Babele o Pentecoste?
La torre di Babele e la piazza di Pentecoste: sono le due immagini evocate dal Papa, sulla scorta della Magnifica humanitas, per narrare “due forme sociali che ci portano a riflettere sulle circostanze del nostro presente”. La Torre di Babele ha a che fare con il “volto disumano” del potere e con il dispotismo, che causa molte sofferenze e ingiustizie, oltre a sfruttare l’ambiente. “Come insegna la storia, molti imperi hanno celebrato la loro prepotenza, prima di consumarsi e crollare come una torre”, il monito di Leone XIV: “Il risultato di questa superbia, esaltata e distrutta, è la dispersione. Anziché toccare il cielo, come pretendeva, la torre di Babele collassa, con un doppio effetto negativo. Come l’unità che imponeva era forzata, così la diversità che segue il suo crollo è conflittuale”. Oggi per il Papa, “la tentazione di Babele si ripresenta in una globalizzazione perseguita senza fraternità, nell’avido colonialismo finanziario, nelle imposizioni ideologiche, in tutti quei contatti senza legami che riducono la vita umana al commercio”. Grazie Leone!
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