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Casette di montagna… al mare

Scritto da Laura Mandolini il . Pubblicato in , .

Tra le tante cose apprezzabili di Senigallia c’è anche il continuare ad utilizzare parole come ‘bagni’ o ‘stabilimento balneare’ per indicare il pezzetto di spiaggia attrezzata scelta per rilassarsi in riva al mare. In altre zone, anche della nostra regione, da tempo si usa invece la parola ‘chalet’, mutuando il francesismo di origine svizzera, così descritto dall’Enciclopedia Treccani: “chalet (šalè〉 s. m., fr. [dallo svizzero romanzo chalet «capanna di pastori», a sua volta da una voce preromana *cala «rientranza, riparo»]. – Piccola villa di forme architettoniche semplici e spesso rustiche, costruita in legno o pietra, destinata ad abitazione temporanea, per villeggiature, brevi gite, attività sportive, soprattutto in località montane”. E’ vero che la lingua è un organismo vivente, continuamente soggetta a ibridazioni, che bisogna essere aperti e pronti alle evoluzioni semantiche. Saremo antichi (o vintage!), ma gli chalet ci piace di più continuare ad associarli alle fresche e verdi montagne. I buoni, vecchi cari ‘lidi’, ‘bagni’, ‘stabilimenti balneari’ che fanno la nostra piccola, grande storia, forse non passano mai di moda. Forse.

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