, Dino Latini – che lasciano sbigottiti, increduli, indignati. Il nostro pensiero sia rivolto a tutte le donne, a quelle che hanno subìto o subiscono continue violenze, piccole o grandi che siano, affinché nessuno possa più ergersi a padrone delle loro vite e della loro libertà”. La situazione complessiva è stata presentata, così come emerge dal rapporto, dai due relatori, per la maggioranza il Presidente della Commissione Sanità Nicola Baiocchi, e per l’opposizione la consigliera Manuela Bora.

L’ambiente domestico si conferma il luogo dove maggiormente si verificano le violenze, da parte soprattutto dei coniugi, spesso con lavoro stabile e senza apparenti problemi di natura psicologica. Novità del rapporto 2022 è l’inserimento nella rete del Centro regionale per uomini autori di violenza (Cuav Marche) con sede a Macerata e quattro sportelli territoriali, uno per provincia, ai quali, dati alla mano, si sono rivolti 98 uomini, il 90% su disposizione del Tribunale e il restante 10% su base volontaria.

Per la Presidente della Commissione regionale Pari opportunità, Maria Lina Vitturini, serve un cambiamento culturale. “Come Cpo – ha evidenziato – continueremo a lavorare intervenendo su tutti i fronti affinché abbia fine questa mattanza che decisamente non appartiene a una società civile a cui tutti noi aspiriamo”. Approfondimenti sul tema anche da parte di Marina Pepe, Vice Questore e direttrice della Divisione Anticrimine della Questura di Ancona, che ha parlato di “un fenomeno strutturale della nostra società e trasversale” e di Emanuela Zambataro, Direttore Regionale Marche Inps. Quest’ultima ha fatto il punto su un protocollo “operativo – ha specificato – da settembre” per supportare le donne vittima di violenza, che coinvolge Centri antiviolenza, Ambiti territoriali sociali, Case rifugio e Caritas.

Sono intervenuti, inoltre, Andrea Felicetti, Comandante della stazione dei carabinieri di Force e Nicola Di Pietro, del Nucleo Radiomobile di Ascoli Piceno che hanno fatto riferimento alle loro esperienze sul campo e narrato, in particolare, l’episodio del salvataggio di una ragazza vittima di violenza. Dopo le riflessioni degli assessori Filippo Saltamartini e Chiara Biondi, conclusioni affidate al Presidente della Giunta, Francesco Acquaroli che ha parlato, riferendosi al fenomeno della violenza contro le donne, di “piaga sociale, una vera emergenza che richiede un impegno collettivo, un cambiamento culturale e adeguate politiche di sistema”.

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Viabilità e infrastrutture: presentato il piano Marche 2032

Collegamenti viari moderni, sviluppo economico e sociale: è il piano infrastrutture Marche 2032

Viabilità e infrastrutture: presentato il piano Marche 2032
Da sinistra: l’assessore all’ambiente Stefano Aguzzi; l’assessore alle infrastrutture Francesco Baldelli e il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli

Sostenibilità, sicurezza, inter-multimodalità e interconnessione, da realizzare con il passaggio dall’attuale struttura di collegamenti “a pettine” ad una “a maglia” con vantaggi sia per l’ambiente (abbattimenti di CO2 per una riduzione dei tempi di percorrenza), sia di omogeneità di sviluppo dei territori. Sono questi i principi ispiratori di Marche 2032, il piano delle infrastrutture presentato dalla Regione Marche che ha una dotazione di 4 miliardi di euro grazie a un mix di risorse regionali, fondi ministeriali, fondi PNRR e fondi europei.

«Quella delle infrastrutture è una tematica centrale e imprescindibile per guardare al futuro delle Marche nel breve e nel medio-lungo periodo: vie di collegamento pensate e realizzate per migliorare la qualità della vita dei cittadini, la competitività delle imprese e l’attrattività turistica di una regione piena di straordinarie bellezze da scoprire» ha affermato il presidente della Regione Francesco Acquaroli. Alla base, sostiene il governatore di Fratelli d’Italia, un’approfondita concertazione per uno sviluppo sociale, ambientale ed economico. Di cambio di passo ha parlato l’assessore alle infrastrutture Francesco Baldelli illustrando i quattro punti chiave.

Gli obiettivi

Il primo

Riconnettere Ancona alle Marche e le Marche all’Italia e all’Europa – è pensato per colmare quella carenza di collegamenti che ha pesato in maniera determinante sul declassamento, nel 2018, nella classificazione europea della nostra comunità regionale da regione sviluppata a regione in transizione. Obiettivo da raggiungere facendo leva sulla piattaforma logistica delle Marche, che deve diventare un’alternativa più vantaggiosa, dal punto di vista dei tempi di percorrenza e dei costi di trasporto, a quei traffici commerciali internazionali che oggi si dirigono verso le direttrici che comprendono i porti del nord Europa.

Il secondo obiettivo

Costruire un nuovo corridoio europeo ten-T diagonale che colleghi i Balcani e l’oriente con la penisola iberica e l’Atlantico – è strettamente legato al primo, scegliendo una inter e multi modalità che preveda trasporti su acqua, gomma e ferro, per collegare meglio il porto di Ancona con i porti di Civitavecchia nel Lazio, Piombino e Livorno in Toscana, La Spezia in Liguria. Di conseguenza si potranno incentivare i traffici merci e passeggeri da e verso l’oriente e da e verso l’Atlantico. 

Il terzo obiettivo

Riguarda il cambio di paradigma alla rete infrastrutturale, con il passaggio da una conformazione “a pettine” ad una “a maglia”, sia su gomma sia su ferro. In particolare, su gomma l’intento è quello di far incrociare le quattro superstrade marchigiane, SS 4 Salaria, SS 77 e 76 (Quadrilatero) e l’E78 Fano-Grosseto (da completare), con le longitudinali rappresentate dall’A14 e dalla cosiddetta “Autostrada dei Territori Interni” (sistema pedemontano-intervallivo che si sviluppa, in parallelo all’A14, da Urbino ad Ascoli Piceno e che va completata). A questa “maglia” di strade si aggiunge quella di “ferro”, con l’Anello Ferroviario Ascoli-Porto d’Ascoli-Civitanova Marche-Fabriano, che questo Piano prevede, in prospettiva, prosegua verso Urbino, attraversando Pergola lungo la tratta della Subappennina Italica riattivata nel 2021 a fini turistici, ricongiungendosi poi a Fano con la Ferrovia Adriatica. Un Anello da agganciare sempre di più anche alla diagonale Orte-Falconara, oggi in piena fase di realizzazione per raddoppio e velocizzazione, con lo scopo di unire senza interruzioni tutte le province delle Marche e connettersi con le principali direttrici ferroviarie italiane. Al centro della “maglia” gommaferro, il triangolo Porto di Ancona-Aeroporto di Falconara-Interporto di Jesi, il cuore della piattaforma logistica delle Marche.

Il quarto obiettivo

Si ispira ai principi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, e si basa su un concetto di fondo. Infrastrutture moderne ed efficienti sono in grado di coniugare in maniera equilibrata tre componenti: il rispetto dell’ambiente, con percorsi più performanti che migliorino le condizioni di sicurezza e i tempi di percorrenza nella mobilità di persone e merci, abbattendo i costi di trasporto e riducendo le emissioni di gas serra; la creazione, infine, delle condizioni favorevoli per “fare impresa” e per attrarre investimenti, anche da fuori regione; il rafforzamento della struttura sociale, sia con il sostegno alle fasce più deboli che con la diffusione di benessere per le famiglie e di opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani, intendendo, così, le infrastrutture anche come efficace strumento di welfare sociale.

Il piano infrastrutture Marche 2032 è scaricabile dal sito della Regione Marche cliccando QUI.

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Una viaggio nell’anima artistica di Maria Spes Bartoli, la prima fotografa delle Marche

È stata inaugurata venerdì 20 ottobre a Senigallia, presso i suggestivi locali al piano terra di Palazzetto Baviera, la mostra fotografica dedicata a Maria Spes Bartoli, la prima fotografa professionista delle Marche. L’esposizione, curata da Simona Guerra in collaborazione con Vanessa Sabbatini, è un’affascinante viaggio nel mondo di una donna straordinaria che ha infranto le barriere del suo tempo per affermarsi come pioniera della fotografia nella nostra regione.

Foto di Patrizia Lo Conte

Nata a Senigallia nel 1888, Maria Spes Bartoli ha segnato la storia fotografica delle Marche aprendo il suo atelier nel 1924 a Tolentino. La mostra, promossa dalla Regione Marche e organizzata dal Comune di Senigallia, ci conduce attraverso una selezione di opere originali, molte delle quali risalenti alla fine del 1800 e ai primi decenni del 1900. Ogni fotografia è una finestra aperta sulla sua vita e sul mondo che la circondava, catturando con maestria gli aspetti più intimi e significativi della sua esperienza.

Uno dei tratti distintivi dell’esposizione è la varietà dei soggetti: dall’architettura alla vita quotidiana, dalle attività teatrali al contesto familiare e alle relazioni sociali. Maria Spes Bartoli, oltre ad essere una fotografa eccezionale, è stata anche un’anima inquieta desiderosa di esplorare e comprendere il mondo che la circondava. La sua passione per il teatro, ereditata dal padre, si riflette nelle numerose fotografie di produzioni teatrali, manifestando il suo amore per l’arte scenica.

Attraverso gli autoritratti, Maria Spes Bartoli ci offre uno sguardo intimo della sua psiche. Ogni foto è un’opera d’arte in sé, raccontando una storia di introspezione, forza e vulnerabilità. Uno degli autoritratti più toccanti la ritrae di fronte a uno specchio semibuio, i capelli sciolti, lo sguardo diretto e profondo. In quel momento, Maria Spes ha abbassato ogni difesa, rivelando la sua vera essenza, un gesto di coraggio che ha ridefinito la fotografia artistica e il concetto di autoritratto.

L’eredità di Maria Spes Bartoli va oltre le sue fotografie: è un racconto avvincente di una donna che ha osato sfidare le convenzioni del suo tempo, esplorando il mondo attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica. Questa mostra non è solo un omaggio alla sua maestria tecnica, ma anche una celebrazione del suo spirito intraprendente e della sua capacità di cogliere la bellezza e la complessità della vita.

Foto di Patrizia Lo Conte

L’esposizione, ospitata a Palazzetto Baviera, è un’opportunità unica per immergersi nell’anima artistica di Maria Spes Bartoli e scoprire il suo straordinario contributo all’evoluzione della fotografia nelle Marche. Un viaggio indimenticabile nel mondo affascinante e multiforme di una delle figure più influenti della storia fotografica della regione. Un’occasione da non perdere per tutti gli amanti dell’arte e della storia, pronti a lasciarsi ispirare da una donna che ha trasformato la sua passione in un’opera d’arte eterna.

Marco Pettinari

Corinaldo: porta di Sotto o porta del Mercato

Corinaldo, 500 mila euro per sistemare un tratto di mura storiche

Corinaldo: Porta di Sotto
Corinaldo: Porta di Sotto

Tra i paesi destinatari delle risorse regionali per la valorizzazione delle mura storiche c’è anche Corinaldo. Ad annunciarlo è la Regione Marche che ha stanziato ben 500 mila euro su 4 milioni totali per sistemare un tratto di città antica. Non quella disastrata nel febbraio 2021, bensì uno dei punti di accesso al centro.

Le risorse disponibili per il borgo gorettiano ammontano al massimo contributo possibile. Lo ha riferito l’assessore regionale alle infrastrutture e ai lavori pubblici, Francesco Baldelli. Il borgo gorettiano vedrà il risanamento conservativo della Porta di Sotto (o Porta del Mercato), una delle più antiche della cinta muraria. Da qui si accede alla scalinata del pozzo della polenta, uno dei punti più caratteristici del borgo.

L’intervento passerà prima attraverso la sistemazione del paramento murario e il rifacimento delle pavimentazioni; in secondo luogo la realizzazione di un sistema di illuminazione e l’installazione di una balaustra di protezione tra i merli della terrazza del bastione che permetterà di ripristinare la fruibilità al pubblico, al momento interdetta.

«Siamo le Marche dei campanili e dei teatri, ma anche delle mura storiche, simbolo d’identità di una regione ancora tutta da scoprire» ha detto Baldelli. «Strategico per noi investire risorse per sottrarre al degrado questi veri e propri ‘capolavori di pietra’, che difficilmente troviamo così numerosi in altre regioni italiane e, ancor meno, in Europa».

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Presentati dalla Regione Marche i progetti per la valorizzazione delle mura storiche nei vari comuni marchigiani
Presentati dalla Regione Marche i progetti per la valorizzazione delle mura storiche nei vari comuni marchigiani
La Regione Marche annuncia gli interventi fatti per la messa in sicurezza del territorio colpito dall'alluvione del 15 settembre 2022

Alluvione 2022, un anno dopo: la Regione Marche illustra i lavori fatti e quelli in avvio

La Regione Marche annuncia gli interventi fatti per la messa in sicurezza del territorio colpito dall'alluvione del 15 settembre 2022

Ristoro danni, pulizia dei fiumi, ripristino degli argini e opere strutturali. Ad un anno dalla tragica alluvione del 15 settembre 2022, i 400 milioni di euro stanziati dal governo Meloni per il triennio 2022/24 sono stati tutti impegnati ed è stato approvato il piano operativo del commissario riguardo le opere complesse per la prevenzione del rischio idrogeologico. 

A renderlo noto è il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, commissario per l’emergenza Alluvione nel corso di una conferenza stampa: «Il lavoro che è stato svolto in questo anno non ha precedenti». Sforzo anche da parte della Regione che «prima dell’alluvione aveva già implementato le risorse per il dissesto idrogeologico e che ha stanziato risorse proprie per circa 24 milioni di euro».

I lavori

Nonostante i tempi burocratici (o a causa loro, dipende da come la si vede), ad un anno di distanza c’è una mole enorme di attività importanti ancora da svolgere che produrrà effetti rilevanti nelle valli del Misa e del Nevola e nel comprensorio del Catria in termini di messa in sicurezza. Il punto lo fa l’assessore alla protezione civile Stefano Aguzzi: «Il 18 settembre verrà abbattuto il ponte Garibaldi a Senigallia, accanto al quale è stata posta la passerella temporanea; è in via di ultimazione la vasca di espansione di Bettolelle ed è partita la progettazione di altre due vasche prioritarie a monte di Passo Ripe di Trecastelli e a Pianello di Ostra già finanziate».
Nel frattempo sono partiti i lavori di pulizia del fiume Misa da Ostra Vetere fino a Senigallia ma lo stesso Aguzzi ha annunciato che a breve partiranno altre sei interventi sui fiumi Nevola, Cesano e Burano «mai effettuati prima».

Le polemiche

C’è chi invece ha un atteggiamento critico sull’operato di governo, Regione e Comune: sono la lista civica Diritti al futuro e i circoli del Partito Democratico dei comuni dell’intera valle Misa-Nevola che hanno organizzato per il 16 settembre prossimo un sopralluogo lungo il fiume Misa nei tratti dell’alta valle e per il 23 settembre a Casine di Ostra un incontro pubblico per parlare di messa in sicurezza: «È già passato un anno dall’alluvione, causando danni e la dolorosa perdita di tredici persone, e moltissime azioni devono ancora iniziare» sostengono, aggiungendo che «durante l’iniziativa non potrà mancare un commento generale sul metodo e sul merito, che hanno fin qui caratterizzato l’operato di amministratori locali e regionali». Nelle due occasioni sarà fatto il punto su quanto è stato fatto in materia di opere pubbliche e risarcimenti ai soggetti privati ma verranno date anche «informazioni sui maggiori interventi nel futuro più o meno prossimo, nonché sulle risorse finanziarie realmente esistenti».

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Vino, produzioni vitivinicole in calo nelle Marche: settore in difficoltà ma c’è chi si allea

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Foto da Pixabay

Stime in netto ribasso di almeno il 30% per quanto riguarda le produzioni vitivinicole nelle Marche. La causa non è solo da addebitare allo sviluppo del batterio peronospora ma anche alle condizioni climatiche che hanno messo in subbuglio le coltivazioni, prima con un periodo prolungato di siccità fino ad aprile scorso e poi con piogge oltre la media stagionale per maggio e giugno.

Se a questo si aggiungono le già note difficoltà economiche legate alle spese per gli indispensabili trattamenti fitosanitari, all’aumento dei prezzi dei singoli prodotti e del carburante, all’innalzamento degli interessi dei mutui e alle contrazioni delle vendite per la diminuzione di presenze turistiche, ecco che emerge un quadro molto preoccupante per gli imprenditori agricoli e per gli operatori del settore vitivinicolo.

«È indispensabile allora un supporto da parte della Regione Marche per sostenere il settore» ha affermato il vicepresidente della commissione consiliare regionale per lo sviluppo economico Antonio Mastrovincenzo, il quale ha depositato «un’interrogazione, sottoscritta da tutto il gruppo Pd, per chiedere al presidente Acquaroli e all’assessore all’agricoltura Antonini di prevedere urgenti e adeguati ristori economici».

A Senigallia nasce il nuovo Consorzio dei Vignaioli delle Marche
A Senigallia nasce il nuovo Consorzio dei Vignaioli delle Marche

Ma c’è intanto chi prova a reagire alle difficoltà del settore unendo le proprie forze: si tratta dei piccoli produttori di vino a filiera corta che hanno dato vita al nuovo “Consorzio dei Vignaioli delle Marche”. Presieduto da Massimo Palmieri, già delegato regionale della FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti), è una realtà di cui fanno parte i produttori regionali di vino che sono integralmente coinvolti nel ciclo produttivo e che presentano i loro vini sul mercato con limitata o nessuna intermediazione commerciale. Lo scopo è «affermare la loro centralità – spiegano – nella produzione sostenibile di qualità e nella difesa e promozione del territorio». 

Il nuovo ente risponde anche alla necessità da parte dei piccoli produttori di essere rappresentati in un contesto in cui le aziende più grandi rischiano di fagocitare tutte le altre e quindi ad aumentarne la visibilità. La sede del consorzio è al momento individuata nella residenza municipale di Senigallia in attesa che vi sia la disponibilità di un immobile comunale: il sindaco Massimo Olivetti ha affermato che è di ottimo auspicio per «gettare le basi di una collaborazione che punti alle eccellenze del territorio sia in campo enogastronomico che turistico e formativo».

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Primi contributi per auto e furgoni danneggiati dall’alluvione 2022 nelle Marche

La Regione Marche ha annunciato di aver dato il via all’erogazione in questi giorni dei contributi alle famiglie e alle imprese per i danni subiti alle auto e ai furgoni durante l’alluvione del 15 settembre 2022. Complessivamente sono pervenute 778 richieste da parte delle famiglie e 135 dalle imprese, ma di queste circa un centinaio di famiglie e una cinquantina di ditte non avevano i requisiti richiesti. Delle 676 domande da parte di famiglie e 87 dalle imprese giudicate ammissibili al finanziamento, però, solo 614 (famiglie) e 75 (imprese) sono state subito indennizzate per una somma che supera i 2 milioni di euro, ovvero l’80% del totale. Le istanze delle domande non immediatamente ammissibili (62 nuclei familiari e 12 aziende) sono comunque in fase di perfezionamento, spiega la Regione, secondo le integrazioni richieste dalla protezione civile, e la somma rimanente, 500 mila euro, verrà liquidata agli interessati non appena possibile. Agli esclusi sono state fornite le motivazioni del rigetto della domanda.

Il bilancio di questa iniziativa lo traccia il presidente regionale nonché commissario per l’emergenza alluvione 2022 Francesco Acquaroli. E’ lui infatti a ricordare che il provvedimento, «oltre a essere una misura di ristoro necessaria per indennizzare lavoratori e aziende che hanno perduto il proprio mezzo, rappresenta anche un provvedimento che viene adottato per la prima volta e con risorse tutte regionali, in quanto la normativa nazionale non prevede indennizzi della Protezione Civile per gli autoveicoli perduti a seguito di un’alluvione. Continueremo a essere vicini ai cittadini e alle istituzioni, garantendo gli interventi necessari per la ripresa delle comunità colpite dall’evento alluvionale». Lo stanziamento complessivo della giunta regionale era di 2,5 milioni di euro.

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