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Tag: Stefania Vallesi

Alla parrocchia San Giuseppe Lavoratore, zona Cesanella di Senigallia, alcuni murales e ritinteggiature hanno riqualificato l'area parrocchiale. A realizzarli sono stati giovani e adulti per ricostruire la comunità dopo alcune frizioni sociali.

Cesanella, quando l’arte unisce: giovani e parrocchia insieme per riqualificare il quartiere

Dalle scritte sui muri ai murales condivisi, dalla diffidenza alla collaborazione. È la storia di un piccolo progetto di comunità, che è stato portato avanti a Cesanella di Senigallia: qui la parrocchia dell’unità pastorale “Buon Samaritano” ha trasformato una situazione di tensione in un’occasione di crescita collettiva. Ne avevamo già parlato con il viceparroco don Matteo Guazzarotti, ma torniamo sull’argomento stavolta facendo parlare alcuni dei protagonisti del progetto: una volontaria, Stefania Vallesi; lo street artist Simone Travaglini, in arte ‘Travart’; ma soprattutto i giovani che hanno partecipato all’iniziativa, che si sono messi in gioco. L’intervista è andata in onda nei giorni scorsi ma potete ascoltarla grazie al lettore multimediale presente nel testo.

Tutto è nato da alcuni episodi di imbrattamento e dai malumori dei residenti per la presenza rumorosa di un gruppo di adolescenti che si ritrovava nella zona parrocchiale. Episodi che andavano avanti da tempo. Anziché reprimere o allontanare, il parroco don Andrea Franceschini e i viceparroci don Giuseppe Boglis e don Matteo Guazzarotti hanno scelto la via dell’inclusione, lanciando un progetto di riqualificazione che ha visto proprio i ragazzi come protagonisti.

«L’intento era dare a questi ragazzi una possibilità di rivalsa, gli strumenti per fare qualcosa di bello per loro ma anche con loro», spiega Stefania Vallesi, volontaria che ha dato una mano con l’iniziativa. «Come diceva don Matteo, la bellezza è già educante».

Stefania Vallesi e Simone Travaglini
Stefania Vallesi e Simone Travaglini

A dare forma artistica al progetto è stato chiamato Simone Travaglini, writer e artista meglio noto come ‘Travart’, il quale ha guidato i giovani nella realizzazione di murales sulle pareti parrocchiali. L’opera, intitolata “Oltre c’è altro, oltre c’è l’altro“, si basa sulla ripetizione del simbolo del “tally mark” – quattro linee verticali e una trasversale – reinterpretato come linguaggio narrativo universale. «Ho voluto dare a questi ragazzi la possibilità di raccontare la loro storia con un linguaggio autentico e semplice», racconta Travaglini. «Il titolo invita ad andare oltre le difficoltà, oltre i limiti, e a scoprire l’altro, la relazione, la comunità».

La diffidenza iniziale dei ragazzi – sedicenni e diciassettenni tra cui Ezio, Kyle, Nassabui, Devine, Achille e Matteo che hanno scelto di venire a raccontarsi a Radio Duomo Senigallia – si è sciolta progressivamente. Hanno pitturato muri, staccionate, vasi e panchine, lavorando fianco a fianco con i sacerdoti e i volontari. Hanno anche organizzato una cena collettiva, occupandosi della spesa, della preparazione e del servizio. «Erano titubanti all’inizio, ma quando hanno capito che l’intento era aiutarli davvero, che non c’erano secondi fini, la diffidenza è venuta meno», conferma Stefania.

I risultati si sono visti anche nei rapporti con il vicinato: i ragazzi hanno abbassato il volume della musica, ridotto il rumore, soprattutto nelle ore serali. «La gente si lamentava del casino. Il don ci è venuto a parlare, noi abbiamo accettato e cercato di far meno rumore», racconta uno dei ragazzi. Ora hanno a disposizione una stanza con biliardino e ping pong, ma all’orizzonte c’è la possibilità di ottenere uno spazio più grande nell’oratorio che possa ospitare il «numeroso e vivace» gruppo.

I giovani della Cesanella che hanno preso parte al progetto di riqualificazione dell'area parrocchiale
I giovani della Cesanella che hanno preso parte al progetto di riqualificazione dell’area parrocchiale

Ma dalle loro parole emergono esigenze più profonde: «A Senigallia non c’è niente per noi giovani», denunciano. Chiedono più opportunità, spazi di aggregazione, magari anche iniziative culturali a cui qualcuno pensa e qualcuno ancora no. Ma è comunque un grido che merita ascolto, indipendentemente da ciò che viene richiesto.

Intanto, alla Cesanella, un muro imbrattato è diventato un’opera d’arte condivisa. E soprattutto, ha insegnato che la bellezza educa davvero. Soprattutto quando si costruisce insieme.

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