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Vaccini, a Senigallia coperture in calo contro l’influenza: solo il 50% degli anziani

Scritto da Carlo Leone il . Pubblicato in , .
Daniel Fiacchini
Daniel Fiacchini

Non è solo una questione di salute individuale, ma di tenuta dell’intera comunità e, infine, anche una questione economica. Il tema delle vaccinazioni, in particolare per la popolazione anziana, è tornato al centro del dibattito cittadino dopo il recente convegno sulle cronicità – “Chronic on”, responsabile scientifico Gilberto Gentili – tenutosi a Senigallia. A fare il punto della situazione, ospite della rubrica radiofonica “20 minuti da Leone”, è stato il dottor Daniel Fiacchini, dirigente medico del dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Ancona. L’intervista, andata in onda nei giorni scorsi su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), è disponibile grazie al lettore multimediale.

La “soglia critica” del 50%

Nonostante l’influenza stagionale sia in pieno corso, i dati relativi alla copertura vaccinale tra gli over 65 nel territorio senigalliese e provinciale destano preoccupazione. «Registriamo coperture non ottimali», ha spiegato Fiacchini. «Solo il 50% degli anziani si vaccina per l’influenza. È un dato preoccupante: il Ministero della Salute indica il 75% come obiettivo minimo e il 95% come soglia ottimale. Essere fermi alla metà significa esporsi a complicanze anche gravi».

Contro l’idea che la sanità sia solo una spesa, Fiacchini ha citato stime economiche precise: «Ogni euro investito in prevenzione genera un guadagno che va dai 14 ai 20 euro. La prevenzione non è un costo, ma un investimento sul futuro della comunità». Tuttavia, a frenare l’adesione è spesso la diffidenza post-Covid sui vaccini e una ridotta percezione del rischio sulle malattie infettive. «Molti pensano che l’influenza sia banale, ma nessuna malattia infettiva lo è, specialmente con l’avanzare dell’età». Fiacchini ha poi ricordato i numeri dell’efficacia vaccinale durante la pandemia: 160 milioni di dosi in Italia hanno salvato circa 150 mila vite e evitato mezzo milione di ospedalizzazioni.

Il «calendario della vita» e il legame con la demenza

Uno dei punti più innovativi dell’intervento ha riguardato il cosiddetto «calendario della vita». Il vaccino non è più uno strumento solo per l’infanzia, ma un compagno nel percorso di invecchiamento. Con l’età, il sistema immunitario declina naturalmente (immunosenescenza), rendendo l’organismo più fragile di fronte alle infezioni. Tra le altre novità nel settore ci sono studi recenti i quali suggeriscono che il vaccino anti-Zoster (noto anche come fuoco di Sant’Antonio) non solo protegge dalle dolorose nevralgie, ma potrebbe avere un ruolo nel prevenire o rallentare la progressione delle demenze.

Una nuova rete territoriale: l’ospedale che vaccina

Per contrastare la bassa affluenza, la strategia dell’Ast Ancona punta sulla capillarità. Non più solo gli uffici del dipartimento di prevenzione, ma un servizio diffuso. «È stato siglato un accordo tra l’Ast Ancona e l’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche per il progetto Ospivax» ha annunciato Fiacchini. L’obiettivo è offrire la vaccinazione in ogni luogo di cura: negli ospedali, tramite i medici di medicina generale o i pediatri di libera scelta, nelle farmacie e persino a domicilio per chi non può muoversi.

Il mito dei “troppi vaccini”

Se la diffidenza non manca, forse vuol dire che sono le informazioni a essere poco comunicate alla popolazione ma certamente ancora meno lette e digerite dalle persone. Il dirigente medico ha voluto spiegare che, per esempio, sui vaccini pediatrici, è falso il mito del sovraccarico immunitario: «Il sistema immunitario di un bambino è perfetto e può rispondere a centinaia di migliaia di antigeni contemporaneamente. I vaccini sono una ‘palestra’ per l’immunità. Mandare i figli a scuola sperando che si ‘facciano gli anticorpi’ prendendo la malattia significa, oggi, scherzare col fuoco. E col fuoco non si scherza».

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Daniel Fiacchini
Daniel Fiacchini al convegno Chronic on svoltosi nei giorni scorsi a Senigallia