Abbiamo raggiunto il nuovo Sindaco Massimo Olivetti che ha annunciato la nuova Giunta con le rispettive deleghe.
“Stamattina alle 9.00 – afferma Massimo Olivetti – ho firmato le deleghe per i 7 assessori con le relative materie. Le deleghe sono: Gabriele Cameruccio alle frazioni, territorio e urbanistica. Cinzia Petetta ai servizi alla persona e pari opportunità. Nicola Regine ai lavori pubblici, viabilità e protezione civile. Riccardo Pizzi alla cultura, sport e vicesindaco. Elena Campagnolo all’ambiente e gemellaggi. Ilaria Bizzarri al bilancio e patrimonio. Infine, per quanto riguarda Alan Canestrari, alle attività produttive, politiche giovanili e all’informatizzazione”.
Il Sindaco Massimo Olivetti
Il nuovo sindaco ha inoltre annunciato la nuova delega alla sanità: “La conferirò ad Andrea Ansuini – continua Olivetti -, soggetto che io ritengo abbia la maggiore professionalità a svolgere questo ruolo”.
Il primo Consiglio Comunale si svolgerà venerdì prossimo, 16 ottobre, ma la nuova amministrazione è già al lavoro. “Ho già dato il ‘Buon lavoro’ a tutti gli assessori e venerdì prossimo incontrerò sia i gruppi di maggioranza sia i gruppi minoranza. L’attività amministrativa comincia in questo momento e quindi siamo in grado di poter operare sin da adesso”.
Paolo Molinelli, candidato di due liste civiche, commenta il voto: “Il ballottaggio di oggi ha premiato il centrodestra con 10.213 voti, contro 9.780 del centrosinistra, una differenza di 433 preferenze che ha concretizzato la vittoria di Massimo Olivetti col 51,08% contro il 48,92% di Fabrizio Volpini. I complimenti a Massimo, al nostro nuovo Sindaco, sono sentiti come gli auguri sinceri di buon lavoro per il bene di Senigallia che ha veramente bisogno di un buon governo del cambiamento.
Paolo Molinelli
La svolta, l’alternanza, seppure veramente di misura, sono sicuramente un dato positivo, che mostrano però una città divisa in due, che la nuova maggioranza avrà il compito di rappresentare nella sua interezza e senza alcuna pregiudiziale, come sovente avvenuto in passato. Come Liste Civiche ‘Senigallia Bene Comune’ e ‘Noi Cittadini’ ci sentiamo parte di questa discontinuità, ci sentiamo di avere contribuito al cambiamento avendo svolto un lavoro di “sentinella” e di opposizione determinata in Consiglio Comunale negli ultimi anni ed avendo raccolto al primo turno del 20 e 21 settembre i consensi di una parte rilevante dell’Elettorato, rendendo così possibile il ballottaggio.
Continueremo il lavoro, sicuri della validità delle nostre linee programmatiche, portando un fattivo contributo di proposte e, se necessario, anche di stimolo a fare meglio. Auspichiamo sinceramente che la nuova maggioranza sappia fare sintesi delle tante esigenze presenti nella Città e che quei 433 voti che hanno determinato per un soffio la vittoria al ballottaggio possano crescere in futuro alla luce del buon governo che Massimo Olivetti e la sua maggioranza sapranno mettere in campo per il bene di Senigallia”.
Con il 51,08 % dei voti (ottenuti con un’affluenza al voto del 52,68%), Massimo Olivetti è stato eletto nuovo sindaco di Senigallia. In un’aula consiliare abitata da un ‘altro’ popolo, il pomeriggio di martedì scorso ha rappresentato un punto di svolta nella storia amministrativa della città. Abbiamo raggiunto il nuovo primo cittadino senigalliese attraverso i microfoni di Radio Duomo Senigallia.
Massimo Olivetti e Maurizio Mangialardi (foto di Gabriele Moroni)
Un commento a caldo, Olivetti…
È stata una grossa sorpresa anche se andando tra la gente la sensazione era quella di un’attenzione molto forte nei nostri confronti, un seguito sincero. Adesso la sfida è molto grande e molto impegnativa, cercheremo di essere all’altezza di questo mandato: oggi ci concediamo il tempo della festa, poi vediamo di affrontare da subito il lavoro che ci si presenterà.
Da dove partire principalmente?
Dagli incontri con la gente, perché questo per noi è importantissimo: ricominceremo ad ascoltare i cittadini, proporremo loro delle ideee, vedremo come saranno accolte, se ci sono dei consigli e se delle priorità immediate. È importante anzitutto capire lo stato delle cose per iniziare la nostra proposta.
Una città amministrata praticamente da sempre dal centrosinistra ha anche una macchina amministrativa rodata in questo senso. Come vi aspettate il passaggio di consegne?
Credo che all’interno dell’Amministrazione, anche se sto dicendo qualcosa che qualcuno potrebbe definire utopia, il fatto che ci sia una nuova amministrazione, diversa dalla precedente, potrebbe essere uno spunto è uno sprone per chi lavora, perché potremmo iniziare un dialogo che magari da tempo non c’era più. Mi auguro che non ci siano preconcetti o pregiudizi, perché noi non ce li abbiamo. Spero che non ce li abbia nessuno contro di noi e attraverso un dialogo serrato ed un serio confronto si possano migliorare le cose.
Un occhio ai voti e alle percentuali…
È stata una battaglia sul filo di lana alla quale io non credevo, perché pensavo che Fabrizio avesse numeri molto più alti e che noi fossimo molto più bassi. È una buona soddisfazione, però come ho detto prima questo è il momento particolare, un po’ come quando una coppia si sposa e va in banca e chiede un mutuo: è da stupidi esaltarti nel momento in cui il mutuo si ottiene, bisogna poi restituirlo con gli interessi. Di questo ne siamo consapevoli.
L’esito regionale dello stesso ‘colore’ ha aiutato questo risultato?
Non credo, perché al di là delle polemiche dell’ultimo periodo il nuovo presidente non l’abbiamo visto (se non nella mia stanza, da soli senza fare tante tanta pubblicità). Poi è capitato che un paio di persone abbiano chiesto di poterlo incontrare e così è stato, in un clima molto disteso. Acquaroli ha già chiarito che per lui tutti i comuni hanno uguali diritti, come è giusto che sia, come per un sindaco tutti i cittadini hanno pari dignità Quindi non credo che abbia fatto un effetto traino. Adesso, a pochi minuti dai risultati, sento di fare questa valutazione. È una pagina importante che a noi chiede anzitutto di cambiare il modo di gestire le cose: dobbiamo fare in modo che la gente possa essere più coinvolta nelle decisioni e questo è il vero cambio storico, altrimenti il cambio di casacca conta molto poco.
Foto di Gabriele Moroni
Foto di Gabriele Moroni
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