Dal Cesano di Senigallia il grido della volontaria Mirella: «Ogni vita va salvata»

Negli studi di Radio Duomo Senigallia (95.2FM) abbiamo dato spazio nei giorni scorsi a una storia di volontariato, costellata di tanta fatica, amore e purtroppo solitudine. È quella di Mirella Verde, la volontaria che da anni si occupa della colonia felina di Cesano, situata nei pressi della parrocchia. Una gestione portata avanti quasi esclusivamente con le proprie forze e risorse, in un contesto però di scarsa attenzione a questa presenza. L’intervista, andata in onda nei giorni scorsi, è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale.
La colonia esiste da anni – era gestita in precedenza da un’altra volontaria – ma è dal periodo covid che Mirella ne ha preso le redini, con il via libera dell’Ast. Oggi conta 7-8 gatti, molti meno dei 15 di un tempo: tra incidenti stradali, adozioni e sparizioni, il numero si è drasticamente ridotto, praticamente dimezzato.
Uno dei problemi è il reperimento del cibo o le cure veterinarie, a cui Mirella, insegnante fino a pochi anni fa, cerca di far fronte senza contributi, senza un’associazione alle spalle, senza aiuti continuativi «anche per non pesare sulla comunità» che non sempre vede di buon occhio questa presenza. Ma non è il solo, purtroppo. La colonia sorge vicino alla statale Adriatica nord, nel tratto tra due rotatorie dove i limiti di velocità sembrano spesso un optional.

La volontaria racconta con amarezza la difficoltà di proteggere i suoi gatti: «C’è un limite di velocità di 50 all’ora che la gente non rispetta. Ovviamente colpire il gatto che ti esce all’improvviso certe volte può essere, diciamo così, involontario. Certe volte penso che la gente acceleri proprio per far del male». Purtroppo la soluzione non sembra essere facilmente raggiungibile: nonostante le segnalazioni alle autorità e i colloqui con l’amministrazione, le risposte tardano ad arrivare, spesso frenate da burocrazia o competenze stradali incrociate. Neanche una mail a Salvini ha ottenuto il risultato sperato.
Come accennato sopra, non sempre c’è attenzione a questa presenza felina, a volte discreta, altre meno. E quando c’è, non è sempre positiva. Oltre agli incidenti, infatti, Mirella ha dovuto affrontare episodi di vero e proprio maltrattamento, con gatti ritrovati feriti o in agonia, segni di una crudeltà che la volontaria fatica a spiegarsi.

Ma c’è anche chi le contesta di occuparsi di gatti quando i problemi del mondo sono altri. A questa osservazione tipica del benaltrismo qualunquista, Mirella risponde con i fatti. La sua è una battaglia di empatia universale che non esclude nessuno, dai felini agli studenti in difficoltà economica quando insegnava. E’ di pochi anni fa un progetto “A…mici e dintorni” che, coinvolgendo gli studenti del Panzini nella creazione di calendari e dolcetti, ha permesso di raccogliere fondi per le colonie feline, per alcune associazioni e per l’acquisto di libri scolastici a favore delle famiglie in difficoltà. «Voler bene ai gatti non significa non portare avanti altre azioni verso le persone che ne hanno bisogno» spiega auspicando che rinasca un po’ quell’empatia verso ogni forma di vita che, in quanto tale, va tutelata e protetta.
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